Ciao! Grazie per aver scelto i miei appunti
Si tratta di una piccola analisi che, però, non sostituisce la lettura del libro, ma ha lo scopo di schematizzarla per ricordare meglio i punti principali. (Mi scuso per la presenza di eventuali errori ortografici e/o sintattici).
Il giorno della civetta (1960)
Tematiche principali
Omertà e reticenza, collusione e corruzione, passiva connivenza, delazione e infamia. Le tematiche che fanno parte della produzione di Sciascia sono la giustizia e la verità; lo scrittore stesso deve andarvi alla ricerca, ma il processo atto a portarla a galla non si conclude.
Titolo
Il titolo si rifà a una citazione dell’Enrico VI di Shakespeare: una volta la mafia era ritenuta come un'organizzazione che agisce nell’ombra, appunto come una civetta che esce a caccia solo di notte. Ma, con il tempo, radicandosi nel sistema amministrativo e sociale italiano, ha avuto modo di agire anche di giorno! La civetta rappresenta la natura oscura e nascosta della mafia, che agisce nell’ombra, così come la civetta esce a caccia solo di notte. Il giorno della civetta è quindi uno smascheramento della mafia che compare alla luce del giorno, cioè viene riconosciuta dall’opinione pubblica.
Periodo di pubblicazione e ambientazione
Periodo di pubblicazione: inizio anni 60, quando ancora il sistema mafioso non era minimamente riconosciuto, e così ebbe modo di prosperare, perché se un problema non c’è è praticamente impossibile combatterlo.
Periodo di ambientazione: quasi coincidente, dopo 1955.
Luogo di ambientazione: Roma, Parma e città siciliane S, B, C.
Vittime e testimoni
- Giuseppe Colasberna: capo di impresa edile Santa Fara (lupara, per cui è una sola delle due cosche mafiose che controllavano la zona ad averlo potuto fare, perché si distinguono).
- Paolo Nicolosi: la moglie ne denuncia la scomparsa, potatore.
- Calogero Dibella, Parrinieddu.
Testimoni: autista, bigliettaio, passeggeri autobus per Palermo, panellaro… soci di Colasberna, moglie N. Calogero Dibella = il confidente di S = Parrinieddu = eloquio facile ed ipocrisia che trasudava.
Giustizia e politica
Giustizia:
- Capitano Bellodi, ufficiale dei carabinieri di C.
- Maresciallo Ferlisi di S.
- Carabiniere Sposito di S.
Politici collusi: (una classe dirigente che nega, perché fonda il suo potere su di essa > insabbiare per non compromettersi)
- Ministro Mancuso
- Onorevole Livigni
- Un onorevole che dialoga con un proprietario di zolfara del partigiano/comunista
- Alto prelato che esalta il boss "tutto casa e chiesa" (Sciascia non risparmia le istituzioni ecclesiastiche)
Responsabili
- Diego Marchica = Zicchinetta, ex carcerato con numerosi precedenti penali che insozzano la sua fedina. Giocatore d’azzardo esecutore materiale.
- Mandante: Rosario Pizzuco! (il responsabile delle intimidazioni a danno del Colasberna).
- Boss: Mariano Arena.
Analisi del romanzo
Alternanza di un capitolo narrativo e uno dialogico. Dialoghi: interlocutori per lo più anonimi, sta al lettore "raccapezzarsi" tra virgolette. Romanzo giallo. Infatti abbiamo schemi e topoi tipici del poliziesco. Romanzo di denuncia contro: violenza, intimidazione, sistema di omertà e reticenza, minacce mafiose, la collusione politica! (complicità)!!! (letteratura impegnata) + svelare i meccanismi che si celano dietro la criminalità organizzata/organizzazione criminale.
Presentazione personaggi indiretta: si deducono le loro caratteristiche dalle azioni, tuttavia per il protagonista vi sono dei punti in cui Sciascia si sofferma sulla sua etica e i suoi ideali in quanto uomo al servizio della giustizia per scelta, nonché ex partigiano! Determinazione, forza di volontà, correttezza, precisione, astuzia ed intuizione, le qualità del detective, sensibile e rispettoso degli interrogati, non sfrutta la propria posizione per intimidire o assumere atteggiamenti di superiorità, ma tenta di mettere a proprio agio gli interrogati, e peraltro rimane deluso nel vedere che invece la lingua che conoscono meglio e a cui rispondono è quella della minaccia!
Stile
Stile limpido, chiaro e logico (ricordiamo che voleva raggiungere un pubblico ampio!) alla maniera di Calvino. Fa uso di paragoni (usati per chiarire una sensazione e avvicinare un evento al lettore, paragonandolo a qualcosa che riesce facilmente a comprendere) estremamente efficaci ed icastici come quello che spiega come il Maresciallo si sia accorto dell’assenza del panellaro sulla scena del crimine. Tono disincantato, a tratti ironico che devia anche sul sarcastico, mai enfatico o patetico!
"Continentale" = gentile ma non capisce niente, cortese e rispettoso. L’introduzione del protagonista avviene in maniera del tutto indiretta, lui non appare sulla scena del crimine ma ne viene informato dal maresciallo. Le interazioni con i suoi collaboratori sono rivestite da una leggera patina di insofferenza mista a condiscendenza per un ex-partigiano.
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