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L’EUROPA NEL MEDIOEVO, Chris Wickham

→ CAPITOLO 1: UN NUOVO SGUARDO SUL MEDIOEVO

Periodo Medievale o Medioevo che va dal 500 al 1500, migliaio di anni in cui l’Europa era diventata un luogo diverso da quello che

era all’inizio. CAMBIAMENTO.

Molti medievisti che si sono occupati delle origini di questi Stati-Nazione o della modernità, a dare significato al periodo medievale

sono i suoi ESITI VISIONE FINALISTICA E TELEOLOGICA della storia, che è un grave errore, in quanto lo sviluppo storico

non si dirige verso, ma viene da una determinata situazione.

Occorre quindi guardare al Medioevo non in un’ottica convalidante grazie ai suoi sviluppi successivi, ma come insieme di momenti di

cambiamento che hanno dato forma all’intero periodo.

Principali momenti di cambiamento:

V sec. Caduta dell’impero romano d’occidente

VII sec. Crisi dell’impero romano d’oriente di fronte all’ascesa dell’Islam

VIII-IX sec. Esperimento carolingio, basato su un’opera di governo a valenza morale

X sec. Espansione del cristianesimo nell’Europa orientale e settentrionale

XI sec. Decentralizzazione del potere in occidente

X-XIII sec. Espansione demografica ed economica

XII-XIII sec. Ricostruzione del potere politico e religioso in occidente ed Eclissi di Bisanzio

XIV sec. Peste nera e sviluppo delle strutture statali

XIV-XV sec. Coinvolgimento popolare nella sfera pubblica

A collegare i punti di svolta c’era una serie di SVILUPPI STRUTTURALI:

• Tramonto e reinvenzione del concetto di POTERE PUBBLICO

• Transizione delle risorse dei sistemi politici dalla TASSAZIONE alla PROPRIETA’ FONDIARIA e di nuovo alla tassazione

• EFFETTI DELLA SCRITTURA sulla cultura politica

• Sviluppo di IDENTITA’ LOCALI che trasformano le relazioni tra governanti e governati

visioni frequenti del Medioevo sono quelle che lo vedono uscire dal degrado con le riforme gregoriane dell’XI sec, uscire

Alcune

dall’ignoranza grazie al Rinascimento, emergere dalla povertà grazie alle attività tessili fiamminghe e ai commerci marittimi veneziani,

uscire dalla debolezza politica grazie alla costruzione statale etc. fino al suo tramonto che ha inizio nel 1350 con la peste, le guerre, lo

scisma, l’insicurezza culturale. l’inizio del periodo medievale

Si tratta di una rappresentazione errata del Medioevo, che taglia fuori

e che non considera Bisanzio.

La prospettiva è figlia del desiderio: desiderio di rendere il Medioevo parte della modernità e di attribuire una morale alla Storia, con

eroi e malvagi e periodi da ammirare a posteriori.

“Medievale” termine che fin dall’inizio ebbe un’accezione negativa. Dalla Repubblica romana i popoli si sono regolarmente chiamati

moderni, come i loro antenati si chiamavano antiqui. Durante l’Umanesimo Trecentesco e Quattrocentesco il termine “antico” venne

ristretto solo agli scrittori classici dell’impero romano e ai loro predecessori, relegando gli autori del millennio successivo alla categoria

degli inferiori, che appartenevano a quella che nel Seicento veniva chiamata “età di mezzo”, “medium aevum”. Quest’uso si affermò

nel XIX secolo e dalla letteratura si diffuse in altri campi, del governo, dell’economia, della Chiesa; oppure da opporre al concetto di

→ Si può quindi vedere il Medioevo come un’invenzione arbitraria.

Rinascimento e si storia moderna.

Dalla seconda metà dell’Ottocento in poi si iniziò a vedere il passato medievale sotto una luce più positiva, soprattutto il periodo del

Rinascimento Carolingio del XII secolo, o gli studiosi cattolici che celebrarono la purezza religiosa medievale etc.

→Il Medioevo diventa immaginaria origine di qualsiasi rivendicazione del XX secolo.

Se non è possibile definire il Medioevo come una lunga epoca oscura di superstizione, violenza e ignoranza, come lo possiamo

differenziare da ciò che viene prima e ciò che viene dopo? →

Inizio: CADUTA DELL’IMPERO ROMANO D’OCCIDENTE nel V sec. (476) da qui la data approssimativa del 500 come

linea di demarcazione tra la storia antica e medievale. Gli Stati successori in Occidente erano più frammentati, strutturalmente più

deboli ed economicamente più semplici. Ma rimasero comunque forti continuità nelle pratiche culturali e religiose, oltre che

nell’immagine del potere pubblico, che avrebbero consentito alla tarda antichità di sopravvivere ancora. Inoltre il problema sorge

questa situazione con l’Europa sud-orientale, per cui il 500 non costituisce affatto un confine temporale, in quanto l’Impero

comparando

romano d’Oriente sopravviverà ancora a lungo.

