Psicologia generale - Psicoanalisi e Freud
Il metodo psicoanalitico
Il termine psicoanalisi ha due significati:
- In primo luogo designa una psicoterapia, cioè un trattamento rivolto a persone affette da un disagio psichico.
- In secondo luogo, indica una teoria generale della personalità e una concezione globale dell’uomo e della società che può essere paragonata alla teoria di Darwin sulle origini delle specie.
La psicoanalisi fonda le sue radici nell’opera del medico viennese Sigmund Freud. Freud era un giovane e brillante medico viennese, specializzato nel trattamento dei disturbi nervosi. All’epoca la medicina non disponeva né di teorie soddisfacenti né di strumenti adeguati per trattarli; prevaleva la tendenza ad attribuirli a cause organiche non ben definibili e a curarli tramite l’idroterapia (il paziente veniva immerso in acqua fredda) e l’elettroterapia (stimolazioni di cariche elettriche alle terminazioni nervose).
La psichiatria ottocentesca si rivela impotente nei confronti delle patologie isteriche. L’isteria, dal greco hysteron, "utero", perché si riteneva che tale malattia colpisse solo le donne, presenta disturbi di tipo organico, ad esempio paralisi, anestesie parziali, convulsioni. Freud ipotizzò che alla base della malattia potesse esserci un processo di origine psichica.
Il contributo di Jean Martin Charcot
Un approccio innovativo all’isteria era stato tentato dal neurologo francese Jean Martin Charcot che aveva iniziato a curare pazienti isterici attraverso il metodo dell’ipnosi, ottenendo in molti casi una remissione dei sintomi. Si trattava di portare il soggetto ad uno stato di incoscienza simile a quello del sonno in modo da indurlo ad accettare passivamente le istruzioni dell’ipnotizzatore.
Anche Freud adottò inizialmente la tecnica ipnotica. Procedendo all’uso di questo metodo intuì che in stato di ipnosi il paziente era in grado di rievocare eventi della sua vita che credeva di aver dimenticato, e spesso, guarire dai suoi sintomi patologici rivivendo sentimenti e pensieri legati all’esperienza che li aveva generati.
Questo nuovo metodo fu applicato a cura di una paziente di nome Anna O., la ragazza aveva una serie di sintomi che si aggravarono nel periodo di assistenza al padre malato: disturbi della vista, disorganizzazione del linguaggio, paura dell’acqua. Alla morte del padre questi sintomi peggiorarono ancora di più. Uno di questi disturbi scomparve quando sotto ipnosi riuscì a ricordare un avvenimento accaduto pochi mesi prima (il cane della sua governante, persona a lei non gradita, aveva bevuto in un bicchiere) e a rivivere la sensazione di disgusto che aveva provato in quella circostanza, ma che non aveva espresso.
Le intuizioni di Freud
Freud intuisce due fatti tra loro legati:
- Il materiale rimosso affonda le sue radici nell’esperienza infantile dell’individuo.
- Il contenuto del materiale rimosso è di natura prevalentemente sessuale.
Nel caso dell’isteria si tratta di un’esperienza traumatica, aggressione o seduzione, subita passivamente. Nel caso della nevrosi ossessiva si tratta di un’esperienza traumatica agita, cioè un atto sessuale compiuto traendone piacere. Ciò che è patogeno non è il trauma in sé ma la sua rappresentazione. Il ricordo dell’evento traumatico viene espulso dalla coscienza, apparentemente non si ricorda più cosa è accaduto; però c’è anche la pratica emotiva da equilibrare, non basta aver cancellato il ricordo per potersene liberare. Tale carica emotiva non trovando vie mentali percorribili si scarica attraverso il corpo dando luogo al sintomo e quindi alla conversione isterica.
Nel libro Studi sull’isteria si trovano anche degli svantaggi sul metodo catartico, ad esempio un’ipnosi profonda si può raggiungere solo su un numero ristretto di pazienti, ciò spinse Freud a trovare una tecnica che facesse a meno dell’ipnosi. Egli cominciò ad invitare insistentemente i pazienti a ricordare esperienze passate dimenticate o rimosse; scoprì l’esistenza di una forza che ostacolava tale percorso che chiamò resistenza. Questa si produce perché ciò che deve essere ricordato per il paziente è penoso, lo imbarazza o è contrario ai suoi sentimenti morali.
Il passo tecnico successivo fu abbandonare la tecnica dell’insistenza. Al suo posto Freud introdusse una regola alla quale il paziente doveva impegnarsi ad obbedire. Il paziente doveva esprimere tutti i suoi pensieri al medico in ogni loro particolare, senza selezionare il materiale (libera associazione), ciò consentiva al terapeuta di ricostruire al di là di ogni tipo di alterazione il flusso reale dei suoi processi psichici inconsci. Il successo di tale metodo richiede l’opera congiunta del soggetto e dell’analista, resa possibile dal transfert. Con questo termine si designa lo spostamento da parte del soggetto di sentimenti e atteggiamenti legati a figure significative (genitori, fratelli) sulla persona dell’analista. Il transfert si rivela uno strumento prezioso per ricostruire la “storia psichica” del soggetto e delineare con più precisione la situazione attuale.
La libera associazione costituisce in un vero senso la nascita della psicoanalisi, e ha consentito a Freud di ottenere doverosi risultati tra cui il più importante ovvero la scoperta dell’inconscio, dimensione che il pensiero cosciente non può raggiungere né richiamare a sé con un semplice sforzo della memoria, livello più profondo della psiche inaccessibile alla coscienza. D’ora in avanti Freud si concentra sul desiderio inconscio, in particolare quello sessuale che inizia ad essere la motrice di ogni sintomo. Freud scoprì che tutti gli individui hanno la tendenza a sentirsi colpevoli non solo di ciò che hanno fatto ma anche di ciò che hanno desiderato fare.
I modelli dell'apparato psichico
L’apparato psichico è un sistema complesso e per tentare di descriverlo Freud utilizza tre modelli: modello topico, dinamico ed economico.
Modello topico
Vengono individuate due topiche:
- Viene diviso da Freud in conscio, preconscio, inconscio:
- Inconscio: Racchiude desideri e pulsioni inaccettabili.
- Preconscio: Contiene contenuti che non sono del tutto evidenti ma si possono riportare alla coscienza attraverso un minimo sforzo della memoria.
- Conscio: Insieme di contenuti di cui il soggetto è pienamente consapevole, caratterizzato dal pensiero logico razionale.
- Seconda topica divisa in: es, io, super-io
- Super-io: Codice di norme morali che nell’individuo funge da censore costante dei pensieri e delle azioni. Esso resta inaccessibile alla consapevolezza del soggetto, che però ne avverte i potenti effetti, soprattutto nella forma di sentimenti di colpa legati all’idea della trasgressione. Il super-io secondo Freud nasce da un’interiorizzazione delle figure dei genitori e del loro sistema di premi e di punizioni. Il super-io si oppone alle esigenze della libido e all’es.
- Es: Mantiene in equilibrio il super-io e io, la sua vita psichica è quindi un faticoso compromesso tra le istanze.
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