Estratto del documento

Fredda ma frutto di ostilità storiche, esplose a causa delle contese territoriali sul Kashmir e sul

Punjab. Negli anni '60, Indira Gandhi salì al potere in India, rafforzando i legami con l’URSS,

mentre in Pakistan aumentava il controllo militare e cresceva il malcontento nella regione orientale

(futuro Bangladesh). Dopo le elezioni del 1970, vinte dalla Lega Awami di Mujibur Rahman, il

governo pakistano reagì con violenta repressione, causando migliaia di morti e un esodo di 10

milioni di profughi verso l’India. L’intervento dell’ONU fallì, mentre l’India, sostenuta da un

accordo con l’URSS, lanciò un attacco militare che portò alla nascita del Bangladesh. Fu una netta

vittoria indiana e una sconfitta umiliante per il Pakistan.

Israele, Egtto, paesi arabi: In contrasto, la Guerra dei Sei Giorni del 1967 vide un forte

coinvolgimento delle superpotenze. Dopo Suez e la caduta della monarchia irachena, l’Egitto di

Nasser divenne simbolo della lotta araba contro l’imperialismo e il sionismo. Rafforzato dal

supporto sovietico e dalla costruzione della diga di Assuan, l’Egitto potenziò le sue forze armate

con l’aiuto dell’URSS, preparandosi a un nuovo conflitto con Israele.

Nel 1958 nacque la Repubblica Araba Unita (RAU) dall’unione tra Egitto e Siria, ma l’esperimento

durò poco, sciogliendosi nel 1961. Nonostante ciò, il socialismo nasseriano continuò ad avere un

forte impatto nel mondo arabo. Diversi paesi arabi, come l’Arabia Saudita e l’Iraq, si opposero

all’egemonia egiziana. La Siria, pur legata all’URSS, sviluppò una politica autonoma sotto il regime

dittatoriale di Hafiz al-Assad dal 1971. Per contrastare il calo della sua influenza, l’Egitto rilanciò la

lotta contro Israele. Nel 1964 nacque il Comando arabo unificato e venne fondata l’OLP

(Organizzazione per la Liberazione della Palestina), guidata da Yasser Arafat. Da metà anni '60 si

intensificarono gli attacchi dei guerriglieri palestinesi contro Israele, che rispose con raid aerei. La

tensione crebbe, fino a quando nel 1967 Nasser chiese all'ONU di ritirare le proprie forze che

stazionavano nel Sinai dal periodo successivo alla crisi di Suez. Inoltre Nasser decise di chiudere lo

stretto di Tiran al passaggio di navi battenti bandiera israeliana. Il 5 giugno 1967, Israele lanciò un

attacco preventivo contro Egitto, Giordania e Siria: fu l’inizio della Guerra dei Sei Giorni,

conclusasi con una schiacciante vittoria israeliana. Israele occupò il Sinai, la Cisgiordania,

Gerusalemme Est e le alture del Golan. Il paese ottenne nuovi confini più sicuri, dimostrò la sua

superiorità militare. La guerra segnò l’inizio della “questione palestinese”, aggravando la crisi dei

profughi nei paesi vicini. Nacquero nuovi gruppi di resistenza, come Al-Fatah e il Fronte Popolare

per la Liberazione della Palestina. Dopo il conflitto, l’URSS rafforzò il sostegno a Egitto e Siria,

mentre gli USA si avvicinarono ancor più a Israele. Nel novembre 1967 l'ONU approvò la

Risoluzione 242, che chiedeva il ritiro israeliano dai territori occupati e il riconoscimento del diritto

all’esistenza di Israele, ma fu disattesa. Israele considerava molti territori strategici o politicamente

non negoziabili, in particolare Gerusalemme Est, destinata a diventare capitale.

Capitolo 7

La frattura degli anni 70: crisi dell’Occidente e prese di coscienza del Sud del mondo (1968-

1980)

1. La frattura degli anni 70: società, economia e politica

La storiografia più recente considera il periodo tra il 1968 e il 1980, i cosiddetti "lunghi anni

Settanta", come una cesura cruciale nella storia del Novecento, segnando l’inizio della modernità

attuale. Questo decennio rappresentò una frattura a livello sociale, economico e politico, con effetti

globali e duraturi, anticipando la globalizzazione e influenzando le relazioni internazionali oltre la

fine della Guerra Fredda.

Il cambiamento cominciò nella società americana, poi europea, e infine nel resto del mondo. Il

Sessantotto, pur variando nei tempi e nei luoghi, ebbe caratteri comuni: la contestazione del potere,

il rifiuto del consumismo e del capitalismo, la critica dei valori tradizionali, e l’opposizione alla

guerra del Vietnam. Nonostante alcune influenze marxiste, il modello sovietico fu in gran parte

rifiutato, con preferenza per figure come Mao o movimenti del Terzo Mondo.

