Psicologia dello sviluppo - Appunti prof. Mininni
Introduzione alla psicologia
Cosa distingue l'homo sapiens dagli altri animali?
Gli animali si assicurano di rimanere in vita, stabilendo legami interattivi con gli altri, in modo particolare per la riproduzione, governata dagli istinti. Controllano, esplorano lo spazio in cui possono stare al sicuro e dormono per recuperare le energie e riprendere la loro routine. Alla base dell'esistenza dell'uomo ci sono le stesse cose, ma sono condizionate e legate alle situazioni emotive. La specie umana, prima di andare a dormire, si interroga. Questa capacità di interrogazione sul mondo e su se stessi, il farsi domande, avere emozioni e linguaggio, è la caratteristica distintiva della specie umana.
La psicologia, organizzata sistematicamente in tanti saperi, grazie alla filosofia, non è altro che lo studio della psiche. Prima di essere intesa come anima dai filosofi, veniva utilizzata dai poeti in riferimento al respiro/fiato/soffio. Per psiche intendiamo il "soffio vitale", ciò che tiene in vita l'organismo biologico, in quanto consente di catturare l'ossigeno, fondamentale all'esistenza fisica; diventa anche un meccanismo di costruzione di sé nel legame con gli altri attraverso l’emissione di suoni significativi. Attraverso le relazioni con gli altri e il linguaggio, mezzo fondamentale, la psiche diventa una ricerca di significato e di senso.
Risposte al bisogno di significato
Varie istituzioni hanno cercato di dare risposte più o meno adeguate al bisogno di significato per sé e la propria comunità:
- Religione: relazione con gli altri e con le divinità;
- Poesia;
- Commercio;
- Politica;
- Guerra.
Dal 1895 la psicologia viene intesa come scienza, a partire dal libro di Freud "Interpretazione dei sogni", dove, essendo un grande scrittore tedesco, rende le sue conoscenze molto comprensibili, tanto da ottenere il premio Goethe per la letteratura nel 1930. In realtà, il padre della psicologia come scienza è Wundt, fisiologo, studioso dell'organismo umano e dei meccanismi del corpo, con interessi filosofici. Nel 1879, nel suo corso di fisiologia organizza un laboratorio di psicologia sperimentale (università di Lipsia, Germania orientale), in cui fa esperimenti sui meccanismi basilari della sensazione e della percezione, secondo il modello della scienza fisica a partire da Galilei. Questo laboratorio diventa il luogo di formazione per una psicologia scientifica che ricerca il dare un senso al mondo sul piano fisico. Oltre ad essere padre della psicologia scientifica sperimentale, si rende conto della complessità della psiche, dell’io e dell’anima, giungendo alla conclusione secondo la quale non tutto può essere studiato in laboratorio, in quanto la psiche non riguarda solo il corpo ma anche le dinamiche culturali. Si necessitano, quindi, altre procedure, ad esempio il linguaggio, i miti, i riti, le tradizioni, l'arte (Folks: popolo; Psicomanie: psicologia popolare, oggi psicologia culturale). Wundt avvia contemporaneamente ricerca sperimentale e culturale.
La psicologia come scienza atipica
A differenza delle altre scienze naturali, dove è decisiva la differenza tra soggetto conoscente e oggetto conosciuto, nella psicologia il soggetto studia un soggetto, oggetto stesso della psicologia, determinando così una psicologia atipica. Si crea una condizione paradossale in quanto si tenta di realizzare una scienza in cui l'uomo studia il proprio essere attraverso l’osservazione, la partecipazione, gli esperimenti e la varietà metodologica. La psicologia è quindi atipica perché segue due orientamenti epistemologici differenti:
- Scienza: rapporto causa-effetto tradotto matematicamente, spiegazione dei fenomeni e individuazione delle leggi dei fenomeni, con orientamento nomotetico (nomos: legge; tent: mettere → "mettere legge") orientamento generalizzante, indipendentemente da tutto.
- Psicologia: cerca di spiegare i fenomeni che indaga e stabilirne una legge.
Esempi e contestazioni
Ex. Aggressività umana: perché? cosa spinge alla violenza?
