Storia della Pedagogia 2° Lezione
Prof.ssa Claudia Spina
Riepilogo: Sofisti, seconda metà del V° secolo a.C (grecia Atene) inizia il periodo umanistico della filosofia
antica.
*La Sofistica dal cosmo (physis = natura) all'uomo. C’è un cambiamento, si inizia a studiare l’uomo e non
la natura. Vuol dire studiare tutto ciò che riguarda l’uomo, non solo l’uomo in sé.. (etica, educazione,
politica, società ecc..). Quindi studiare l’uomo vuol dire studiare tutta la cultura umana.*
La Sofistica non indica una scuola precisa, ma semplicemente un gruppo di pensatori che ragionano su
queste tematiche come Protagora.
Il termine sofista vuol dire “SAPIENZA” colui che è sapiente. Nel tempo però questo concetto inizia ad
assumere una connotazione dispregiativa
Socrate
Platone
Aristotele
Per Platone il “sapere” sofistico era un sapere vuoto quindi apparente, fittizio(finto) perchè secondo lui il
sapere sofista non va alla ricerca della verità ma di insegnare un’arte, su richiesta. Quest’arte è l’arte
del persuadere, cioè la retorica. Quindi filosofare per i sofisti vuol dire insegnare un’arte, (arte della
retorica) che serviva ad avere successo nella vita ma soprattutto successo politico.
Il sapere dei sofisti è UTILITARISTICO, che è finalizzato ad uno scopo pratico, mentre con Platone
troviamo il filosofare come contemplazione.
Secondo questo punto di vista sofista ,cultura, filosofia e sapere, diventano degli strumenti che servono
alla vita pratica.
C’è questo spostamento dell’asse filosofica perché in questo periodo(V° secolo) ad Atene si vive un
profondo rivolgimento politico e sociale. A termine vittorioso della guerra contro i persiani sulla scena
politica ad atene appare per la prima volta una nuova classe sociale, DEMOS (popolo) che farà di tutto
per affermarsi sempre di più, cominciando a criticare i valori della tradizione che erano invece difesi
dall’aristocrazia che non si limita ad una critica teoria, ma richiedevano proprio che venissero riviste,
modificate le istituzioni sociali,politiche, religiose. L’aristocrazia va in crisi e quindi va in crisi anche
aretè
l’antica (virtù, valori tradizionali).
Questo ha conseguenze importanti, nel momento in cui al potere inizia a salire il popolo (DEMOS) che
Non si nasce
inizia a maturare una consapevolezza, ovvero l’aretè non si acquisisce per nascita,
virtuosi ma ci si diventa . E quindi anche il popolo può essere virtuoso.
Questa consapevolezza chiama in causa il problema educativo, perché affinché io diventi virtuosa
qualcuno deve insegnarmelo.
All’epoca secondo i sofisti attraverso l’allenamento tecnico, quindi attraverso un addestramento
retorico, per poter insegnare ai giovani ad essere virtuosi.
Tornando al giudizio sui sofisti, ricordiamo che un grande filosofo Hegel ha dato un pensiero negativo
sulla sofistica, perché secondo lui così inizia un periodo di decadenza della Polis Greca.
Aspetto di Giovanni Reale, è un esperto della filosofia platonica, a riguardo dice che alla fine qualche
pregio si può trovare, il più importante è che con la sofistica viene finalmente scalfita l’immagine di un
sapere elitario (rivolto al popolo).
Filosofo è colui che ricerca la verità e secondo Platone è colui che fa Episteme (Scienza) e quindi si
occupa dei valori assoluti, del vero! e solo il filosofo ha le giuste credenziali per governare.
Filodossi, secondo Platone è colui che non si occupa di Episteme ma Doxa ( contrario di Episteme -
Opinione mutevole-) e sono coloro che hanno condannato a morte Socrate.
PLATONE 427 - 347 a.C. è stato uno degli allievi più lustri di Socrate. Abbiamo un corpus
filosofico-letterario attribuite a lui (34 dialoghi e 13 lettere)
Criterio stilometrico: riguarda lo stile. Si parte da una certezza, che corrisponde alle Leggi, ultima
opera scritta da Platone. Partendo da quest’ultima opera si va indietro nel tempo esaminando le altre
opere andando a controllare la frequenza degli STILEMI è una frase, parola, che viene considerata
→
caratteristica dello stile di quell’autore , e studiano attentamente i contenuti, le frasi, e lo stile cercano
di dare un ordine cronologico alle opere.
I° Gruppo ; Dialoghi giovanili (Apologia di Socrate, Critone, Protagora, Liside…) si raggruppano temi etici
APORETICI = non c’è una conclusione ..”Tutte le virtù si racchiudono in una sola virtù, cioè la
SAPIENZA…” prima conclusione nel dialogo , ma comunque sarà un dialogo Aporetico.
II° Gruppo: Dialoghi della maturità ( Menone, Cratilo, Repubblica, Fedone…) condanna le dottrine
avversarie soprattutto i sofisti
III° Gruppo : Dialoghi della vecchiaia ( Teefeto, Filebo,Timeo ….Leggi) e le lettere riformulano le teorie
delle idee e a considerare il problema etico.
Storia della Pedagogia
22/11/2022
Prof.ssa Claudia Spina
Protagora un Sofista, nasce ad Abdera, e dal suo paese natio viaggia molto e si
➡è
dirige anche in Grecia ad Atene.
Svolse un primo viaggio ad Atene, intorno al 450 a.C. e durante questo viaggio, proprio
grazie alla stima che si aveva nei sofisti, fu accolto nel prestigioso circolo di Pericle (era
un politico dell’epoca e amante di questa cultura)
Protagora fa un secondo viaggio sempre ad Atene tra il 432 - 422 a.C., questo viaggio ci
interessa perché si riferisce all'azione del Protagora. Tutto ciò che Platone racconta si
riferisce a questo secondo viaggio.
Protagora viene apprezzato per la sua abilità retorica, ha successo quando opera nel
contesto Ateniese, e oltre a far parte del circolo culturale di Pericle, diventa molto amico
di Euripide anche lui drammaturgo dell’epoca.
Nel nostro dialogo, del secondo viaggio ad Atene, lo vediamo ospite di Callia, un mecenate
dell’epoca che accoglie nella sua casa i sofisti, ama circondarsi di sofisti, e parte di
questo scontro dialettico si svolgerà proprio dentro questa casa.
Callia non è un personaggio cruciale, non ha una funzione specifica, è semplicemente il
padrone di casa.
Di Protagora abbiamo solo alcuni frammenti
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