Fine: RIFORMA PROTESTANTE (scisma che ebbe inizio nel 1517 con l’affissione da parte di Lutero di 95 tesi riguardo

l’opera della Chiesa). Per l’inizio dell’epoca moderna i cambiamenti furono meno significativi. La caduta definitiva di Bisanzio per

mano dei Turchi Ottomani nel 1453 non fu così catastrofica, e l’Impero Ottomano ereditò la struttura politica bizantina. La scoperta

dell’America da parte di Colombo nel 1492 non ebbe effetti sostanziali immediati sull’Europa. Una grande e improvvisa frattura fu

costituita piuttosto dalla Riforma Protestante e dalla successiva Controriforma cattolica.

→ Inizio del Medioevo con una crisi politica ed economica in un contesto di continuità culturale e religiosa; fine del Medioevo con

una crisi religiosa e culturale in un contesto politico ed economico stabile.

L’arco di tempo dal 500 al 1500 è un ARCO TEMPORALE ARTIFICIALE, ciò è vantaggioso perché gli eventi e i cambiamenti

possono essere seguiti in modi e tempi diversi senza doverli ricondurre teleologicamente a un qualche inevitabile evento conclusivo.

Riconoscendo l’artificialità della periodizzazione si può utilizzare l’esperienza medievale europea in modo comparativo. 1

Anche il concetto di “Europa” è artificiale, si tratta di una penisola della massa continentale eurasiatica, così come l’Asia su-orientale.

Finchè durò l’impero romano l’area di interesse era quella del Mediterraneo, più importante dell’Europa che era divisa tra lo stato

romano a sud e i popoli nomadi barbari a nord. L’Europa non fu mai una singola entità politica, religiosa e culturale. Ma già nel

Europa, nel IX secolo la corte carolingia chiamava i propri monarchi “signori d’Europa”, così come facevano

Medioevo si parlava di

nel X secolo nella Germania ottoniana. Nel Medioevo questo termine sopravvisse con tale senso retorico.

si estese progressivamente a tutti gli stati oggi considerati “europei”, ciò non creò una

Anche se durante il Medioevo il cristianesimo

cultura religiosa comune, dal momento che i processi di espansione verso nord dei cristiani latini e dei cristiani greci furono separati.

Inoltre i confini dei territori governati da cristiani e musulmani erano sempre mutevoli, i cristiani si spingevano verso sud della Spagna

nel Duecento e gli Ottomani verso nord nei Balcani tra Trecento e Quattrocento: il concetto di “Europa cristiana” non corrispose mai

a realtà, anche a causa delle numerose comunità ebraiche.

Troppe erano le diversità all’interno del continente per poterlo considerare come una singola unità, infatti qualsiasi pretesa di unità

→ L’Europa medievale era un vasto

europea risulta anche oggi fittizia. spazio differenziato.

Esistono due approcci comuni ai secoli medievali:

1. →

Considerazione degli uomini medievali come uomini “come noi”, solo in un modo meno avanzato tecnologicamente

rischio di una BANALIZZAZIONE o di MORALISMO, derivati dalla delusione di ciò che gli uomini medievali non

riuscivano ad afferrare, ma che a noi appare ovvio.

2. Considerazione degli uomini medievali come uomini diversi, con un sistema di valori e categorizzazione del mondo spesso

lontani dalla nostra sensibilità, e che richiedono uno sforzo ricostruttivo per potergli attribuire una logica e una

→ rischio della COMPLICITA’, della concentrazione solo su ciò che appare “strano”.

giustificazione.

Chris Wickham li usa entrambi: tentativo storicizzante di vedere come gli uomini del medioevo facevano le proprie scelte negli ambienti

politici ed economici in cui vivevano, in base ai valori che possedevano, nelle circostanze che trovavano davanti a sé determinate dai

→ MEDIEVALE, dal punto di vista politico, economico

fatti e dalla tradizione. Studio del FUNZIONAMENTO DELLA SOCIETA’

e culturale.

