Economia politica: studia il contesto in cui l'azienda opera, il sistema economico e
l’ambiente in cui opera, ad esempio i mercati/settori.
L’economia politica si divide in macroeconomia (studia funzionamento del sistema
economico nel suo insieme) e microeconomia.
Macroeconomia: studia l’occupazione/tasso di disoccupazione, l’inflazione, le variabili
macroeconomiche tipo il PIL.
Microeconomia: si occupa del comportamento dei singoli mercati e dei singoli soggetti
economici.
La macroeconomia spiega che cosa determina/influenza il comportamento delle variabili
economiche. Il livello della produzione nazionale oppure da cosa è influenzato il livello dei
prezzi/reddito nazionale. Cerca di spiegare i legami e le relazioni tra le variabili
economiche.
Lo Stato e le istituzioni intervengono nel momento in cui i legami tra queste variabili non
vanno bene. La politica economica è lo strumento che lo Stato usa per correggere
valori o comportamenti inadeguati tra le variabili economiche.
Analisi di 3 soggetti: famiglie, imprese, Stato.
Come ragionano gli economisti?
Quali strumenti usano per analizzare e spiegare i meccanismi del sistema economico.
La realtà economica è complessa → necessaria semplificazione per rendere possibile
la spiegazione della realtà economica (funzionamento sistema economico).
- Si parte dall’osservazione della realtà: analisi di dati economici che si protraggono
nel tempo riguardo l’andamento economico.
- Si passa all’elaborazione di teorie generali che danno spiegazione dei
comportamenti delle variabili economiche (della realtà).
Un esempio di teoria: La ricchezza permette/produce/influenza i consumi. Gli
economisti costruiscono dei modelli teorici. I modelli teorici/economici (struttura
logica costruita da un insieme di relazioni tra le variabili economiche volta a
rappresentare in forma semplificata la complessa realtà di un sistema economico
nazionale) vengono espressi attraverso equazioni.
Le relazioni logiche (legami) tra le variazioni economiche vengono espresse tramite
equazioni.
La ricchezza permette i consumi.
C: consumi
Y: reddito
C=f(Y) → relazione positiva tra di essi
Il modello economico è sempre rappresentabili in due modi:
- analiticamente (matematicamente attraverso equazioni).
- graficamente (attraverso grafico con rette e curve).
Modello economico domanda-offerta
(VEDI QUADERNO) 1
Variabili endogene: variabili che vengono determinate dal modello, sono le incognite il
cui valore viene determinato all’interno del modello. Prezzo e quantità sono variabili
endogene. Li troviamo sugli assi.
Variabili esogene: variabili che vengono determinate all’esterno del modello, sono il
reddito e il prezzo delle materie prime.
I modelli economici cercano di comprendere come le variabili esogene influenzano le
variabili endogene.
L’equilibrio: situazioni in cui gli agenti economici sono soddisfatti delle loro scelte, sia
compratori che venditori sono soddisfatti (chi compra, compra esattamente ciò che vuole
comprare mentre chi vende, vende esattamente ciò che vuole vendere). Quantità che
soddisfa entrambi i soggetti economici e il prezzo si adegua a questa quantità.
(VEDI QUADERNO)
Intersezione delle due curve da punto di equilibrio.
Gli equilibri attraggono i sistemi economici.
Spostamenti delle curve (VEDI QUADERNO):
- se si modificano le variabili endogene: ci sono spostamenti lungo le curve.
- se si modificano le variabile esogena: curva si sposta parallelamente.
Dati macroeconomia - Contabilità nazionale
I dati sono delle misure statistiche delle principali variabili macroeconomiche. Queste
statistiche vengono costruite da ogni governo, sulla base di rilevazioni periodiche.
Esse riassumono lo stato di salute dell’economia.
La principale statistica economica di un paese è il PIL → è il valore monetario misurato
ai prezzi di mercato (beni e servizi vengono scambiati nel mercato attraverso un prezzo),
della produzione corrente (dell’anno in corso che si va ad analizzare) di beni e servizi
finali (beni venduti al consumatore finali, non prendiamo in considerazioni i beni intermedi
come semilavorati e materie prime che vengono usati per la produzione), prodotti in
un’economia di un paese in un determinato periodo di tempo.
Rappresenta la figura più affidabile della ricchezza di un paese. 2
Il PIL è la chiave di volta di tutto il sistema della contabilità nazionale. Il PIL può misurare:
- reddito: reddito totale generato dalla produzione. Reddito complessivamente
costituito da chi lo ha percepito producendo beni e servizi.
- spesa: spesa complessiva per l’acquisto di beni e servizi finali.
