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La sociologia è lo studio sistematico del rapporto individuo-società; è fortemente sfidata dal

senso comune che è quel prodotto sociale che semplifica argomenti complessi.

Nasce nel XIX secolo, un periodo storico importante in cui sono collocate la rivoluzione

industriale, quella economico-sociale e quella culturale (i principali eventi sono

l'industrializzazione e l’illuminismo). Nasce con il tentativo di applicare un metodo scientifico

allo studio dei fenomeni sociali e con l’obiettivo di capire il cambiamento e cosa garantisce la

stabilità sociale, rispondendo così a domande inedite (es. come l’individuo sta al centro della

società industriale?).

L’analisi sociologica è l’analisi scientifica e rigorosa dei fenomeni sociali: è scientifica in

quanto utilizza metodo+teorie+linguaggio specifico e i fenomeni sociali sono ciò che

consentono di dimostrare come è stato raggiunto il risultato. Viene svolta attraverso una

prospettiva sociologica che è il modo di osservare il mondo sociale volto a comprendere i

collegamenti tra individuo e contesto sociale in cui vive.

Le principali teorie sociologiche sono: la teoria funzionalista che si comanda come resta

unità la società; la teoria del conflitto che si domanda come è strutturata la disuguaglianza

nelle società; la teoria dell’interazionismo simbolico che si domanda come l’individuo

contribuisca a plasmare la società e le teorie femministe e di genere che si comandano

come vengono considerati genere e sessualità nelle società.

I padri fondatori della sociologia sono Marx, Durkheim e Weber.

Secondo Durkheim la categoria fondante di una società è l’integrazione sociale, la quale

richiede valori comuni, quindi una coscienza collettiva: più i ruoli si differenziano e più

aumentano gli elementi di divisione all’interno della società, viene meno quindi la solidarietà

sociale. A causa della rivoluzione industriale la solidarietà sociale passa da meccanica a

organica: quella meccanica era basata su valori comuni e la società era quindi fortemente

integrata mentre quella organica è basata su ruoli reciprocamente necessari, è funzionale

quindi esiste finché ci serviamo reciprocamente. Durkheim è legato alla solidarietà

meccanica ma si rende conto che la società si sta disgregando e cerca quindi una nuova

categoria interpretativa, nasce così la solidarietà organica: il problema che si poneva

Durkheim è valido ancor oggi in quando siamo in una società in cui sono in continuo

aumento le differenze ed è necessario trovare qualcosa di comune per continuare a

comunicare altrimenti nasce un problema di integrazione sociale.

Secondo Marx invece la categoria fondante di una società è il conflitto, esso è infatti ciò che

rende stabile e mutevole una società. Marx identifica per primo le disuguaglianze della

società industriale e ritenendo che il conflitto sia necessario per un cambiamento sociale,

parla di conflitto di classe. All’interno della classe la disuguaglianza è causata dalla presenza

di proletari e capitalisti (anche se la disuguaglianza fondante è quella datore di

lavoro-lavoratore), esito sarebbe una società senza classi quindi socialista (in cui il

proletariato si libera dalle catene dei capitalisti). La società industriale è una società

capitalista in cui la ricchezza è per pochi e distribuita in modo diseguale, porta a mutamenti

della società perché diventa una dinamica di esplosione. Marx però non si accorge che i

mercati cambiano! L’appartenenza a una classe, secondo Marx, precede le caratteristiche

individuali e determina la posizione sociale dell’individuo. Anche Weber si concentra sul

conflitto ma secondo lui passa per le idee, che sono quindi la sorgente del cambiamento, le

società cambiano per movimenti ideali. Per Marx le idee sono sovrastrutturali cioè derivate

ma giustificano la distribuzione diseguale delle risorse.

Nella sociologia contemporanea, cioè post-industriale e post-Guerra Fredda, troviamo

quattro autori: Bauman, Beck, Touraine e Bourdieu. Bauman concentra i suoi studi sulla

globalizzazione che è la forza centrale nella sua teoria della modernità liquida come un

processo che facilita i movimenti di capitale ma limita quelli umani portando a

disuguaglianze. Beck concentra i suoi studi sul rischio coniando il termine “società del

rischio”, tale società è data da una modernità che produce ricchezza e rischi sistematici, non

più naturali (i conflitti passano da distributivi a securitari): il rischio porta a

un'individualizzazione per l’individuo e una globalità del rischio irreversibili. Touraine

concentra i suoi studi sui movimenti sociali definendo la società dell’azione, tali movimenti

sono un’espressione della capacità della società di autodeterminarsi nello stesso sistema di

storicità dell’avversario. Bourdieu invece si concentra sulla struttura del potere e delle

disuguaglianze in quanto le strutture sociali influenzano l’azione individuale, l’individuo

acquisisce libertà attraverso l’istruzione e la cultura.

La cultura è l’insieme di valori, credenze, conoscenze, norme, simboli, linguaggio,

comportamenti e oggetti materiali condivisi da un popolo e trasmessi socialmente alla

generazione successiva: non ha fondamento biologico ma viene appresa. Può essere

materiale o immateriale: la cultura materiale è data dagli oggetti prodotti dalle persone (es.

abiti, strumenti) mentre quella immateriale data dalle idee della cultura e dagli standard

inerenti il comportamento appropriato; queste due possono essere legate fra loro (es. testo

sacro collegato alla religione).

Gli elementi della cultura

●​ i valori sono principi profondamente radicati usati dalle persone per giudicare il

mondo e decidere cosa sia desiderabile e significativo; variano tra le diverse culture

ma ce ne sono dieci che sono generalmente intesi con significato simile (potere,

universalismo, edonismo, autodeterminazione, sicurezza, benevolenza, tradizione,

autoaffermazione, conformismo, successo). La variazione può portare a una guerra

culturale: situazione in cui si presenta un disaccordo sui valori fondamentali e le

posizione morali in una società.

●​ le credenze sono specifiche convinzioni che le persone accettano come vere, tali

convinzioni incoraggiano a vere i problemi del mondo da un punto di vista particolare.

●​ le conoscenze sono l’insieme di informazioni, comprensione e consapevolezza che ci

aiutano a orientarci nel mondo. Quando questa manca viviamo uno shock culturale

cioè un’esperienza di disorientamento dovuto alla mancata conoscenza di una

situazione sociale non familiare.

●​ le norme, che fanno da ponte tra le idee e le consuetudini, sono le regole e le

aspettative di una cultura rispetto a un determinato comportamento ritenuto

"appropriato" (se le viola viene definito “deviante”). comunicano ciò che si

dovrebbe/non fare. Nella società odierna si presenta un ritardo culturale in quanto i

nuovi sviluppi tecnologici sono più veloci delle norme che governano le esperienze

ad essi associate. Le norme possono essere formali e quindi rigidamente applicate

con pene severe o i costumi (informali) che sono le abitudini comuni a una

determinata cultura.

●​ i simboli sono qualsiasi cosa (suono, gesto, immagine…) che ne rappresenti un altro;

possono cambiare significato a seconda della cultura.

●​ il linguaggio è il sistema elaborato di simboli che consente alle persone di

comunicare in maniera complessa. Può presentare variazioni definite dialetti che

hanno accento distintivo, vocabolario e caratteristiche grammaticali proprie.

All’interno del linguaggio troviamo l’ipotesi Sapir-Whorf che è uno studio che ritiene

che i diversi linguaggi influenzano il pensiero e il comportamento

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Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher megghi.04 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Istituto Universitario Salesiano Venezia - IUSVE o del prof Girardi Davide.
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