Appunti generali linguistica 1b
1) Linguaggio, competenza e livelli della grammatica
Il linguaggio è un sistema cognitivo modulare con piani distinti ma
interfacciati: fonologia, morfologia, sintassi, semantica, pragmatica. La
sintassi è centrale perché fornisce il meccanismo che combina unità più
semplici (parole) in costituenti e poi in frasi, secondo regole strutturali
(non meramente lineari). La competenza del parlante distingue tra
grammaticalità (buona formazione morfosintattica), accettabilità (assenza
di anomalie semantico-lessicali) e appropriatezza (adeguatezza al contesto).
Due proprietà strutturali universali: gerarchia (le relazioni dipendono dalla
posizione nella struttura, non dall’ordine lineare) e ricorsività (regole
applicabili iterativamente, potenzialmente all’infinito).
2) Grammatica Universale (GU) e Grammatica Generativa (GG)
GU: insieme di istruzioni innate (principi + parametri) che rendono
possibile l’acquisizione di qualsiasi lingua. Spiega perché tutte le lingue
condividono certe costanti e perché la variazione è confinata entro
opzioni limitate (parametri). Esempio di principio: dipendenza dalla
struttura. Esempio di parametro: soggetto nullo (pro-drop).
GG: quadro teorico (Chomsky) che formalizza la GU e ne esplicita il
sistema computazionale capace di generare le infinite frasi di una
lingua (modello a Principi e Parametri). Spinta teorica: l’ipotesi
innatista (povertà dello stimolo).
Relazione tipologia–generativa: la tipologia descrive costanti/variazioni su
campioni ampi (adeguatezza descrittiva); la generativa cerca i meccanismi
cognitivi e fa previsioni (adeguatezza esplicativa). Si completano a vicenda
(es.: l’universale “ogni frase ha un soggetto” in GG diventa PPE + parametro
pro-drop, includendo categorie pronominali vuote pro/PRO).
3) Architettura del modello e “Y rovesciata”
La grammatica comprende:
Lessico (parole con tratti fonologici/semantici, ma anche teste funzionali
come Determinante, Flessione, Complementatore).
Sistema computazionale che combina il lessico secondo GU.
Percorso derivazionale:
1. Inserzione lessicale →
2. Struttura-P (profonda, VP): nucleo semantico (ruoli argomentali) →
3. Struttura-S (superficiale, IP) dopo movimenti/accordi →
4. Diramazione verso PF (fonologia) e LF (logico-semantica), interfacce di
interpretazione.
Zone sintattiche/interfacce:
VP: interfaccia sintassi–semantica (argomenti, selezione).
IP: interfaccia sintassi–morfologia (tempo, aspetto, modo; accordo).
CP: interfaccia sintassi–pragmatica (forza illocutiva: dichiarativa,
interrogativa, focalizzazioni, ecc.).
4) Categorie lessicali e funzionali; “parola” e classi
Le categorie lessicali (N, V, A, Adv) portano contenuto denotativo; le
funzionali (D, T/I=flessione, C, P) veicolano tratti grammaticali
(definitezza/specificità; tempo/modo; forza illocutiva; funzioni sintattiche dei
complementi). Gli ausiliari realizzano solo tratti funzionali (non “eventi”): sono
teste funzionali. La nozione di parola è il risultato (output) delle operazioni
sintattiche (teste + morfemi), non un’entità puramente morfologica stabile in
sé.
5) Costituenti, test di costituenza e ordine non marcato
I costituenti/sintagmi sono raggruppamenti gerarchici naturali (riconoscibili
intuitivamente). Test: enunciabilità in isolamento, movimento, ecc.
L’italiano ha ordine non marcato SVO; ordini marcati servono a scopi
informativi (focus, topic) o dipendono dalla “grammatica del discorso” in CP.
6) Teoria X’ (X-bar): struttura universale del sintagma
Ogni sintagma ha:
Testa (X°) obbligatoria,
Proiezione intermedia (X’),
Proiezione massimale (XP).
Posizioni: SPEC (specificatore), COMPL (complemento). Le ramificazioni
sono binarie. La categoria della testa determina quella del sintagma
(N→NP/DP, V→VP, …).
Parametro testa–complemento: lingue VO (testa iniziale) vs OV (testa
finale). La struttura ad albero (gerarchica) è un principio universale; l’ordine
testa–complemento è un parametro.
