Capitolo 1 = Introduzione
Paragrafo 3 = Temi e problemi della comunicazione di massa
I principali temi della comunicazione di massa sono:
a) TEMPO = La comunicazione si svolge in un tempo determinato. La tecnologia ha
aumentato la velocità con la quale un’informazione viene trasmessa;
b) LUOGO = La comunicazione avviene in un luogo preciso e riflette le caratteristiche
del luogo. La tendenza attuale è quella di una delocalizzazione, alla creazione del
cosiddetto “Villaggio globale” (Mcluhan);
c) POTERE = Le relazioni sociali sono strutturate e guidate dal potere;
d) REALTÀ SOCIALE = Dietro alla comunicazione di massa c’è un mondo reale, fatto di
eventi che i media ci raccontano;
e) SIGNIFICATO = Non esiste una fonte unica di significato e né c’è un modo di dire con
assoluta sicurezza cosa significhi un messaggio;
f) CAUSALITÀ E DETERMINISMO = Sono i media a causare effetti sulla società o sono
loro stessi il risultato di processi più ampi?
g) MEDIAZIONE = Possiamo considerare i media come arene e piattaforme per la
circolazione di idee e informazioni;
h) IDENTITÀ = I mass media sono uno strumento di conservazione ma anche di
disgregazione dell’identità;
i) DIVERSITÀ CULTURALE = Le comunicazioni di massa sono contrassegnate da
differenze culturali, di gruppo, nazione, etc.
Paragrafo 4 = Prospettive
Possiamo distinguere, innanzitutto, 2 approcci:
a) UN APPROCCIO MEDIA-CENTRICO, che si focalizza sull’attività propria dei media;
b) UN APPROCCIO SOCIO-CENTRICO, focalizzato sul riflesso dei media.
Troviamo poi una linea di demarcazione composta da 2 elementi:
a) CULTURA;
b) FATTORI MATERIALI
Nascono, così, 4 prospettive diverse:
a) PROSPETTIVA MEDIA-CULTURALISTA = concentrata sul contenuto e sulla ricezione dei
media;
b) PROSPETTIVA MEDIA-MATERIALISTA = concentrata sugli aspetti tecnologici dei media;
c) PROSPETTIVA SOCIO-CULTURALISTA = concentrata sull’influenza dei fattori sociali
sull’attività dei media;
d) PROSPETTIVA SOCIO-MATERIALISTA = concentrata sul considerare i media un
riflesso delle condizioni materiali della società.
Paragrafo 5 = Alcune teorie
Possiamo distinguere 5 teorie:
TEORIA SOCIO-SCIENTIFICA = focalizzata sulla natura, operato e gli effetti della
a)
comunicazione di massa;
TEORIA CULTURALE = focalizzata sul rapporto tra media e cultura;
b) TEORIA NORMATIVA = interessata a come devono operare i media;
c) TEORIA OPERAZIONALE = riguarda le idee pratiche applicate dai professionisti
d)
dei media (collegata con la teoria normativa);
TEORIA DEL SENSO COMUNE (o QUOTIDIANA) = focalizzata su ciò che impariamo
e)
dall’uso dei media e che aiuta a capire come i media si inseriscono nella vita
quotidiana.
Paragrafo 6 = Studio della comunicazione di massa
La comunicazione di massa è uno dei vari processi comunicativi della società, al
vertice di una piramide che include gli altri processi. In una società moderna esiste,
ovviamente, una rete di comunicazione. Quest’ultima per definirsi tale deve avere un
mezzo di offerta/scambio e un flusso di messaggi a cui tutti o quasi tutti partecipano. A
dei livelli inferiori esistono diverse reti di comunicazione. Tra queste troviamo: la
regione, la città, l’azienda, le istituzioni, un ambiente, un interesse, un bisogno,
un’attività, etc.
Sembra un modello nitido, ma la situazione è stata complicata dalla globalizzazione,
poiché gli individui possono appagare il loro bisogno di comunicazione al di fuori della
loro società. Per questo motivo si parla di “società della rete”.
Paragrafo 7 = Analisi strutturale, comportamentale e culturale
L’APPROCCIO STRUTTURALE si focalizza sull’organizzazione dei media e sul rapporto
a)
con la società;
L’APPROCCIO COMPORTAMENTALE si focalizza sul comportamento umano
b)
riguardo l’uso effettivo dei mass media;
L’APPROCCIO CULTURALE è sensibile alle differenze tra media e situazioni
c) comunicative.
Capitolo 2 = La nascita dei mass media Paragrafo 1
= Dalle origini ai mass media
Nella storia incontriamo 4 elementi principali, che influiscono sull’applicazione dei
media:
a) SCOPI/BISOGNI;
b) TECNOLOGIE;
c) ORGANIZZAZIONE SOCIALE;
d) FORME DI GOVERNANCE
Paragrafo 2 = Il libro
Il libro ha come caratteristiche: contenuto vario, uso individuale e una paternità
individuale.
