Azione collettiva
Capitolo 1
“Azione collettiva”, è un termine contenitore l’espressione possiede una
connotazione polisemica. Ogni concettualizzazione che si presenta sotto questa
etichetta linguistica farà riferimento ad un’ampia serie di referenti empirici che
si presentano con caratteristiche e meccanismi di aggregazione e
organizzazione diversificati.
Classificazione ideale
È composta almeno da quattro forme tipiche di agire collettivo:
L’agire spontaneo, irrazionale ed emotivo.
L’azione organizzata e concertata
Le forme di aggregazione di azioni individuali che possono dar luogo a
fenomeni di “effetti perversi”.
Movimenti sociali
(Modello ispirato all’esercizio concettuale proposto da Weber)
Osservazione e misurazione nei processi di azione
Ogni fenomeno/ evento collettivo (rivoluzione francese) andrà considerato nella
sua caratteristica mutabilità nel tempo e nello spazio (social process).
Seguendo questo percorso applicativo un evento spontaneo, modificando la
sua collocazione nel tempo e nello spazio, potrà divenire movimento sociale e
un movimento sociale potrà produrre effetti perversi di tipo collettivo. Le
processualità sono spesso riferite ad azioni diverse che non sempre convergono
in una stessa sequenza per tutti gli attori esaminati. Talvolta non possono
essere delimitati spazialmente e non concorrono in ugual misura al
raggiungimento dei medesimi obiettivi. Negli eventi collettivi, come in una
squadra di calcio, ogni parte e attore non gioca lo stesso ruolo, ma ogni ruolo
ed ogni attore partecipa a costituire quelle processualità che compongono
l’oggetto individuato come azione collettiva. La rilevazione delle diverse linee
di azione individuali o collettive e la definizione del ruolo rappresentano una
complessità che ogni studioso dell’azione collettiva deve affrontare, al fine di
ottenere oggettività e completezza nella comprensione di uno specifico evento
(collettivo).
Controversia Micro- Macro
Centrata sul quesito: cosa è prevalente nella realtà sociale, la struttura (il
macro) o l’azione (il micro)? Un’ analisi attraverso gli elementi (le azioni
individuali) che la compongono o nella sua totalità (holos)? Soluzione:
- L’azione collettiva è un evento/ oggetto di ricerca che deve essere
osservato come fenomeno della realtà sociale.
Macro e micro denotano la stessa realtà fenomenica, pur considerandola da
due punti di vista diversi.
Tale concettualizzazione collocherebbe i fenomeni collettivi a un livello meso.
Robert. E. Park
L’Agire collettivo come processo sociale
Il tema dell’azione collettiva è centrale in R. E. Park,. La sociologia è la scienza
dell’azione collettiva, la quale rappresenta il punto di vista ed il metodo che
indaga sui processi di cooperazione degli individui che si costituiscono in
società. Il meccanismo di funzionamento è il processo sociale.
Fu R. e Park a coniare il termine Collective behavior, individuando il
comportamento collettivo nell’azione di più persone che agiscono in base a:
- Reciprocità fisica
- Reciprocità mentale
Nell’ opera di Park è corretto rilevare due punti fondamentali: la sostanziale
equiparazione del concetto di società a quello di azione collettiva e
l’individuazione del social process come meccanismo di funzionamento delle
forme di agire collettivo. La società diventa il prodotto delle interazioni poste in
essere dagli individui e la sociologia diventa il metodo per studiare i processi
attivati da tali interazioni. La nozione di social process è inglobata nel contesto
stesso di collective behavior poiché essa esprime tutti i cambiamenti possibili
nella vita di un gruppo.
Il comportamento collettivo è il comportamento di più persone che agiscono
sotto l’influenza di un impulso che possiede le caratteristiche di essere comune
e collettivo e che è il risultato di un’interazione sociale, emerge la difficoltà di
delimitazione di uno spazio empirico distinto dell’agire collettivo, pur
individuando questo spazio nell’interazione tra i soggetti dell’azione. Le diverse
forme di comportamento collettivo quali folle, sette, revival, scioperi etc, sono
considerate forme elementari di interazione sociale. L’opinione pubblica
rappresenta il prodotto di tale interazione e la base di nuove forme di agire
collettivo.