Produzione=reddito=spesa
Modello flusso circolare del reddito
● famiglie (possono spendere
al massimo quanto
guadagnano), imprese
● no rapporto con estero
(economia chiusa)
● no investimento finanziario
● 1 solo bene prodotto: pane
● 1 solo fattore produttivo
usato per questa
produzione
Le imprese vendono alle famiglie il pane in cambio di un flusso monetario. Il valore di
beni e servizi finali (produzione)=spesa per acquisto di beni e servizi finali.
Le famiglie cedono fattori della produzione (lavoro) alle imprese in cambio di un flusso
monetario (reddito). Il valore dei servizi produttivi=redditi monetari che le famiglie
ricevono. Come calcolare il PIL:
Non si prendono in considerazioni beni e servizi intermedi (solo beni e servizi finali).
Non si prendono in considerazione prodotti preesistenti (solo produzione corrente).
PIL = somma del valore monetario di beni e servizi finali prodotti in una economia in un
dato periodo di tempo.
Primo metodo di calcolo del PIL : somma del valore monetario di tutti i beni e servizi
finali. 3
Questo metodo di calcolo può essere particolarmente complesso nella realtà:
• Non rientrano nel calcolo del PIL le transazioni relative ai BENI USATI.
• Cosa succede al PIL se produco di più di ciò che poi vendo?
Se merce è deperibile (si e la butto via il PIL non cambia;
deteriora facilmente)
Se merce non è deperibile, diventa SCORTE per le vendite future, fa variare il PIL. Le
scorte vengono conteggiate nel calcolo del PIL solo quando il bene appena prodotto
entra in magazzino.
Spesso la produzione di molti beni avviene per FASI.
Materie prime → beni intermedi → beni finali.
Beni intermedi → materie prime, semilavorati e servizi che l’impresa acquista da altre
imprese per realizzare la sua produzione.
Per evitare DOPPIE CONTABILIZZAZIONI i beni intermedi NON devono essere
conteggiati per il calcolo del PIL, che comprende solo il valore di beni e servizi finali.
Unica eccezione: il caso in cui i beni intermedi siano esportati. Quando un bene viene
venduto all’estero è sempre considerato come un bene finale, perché esce dal
sistema economico di riferimento non creando alcun rischio di doppia contabilizzazione.
Secondo metodo di calcolo del PIL : somma dei valori aggiunti di tutte le imprese
operanti nel sistema economico.
Valore aggiunto → valore dei beni finali - il valore dei beni intermedi utilizzati per la
produzione.
Terzo metodo di calcolo del PIL: somma dei redditi generati all’interno dell’economia
generati dalla produzione (salari + profitti) → Salari + (ricavi-costi) 4
Criticità calcolo del PIL:
● Non tutti i beni e servizi sono scambiati sul mercato → no prezzo di mercato
→ valore di imputazione.
● Economia sommersa: attività che sfuggono alla rilevazione (attività in nero
ecc…). Questo fa sì che il PIL possa essere una misura imprecisa per confrontare il
livello di benessere di paesi diversi, tuttavia rappresenta una misura efficace per
valutare l’andamento dell’attività economica di un paese da un anno all’altro.
PIL REALE vs PIL NOMINALE
PIL = valore ai prezzi di mercato di beni e servizi finali complessivamente prodotti in un
anno. PIL = Ʃ (P ∙ Q) quindi PIL ↑ se Q ↑ o P ↑
PIL è una buona misura del benessere di un Paese? Così calcolato non è un’efficace misura
del benessere perché nasconde l’andamento dei Prezzi (se i prezzi raddoppiano negli anni,
il PIL raddoppia, ma la quantità prodotta è rimasta invariata!). La vera crescita economica
nasce dalla produzione di un Paese.
PIL NOMINALE: valore della produzione finale calcolato a PREZZI CORRENTI (utilizzando i
prezzi dell’anno in corso).
PIL REALE: valore della produzione finale calcolato a PREZZI COSTANTI (utilizzando i
prezzi di un anno base).
• Il PIL reale fornisce una misura più efficace del benessere di un Paese perché è
depurato dalle variazioni dei prezzi.
• Variazioni del PIL reale da un anno all’altro sono dovute da variazioni delle quantità
prodotte di beni e servizi finali e non da variazioni dei prezzi.
Esempio:
PIL NOMINALE 2019 = (5 ∙ 1) + (3 ∙ 2) = 11
↓ Il PIL è aumentato?
