Counseling: la relazione che promuove la crescita personale
M. Danon
“Aiutare ad aiutarsi”, è questo il nodo centrale, messo in luce in questo testo dell’autrice. Esso è il focus del counseling, professione di aiuto eclettica, applicabile ad una molteplicità di ambiti della vita, dall’aiuto individuale, di coppia, familiare, fino al supporto aziendale.
Storia e sviluppo del counseling
È stato con Carl Rogers, negli anni ‘50, che ha acquisito le caratteristiche che oggi gli sono proprie, di “colloquio centrato sul cliente”, in cui l’attenzione dal counselor va focalizzata sulla persona prima che sul suo problema, sulla qualità del rapporto umano.
È divenuto ormai chiaro che l’equilibrio e il benessere individuale si ripercuotono su quello della collettività. In una società non più intesa come struttura piramidale e gerarchica, ma in un’ottica sempre più sistemica, in un fitto intreccio di reti di interazione, diviene evidente il fatto che investire sull’individuo, sulle sue risorse, sulle sue capacità di comunicazione, sul suo benessere, si rifletterà, necessariamente, sul contesto in cui vive.
Infatti, la qualità dell’interazione tra i singoli diventa sempre più importante, e c’è un rapporto molto stretto tra lo stato d’animo di una persona e la modalità del suo mettersi in relazione con gli altri. L’esigenza attuale è quella di occuparsi non della malattia, ma del malessere, per poi concentrarsi sul benessere, sulle condizioni ottimali per un’espressione della vita umana florida: una professione che sappia guidare l’individuo verso un contatto più profondo con se stesso, con i propri bisogni, con le proprie capacità nascoste o dimenticate, per raggiungere una maggiore fiducia in se stesso.
Obiettivi del counseling
Nel 2011 il counseling è stato definito: “un’attività il cui obiettivo è il miglioramento della qualità di vita del cliente, sostenendo i suoi punti di forza e le sue capacità di autodeterminazione. Il counseling offre uno spazio di ascolto e di riflessione, nel quale esplorare difficoltà relative a processi evolutivi, fasi di transizione e stati di crisi e rinforzare capacità di scelta di cambiamento. È un intervento che utilizza varie metodologie mutuate da diversi orientamenti teorici. Si rivolge al singolo, alle famiglie, a gruppi e istituzioni. Il counseling può essere erogato in vari ambiti, quali privato, sociale, scolastico, sanitario, aziendale”.
Caratteristiche della relazione di counseling
Il counseling è prima di tutto un’interazione tra due persone, basata su una parità di fondo, in cui la persona non si sente connotata come “malata”, ma alla ricerca di una consulenza per migliorare le proprie relazioni con se stessa e con il mondo. Chi si rivolge al counseling sta abbastanza male per rendersi conto di avere bisogno di aiuto, ma sta ancora abbastanza bene per potersi impegnare in prima persona per risolvere i propri problemi. La motivazione deve essere alta, e implica una scelta attiva che non può essere imposta dal medico, dai servizi sociali o dalla famiglia.
Il counseling focalizza l’attenzione più sul presente che sul passato, si lavora, infatti, per un tempo determinato e su un’area relativa a un problema specifico, rimanendo il più vicino possibile all’ambito deciso insieme. Il counseling incoraggia molto l’espressione di emozioni e sentimenti, sia a parole, sia attraverso una catarsi emotiva più diretta. Il counselor aiuta il cliente a chiarire le sue emozioni e sentimenti anche nascosti non tanto con l’obiettivo di interpretarli, ma per offrire una possibilità alternativa, più sana della rimozione e della proiezione: il riconoscimento, l’accettazione e l’integrazione.
Per raggiungere questo obiettivo, spesso, è utile ricorrere al linguaggio metaforico, in cui emozioni e sentimenti possono essere inizialmente proiettati su personaggi reali o immaginari, prima di essere riconosciuti come propri.
Libertà e creatività nel counseling
La prima qualità da risvegliare, per poter crescere, è la libertà. Alla base della concezione e dell’applicazione del counseling c’è la fiducia nella libertà dell’individuo di autodeterminarsi, di comprendere quali sono le convinzioni, gli atteggiamenti e i comportamenti attraverso i quali egli stesso modella gli eventi della sua vita per poterli, all’occorrenza, modificare. Libertà è anche intesa come libertà da pregiudizi, da condizionamenti inutili, da sensi di colpa ingiustificati, dalla dipendenza.