L'ipotesi di Dollard, psicologo comportamentista/sperimentista, sulla base di suoi esperimenti con animali, individua nella frustrazione dell’essere umano, causata dall’insoddisfazione dei propri desideri/obiettivi, la causa del fenomeno dell'aggressività.
Contestazioni dell’ipotesi di Dollard:
- Uno psicologo israeliano fa un esperimento di psicologia comparata: mette 10 topolini in mezzo metro quadro e osserva come questi esplorano ma non si danneggiano. Successivamente, nello stesso spazio ne mette 100. I topolini cominciano a mordersi e diventano quindi aggressivi. Lo psicologo spiega così che non occorre che ci sia frustrazione per essere aggressivi, ma è sufficiente una restrizione dello spazio vitale o delle condizioni di disagio.
- Lo psicologo Albert Bandura (noto per lo sviluppo del senso morale e del disimpegno morale) attraverso un esperimento: effettua uno studio su bambini di 4-5 anni, facendogli vedere nel suo laboratorio dei cartoni animati con una scena di aggressività. Nota che i bambini tornati nel proprio ambiente, diventano aggressivi nella maggiore percentuale. L'ipotesi di Dollard viene quindi disintegrata, poiché il bambino è diventato aggressivo in quanto ha trovato un modello. Questo studio va anche a proporre una teoria d'apprendimento più generale: il modelling, dove la condotta è guidata dalla dinamica imitativa.
Questi esperimenti dimostrano la pluralità di spiegazioni alla ricerca psicologica, che possono variare a seconda delle situazioni, per cui il nomotetico non è sempre valido. Insorge quindi un orientamento idiografico (ideos: particolare; grafico: scrivere) in quanto cerca di capire l'origine di uno specifico caso per giungere ad una conoscenza scientifica (valida) che permette di approfondire nei dettagli i casi singoli.
La prima operazione necessaria per la costruzione di una scienza di verità è la laicità dell'indagine (indagine libera da saperi esterni). La psicologia non si occupa dell'anima, bensì cerca la conoscenza per l'autonomia e le esigenze delle persone sulla terra. Nella ricerca libera è importante l'operazione di limitazione/specificità. Sull’oggetto della psicologia sorgono diverse teorie:
- Comportamentista: si può fare scienza se l'oggetto è osservabile;
- Cognitivista: si può fare scienza con ciò che non è osservabile ma produce effetti individuabili, dove l'oggetto è la mente, insieme di processi cognitivi, conoscenza del mondo;
- Si può fare scienza quando si individua lo stesso oggetto di studio e dove è possibile avere significati diversi rispetto ad aspettative ed ipotesi diverse.
Amnesia infantile
- Freud: L'amnesia infantile è il vissuto di cui non vi è ricordo. È la frustrazione dell'uomo, causata dall’insoddisfazione del desiderio e del piacere, che lo porta a non voler ricordare, rimuovendolo dell'inconscio.
- Modello cognitivista: modello più diffuso, secondo cui l'amnesia infantile si spiega con le basi informative del bambino attraverso i sensi della prossimità/vicinanza (gusto, olfatto e tatto) che forniscono informazioni povere ed evanescenti (non si conservano), e in seguito con i sensi distali (vista, udito), che non richiedono vicinanza e si conserveranno nel tempo nel momento in cui diventeranno dominanti.
Nelle altre scienze naturali subentra la distanza tra soggetto ed oggetto, e nel momento in cui si propone un modello nuovo, quest'ultimo è valido se riesce a spiegare anche il modello precedente (Ex. Einstein, fisica delle particelle, fisica complessa inglobata nella fisica classica). La ricerca scientifica psicologica non è paradigmatica. I vari modelli nella psicologia scientifica non sono integrabili, ogni modello è valido per se. Vi è atipicità basilare in quanto i soggetti conoscenti e i soggetti conosciuti hanno lo stesso status.
"La psicologia è una grande casa contenente diverse stanze a disposizione", cit.
Aree di ricerca nella psicologia
- Psicologia generale: aspetti più ampi, che possono valere per le altre funzioni della psiche, e riguarda i processi della persona umana in sé: funzionalità percezione – memoria – decisione – emozioni – problem solving psicologica.
- Psicologia differenziale: mostra ciò che è diverso, le differenze individuali; indaga sull'origine e sulla spiegazione delle variabilità degli individui, raccogliendo le differenze di più simili.