7) Struttura del VP, ruoli, caso e flessione
Il VP è il “nucleo semantico”: qui si assegnano i ruoli argomentali (tema,
agente, paziente…) e si definisce la valenza del verbo. Il soggetto nasce
spesso in Spec,VP e si muove in Spec,IP (Movimento-A) per accordo e
assegnazione del caso nominativo. Le funzioni sintattiche vengono
identificate tramite Caso (morfologico visibile in lingue come latino/russo; caso
astratto in lingue come l’italiano, dove la marca non è fonologicamente
realizzata).
Flessione (I°): in italiano può essere affissa al verbo (morfema legato), perciò
si postula movimento V→I (testa-a-testa) per incorporare tratti di tempo,
accordo, modo; in inglese la flessione debole spesso non innesca V→I
always sempre).
(posizione dell’avverbio vs Proprietà generali del movimento:
(i) si va verso posizioni più alte (condizione di estensione); (ii) si rispettano
tipi di posizione (le teste vanno in teste); (iii) il movimento è motivato da
requisiti morfosintattici/interpretativi.
Soggetti espletivi: quando non c’è argomento soggetto (verbi atmosferici:
piove), (it
le lingue non pro-drop usano espletivi in inglese). Nelle pro-drop
l’espletivo è nullo (pro espletivo in Spec,IP). Collegamento al PPE: Spec,IP va
occupato (esplicito o nullo).
Ti rispondo in modo semplice, didattico e preciso, come piace a te, usando
anche ciò che è scritto nei tuoi PDF, e senza inventare nulla.
-Perché il soggetto nasce in Spec,VP e poi si muove in Spec,IP?
Devi dividere la risposta in due livelli:
1- LIVELLO DEL SIGNIFICATO (Struttura Profonda = VP)
Nei tuoi appunti c’è scritto chiaramente che il VP è il nucleo semantico della
frase, cioè il punto in cui si assegnano i ruoli tematici (“ruoli-θ”) .
- Il verbo assegna i ruoli tematici SOLO ai suoi argomenti all’interno del VP, nei
punti:
Spec,VP
Compl,VP
Quindi:
- il soggetto nasce in Spec,VP perché è lì che riceve il suo ruolo tematico
(es. <agente>, <tema>, <esperiente>, ecc.)
Questo è obbligatorio:
se lo mettessi fuori dal VP, il verbo non potrebbe assegnargli il ruolo tematico →
violazione del Criterio Tematico.
2- LIVELLO DELLA GRAMMATICA (Struttura Superficiale = IP)
Una volta che il soggetto ha preso il suo ruolo tematico dentro il VP, deve fare
un altro lavoro:
- Creare l’accordo con il verbo
Nei tuoi PDF:
-“Il soggetto è l’elemento che determina l’accordo con il verbo grazie
alla relazione spec–testa in IP.”
Questa relazione esiste solo in Spec,IP, perché lì la testa I° (il nodo della
flessione: tempo, persona, numero) può “vedere” il soggetto.
-Soddisfare l’EPP (Extended Projection Principle)
Le lingue come l’italiano vogliono che Spec,IP sia riempito (o dal soggetto, o da
PRO nelle pro-drop, o da pro-espletivo).
3- IL MOVIMENTO (Movimento-A)
Lo spostamento da Spec,VP → Spec,IP è il movimento-argomentale, chiamato
“movimento-A”.
Nei tuoi appunti:
-“Il soggetto viene inserito in Spec,VP, lascia una traccia e si sposta in
Spec,IP.”
- Perché non può nascere direttamente in Spec,IP?
Perché:
lì non riceverebbe il ruolo tematico
violerebbe il Criterio Tematico
il verbo assegna ruoli solo all’interno del VP (struttura profonda)
- RIASSUNTO MOLTO SEMPLICE
Il soggetto nasce in Spec,VP
→ perché lì riceve il ruolo tematico assegnato dal verbo (criterio tematico).
Poi si muove in Spec,IP
→ perché:
1. Deve soddisfare l’EPP (Spec,IP non può restare vuoto)
2. Deve stabilire l’accordo con I° (flessione)
3. l’accordo può avvenire solo tramite la relazione spec–testa con I°
- Mini-schema chiaro
Fase Posizione Perché
1. Nascita Spec,VP Assegnazione ruolo tematico (<agente>, <tema>…)
2. Movimento Spec,IP EPP + accordo con I° (tempo/persona/numero)
8) Movimento dei costituenti, wh-movement e catene
Tre macro-tipi:
1. Movimento-A (argomentale): es. soggetto in Spec,IP per Caso/accordo.
2. Movimento-A’: wh-movement verso Spec,CP per interrogative (e
focus/topic). Il costituente wh può muoversi da argomento o da
aggiunto (diverso punto di partenza nel VP).