La teoria implicita di Park sta nel considerare la società come luogo di azione
coordinato, realizzato da individui e gruppi differenti.
Per definire la capacità di concentrazione di un gruppo, per distinguerlo da una
mera aggregazione di individui, park utilizza il concetto di organismo, poiché le
varie parti del gruppo si costituirebbero in unità. Tale uso del concetto di
organismo non ci deve far pensare all’accettazione di un’ipotetica esistenza di
un’entità super organica, con il conseguente pericolo di ipostatizzazione,
rilevato dal dibattito tra individualismo e olismo metodologico nella
rappresentazione dell’oggetto collettivo.
Concettualizzazione dell’agire collettivo
Centrale è il concetto di mente collettiva, rintracciabile pure nelle variazioni di
mente della folla o mente pubblica, ovvero mente sociale. Egli s’interroga
criticamente proprio su come e dove tale mente sia fisicamente individuabile.
La società può essere osservata attraverso due prospettive, quella
individualista e quella collettivista, che rilevano il suo doppio aspetto
individuale collettivo.
La società è dunque basata sul consenso alle tradizioni, ai costumi e agli
atteggiamenti sociali, questo costituisce il fine comune dei suoi membri. Egli
introdusse la nozione di social process sia per dar conto degli aspetti dinamici
delle varie forme di agire collettivo osservate ed esaminate, sia perché questa
era da lui considerato come meccanismo di funzionamento della società.
H. Blumer
Reputa il comportamento collettivo né patologico, né distruttivo ma un
comportamento spontaneo che deriva da accordi e tradizioni prestabilite. È
impossibile considerare, secondo l’autore, la folla una forma unica di azione
collettiva. Il comportamento collettivo è da Blumer definito come: un tipo di
inter-stimolazione in cui la reazione di ogni individuo riproduce la stimolazione
che gli è giunta da un altro individuo e gliela rimanda rinforzando lo stimolo.
Tale inter-stimolazione assume una forma circolare dove gli stati emozionali
individuali si riflettono a vicenda intensificando gli stati stessi.
Interazione interpretativa
la sua definizione di collective behavior rappresenta La principale forma di
interazione tra gli individui e non si esaurisce in questo tipo di spiegazione; “al
concetto di reazione circolare si aggiunge quello di interazione interpretativa”.
Il concetto di reazione circolare indicava i modi di contagio di uno stato d’animo
nelle forme elementari di azione collettiva ed era strettamente legato
all’elemento emozionale all’interno delle relazione. La nozione di interazione
interpretativa si basa invece su una certa razionalità dell’azione e della
relazione, basandosi sull’interpretazione della situazione da parte dell’attore
coinvolto, infatti Blumer spiega che:
Comunemente, gli esseri umani reagiscono l’uno all’altro, come durante una
conversazione, interpretando vicendevolmente le loro azioni o osservando e poi
reagendo sulla base dell’interpretazione. Le reazioni non sono immediate alla
stimolazione ma seguono alla interpretazione, sembrano essere diverse in
natura dagli atti di stimolo, essendo essenzialmente adattamenti di quegli
atti equiparazione dell’azione collettiva alla società ed ai gruppi sociali.
Differenza tra reazione circolare e interazione interpretativa:
- La reazione circolare tende a rendere le persone uguali. Spiega le
forme elementari di azione collettiva, es. folla in tutte le sue possibili
variazioni (casuale, attiva, convenzionalizzata ed espressiva.
- L’interazione interpretativa tende gradualmente a rendere le persone
diverse. E spiega le forme di vita associativa, in ultima istanza la società.
Social Process
L’azione collettiva è concettualizzata da Blumer in relazione alla nozione di
Social Process. Le situazioni sono modificate dall’agire degli individui all’interno
di una condizione processuale in evoluzione o persistente determinata
dall’agire stesso. L’azione risulta essere l’essenza della persistenza e del
cambiamento sociale. I fenomeni sociali in questo contesto saranno
determinati da processi di emergenza e, dunque, in una condizione di
evoluzione continua e di indeterminatezza. Il termine “comportamento
collettivo” si riferisce al comportamento di due o più soggetti che agiscono
insieme (collettivamente).
Distinzione tra piccolo gruppo e gruppo di grandi dimensioni
Due linee di ripartizione all’interno dell’ampia espressione-contenitore azione
collettiva: la distinzione tra agire concertato e agire spontaneo e la distinzione
tra fenomeni collettivi di piccole e grandi dimensioni.