PIL NOMINALE 2020 = (7 ∙ 2) + (2 ∙ 3) = 20
PIL REALE 2019 = (5 ∙ 1) + (3 ∙ 2) = 11
PIL REALE 2020 (anno base 2019) = (7 ∙ 1) + (2 ∙ 2) = 11
Il calcolo del PIL reale ci consente di capire che ad essere aumentato non è il volume di
produzione, ma solo i Prezzi! 5
Identità contabile del reddito nazionale
PIL (produzione) = REDDITO (Y) = SPESA (chi acquista ciò che è prodotto → chi domanda
→ componenti della domanda).
La produzione nazionale viene acquistata da chi domanda la quantità prodotta.
Componenti della domanda
C = spesa delle famiglie per l’acquisto di qualunque bene o servizio.
I = investimenti delle imprese in capitale fisico.
G = spesa pubblica: ciò che lo Stato spende per beni e servizi.
NX = esportazioni nette (esportazioni – importazioni, ovvero X - IM).
Introduzione alle fluttuazioni economiche
La macroeconomia si propone di spiegare due fenomeni:
- CRESCITA ECONOMICA: trend di
evoluzione del PIL reale nel corso
del tempo (LUNGO PERIODO).
- CICLO ECONOMICO: fluttuazioni
periodiche del PIL reale (BREVE
PERIODO).
Si definisce CICLO ECONOMICO
l’alternarsi di fasi di espansione e
recessione del prodotto reale rispetto
alla sua tendenza di crescita (TREND)
di lungo periodo. 6
Modelli di breve periodo e modelli di lungo periodo
I modelli macroeconomici presentano strutture e setting variabili in base all’orizzonte
temporale che viene considerato. Questo perché:
1. il comportamento dei PREZZI differisce nel BP e nel LP.
2. Anche l’impiego e la disponibilità dei FATTORI PRODUTTIVI variano in base
all’estensione temporale analizzata.
Breve periodo:
● Prezzi vischiosi (rigidi): i prezzi sono strettamente legati ai costi di produzione e
ai costi del lavoro (salari dei lavoratori). Di norma oggetto di contratti a medio
termine (difficile cambiare il contratto perché è studiato per fronteggiare i bisogni di
quel tempo; un cambiamento repentino potrebbe risultare controproducente).
Esempio: Abbassamento dei prezzi causa un profitto minore, innalzamento dei prezzi
diventa insostenibile e indesiderato per la clientela.
● Alcuni fattori produttivi fissi, capacità produttiva fissa: nel breve periodo sono
fissi. Non possono essere variati nel loro impiego. Il sistema non produce tutto ciò
che potrebbe produrre (usando nel migliore dei modi tali fattori produttivi) perché
questa capacità è fissa.
Y dipende dalla domanda.
Lungo periodo:
● Prezzi perfettamente flessibili: i prezzi sono flessibili e per questo si aggiustano
perfettamente e rapidamente al fronte di situazioni di shock, in base a quello che
accade nel sistema economico.
● Tutti i fattori produttivi possono essere variati e sono pienamente utilizzati: i
fattori produttivi possono essere variati e possono essere utilizzati al massimo,
utilizzando tutte le risorse disponibili nel modo più intenso e completo. (Ecco perché
si raggiunge il PIL massimo: PIL potenziale, ovvero il massimo che un sistema può
produrre).
Y dipende dall’utilizzo di K, L 7
I modelli del breve periodo
Il modello reddito spesa
● Studia il mercato dei beni
● Prezzi costanti
● Non esiste il mercato della moneta
● Economia chiusa (agli scambi con l’estero)
Mercato della moneta
● Studia il mercato finanziario
● Prezzi costanti
● Non si considerano i beni
● Economia chiusa (agli scambi con l’estero)
IS-LM economia chiusa
● Come si influenzano insieme il mercato dei beni + mercato della moneta
IS-LM economia aperta
● Influenza dei mercati, mercato dei beni + mercato della moneta
I modelli del medio periodo
Modello DA-OA
● Mercato dei beni + mercato della moneta + mercato del lavoro
● Prezzi flessibili (non costanti)
● Come i meccanismi di breve periodo modificano i prezzi e impattano sull’equilibrio
economico. 8
INOLTRE: esso presenta 2 fasi, una fase di breve periodo e una fase di medio periodo.
I modelli di lungo periodo
Modello di crescita
● Prezzi flessibili
● Fattori produttivi flessibili
● Massimo sfruttamento delle risorse con piena occupazione
Il modello reddito spesa o Croce Keynesiana
La domanda determina il livello di produzione.
L'obiettivo è quello di evidenziare il ruolo svolto dalla domanda aggregata e come questa
influisce, identificando anche le variabili che influiscono su di essa. Le determinanti della
domanda aggregata sono le componenti elencate sotto.
