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Estetica della letteratura: Massimo Fusillo

Introduzione

Negli ultimi decenni, estetica e letteratura sembravano due concetti in netto declino: il postmoderno ne aveva dichiarato il crollo. Non più arte come sovversione, il gusto soggettivo viene considerato vanificato dalla cultura di massa e ogni idea di universalità viene dissolta dalla pluralità delle culture. I cultural studies hanno vanificato il concetto di letteratura, vista ora solo come un mezzo come tanti per costruire identità e ruoli.

Oggi cambiamento. È nata un'estetica pluralista e multiculturale, consapevole sì che i giudizi estetici siano sempre condizionati da un’ideologia ma anche convinti che l’attività estetica sia una risposta ai bisogni cognitivi primari. Oggi il problema è: che ruolo ha l’arte in un’epoca di estetizzazione diffusa? L’estetica si è irradiata in ogni aspetto del mondo: politica, vita quotidiana, internet, pubblicità ecc. Il paradosso si presenta anche per la letteratura che oggi perde egemonia e visibilità. Fusillo in realtà non crede che l’estetica o la letteratura siano in pericolo. Vivono in un contesto polimorfo e si nutrono di esperienze nuove e diverse, di contaminazioni con altri modi e mondi e in questo contesto non ha senso continuare a sostenere la supremazia del libro. Estetica e letteratura sono due nozioni precarie e instabili e da questo traggono la loro forza. Hanno sempre subito delle trasformazioni.

Genesi dell’estetica

Nasce nel Settecento. Parola coniata da Alexander Baumgarten nel 1735. Lui apre le porte a Kant che nella "Critica del giudizio" definisce l’estetica come un piacere senza interesse, senza finalità e scopo, la quale però può portarci verso il senso ultimo della nostra esistenza, verso la verità. In realtà l’estetica è sempre esistita, riflessioni sugli stessi temi sono state fatte in altre epoche.

Esiste l’estetica della letteratura. Sembra scontato ma l’idea unitaria che noi oggi abbiamo della letteratura non è sempre esistita e dopo il mondo antico e la fluidità delle riflessioni medievali sulla letteratura, sono state tante le tappe dall’umanesimo, rinascimento, illuminismo, romanticismo, simbolismo fino al modernismo che hanno portato alla costruzione dell’idea occidentale moderna di letteratura.

Il libro si articola in tre parti:

  • Panoramica storica delle diverse teorie
  • Riflessione estetica: la parola passa agli scrittori e alla letteratura
  • Ripercorrere insieme i quattro assi della comunicazione letteraria: autore, genere, testo e lettore.

Capitolo primo: l’estetica prima dell’estetica

La «Poetica» di Aristotele: universalizzazione, racconto, empatia. Il concetto di estetica della letteratura si fa più precario quando lo applichiamo all’antichità classica. Sia perché l’estetica è nata nella modernità, sia perché non c’era un concetto unitario di letteratura. È il primo trattato di estetica della storia e prima opera di teoria della letteratura, Aristotele si avvicina alla moderna nozione di letteratura.

Per Aristotele un tratto fondamentale dell’estetica è la sua universalizzazione e modellizzazione. Universalizzare non significa tipizzare, standardizzare ma cogliere tratti essenziali di un carattere o un evento.

Per ottenere il suo effetto filosofico e universalizzante l’arte poetica deve utilizzare la mimesi ovvero “rappresentare”, “simulare” creando un inganno, un simulacro, in modo che il lettore possa entrare nel personaggio. Bisogna che il poeta costruisca un “mondo possibile” attraverso l’imitazione. Questo non significa che sia una copia di quello reale ma deve essere più coerente e significativo. Mondo della finzione letteraria deve essere: coerente e organico. Inizio, centro e fine devono essere motivati e non casuali. Questa concezione crolla con lo sperimentalismo modernista.

Se la mimesis è l’attività estetica per eccellenza, il mythos è il suo prodotto principale. Mythos: la composizione dei fatti. La struttura degli eventi. Quello che oggi chiamiamo racconto. Il poeta è tale in quanto costruttore di mythoi, cioè racconti ben strutturati e simulati. Da qui a postulare una prosa di finzione il passo è breve. (prima il concetto di letteratura coincideva con quello di poesia, quindi esclusivamente racconto in metro. Ma con Aristotele pare aprirsi un poco la definizione e sembra quasi un non detto la possibilità di un racconto in prosa). Aristotele è il primo a collegare la letteratura alla categoria di finzione.

Dire l’estremo: il sublime

Trattato antitetico a quello di Aristotele, meno sistematico e più poetico: "Sul sublime" purtroppo destinato a rimanere anonimo (Pseudo Longino) e di data incerta. Elaborazione di una teoria estetica speculare a quella di Aristotele. Pseudo Longino mette al centro dell’esperienza letteraria l’evento, il contesto, e non il testo chiuso.

Il sublime nasce dal desiderio irresistibile di qualcosa di eternamente grande, che incombe su di noi con la sua potenza divina. Spaesamento di fronte all’infinitezza e all’indifferenza del cosmo. La sfida è riuscire a comunicare questa esperienza limite. Per fare questo bisogna ingenium e ars: ingenium: attitudine individuale; ars: tecnica acquisita.