3. Testa-a-testa: V→I, I→C (in interrogative polari ingl./fr.).
Ogni movimento lascia tracce e crea una catena; vale un principio di
località (per “cicli” successivi: si passa per la prima posizione disponibile
compatibile). Strutturalmente, la relazione di c-comando governa
legittimazione e interpretazione di movimenti/tracce.
Clitici (italiano): sono pronomi atoni che si appoggiano alla testa
verbale/ausiliare; si analizzano con movimento testa-a-testa e
incorporazione alla testa ospite lungo la derivazione (V°→I°).
9) CP e “grammatica del discorso”
La proiezione del Complementatore (CP) ospita la forza illocutiva e la
struttura informativa (topic/focus). Le lingue realizzano questa dimensione con
hal),
strategie diverse: intonazione (italiano), particelle (arabo inversioni
ausiliare–soggetto (inglese/francese: I→C). L’assetto di CP determina la
distinzione tra dichiarative, interrogative, ipotetiche, ecc., e regola i movimenti
informativi (wh/focus).
10) Tipologia morfosintattica e ordini delle parole
Tipi morfologici:
Isolanti: pochi/nessun affisso; tratti grammaticali come parole
autonome.
Agglutinanti: morfemi “a perno unico” (un morfema = un tratto).
Flessivi (fusivi): un morfo può realizzare più tratti.
Polisintetiche/incorporanti: molte teste (lessicali+funzionali) in
un’unica parola complessa.
Ordini non marcati (frequenze tipologiche): SVO ≈ 42%, SOV ≈ 42%, VSO
≈ 10%, VOS ≈ 4%, OVS ≈ 2%, OSV non attestato. Tendenze: Principio di
Precedenza (S prima di O) e Principio di Adiacenza (V vicino a O). Gli ordini
SVO/SOV sono i più “economici” (riflettono X’ + movimento minimo del
soggetto in Spec,IP). Le altre disposizioni sono derivate e meno economiche.
11) Che cosa “spiega” la GU, che cosa “fa” la GG (sintesi operativa)
GU: contiene principi (es. gerarchia, dipendenza dalla struttura,
ricorsività, PPE) e parametri (pro-drop, testa-complemento…) che
vincolano la forma delle grammatiche possibili; rende conto
dell’acquisizione rapida e della similitudine profonda tra lingue.
GG: fornisce il modello formale (lessico + sistema computazionale;
VP/IP/CP; movimenti; PF/LF) che deriva la struttura delle frasi e predice i
comportamenti osservati, collegando i fatti tipologici ai meccanismi
cognitivi (adeguatezza esplicativa).
Mini-mappa per lo studio (dritta pratica)
1. Impara X’ (teste/SPEC/COMPL; albero binario) → poi VP/IP/CP.
2. Fissa principi/parametri (PPE, pro-drop, testa–complemento).
3. Movimenti (A, A’, testa-a-testa), c-comando, località.
4. CP/discorso (forza illocutiva, wh/focus).
5. Tipologia (ordini, tendenze VO/OV, tipi morfologici) per collegare
GU↔variazione.
Una frase-ponte per ricordare
il kit innato di principi+parametri; il motore formale
La GU è la GG è che,
usando quel kit, genera le frasi e spiega perché le lingue si assomigliano in
profondità pur variando in superficie.
-LE LINGUE DEL MONDO — RIASSUNTO COMPLETO
1. La diversità linguistica e le famiglie
Le lingue del mondo sono più di 7.000, ma si possono raggruppare in un
numero molto minore di famiglie linguistiche, cioè insiemi di lingue che
discendono da un antenato comune (una “proto-lingua”).
Famiglie principali
Famiglia Zone Lingue / gruppi Note caratteristiche
linguistica principali principali
Latino, Greco, È la famiglia più
Sanscrito, Celtico, studiata; comprende la
Europa, India,
Indoeuropea Germanico, Baltico- maggioranza delle
Iran, parte Asia Slavo, Romanze, Indo- lingue eur
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Appunti sulla Teoria X' (sintassi/linguistica generale)