Come? Esaminando le sue variabili
PRODUZIONE = REDDITO = SPESA
DA = C + I + G + NX (quest’ultima da non calcolare se siamo in un’economia chiusa)
C = Spesa delle famiglie per l’acquisto di qualunque bene o servizio.
I = Investimenti delle imprese in capitale fisico
G = Spesa pubblica: ciò che lo Stato spende per beni e servizi
NX = esportazioni nette (esportazioni – importazioni).
Assunzioni del modello
Il modello descrive le dinamiche di breve periodo nel mercato dei beni di un'economia
chiusa.
● Nel breve periodo assumiamo che i prezzi siano FISSI. Non variano.
● Inizialmente, per semplicità assumiamo che il sistema economico sia chiuso al
commercio internazionale, quindi non si verificano né importazioni né esportazioni.
Le ipotesi del modello:
1. Mercato dei beni (reale)
2. Prezzi costanti
3. Economia chiusa: non ci sono rapporti con l’estero.
Si basa su un’equazione di base che è quella della Domanda Aggregata
(DA):
Condizione di equilibrio: Y=DA 9
Le componenti della Domanda Aggregata
Spesa per consumi
ATTENZIONE: la linea sopra le variabili sta a significare che la variabile è ESOGENA.
Le famiglie possono spendere in base al proprio reddito. Ma non tutto è disponibile per i
consumi, una parte è infatti destinata alle tasse.
Ecco perché il reddito disponibile è Yd ovvero il reddito meno le tasse.
Il PMC (propensione marginale al consumo) quanto le persone sono propense al
consumo (variabile compreso tra 0 a 1).
ES: PMC pari all’0.8, ovvero 80% del reddito è usato per acquisti, il resto per i risparmi.
Ecco perché se il reddito aumenta, i consumi aumentano solo di una parte proporzionata.
Una parte dei consumi non dipende dal reddito, ovvero i CONSUMI ESOGENI O
CONSUMI DI SUSSISTENZA. Tutti i beni di prima necessità (cibo, vestiti, ecc).
Le componenti della Domanda Aggregata
Spesa per investimenti
Domanda/spesa da parte delle imprese per aumentare lo stock di capitale fisico
(impianti, macchinari, sistemi informatici, nuove tecnologie). Per il momento supponiamo che
gli investimenti siano esogeni:
Spesa Pubblica
Spese sostenute dallo Stato e dagli enti locali per acquistare e produrre beni e servizi.
10
La condizione di equilibrio
Nella teoria Keynesiana è la domanda aggregata che genera il reddito e la produzione,
che diventano sinonimi. Si ha quindi equilibrio quando la DA è uguale al reddito
(produzione): Derivazione del livello di equilibrio del reddito
Il sistema economico è in equilibrio quando: DA = Y
Moltiplicatore Keynesiano
Le variabili che determinano la DA determinano Y.
Di conseguenza, variazioni di queste variabili fanno variare anche il reddito di equilibrio.
Il moltiplicatore keynesiano è sempre maggiore di 1 (essendo PMC compreso tra 0 e 1).
Moltiplica le variabili esogene amplificandole.
eq
Più il PMC diventa piccolo, più Y diventa grande.
eq
Più il PMC diventa grande, più Y diventa piccolo. 11
Soluzione grafica del modello
Tutti i punti sulla bisettrice saranno degli EQUILIBRI.
Il punto di equilibrio si ha quando la domanda aggregata intersecherà la bisettrice.
L’inclinazione è data da PMC (compreso tra 0 e 1).
L’intercetta verticale è data dalla somma delle variabili esogene.
L’intersezione trova il punto di equilibrio, il quale determina il livello di equilibrio visto
precedentemente.
(VEDI QUADERNO) Nei punti a destra la produzione è maggiore rispetto alla domanda,
abbiamo un invenduto (scorte), Nei punti a sinistra la produzione è minore rispetto alla
domanda.
Variazioni delle variabili esogene
Le variazioni delle variabili esogene causano una variazione anche il reddito di
equilibrio.
Cosa accade se lo Stato aumenta la spesa pubblica (G)?
Analizziamo dal punto di vista economico, analitico e grafico.
Analizziamo quindi come varia il reddito di equilibrio variando la spesa pubblica: 12
Osserviamo lo stesso per variazioni degli investimenti e dei consumi esogeni.
Abbiamo quindi che essendo il moltiplicatore > 1 moltiplica la spesa pubblica e si causa
un reddito maggiore nel reddito d’equilibrio.
Il moltiplicatore determina l’entità della variazione del prodotto di equilibrio, determinata da
un aumento della spesa autonoma di un
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