Piccolo gruppo folle, tumulti, panico, movimenti rivoluzionari, pubblico di
massa. Le relazioni sono immediate, dirette e ristretta a individui specifici.
Comportamento stabilito e culturalmente definito di grandi dimensioni
pazzie, manie, entusiasmi e agitazioni collettive, moda, opinione pubblica,
revival e comunicazioni di massa. Le relazioni sono indirette, segmentate e
orientate a più vaste categorie di persone.
Tali differenze produrranno delle conseguenze sul processo d’interazione e sulle
forme di comunicazione, così come sulla coordinazione e sul controllo
dell’azione.
I movimenti sociali
Il movimento sociale un'impresa collettiva volta a costruire un nuovo tipo di
vita ed è un fenomeno emergente. Blumer ne distingue tre tipi: generali,
specifici ed espressivi
- Generale che mira ad un mutamento graduale e pervasivo dei valori
culturali della società, definito come svolta culturale. La partecipazione
conduce infatti le persone coinvolte a variare la propria concezione di sé
e i propri comportamenti.
- Specifico può nascere proprio dalla suddetta svolta culturale; la
cristallizzazione di malcontenti e desideri irrealizzati può dar vita a gruppi
con obiettivi ben definiti, con una forte strutturazione interna, un
repertorio strategico e uno spiccato senso del noi.
- Espressivo presenta caratteri ben diversi; tali movimenti diffondono
forme di comportamento che, cristallizzandosi potrebbero produrre effetti
profondi sulla personalità degli individui e sulla qualità dell’ordine sociale,
modificando l’ordine sociale, a partire da tali trasformazioni, come nel
caso delle religioni o delle mode.
Lang e Lang
L’interpretazione dei vari tipi di azione collettiva come processo è centrale
anche nella teoria di tali autori. Questa prospettiva di analisi è ovviamente
maturata attraverso lo studio delle forme collettive di tipo elementare quali la
folla che è definita fluttuante ed in continuo mutamento. La spiegazione delle
dinamiche collettive si articola sulla base di cinque processi:
- La definizione collettiva
- La demoralizzazione o scoraggiamento parziale
- La difesa collettiva
- La conversione di massa
- La cristallizzazione.
Ogni processo rappresenterà una risposta collettiva.
A fondamento delle suddette fasi stanno poi le seguenti convinzioni:
- I fenomeni di azione collettiva appaiono strettamente legati al processo
di mutamento sociale.
- La collettività si trova in momenti di crisi e di parziale disequilibrio creati
dall’introduzione di elementi nuovi nel sistema sociale.
- Ogni cambiamento va considerato in relazione all’ordine sociale e ad un
sistema di norme condivise
- Di conseguenza, nuove forme collettive emergono quando l’equilibrio tra
tendenze distruttive e reintegrative risulta precario.
La sequenza delle dinamiche collettive rappresenta per gli autori un processo
di trasformazione dell’azione sociale.
Lang e Lang escludono dalle loro osservazioni empiriche ogni forma di
comportamento collettivo organizzato. L’oggetto cognitivo denotato
dall’espressione dinamiche collettive si distingue per la sua dimensioni e per il
tipo di interazione diretta o indiretta.
- Diretta diceria, panico, folle, conversazione di massa e sette, designati
come forme e processi collettivi.
- Indiretta comportamento di massa, opinione pubblica, comunicazione
di massa, moda e movimenti sociali, indicati come tipici della società di
massa.
Turner e Killian
Il loro contributo si distingue da quelli precedenti per la forte capacità analitico-
descrittiva e per l’introduzione di nuovi elementi regolativi dell’azione che
completano e superano le precedenti teorie:
- Emergent Norm Theoryserve a guidare e coordinare il comportamento
collettivo fornendo ai partecipanti all’azione significato, interpretazione
dell’evento e regole al tempo stesso.
- Apparente contrasto tra comportamento collettivo e comportamento
normale, sociale e istituzionale e la presenza di una relazione d’influenza
del secondo sul primo.
- Il ciclo di vita di un gruppo può essere spiegato come prodotto del
simultaneo operare di un sistema causale istituzionale e di un sistema
causale di comportamento collettivo.