Nella misura in cui l’individuo acquisisce dimestichezza con quello spazio interno in cui può decidere come agire in ogni circostanza, e poi rendersi conto che il suo comportamento determinerà a sua volta un certo tipo di reazione, acquisisce una maggiore capacità di plasmare in maniera creativa gli elementi della vita. Dalla libertà nasce la creatività e si attiva l’immaginazione per elaborare risposte nuove ed efficaci. È importante aiutare le persone a riconoscere la loro potenziale creatività e a sviluppare in maniera più ricca la propria personalità. La creatività si esprime soprattutto nella vita di tutti i giorni, nella scoperta e nell’attivazione di nuovi modi di rispondere alla realtà contingente. Queste due qualità, libertà e creatività, si accompagnano indissolubilmente alla capacità di assumersi la responsabilità delle proprie scelte.
È un grande salto di qualità quello di far riconoscere a una persona di non essere a priori deterministicamente legata alla propria infanzia, educazione, esperienza passata, ma di avere un margine di autonomia nel disegnare la propria vita.
Allenamento all’attenzione interna
Quando non se ne ha l’abitudine può essere difficile volgere lo sguardo verso l’interno. Non si sa da dove incominciare. Sensazioni, sentimenti, emozioni, pensieri, immagini, timori, desideri, possono essere aggrovigliati e confusi fra loro al punto di non consentirne la distinzione e neppure una chiara percezione. La guida alla crescita personale prevede quindi un allenamento all’attenzione interna, all’autosservazione, accompagnando per mano nel distinguere prima di tutto i diversi linguaggi con cui si esprimono la componente fisica, emotiva e mentale.
Paul McLean ha evidenziato che corpo, emozioni e mente fanno di fatto riferimento a tre diverse componenti del cervello:
- Il corpo ha una sua intelligenza e una sua autonomia e provvede alle funzioni vitali dell’organismo anche senza la diretta partecipazione della volontà; ha un suo linguaggio, si esprime attraverso il movimento e ha una sua sede di comando, il cosiddetto “cervello rettiliano”, la parte più antica del cervello.
- Le emozioni hanno un’altra logica, un altro linguaggio, e si esprimono attraverso l’immagine, la metafora, l’analogia. Sono governate dal mesencefalo, detto anche cervello mammifero.
- L’attività della mente, il pensiero, la parola, il ragionamento logico, sono invece coordinati. Se una di queste tre componenti è più forte, trascinerà anche le altre nella direzione che vuole lei, con notevole dispendio di energia, e dando origine a più o meno evidenti conflitti interni. Diventa fondamentale favorire un processo di integrazione tra questi tre livelli. Per realizzare questa integrazione, si può incominciare con il dirigere l’attenzione verso i messaggi del corpo, abituandosi ad ascoltare come questo si esprime.
Il percorso prosegue con l’attenzione alle emozioni, a come, quando, e “dove, nel corpo” si manifestano. Anche i pensieri richiedono un’alta dose di attenzione, per non cadere in balia del pensiero passivo e imparare, invece, a rivolgere consapevolmente la mente verso pensieri più adatti al raggiungimento delle proprie mete. Metaforicamente parlando, è necessario attivare un quarto cervello, il “cervello delfino” (nei lobi parafrontali), deputato alla scelta consapevole.
Bisogni fondamentali secondo la psicologia umanistica
Nello studio delle tappe fondamentali dello sviluppo dell’individuo, vengono indicati dalla psicologia umanistica tre bisogni fondamentali, da soddisfare per potere raggiungere un buon equilibrio personale:
- Il bisogno di sicurezza, legato al nutrimento, al riparo, al sostegno materiale indispensabile alla sopravvivenza fisica.
- Il bisogno di affetto, necessario alla sopravvivenza emotiva e allo sviluppo di una solida base da cui affrontare tutte le inevitabili frustrazioni che si incontrano nella vita.
- Il bisogno di autoaffermazione, la capacità di avere fiducia in se stessi e di affermare la propria presenza e la propria identità.
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