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Letteratura giapponese

Introduzione

Ci sono molti punti in comune tra la letteratura giapponese e quella europea (accettazione di una lingua straniera, poesia che si sviluppa più velocemente delle altre arti), ma anche molti punti di disaccordo (ad esempio, la letteratura giapponese non ha mai conosciuto la ‘dark age’, molti generi non si sono mai sviluppati in Giappone, come il poema epico o la narrazione lunga, ma molti altri come il diario hanno avuto un’importanza fondamentale).

Poesia

Il Kokinshu è un’antologia di poesie stilata da una commissione imperiale nel 905. Contiene due prefazioni che danno la definizione classica dell’idea di poesia giapponese: l’importante è esplicare ciò che c’è nel cuore del poeta, non sfoggiare i virtuosismi. L’ispirazione per scrivere i poemi viene spesso da questioni amorose o da momentanee percezioni di sintonia con la natura.

Waka: verso breve classico, in genere il poema è di 31 sillabe distribuite su linee di 5, 7, 5, 7 e 7 sillabe. I poemi del Kokinshu e delle antologie successive sono disposti non cronologicamente ma a seconda delle stagioni descritte, dell’amore e di altri temi. La poesia giapponese non inizia col Kokinshu; infatti, generalmente si dice che molti dei più grandi poemi della lingua sono nel Man’yoshu: collezione composta un secolo prima.

Ai poeti che sentivano il bisogno di esprimersi oltre le 31 sillabe del Waka avevano l’opzione di scrivere in cinese, ma per la maggior parte il Waka rappresentava l’ideale per esprimere i sentimenti. Ma il sogno dei poeti era di rendere lo scritto perfetto: non vogliono ridurre gli argomenti a causa delle restrizioni delle sillabe né vogliono liberare dal fatto di mettere sillabe extra qua e là. La perfezione era irraggiungibile con una lunghezza dei versi Waka (o degli haiku) nascono i Choka: poemi lunghi che sono stati la gloria del Man’yoshu usati anche occasionalmente dai poeti del Kokinshu.

La letteratura giapponese è molto più aristocratica rispetto a quella europea. Gli haiku, nati come battute recitate dopo i pranzi di festa, vengono trasformati in un’arte nobile da Basho.

Fiction

Importante tanto quanto la poesia. Alcune critiche giapponesi hanno detto che il Genji Monogatari (la più grande fiction giapponese) possa essere quasi chiamato novella. Potrebbe essere vero, ma è difficile definire ciò che costituisce una novella: potremmo forse definirla come un componimento lungo in prosa che descrive persone che vivono in una società verosimile.

Monogatari significa raccontare cose. La prima e probabilmente la più effettiva forma di monogatari è trovata nel Genji, scritto nel primo 11 secolo. In questo, Murasaki Shikibu fa dire al principe Genji che il ruolo della fiction è legittimata poiché preserva le memorie dell’autore che altrimenti andrebbero perdute. Le storie ufficiali infatti riguardavano la vita e gli eventi principali del regno, non come le persone vivevano o le loro emozioni. Questo è lo scopo del monogatari. Il Genji è la prima novella a essere stata scritta nel mondo e anche quella da cui hanno preso più ispirazione fino ai giorni d’oggi.

Drama

Il dramma si è sviluppato più tardi in termini di letteratura. Il primo testo lo abbiamo nel 14 secolo. È uno spettacolo del No e include il famoso Zeami. La maggior parte delle storie del No sono prese dalla letteratura (Genji, Heike…). Nelle performance si combina la poesia con la danza che incarna le azioni. Nel passato non era costume considerare gli spettacoli come letteratura. Ora non solo ne fanno parte, ma sono anche motivo di forte influenza.

Nel 19 secolo viene creato teatro per il pubblico:

  • Joruri (pupazzo): si suddivide in due parti: quelle che parlano di eroi del passato e quelle che riportano realisticamente la vita dei cittadini comuni di Chikamatsu.
  • Kabuki: hanno entrambi valore letterario.