Paragrafo 3 e 4 = Il giornale + altri mezzi a stampa
Il giornale ha come caratteristiche: uscita regolare, riferimento all’attualità, una
relativa libertà. Esistono vari tipi giornale, come quello politico, d’élite, popolare, etc.
La stampa ha dato vita anche a commedie, canzoni, opuscoli, fumetti, carte
geografiche, manifesti, musica, etc.
Paragrafo 5 = Il cinema
Il cinema ha come caratteristiche: audio+immagini, richiamo ampio, globalità,
controllo sociale, un mercato di massa.
Paragrafo 6 = Radio e televisione
La radio ha come caratteristiche: molteplicità dei contenuti, libertà, uso individuale,
partecipazione, produzione flessibile. La televisione ha come caratteristiche:
audio+immagini, carattere nazionale e globale, diversità nei contenuti.
Paragrafo 7 = Musica registrata
La musica registrata ha come caratteristiche: la globalità, un target molto giovane, un
potenziale sovversivo, diverse tecnologie di diffusione e ricezione.
Paragrafo 8 = Satellite e computer
La principale potenza del computer è il processo di digitalizzazione, che permette la
trasmissione e la gestione di informazioni di ogni tipo e di ogni formato. I nuovi mezzi
via cavo/satellite hanno aumentato la capacità di trasmissione e archiviazione dati.
Paragrafo 9 = Internet
Internet ha come caratteristiche: un carattere flessibile, un potenziale interattivo, la
possibilità di far diventare comunicatori i vari utenti, l’assenza di un controllo da parte
di uno specifico organismo e l’esenzione da qualsiasi codice/regolamentazione
nazionale.
Paragrafo 10 = Convergenza dei media
La tendenza dei media a integrarsi tra loro ha portato alla loro convivenza sotto lo
stesso tetto.
Capitolo 3 = Concetti e modelli per la comunicazione di massa Paragrafo 1.1
= Il potere dei mass media
Il potere dei mass media deriva dall’osservazione della loro influenza e suggestione sul
pubblico. Lo vediamo in casi storici, per esempio, come l’epoca dell’U.R.S.S e della
Germania nazista, dove i mezzi di comunicazione erano al servizio dei partiti al potere.
Le condizioni affinché si verifichi questo potere sono: la capacità di raggiungere la
popolazione, un grado di controllo più o meno alto e un pubblico affezionato ai media.
Paragrafo 1.2 = Comunicazione e integrazione sociale
Il rapporto tra mass media e integrazione sociale può essere descritto sia in termini
negativi (solitudine, criminalità, immoralità, etc.) ma anche in termini positivi, dato che
permettono a chi ne usufruisce di unirsi in un’esperienza comune. Sono di appoggio
per i movimenti di riforma sociale. Rappresentano, inoltre, uno strumento di
intrattenimento.
Paragrafo 1.3 = Educazione di massa
I media sono decisivi per l’educazione delle masse. Contribuiscono al progresso
divulgando idee, informazioni e assicurano un divertimento non nocivo.
Paragrafo 1.4 = I media come capro espiatorio
I media sono sempre più spesso additati come la causa, diretta o meno, di malanni di
ordine sociale, in particolare fenomeni come manifestazioni politiche, xenofobia,
declino della democrazia, cinismo, apatia politica, etc.
Paragrafo 2 = Il concetto di massa
Il termine “massa” comincia a nascere a fine ‘800. Inizialmente aveva una
connotazione negativa, poiché si riferiva alla folla giudicata rozza, ignorante e
irrazionale. Assunse una connotazione positiva nella tradizione socialista, nella quale
indicava la forza e l’unione della classe operaia. Secondo il dizionario d’inglese di
Oxford è un aggregato in cui il singolo sparisce.
Paragrafo 3 = La comunicazione di massa
L’espressione “comunicazione di massa” nacque negli anni ’30 del ‘900. Ha alcune
caratteristiche. Tra queste troviamo: l’obiettivo di arrivare a tanti, una relazione
unidirezionale/unilaterale/ impersonale, una distanza fisica e sociale tra emittente e
ricevente, il basarsi sulla manipolazione/ calcolo, la perdita, a volte, di unicità e
originalità dei messaggi trasmessi.
Paragrafo 4 = Il pubblico di massa
Blumer fu il primo a distinguere il termine “massa” da altri tipi di aggregati, che sono:
a) IL GRUPPO, in cui praticamente tutti si conoscono e condividono gli stessi valori;
b) LA FOLLA, più grande ma iscritta in un confine specifico. È temporanea e raramente
si riforma allo stesso modo;
c) IL PUBBLICO, che si forma attorno a un elemento di interesse comune.
La massa, simile al nuovo pubblico fruitore del cinema e della radio, era composta da
persone che non si conoscevano, prive di un’autocoscienza, incapaci di organizzarsi,
eterogenee e provenienti da tutte le classi sociali.
Paragrafo 5 = L’istituzione mass media
Con quest’espressione ci si riferisce all’insieme delle attività, le regole e le esigenze
dei mass media. Sono classificate in base al tipo di tecnologia e anche all’interno dello
stesso tipo.