- Psicologia clinica: si occupa delle patologie della mente, disciplina affine alla psichiatria (la quale studia le origini fisiologiche della sofferenza psichica/malattia mentale), in quanto coglie le origini della sofferenza psichica non riconducibili alle alterazioni cerebrali attraverso la parola, l'ascolto e l'interpretazione.
- Psicologia dinamica: affine alla psicologia clinica, offre spiegazioni e modelli di comprensione delle difficoltà che insorgono nella vita psichica.
- Psicologia sociale: studia le dinamiche di gruppo, le interazioni e le ostilità nelle dinamiche tra i gruppi sociali (stereotipi, pregiudizi).
- Psicologia dell'organizzazione del lavoro: perseguimento di obiettivi condivisi con altri, dove per i modelli è preferibile organizzare le attività.
- Psicologia comparata: studia la condotta animale e ne trae informazioni utili e valide per la condotta umana.
- Psicologia dello sviluppo: un tempo denominata "psicologia dell'età evolutiva", sottolineando il riferimento ad un particolare segmento di vita in cui collochiamo infanzia, adolescenza e gioventù. La psiche si sviluppa del tempo in modo sia prevedibile (tipico), sia in modo più difficilmente prevedibile (atipico). Si riferisce infatti alla psicologia dello sviluppo del ciclo di vita, la quale ricerca il senso in tutto l'arco di vita, lo sviluppo, dunque, ha termine con la fine della vita.
- Neuropsicologia: al giorno d'oggi è la più finanziata e con più ricercatori e proviene dalle neuroscienze. "Com'è organizzato il cervello umano quando è in funzione la psiche nell'espressione di emozioni, nel ricordare, nel dimenticare, nel prendere decisioni?" in questo caso si tratta di brain-mind, indicando il rapporto tra cervello e mente.
Mind-culture
"Quale influenza hanno i prodotti della mente (intuizioni che danno senso all'esistenza) sulla mente stessa - in riferimento al diritto, alla legge, alla religione?" qui parliamo di mind-culture, dove il "mind" rappresenta i presupposti biologici che interagiscono con la ricerca.
Assunti fondamentali comuni
Cosa accomuna la ricerca psicologica?
Due assunti fondamentali comuni a tutti i rami della psicologia:
- Non si può dare spiegazione ad un fenomeno psicologico, se non tramite l’integrazione tra biologia e cultura, le quali non si possono escludere le une dalle altre.
- Tutti concordano che l'esperienza psichica in ogni sua manifestazione è sia consapevole che inconscia, pensata come "esperienza automatica" per i cognitivisti, in quanto gran parte della vita umana si svolge inconsapevolmente (ex a differenza del pensiero di Freud, guidare l'auto), che si riferisce ad una dinamica affettiva insopportabile, guidata dalle pulsioni del piacere e della morte.
Antropologia culturale
Il termine "cultura" identifica un sapere antropologico. Di qui antropologia culturale, sviluppata a partire dalle culture del ‘700 – europee e statunitensi – pensata come evoluzione dell'etnologia (studio delle comunità minori), sviluppata sulla base di un inconscio collettivo rimosso, da parte dell'Europa, per la distruzione di interi popoli indigeni a seguito della scoperta dell'America, portando a sviluppare un sapere per redimersi dal senso di colpa. Per antropologia culturale si intendono l’insieme di tecniche materiali (oggetti e prodotti) e immateriali (riti, tradizioni, miti, credenze, religioni e arti) delle varie comunità. Per cultura, quindi, intendiamo tutto ciò che accomuna un popolo e lo rende identificabile da altri gruppi e comunità.
Ex. la cultura occidentale è basata sull'individualismo, sullo stare bene del singolo, a differenza della cultura orientale basata sul collettivismo, dove è importante lo stare bene della comunità, del gruppo; o l'empatia dei popoli meridionali a differenza della freddezza dei popoli nordici.
Questa identificazione si diversifica dal senso psicopedagogico, in quanto la cultura ha a che fare con la formazione dell'individuo e dove, chiaramente, quest'ultima influisce nell'individuo stesso (la professione del chirurgo è sicuramente diversa dalla professione del macellaio, in quanto le formazioni di entrambe le professioni sono differenti).