Il Terzo Mondo divenne centrale anche nel dibattito occidentale, accentuato dai flussi migratori in

Europa. Sebbene la contestazione politica estrema si esaurì presto (esclusa l'Italia), le

trasformazioni culturali e sociali furono profonde e durature: ambientalismo, emancipazione

femminile, sfiducia nelle autorità tradizionali.

Questi cambiamenti influenzarono anche le politiche estere, con la diffusione di sentimenti

antiamericani e anticapitalisti, e con il sostegno a movimenti contestatari nel Terzo Mondo.

Nacquero inoltre nuovi attori non istituzionali, come ONG e organizzazioni per i diritti umani (es.

Amnesty International), che iniziarono a condizionare governi e diplomazie. Importante fu anche il

ruolo crescente dei media, in particolare della televisione, nel modellare l’opinione pubblica.

Tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta l'economia occidentale cominciò a registrare

una prima fase di rallentamento e di incertezza, in ampia misura determinati dalla crescente

debolezza dell'economia americana, in particolare del dollaro. Non a caso il primo shock che colpì

il sistema capitalistico fu la decisione presa nell'agosto del 1971 dall'amministrazione Nixon di

interrompere la convertibilità tra il dollaro e l'oro, ponendo così fine al sistema creato nel 1944 a

Bretton Woods e alla stabilità nei tassi di cambio fra le valute occidentali. Il secondo colpo inferto

al sistema economico occidentale fu rappresentato dallo shock petrolifero dell'inverno 1973-1974

conseguente alla guerra del Kippur. Un secondo shock petrolifero, alla fine degli anni ’70 (legato

alla rivoluzione iraniana e alla guerra Iran-Iraq), aggravò la situazione. Tuttavia, negli ambienti

statunitensi iniziò a farsi strada l’idea che il capitalismo potesse rinascere grazie alla libera

espressione delle forze di mercato. Questa convinzione portò alla nascita del neoliberismo, destinato

a dominare negli anni Ottanta.

Negli anni Settanta, oltre alle crisi economiche, si verificarono profondi mutamenti politici che

segnarono una discontinuità rispetto ai decenni precedenti. Negli Stati Uniti, lo scandalo Watergate

e la crisi economica indebolirono il prestigio globale del Paese.

In Europa occidentale, la crisi americana contribuì a uno spostamento politico verso sinistra, con

governi socialdemocratici in Germania (SPD), laburisti in Gran Bretagna e un rafforzamento del

PCI in Italia. Intanto, tra il 1974 e il 1975 caddero gli ultimi regimi autoritari in Portogallo, Grecia e

Spagna.

Nel blocco sovietico, pur mantenendosi stabile in apparenza, si manifestarono segnali di crisi. Nel

Terzo Mondo, si moltiplicarono i movimenti radicali anti-occidentali (in Libia ad esempio salì al

potere Gheddafi (1969).

Due fenomeni destinati a influenzare a lungo la politica internazionale furono:

1. Il ricorso al terrorismo internazionale come strumento di azione politica

2. Il ritorno del fattore religioso, evidente con la rivoluzione islamica in Iran (1979)

2. Henry Kissinger e la grande distensione: successi e limiti

Henry Kissinger, figura centrale della politica estera statunitense negli anni ’70, fu Consigliere per

la sicurezza nazionale (1969-1973) e Segretario di Stato (1973-1976). Emigrato negli USA dalla

Germania nazista, divenne accademico ad Harvard e consulente governativo, sviluppando una

visione delle relazioni internazionali basata su tre punti chiave:

• Equilibrio di potenza come obiettivo principale degli USA.

• Limiti al predominio americano, data la crescita dell’URSS e il ridimensionamento

economico statunitense.

• Realismo politico, con abbandono degli ideali e priorità alla stabilità mondiale.

Sulla base di queste premesse nasceva l’ipotesi di un sistema internazionale bipolare, fondato su un

accordo di fondo tra Usa e Urss che favorisse la conservazione di una stabile e duratura condizione

di equilibrio. Kissinger poi ampliò la sua visione ad un sistema tripolare (inserendo la Cina) e

pentapolare sul piano economico (con Comunità Europea e Giappone). La sua azione, condotta

spesso in segretezza insieme a Nixon, fu caratterizzata da audacia ma anche da mancanza di limiti

morali e istituzionali. I principali successi della diplomazia kissingeriana furono legati soprattutto al

disimpegno “con onore” dal Vietnam, considerato da lui solo una crisi locale funzionale a una più

ampia strategia di equilibrio globale.