→ Rete stradale ereditata dall’impero romano, che però non si estendeva al di là delle frontiere imperiali lungo il Reno e il

Danubio. Il sistema viario della Germania e oltre verso nord rimase rudimentale a lungo, e i viaggiatori sfruttavano soprattutto

i trasporti marittimi e fluviali. Difficoltà nell’attraversamento delle Alpi, la maggiore catena montuosa europea per altezza,

e nell’attraversamento delle foreste che ricoprivano la maggior parte del continente. Spostamenti lenti. il paesaggio

selvaggio costituiva un pericolo e una scomodità; ma ciò non impediva lo spostamento di merci e persone. Ad esempio

l’impero carolingio si estendeva su metà dell’Europa occidentale, ma i sovrani riuscivano comunque a spostarsi lungo tutto

il regno; così come gli eserciti compivano tragitti di migliaia di chilometri. Seppure più lentamente migravano anche intere

popolazioni, ad esempio quelle nomadi, ma in generale il mondo europeo era assai stanziale.

→ Questione del “Feudalesimo militare”: una vasta elite di aristocratici e cavalieri che formavano un servizio militare e

dimostravano lealtà politica in cambio di incarichi o beni fondiari concessi loro da re o altri signori. Gli aristocratici che

giuravano fedeltà al proprio signore erano chiamati VASSI o VASSALLI, e i relativi possedimenti fondiari i FEUDI, da cui

deriva il termine “feudale”. Una ricerca di Susan Raynolds ha fatto notare che gli obblighi politici e militari o il significato

di parole come feudo, erano di rado così nettamente definiti. Il servizio militare prestato alle elite non avveniva in cambio di

un salario. Nel XII secolo si adoperavano dei MERCENARI che formavano la fanteria, mentre i comandanti della cavalleria

erano uomini che detenevano vincoli personali nei confronti del sovrano o del regno. L’impero romano

e i vertici militari

invece poteva contare su un esercito stipendiato permanente molto maggiore rispetto agli eserciti medievali.

→ Il collasso del sistema fiscale dell’impero romano (tassazione) e della sua struttura politica coesa fu la causa principale per

cui i primi stati successori dell’impero furono assai più deboli, mentre gli imperi bizantino e ottomano che mantennero un

sistema simile funzionarono lungo tutto il periodo medievale. Un sistema generale di tassazione ricomparve in occidente nel

Tardo medioevo anche se su scala minore, rivoluzionando le risorse a disposizione del potere, ma creando nuovi problemi,

come la necessità di consenso da parte dell’aristocrazia e dei cittadini che avrebbero dovuto stipendiare l’esercito. Nella

maggior parte dell’Europa per quasi tutto il periodo medievale nessuno riscuoteva un’imposta sulla terra. Per questo motivo

gli eserciti dovevano essere fondati sulla base di un servizio pubblico fornito dai proprietari fondiari, o assegnando ai

combattenti delle terre su cui vivere. In questo modo buona parte del sistema militare e del reclutamento degli eserciti,

dipendeva dai RAPPORTI PERSONALI legati al POSSESSO DELLA TERRA. POLITICA DELLA TERRA, così

definita da Marc Bloch nel 1940: una società basata sulla terra come feudale, implicava una frammentazione dei poteri dal

momento che tendeva a produrre delle strutture politiche decentralizzate : più terra si concede, meno ne si ha per sé, e avendo

meno da concedere, le elite proprietarie avrebbero potuto prestare una minore obbedienza.

Gli stati in grado di riscuotere le imposte sono sempre più solidi di quelli basati sullo scambio di doni in terre in cambio della

lealtà politica o militare: soldati e funzionari salariati garantiscono una maggiore affidabilità, poiché si può semplicemente

smettere di pagare quelli sleali o incompetenti. Nel medioevo infatti non c’era grande differenza tra l’attività politica e il

servizio militare, l’opera del governo si incentrava su due strutture principali: ORGANIZZAZIONE DELLA LEGGE E

DELLA GIUSTIZIA e ORGANIZZAZIONE DELLA GUERRA la lealtà politica era inscindibile dalla volontà di

l’aristocrazia fondiaria ebbe quasi sempre un addestramento e un’identità militari.

combattere, I sovrani venivano elogiati

per i loro successi militari e la loro giustizia ed erano ritenuti la fonte della prosperità economica del regno, mentre i disastri

climatici venivano visti come colpa dei sovrani ingiusti.

→POTERE STATALE: l’autorità pubblica dei sovrani nell’Alto medioevo e i complessi sistemi amministrativi in uso dal XII secolo

possono essere caratterizzati in termini di potere statale. All’interno della Politica della terra avevano luogo le relazioni di potere e i

giochi di lealtà, fedeltà e onore che erano alla base della prassi politica dell’Europa medievale da cui erano esclusi solo i sistemi statali

di Bisanzio, degli Ottomani e della Spagna musulmana degli al-Andalus. 2

→ECONOMIA: Le entità politiche medievali, come tutte le società preindustriali, si fondavano soprattutto sulle risorse agricole e

quindi la coesione e il successo erano affidate al controllo della terra. La maggior parte della popolazione era formata da contadini

impegnati in un’agricoltura di sussistenza, su possedimenti fondiari più o meno fissi e in insediamenti stabili (villaggi o tenute isolate).