  • Ingenium: slancio verso le grandi concezioni
  • Ingenium: passione violenta e ispirata
  • Ars: elaborazione delle figure
  • Ars: espressione nobile
  • Ars: composizione

Egli affida alla composizione lo spazio maggiore, esaltando le forme compositive che invertono l’ordine tradizionale come l’iperbato. Falso sublime: magniloquenza gonfia, puerilità, ispirazione vuota. Bisogna sempre sottrarre, togliere invece che aggiungere, dire meno e renderlo unico. Per Longino il sublime non è uno stile ma un comportamento.

Categoria del sublime nella storia

  1. Nel medioevo il trattato non era conosciuto
  2. Nel Rinascimento avviene una diffusione
  3. Ma soprattutto dopo la traduzione francese di Boileau (1674) si diffonde tantissimo. Infatti, il Settecento è il secolo del sublime ma non è più visto come grandezza formale ma come l’esperienza del terribile e del pauroso, e contemplazione dei paesaggi naturali. Il sublime diventa un piacere negativo connesso al vuoto, al deserto, alla solitudine, alla notte ecc... stupore di fronte a fenomeni che sfuggono al controllo razionale.
  4. Kant ne offre una versione più razionale e controllata. Distingue tra bello e sublime: il primo è determinato dall’armonia tra immaginazione e intelletto, il secondo dal contrasto dei due.
  5. Nel Romanticismo sarà una categoria usata soprattutto dalla poesia inglese: Wordsworth, Coleridge, Blake ecc...
  6. Nel Novecento il sublime viene messo in parallelo con il dionisiaco di Nietzsche, il sapere poetico di Valéry, il sacro di Otto, il perturbante di Freud ecc...

Poetica e retorica

La valorizzazione dell’esperienza soggettiva di Longino resterà un caso isolato, per la maggior parte saranno trattati e manuali molto più rigidi a parlare di estetica della letteratura. A questa produzione vastissima si dà il nome di “poetica”.

  1. Da notare Orazio che scrisse la sua poetica, irrigidendo ancor di più le categorie aristoteliche e inaugurando quella serie di trattatistica volta a dare consigli pratici di scrittura. Una novità importante di Orazio è quella della mimesi nella mimesi. Ovvero egli pensò che l’imitazione della poesia non fosse rivolta solo alla realtà ma anche verso altra poesia. Quello che noi oggi chiamiamo intertestualità.
  2. Fine Seicento inizio Settecento la prassi poetica prende strade più libere e sperimentali. Non più coerenza e mimetismo, poetica antiaristotelica. Il più agguerrito fu Giordano Bruno che ritenne non valida l’idea aristotelica della poesia come universo finito. Nel Seicento in Francia forte classicismo, teatro classicista con le regole aristoteliche. Idea che il razionalismo deve sempre dominare sulle passioni. Ma ciò comunque avvenne dopo una ricca elaborazione di poetiche cinquecentesche.
  3. Sarà però solo con l’illuminismo che la poetica si stacca definitivamente da Aristotele, critica letteraria sempre più autonoma. Una figura chiave in questo senso è Lessing: combatte il classicismo francese, il dogma delle tre unità, lui non rifiuta la Poetica di Aristotele ma dà inizio a un nuovo modo di leggerla.
  4. Estetica romantica: prevalse un platonismo nemico delle regole. Poi la poetica torna in auge con Allan Poe, il quale si contrappone al mito del genio spontaneo, lezione recepita da Baudelaire e dal Simbolismo.
  5. Novecento: la nozione di poetica si sviluppa con le avanguardie storiche, con i formalisti russi, lo strutturalismo e la neoretorica.

Cap 2: La rivoluzione romantica e i suoi effetti

La rivoluzione romantica determinò una frattura epocale nel campo della letteratura pari a quella industriale, tra l’altro in un periodo in cui l’estetica nasceva come disciplina autonoma. Teoria e prassi letteraria vengono trasformate: fortissima critica e rifiuto del classicismo (francese soprattutto). Ora non più letteratura come adeguamento a delle regole desunte dall’epoca classica ritenuta l’epoca esemplare ma letteratura come creazione libera e riflessione critica.

Inoltre, i romantici iniziano a prendere in considerazione anche culture orientali, letterature non europee e a valorizzare periodi storici e aree geografiche neglette. Attenzione: questo non avviene come rifiuto della classicità, anzi i greci e i latini continuano fortemente a nutrire autori come Nietzsche, Goethe, Schiller. Ma viene rifiutato il classicismo francese ovvero movimento che ha estrapolato dalle letterature antiche delle norme astratte e le ha sclerotizzate.

Ripensamento del rapporto tra i testi letterari e la critica. Essa non deve più venire dall’esterno. Schlegel parla di critica che accresca l’opera e funga da compimento di essa. Criticare significa comprendere l’autore meglio di come egli abbia compreso sé stesso. La poesia romantica contiene sempre un elemento di critica, di auto rispecchiamento, poesia nella poesia. Attenzione: è sbagliato pensare che i romantici abbiano sostenuto una creazione artistica non controllata, libertà dei sentimenti. Questo c’era ma doveva essere accompagnato da una riflessione critica.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/14 Critica letteraria e letterature comparate

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gilds998 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letterature comparate e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Lombardi Chiara.
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