Indocina: L’amministrazione Nixon puntò inizialmente sulla “vietnamizzazione”, cioè ridurre

gradualmente la presenza militare americana e rendere autonomo il governo di Saigon. Tuttavia, il

Nord Vietnam mirava alla riunificazione del paese. In tali condizioni il negoziato di Parigi non

fece registrare alcun progresso, mentre crescevano i timori che il regime di Saigon difficilmente

sarebbe sopravvissuto di fronte alla costante pressione delle forze nordvietnamite e dei Viet Cong.

Nixon e Kissinger ritennero dunque che lo strumento militare fosse l'unico modo per porre sotto

pressione le autorità di Hanoi, in tal modo però essi allargarono il conflitto alla Cambogia e al Laos,

paesi all'interno dei quali si snodava la pista di Ho Chi Minh. Nel 1969 da Washington venne

l'ordine di avviare bombardamenti sulle basi di rifornimento dei Viet Cong in territorio cambogiano,

all'insaputa del Congresso e dell'opinione pubblica. Nel marzo del 1970 il generale cambogiano Lon

Nol, su probabile ispirazione di Washington, rovesciò Sihanouk mentre questi si trovava all'estero

per una visita di stato, e schierò la Cambogia a fianco degli Stati Uniti; il mese successivo truppe

americane e sudvietnamite intervenivano nel paese confinante per distruggere le basi dei

nordvietnamiti e dei Viet Cong. Nei primi mesi del 1971 le forze sudvietnamite lanciavano un'ope-

razione in Laos: si completava così il coinvolgimento di tutta l'Indocina nel conflitto. Queste

operazioni, però, si conclusero con insuccessi e gravi perdite. Intanto, per rispondere alla pressione

dell’opinione pubblica e alle elezioni, Nixon accelerò il ritiro: nell’agosto 1972 rimasero in Vietnam

solo forze di supporto.

Nel 1972 Hanoi lanciò una grande offensiva che spinse gli Stati Uniti a rispondere con pesanti

bombardamenti. Sul piano diplomatico, Kissinger cerc&o

Anteprima
Vedrai una selezione di 14 pagine su 61
Riassunto esame Storia delle relazioni internazionali, Prof. De Luca Daniele, libro consigliato Storia delle relazioni internazionali, Varsori Pag. 1 Riassunto esame Storia delle relazioni internazionali, Prof. De Luca Daniele, libro consigliato Storia delle relazioni internazionali, Varsori Pag. 2
Anteprima di 14 pagg. su 61.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia delle relazioni internazionali, Prof. De Luca Daniele, libro consigliato Storia delle relazioni internazionali, Varsori Pag. 6
Anteprima di 14 pagg. su 61.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia delle relazioni internazionali, Prof. De Luca Daniele, libro consigliato Storia delle relazioni internazionali, Varsori Pag. 11
Anteprima di 14 pagg. su 61.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia delle relazioni internazionali, Prof. De Luca Daniele, libro consigliato Storia delle relazioni internazionali, Varsori Pag. 16
Anteprima di 14 pagg. su 61.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia delle relazioni internazionali, Prof. De Luca Daniele, libro consigliato Storia delle relazioni internazionali, Varsori Pag. 21
Anteprima di 14 pagg. su 61.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia delle relazioni internazionali, Prof. De Luca Daniele, libro consigliato Storia delle relazioni internazionali, Varsori Pag. 26
Anteprima di 14 pagg. su 61.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia delle relazioni internazionali, Prof. De Luca Daniele, libro consigliato Storia delle relazioni internazionali, Varsori Pag. 31
Anteprima di 14 pagg. su 61.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia delle relazioni internazionali, Prof. De Luca Daniele, libro consigliato Storia delle relazioni internazionali, Varsori Pag. 36
Anteprima di 14 pagg. su 61.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia delle relazioni internazionali, Prof. De Luca Daniele, libro consigliato Storia delle relazioni internazionali, Varsori Pag. 41
Anteprima di 14 pagg. su 61.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia delle relazioni internazionali, Prof. De Luca Daniele, libro consigliato Storia delle relazioni internazionali, Varsori Pag. 46
Anteprima di 14 pagg. su 61.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia delle relazioni internazionali, Prof. De Luca Daniele, libro consigliato Storia delle relazioni internazionali, Varsori Pag. 51
Anteprima di 14 pagg. su 61.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia delle relazioni internazionali, Prof. De Luca Daniele, libro consigliato Storia delle relazioni internazionali, Varsori Pag. 56
Anteprima di 14 pagg. su 61.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Storia delle relazioni internazionali, Prof. De Luca Daniele, libro consigliato Storia delle relazioni internazionali, Varsori Pag. 61
1 su 61
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze politiche e sociali SPS/06 Storia delle relazioni internazionali

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Grace_95 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia delle relazioni internazionali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università del Salento o del prof De Luca Daniele.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community