Speciali caratteristiche della letteratura giapponese

La letteratura giapponese è considerata come quella con il maggior ruolo di compositrici donne. A volte l’importanza è stata così grande da avere dei racconti scritti da uomini che si fingono donne. Il primo del genere è il Tosa Nikki e Kangero Nikki. In un’epoca nella quale non è facile per nessuno esprimere i sentimenti, il diario serve per esternare pensieri che non ci si permetterebbe di rivelare. I diari scritti dalle donne nel periodo Heian sono di notevole interesse perché molto vicini a noi. Descrivono infatti emozioni che non sono cambiate nel corso dei secoli.

Le confessioni finiscono per assumere una nuova forma nella letteratura moderna con lo sviluppo de ‘I novel’ nei quali l’autore descrive i più profondi dettagli che generalmente si preferisce mantenere privati.

Un’altra importante caratteristica della letteratura giapponese è il conservativismo. La dizione poetica stabilita nel 19 secolo e altre scelte riprendono i Waka. Gli haiku sviluppano una grande forma poetica nel 17 secolo. Oggi sono più popolari dei Waka.

Kojiki

Kojiki – Presentato alla corte nel 712 è il più antico libro giapponese. La prefazione menziona anche testi precedenti andati distrutti in un incendio nel 645. Non è importante solo per la sua antichità, ma anche perché è considerato oltre che un documento letterario importantissimo, un libro sacro shintoista e testimonianza delle prime credenze sacre giapponesi.

Il testo si apre con la presentazione dell’universo primitivo con la distinzione tra paradiso e terra; continua con il racconto della creazione del Giappone e del primo imperatore e negli ultimi libri approccia alla storia reale. Un importante punto di discussione riguarda il come è stato scritto il Kojiki. L’unico sistema di scrittura conosciuto era quello dei caratteri cinesi.

Nella prefazione scritta O no Yasumaro si spiega la difficoltà di scrivere in giapponese con i caratteri cinesi. Era infatti possibile usarli come fonogrammi usandoli solo come suoni disgregandoli dal significato. Un secondo metodo era quello di usare i caratteri come ideogrammi tenendo conto del loro significato. Un’ulteriore teoria è quella di Mootori Norinaga che ha stabilito innanzitutto quali fossero le parole già esistenti del giapponese antico. Questa continua a essere la teoria più accreditata.

Il Kojiki non è basato sulla poesia e prosa recitate da poeti: quali sono le fonti? La prefazione menziona Seiki (cronache imperiali) e Honji (detti fondamentali), testi scritti che probabilmente si rifanno a miti antichi leggende e canzoni.

La prefazione ci racconta che l’imperatore, afflitto di aver scoperto che i fatti erano stati seriamente distorti, decide di correggerli intanto che la realtà era ancora ricordata. Così raccomanda a un assistente di corte (Hieda no Are) di memorizzare il Teiki e il Kuiji. Il sesso di Hieda è tutt’oggi un mistero, ma gli studi propendono verso l’idea che fosse un maschio. Indagini più recenti ipotizzano che a comporre i Kojiki fosse una donna poiché veniva recitato nel palazzo della principessa. L’opera intera è rovinata dal fatto di non avere avuto un lavoro di rifinizione, ma questo sembra fatto apposta per farlo risultare vero senza abbellimenti letterari.

La prefazione di O no Yasumaro è in netto contrasto con il resto dell’opera poiché ostenta l’uso fluente della retorica cinese (riassume i 3 libri in un linguaggio che è debitore soprattutto del Taoismo).

Primo libro

Tre dei arrivano nel Takama-no-hara: piano alto del paradiso. L’isola sembra una medusa. Vengono create altre divinità inclusi il dio Inazagi e la sua sposa Izanami che hanno il compito di ‘creare e solidificare’ la terra fluida. Izanami parla prima di Inazagi, lui si offende, consultano le altre divinità, riscendono sull’isola. Inazagi parla per primo e questa volta la prole si crea nel modo giusto. Il primo gruppo di progeni sono 8 (numero magico, 8 divinità, 8 montagne) isole. Poi creano divinità della terra e del mare.

