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Riassunti « Ecologia della parola », Anna Lisa Tota - esame di sociologia della comunicazione e dei media,

prof. Lia Luchetti - Università Roma Tre

1. Il superamento degli errori comuni (Assunti

erronei)

L'autore scardina i pregiudizi tipici della nostra cultura

comunicativa:

• Oltre il contenuto: La comunicazione de nisce l'identità e la

relazione, non è solo "scambio di dati".

• L'elogio del fraintendimento: Non è un errore da eliminare,

ma una parte vitale e creativa del processo.

• Il corpo e il silenzio: Comunichiamo più con i gesti e le pause

che con i vocaboli. Il silenzio non è imbarazzo, ma ascolto

attivo.

• Le parole come azioni: Le parole hanno e etti reali e

duraturi, proprio come le azioni siche. Negare questo potere

è un e etto del "disincantamento del mondo" (Weber).

• Il tempo del trauma: Le emozioni non seguono il tempo

lineare. Un trauma infantile è presente oggi con la stessa forza

di allora perché "sospende il tempo".

Anna Lisa Tota identi ca nel primo capitolo diversi assunti

erronei radicati nel senso comune che impediscono una

comunicazione consapevole e non violenta.

Ecco i principali pregiudizi sulla comunicazione che l'autrice invita

a superare:

• Esclusività del verbale: Si crede erroneamente che la

comunicazione coincida solo con le parole dette, ignorando

che comunichiamo costantemente attraverso il corpo, i silenzi

e la nostra presenza sica.

• Identità di signi cato tra emittente e ricevente: Spesso si

presuppone che l'interlocutore attribuisca alle parole lo stesso

identico signi cato di chi le pronuncia, sottovalutando la

soggettività dell'ascolto.

• Evitabilità del fraintendimento: Il senso comune ritiene che il

fraintendimento sia un errore evitabile, mentre per Tota è un

ff fi fi fi fi fi fi ff

elemento strutturale della conversazione che richiede una

costante manutenzione relazionale.

• Contano solo le azioni, non le parole: L'idea che le parole

siano "solo parole" e che non abbiano conseguenze reali. Al

contrario, l'autrice sottolinea che le parole sono azioni che

possono ferire o guarire.

• Per essere interessanti bisogna "avere qualcosa da dire":

Si tende a valorizzare il contenuto informativo a discapito

della qualità della relazione e della capacità di ascolto.

• Dicotopia tra parola e silenzio: Spesso il silenzio è visto

come assenza di comunicazione o vuoto da riempire, invece

di essere riconosciuto come una dimensione densa di

signi cato e necessaria per l'ecologia del discorso.

L'obiettivo dell'autrice è smantellare queste "cattive abitudini" per

ridurre l'inquinamento verbale e la violenza simbolica nelle relazioni

quotidiane.

2. La comunicazione come atto di responsabilità

Il testo introduce due concetti fondamentali per riappropriarsi della

propria libertà:

• La risposta come "ritratto": Non siamo obbligati a dare una

certa risposta. La risposta che scegliamo parla di noi, è il

nostro ritratto. Siamo responsabili del signi cato che

attribuiamo alle parole altrui.

• Le domande salvavita: Di fronte a un con itto, chiedersi

"Qual è il suo problema?" "Qual è il mio problema?"

e

permette di uscire dall'automatismo emotivo.

3. Patologie della comunicazione

• L'orecchio deforme (Schulz von Thun): Descrive chi, per

fragilità, interpreta ogni frase come un giudizio personale o

fi fl fi

una critica alle proprie capacità. È una deformazione

dell'ascolto che impedisce una relazione sana.

• L'alienazione: A forza di usare parole che non ci

appartengono per compiacere un "giudice interno", niamo

per diventare altro da noi stessi.

L’io quantico

Il termine trae ispirazione dalla sica quantistica e dalla "sociologia

quantica degli eventi" di Robin Wagner-Paci ci, applicandoli alla

sfera soggettiva e relazionale:

• Superamento del dualismo: L'io non è un'entità isolata o

relazioni dense e intense.

statica, ma un sistema di Esiste in

uno stato di interconnessione costante dove le parole non

sono solo "veicoli" di informazione, ma atti creativi che

plasmano la realtà e l'identità.

• La forza performativa delle parole: L'io quantico riconosce

che il linguaggio ha il potere di ferire o di guarire (lenire le

ferite bioga che). Ogni parola pronunciata modi ca il campo

relazionale, rendendo ogni conversazione un evento unico che

trasforma chi vi partecipa.

• Critica agli a

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Clyo5 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia della comunicazione e dei media e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof Luchetti Lia.
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