I prodotti agricoli costituivano la maggior parte di quanto ottenuto dal lavoro umano, per questo motivo il controllo di questi prodotti

terre in cui venivano coltivati era essenziale. Infatti non esisteva nulla che si potesse definire una “fabbrica”, c’erano solo

e delle delle

botteghe di artigiani che si occupavano di realizzare manufatti tessili o lavorazioni metallurgiche.

Ma chi controllava le terre e le coltivazioni?

⎯ Europa settentrionale e orientale: proprietà contadina, erano i contadini stessi a possedere i terreni che coltivavano

⎯ Impero Bizantino e Arabo, e nell’Alto medioevo anche in alcuni regni occidentali: tassazione, i governanti riscuotevano un

tributo più o meno sistematico, agli agricoltori autonomi. Esercitavano un controllo parziale sulla terra in quanto si

impadronivano di una parte dei prodotti agricoli anche se non erano gli effettivi proprietari. La maggior parte dell’Europa

era nelle mani di proprietari terrieri che non erano contadini e che riscuotevano dei censi ai coltivatori-fittavoli (prima del

Duecento il lavoro salariato nelle campagne era molto raro). questi PROPRIETARI TERRIERI costituivano le ELITE

ARISTOCRATICHE europee, anche gli stessi sovrani erano signori fondiari. Inoltre anche la Chiesa possedeva delle terre,

che potevano arrivare anche ad un terzo della superficie totale di un regno.

La ricchezza signorile, regia, ecclesiastica o aristocratica, dipendeva da ciò che potevano ottenere dai contadini, a volte anche ricorrendo

all’uso della forza e della minaccia. La riscossione degli affitti avveniva sempre sullo sfondo di un potenziale ricorso alla violenza da

parte degli uomini armati che i signori reclutavano, infatti le procedure di pagamento erano spesso sorvegliate da armigeri. La resistenza

dei contadini era regolarmente repressa con la forza: distruzione ed esproprio dei beni, pestaggi, amputazioni e torture. nella società

medievale la violenza era implicita. Anche nelle fonti, i racconti di tortura avevano un tono di disgusto, che però si affievoliva fino alla

normalità in caso di pestaggi e mutilazioni.

CONTADINI:

• LIBERI: la libertà poteva essere de iure (di diritto, per legge) o de facto (di fatto) e in entrambi i casi assicurava una piena

partecipazione alla vita pubblica (assemblee) e il poter ricorrere ai tribunali pubblici.

• NON LIBERI: come i servi o i mancipia, che rientravano in diverse categorie: SERVUS (schiavo): servi che lavoravano la

terra nelle piantagioni o schiavi domestici molto diffusi nel periodo medievale. I servi erano affittuari: non godevano di alcun

diritto legale e dovevano pagare censi più alti oltre che a dover fornire servizi non retribuiti. All’interno del sistema complesso

medievale esisteva una scala gerarchica nei villaggi tra affittuari liberi e non liberu

→ con il passare del tempo tali distinzioni andarono perdendosi in quanto l’esperienza dell’assoggettamento economico divenne più

importante delle distinzioni giuridiche, e liberi e non liberi iniziarono a sposarsi tra loro. Entrambe le categorie dopo il Mille si

ritrovarono in una condizione comune di SERVAGGIO, una pratica di soggezione giuridica.

Le dinamiche dei rapporti fra signori e contadini sono alla base della storia economica medievale, ma anche delle vicende socio-

politiche, rendendo possibile la politica della terra. Dinamiche che mutarono in periodi e circostanze diverse.

maggioranza contadina: l’intera dinamica economica dei sistemi

La ricchezza e il potere politico si basavano sullo sfruttamento della

sociali medievali e i cambiamenti di sviluppo economico dipendevano dal rapporto di DISUGUAGLIANZA tra signori e contadini, e

dalle eccedenze che i primi riuscivano ad ottenere da questi ultimi.

Gli aspetti culturali fondanti dell’Europa medievale erano tre: ONORE, GENERE e RELIGIONE.

→ONORE: la forza dei legami politici era basata sull’onore. Essere considerati uomini d’onore era fondamentale ad ogni livello della

e in ogni regione europea, compresi i contadini e le donne (l’onore delle donne coincideva con

società medieval

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/01 Storia medievale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gaia.daniello di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia medievale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Gaffuri Laura.
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