I genitali di Inazami si bruciano quando dà vita alla divinità del fuoco e si ammala mortalmente. Aveva già dato vita a 35 divinità. Inazagi, inferocito per la morte della sposa, taglia la testa alla divinità del fuoco e dal sangue che rimane sulla spada nascono 3 divinità prima e altre 5 poi (8). Lo sposo poi va a Yomi (terra dei morti) per cercare l’amata e lei arriva all’entrate dell’oltremondo. Inazagi ha bisogno di lei per continuare la creazione ma Inazami non può tornare perché ha mangiato il cibo dell’aldilà. Lei se ne va e non fa ritorno. Inazagi impaziente la cerca usando come torcia un dente del pettine che aveva in testa. La trova rantolante piena di vermi con 8 divinità dei fulmini in varie parti del corpo.

Alla fine Inazagi con un grosso masso blocca il passaggio tra i due mondi. Inazami promette che avrebbe ucciso 1 milione di persone ogni giorno per vendicarsi dell’umiliazione e Inazagi risponde che avrebbe fatto attenzione a farne nascere 15 milioni ogni giorno. Inazagi si va a ripulire al fiume e ogni parte del corpo appena tocca l’acqua si trasforma in divinità. Gli ultimi 3 sono i più importanti: Amaterasu, nato dal suo occhio sinistro diventa custode del Paradiso, Tsukiyomi, nato dal suo occhio destro gli viene dato il regno della notte. Susano-o, nato dal naso, gli viene affidato l’oceano.

- Visita di Inazagi al mondo dei morti: Orfeo - Cibo dell’aldilà: Persefone. Molti passaggi come la creazione del mondo tramite divinità copulanti è probabilmente unica nel mondo. Addirittura alcuni sono in grado di procreare isole. Molte cose non sono chiare come perché molte divinità vengono prodotte solo per scomparire immediatamente dopo? Oppure perché c’è particolare attenzione per divinità del sole e del mare e non per la luna? Inoltre, c’è mancanza di interesse per le piante e gli alberi e solo poche menzioni ai pesci e agli animali. La mancanza di unità fa sì che non ci sia un eroe o una divinità principale. Questa è la principale differenza con le altre mitologie del mondo.

Forse l’unico che può essere considerato come ‘eroe’ è Susano-o. Il poema a lui dedicato in occasione della sua costruzione di un posto per la sua sposa è considerato uno dei primi poemi giapponesi composti. È scritto in versi che saranno Waka. Nel secondo episodio viene raccontata la storia di Okuninushi, divinità associata a Izumo. I suoi 8 fratelli lo tormentano, lui va da Izumo e Susan-o gli dice che l’avrebbe protetto, ma gli dà per 2 volte il letto pieno di serpenti poi api e insetti e poi lancia una freccia in mezzo a una collina chiedendogli di andare a prenderla e si ritrova circondato dal fuoco. Le prime due volte viene aiutato dalla sorella e l’ultima da un topo e riappare vivo.

Amaterasu comanda che sia non suo figlio ma suo nipote Ninigi a discendere dal regno dei cieli e comandare la terra, lei si presenta con 3 regali: perle, specchio e spada. Nigigi non vuole sposare il fratello e il padre la fa diventare mortale (lei la sua discendenza). Fine dell’età degli Dei.

Secondo libro

Entiamo nell’età degli uomini. Si parla dell’imperatore Jimmu (nipote di Nigigi) che espande il suo regno da Kyushu fino a Yamato. Si ferma per 7 o 8 anni in vari posti e incontra molte strane creature.