I fenomeni che dimostrano la psiche come ricerca di senso
"Come si pensa la mente in sviluppo del bambino?" – metafore per alcune concezioni di fondo:
- Tabula rasa: nel momento in cui nasce, il neonato è del tutto inconsapevole, è una "tabula rasa" che viene riempita con i rapporti con la famiglia e l’esterno, esalta la passività del bambino.
- Uovo: contrasta il senso della psicologia come pregiudizio dell’essere tabula rasa del bambino il quale, considerato "uovo", appena nato possiede già grandi potenzialità / orientamenti che lo guidano nell’esistenza. Secondo la "teoria modulistica", ognuno nasce quindi con specifici moduli di comunicazione, linguaggio, organizzazione delle conoscenze. Infatti, dal momento in cui cominciano a vedere, ai neonati vengono proposte queste due immagini: Graficamente simboleggiano la stessa cosa, ma lo sguardo del neonato sarà orientato automaticamente verso la figura A, più adatta ad indicare un volto schematizzato, in quanto per l’essere umano il volto significa incontro, interazione con l’altro, focalizzando l’attenzione verso un essere sociale, come se si nascesse con la predisposizione alla ricerca dell’altro, con un modulo che ricerca stimoli sociali.
Le emozioni
Guardando all’origine dell’esistenza, il pianto rappresenta una sofferenza iniziale. Avviene sia un’emozione fisiologica in quanto si ha bisogno di ossigeno, sia un’emozione psichica come ricerca dei legami e dei significati col mondo. Il primo vissuto psichico è quindi un’emozione. Segnale opposto è il sorriso, arco riflesso, manifestazione inconsapevole di fenomeni in risposta ad uno stimolo. (come quando si è al buio e vi è una luce improvvisa che causa il restringimento della pupilla). È quando il bambino è a stomaco pieno che prova soddisfazione ed estende le labbra. Sarà poi dal secondo/terzo mese che il sorriso avrà un significato sociale valido per tutta la sua esistenza.
All'inizio della vita psichica scopriamo i termini emozionali: paura, rabbia, gioia, imbarazzo, senso di colpa. Perché sono importanti dal punto di vista psichico? Le emozioni danno un senso al vissuto. William James avvia la ricerca scientifica psicologica negli Stati Uniti ed è il primo a porsi l’obiettivo di spiegare la complessità del vissuto emozionale (dal pragmatismo):
Che cos’è una emozione?
L'emozione è un aspetto di una dimensione più ampia. Parliamo di affettività per caratterizzare il nostro essere personale, i sentimenti, i pensieri.
Termini di confronto
- Emozione: identifica l’aspetto del vissuto puntuale nel tempo; breve ma intenso, e dove gli atomi dell’affettività sono rilevanti in quanto la loro organizzazione può trasformarsi in sentimenti e/o passioni;
- Passione: intensa ma duratura, valorizza un qualche aspetto che interessa la persona su un lungo periodo;
- Sentimento: intermedio nell’intensità e nella durata.
Chiarito ciò James si dedica all’atomo costitutivo della vita affettiva: l’emozionamento. L'emozione è un fatto complesso, psichicamente parlando, la cui teoria componenziale vede diverse componenti:
- Arousal: eccitazione, attivazione. Il corpo si modifica nell’emozione, strumento per reggere il confronto con la realtà. Il corpo si allerta attraverso l'area amigdala del cervello che dà segnali al sistema nervoso periferico, indicando un’eccitazione corporea, una manifestazione automatica (Ex. aumento del battito cardiaco e della pressione del sangue, o diminuzione dell'accesso di salivazione). Quando i soggetti appaiono privi di emozioni potrebbe essere in atto una lesione cerebrale delle aree predisposte all’emozione. Diventa quindi impossibile provare emozioni. Ex Aressitimia, mancanza o incapacità di provare emozioni.
- Appraisal: valutazione. La mente si attiva nell'emozione, valuta cosa sta accadendo. “Perché si verifica l’Arousal?” Avviene un’analisi di ciò che si ha intorno e si scatena, di conseguenza, ciò che si prova, vi è una interpretazione di ciò che si sta vivendo. Si rivela che l'emozione è un fatto psicologico, dove lo stesso evento vissuto da persone differenti può generare vissuti a loro volta differenti.
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