Paragrafi 6, 6.1, 6.2 = Cultura di massa
Il termine “cultura di massa” alludeva ai gusti della maggioranza della gente, ma
aveva una connotazione negativa, sempre perché si pensa alla massa come un
insieme di persone rozze. Oggi è preferibile usare il termine “cultura popolare”, perché
denota ciò che piace al popolo, senza distinzioni. Inizialmente era paragonata al
folklore, cioè una cultura tradizionale tramandata di generazione in generazione. Per
Bauman, quando parliamo di cultura di massa parliamo di una cultura
universale/standardizzata.
Paragrafo 7 = Il paradigma dominante
Le varie idee sui media hanno plasmato un modello sulla comunicazione di massa che
è stato definito “paradigma dominante”. Questo paradigma si basa sull’onnipotenza
dei media e su una società giusta, democratica, liberale e ordinata. Gli elementi alla
base di questo paradigma sono:
a) IL PRINCIPIO FUNZIONALISTA, che dà per scontato che la comunicazione sia
funzionale all’integrazione, la continuità e il benessere della società. È un principio
abbandonato ma che ha lasciato delle tracce importanti;
b) IL MODELLO MATEMATICO DELL’INFORMAZIONE DI SHANNON E WEAVER, secondo il
quale la
comunicazione è un processo lineare, in cui sono coinvolti una fonte, un segnale, un
canale di comunicazione e il destinatario;
c) L’INFLUENZA DEI MEDIA E L’EFFICACIA IN TERMINI DI PERSUASIONE/CAMBIAMENTO
D’OPINIONE.
Paragrafo 8 = Il paradigma alternativo
È evidente che il modello matematico di Shannon e Weaver non funziona, perché il
segnale può non arrivare, il messaggio può non essere inteso, c’è la presenza del
rumore ed è difficile avere una comunicazione immediata. È stato teorizzato il
cosiddetto “paradigma alternativo”, che ha come punti di forza:
a) LA DECODIFICA DEI MESSAGGI IDEOLOGICI DELLE NOTIZIE DEI MASS MEDIA;
b) IL RIFIUTO DELLA PREVEDIBILITÀ E MISURABILITÀ DEI MESSAGGI TRASMESSI, poiché il
significato di
un messaggio cambia a seconda del pubblico che lo riceve;
c) IL RENDERSI CONTO DELLA NON NEUTRALITÀ E OBIETTIVITÀ DELLE ISTITUZIONI DEI MASS
MEDIA.
Paragrafi 9.1, 9.2, 9.3, 9.4 = I 4 modelli di comunicazione
Per descrivere al meglio il processo di comunicazione dei mass media sono stati
elaborati 4 modelli:
a) IL MODELLO DELLA TRASMISSIONE, nel quale ci si è resi conto che nel processo
agisce un agente della comunicazione tra emittente e pubblico. La sequenza
EMITTENTE-MESSAGGIO-CANALE- DESTINATARIO viene sostituita da EVENTI/VOCI
DELLA SOCIETÀ-CANALE/COMUNICATORE- MESSAGGIO-PUBBLICO;
b) IL MODELLO RITUALE (O ESPRESSIVO), nel quale si mette l’accento sul gradimento
del pubblico nell’usufruire dei mezzi;
c) IL MODELLO DELLA PUBBLICITÀ, nel quale si afferma che i media devono trarre
un profitto e catturare l’attenzione del pubblico. Tiene conto del fatto che il
pubblico vede nei media un passatempo. Si basa sul fatto che il tempo del pubblico
non è infinito e che forma e tecnica hanno la precedenza sul messaggio
(caratteristiche non presenti nei 2 modelli sopracitati);
d) MODELLO DELLA RICEZIONE, nel quale è fondamentale il modello di codifica e
decodifica di Stuart Hall. In questo senso i messaggi vengono codificati secondo le
linee guida per l’interpretazione del pubblico. Ricordiamoci, però, che i media hanno
delle “strutture di significato” diverse dal pubblico.
Capitolo 4 = Teorie dei media
Paragrafo 1 = Comunicazione di massa, mediazione e relazioni sociali
I media influiscono sulla produzione e distribuzione del sapere; sapere col quale
possiamo decifrare la nostra esperienza del mondo sociale. I media costituiscono la
realtà sociale e la normalità ai fini di una vita sociale. Sono, in più, una fonte di canoni,
modelli e forme.
Paragrafi 1.1 e 1.2 = La mediazione
Quest’osservazione può essere riassunta nel concetto di “mediazione”. La mediazione
è un qualcosa che implica un rapporto. Rapporto che, però, nel caso dei media, è
distante e impersonale. Lo studioso Thompson distingue:
INTERAZIONE FACCIA-A-FACCIA, da una persona all’altra, in un luogo fisico;
a) INTERAZIONE MEDIATA, resa possibile dai mezzi tecnici ma, comunque, bidirezionale;
b) INTERAZIONE QUASI MEDIATA, sempre resa possibile dai mezzi tecnici ma
c) unidirezionale.
I media li possiamo definire come una finestra sugli eventi, uno specchio della società,
un filtro che richiama l’atten
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