- La definizione di comportamento collettivo come stato del
comportamento di un gruppo piuttosto che come ciò che semplicemente
accade in determinati tipi di gruppi, peculiarità che però richiede
un’accurata conoscenza dei suoi processi distintivi.
Il comportamento collettivo consisterebbe in quelle forme di comportamento
sociale in cui le convenzioni usuali cessano di guidare l’azione sociale e le
persone trascendono, superano o sovvertono collettivamente i modelli e le
strutture istituzionalmente stabiliti.
Lezione 16/05/2022
Capitolo 2
Discontinuità e continuità dell’agire collettivo
Smelser
La definizione di comportamento collettivo, per Smelser, è una mobilitazione
sulla base di una credenza che ridefinisce l’azione sociale.
La sua teoria si compone di sei fasi (teoria dei valori aggiunti):
- Propensione strutturale ?
- Tensione strutturale accade qualcosa, esempio quando suona una
sirena.
- Insorgenza e diffusione di una credenza generalizzata il suono di una
sirena, che viene interpretato da tutti allo stesso modo, lo eguagliamo a
un incendio.
- Fattori precipitanti qualcuno grida fuoco senza che lo vedo. Situazione
di insicurezza, emotività, in cui non sei tranquillo.
- Mobilitazione per l’azionel'organizzazione dell'azione collettiva vera e
propria.
- Controllo sociale il sistema è un elemento che rimette a posto le
situazioni.
Tensione strutturaleÈ il momento di allentamento delle relazioni sociali, al
quale consegue un loro scorretto funzionamento e una mancanza di equilibrio
del sistema. Le tensioni strutturali comportano problemi di destrutturazione del
sistema sociale. La tensione strutturale è esemplificata nel panico, nelle
ossessioni collettive e negli hobbies maniacali.
Credenza generalizzata legata alla tensione strutturale. La quale si sviluppa
attraverso i seguenti episodi: lo sviluppo di una credenza a corto circuito, Il
confluire della stessa credenza in una caratterizzazione formaleovvero
mobilitazione non istituzionalizzata all'azione per modificare uno o più tipi di
tensione sulla base di una generale ricostruzione di una componente
dell'azione.
La teoria dei valori aggiunti è criticata da Alberoni, il quale afferma che non è
possibile equiparare lo statu nascenti di Alberoni al concetto smelseriano di
tensione strutturale. Lo statu nascenti è un momento di creazione di un nuovo
stato in cui ogni soggetto troverà solidarietà e riconoscimento della sua
appartenenza.
Alberoni ci fornisce una distinzione tra fenomeni collettivi di gruppo e fenomeni
collettivi di aggregato.
Fenomeni collettivi di gruppo consapevolezza (noi collettivo) di essere una
collettività riconosciuta sia dall’esterno che dai suoi stessi membri. Il noi è
sentito da ogni individuo come infinitamente superiore ad ogni membro del
movimento che si realizza in esso in modo completo. Innamoramento tra due
persone, setta religiosa, movimenti collettivi, rivoluzioni. Statu nascenti. A titolo
esplicativo una moda può essere osservata come fenomeno di aggregato, ma
potrebbe rappresentare pure un canale attraverso il quale si affermano nuovi
bisogni emergenti.
Fenomeni collettivi aggregato panico, moda o boom speculativo. Ogni
soggetto coinvolto, pur adottando una linea di comportamento uguale a quella
degli altri agisce in realtà per sé, per sé solo. No formazione indipendente, no
gruppo riconosciuto dall’esterno e in cui essi stessi si riconoscono. Nessun noi.
Statu nascenti Rappresenta in sociologia quello Stato di transizione che si
manifesta quando scompare la spinta alla solidarietà sociale. Rappresenta un
momento di discontinuità sia sotto l’aspetto istituzionale, sia sotto l’aspetto
della vita quotidiana. Lo statu nascente è una modalità di trasformazione
sociale.
Elementi di identificazione dell’unità di movimento:
- Il movimento è originato da uno stato nascente.
- Soggetto storico
- Linea di frattura del soggetto
- L’elaborazione ideologica da mettere in pratica
- Il compito collettivo e la prova
- Il progetto di gestione.
Lo statu nascenti appare strumento adeguato alla spiegazione dell
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