La scrittura cinese del periodo Nara

Nel 672 abbiamo delle rivolte per la successione del trono: imperatore Tenno. Nel 710 viene spostata la capitale a Nara e questo marca un periodo di grande sviluppo culturale. Probabilmente la capitale fu spostata a causa della morte di ogni regnante. La decisione di cambiare capitale fu probabilmente anche dettata dal fatto di voler emulare la Cina e la scelta del territorio fu influenzata dalla geomanzia della Cina: le colline e i fiumi erano nel posto giusto per una capitale. Il sistema prevedeva che tutto fosse incentrato sulla figura dell’imperatore il quale veniva divinizzato. Prima della nascita Nenno vuole inglobare tutte le culture anche dalle periferie: nasce la figura del poeta professionista.

La nuova capitale fu costruita sulla linea della capitale cinese del tempo, le costruzioni erano in stile cinese, vennero fatti spostare templi da altre località. Furono prese istituzioni cinesi; la conformità al modello cinese è la miglior prova della civilizzazione del Giappone. La lingua dei documenti ufficiali era il Cinese e i membri della corte componevano poesie e prose in cinese. Durante il periodo Nara (710-771) fu rapido e brillante la fioritura delle culture.

I Fudoki

Nel 713 (anno dopo la presentazione a corte del Kojiki) fu comandato alle province di compilare i Fudoki (=dizionari geografici) che includevano favole, resoconti di posti, topografia, natura… Era scritto in cinese anche se alcune cose sono in sino-giapponese (come Kojiki) e sono foneticamente trascritti. Ne sono rimaste intatte solo 5: la più completa è Izumo Fudoki. Non è un libro per la navigazione e troviamo poche descrizioni geografiche, sulle persone, piante animali…

Nihon Shoki

(Cronache del Giappone) completato nel 720 (8 anni dopo Kojiki) non si sa se il nome vero fosse ‘Nihon Shoki’ o ‘Nihongi’, ma nel periodo Heian era conosciuto come Nihongi no Tsubune e questo lo sappiamo grazie a Musarabi Shikibu. Si è concordata l’importanza della parola Giappone nel titolo. Manca di una prefazione e le circostanze di composizione sono oscure e molto dissimili a quelle del Kojiki: invece che una sola donna/uomo che memorizza ci sono decine di nobiluomini. La compilazione definitiva tardò di molti anni e questo tentativo di ricostruire una storia nazionale ufficiale (in contrapposizione a quella non ufficiale del Kojiki). Il Kojiki era per domestici, il Nihon Shoki per i Cinesi e per i coreani. Altri suggeriscono che il Nihon sia stato creato per l’insoddisfazione data dallo stile crudo del Kojiki (ma comunque non scrissero il Nihon prima di avere completato il Kojiki).

  • Kojiki dà una sola versione di ogni leggenda mentre il Nihon ne fornisce molte differenti. In tutti e due è presente una forte attitudine scolastica soprattutto nei resoconti storici.
  • Precisa annotazione degli eventi nel Nihon (probabilmente per impressionare Cinesi e Coreani con la storiografia). Addirittura sono annotati mese, anno e giorno.
  • Anche se il Nihon non fa riferimento al Kojiki, molti episodi e nomi sono simili.
  • Scena della creazione: Kojiki crea 3 divinità prima di tutto, Nihon crea un dio (Kunitokotachi) nato per primo e poi altre due divinità create spontaneamente. Il Nihon ha 6 versioni diverse, il nome del dio principale varia in ognuna.
  • Scena pilastro: nel Kojiki, Inazagi arrabbiato perché Inazami ha parlato per prima insiste per fare un altro giro del pilastro e fa per primo i complimenti.
  • Alcune vicende del Kojiki vengono spiegate nel Nihon, ad esempio l’origine degli animali e piante. Il dio della Luna ha un ruolo molto più importante nel Nihon.

Principe Shotoku

Tra i personaggi storici descritti nel Nihon, è maggiore figura culturale della storia del Giappone. Figlio dell’imperatore Yomei. Il suo nome (Umaydo) significa ‘stabile’ e il suo cognome ‘suprema virtù’. È il primo giapponese di cui si sia fatta una biografia. È il più antico lavoro giapponese del genere.

Il principe Shōtoku fu, assieme all'imperatore Tenji, la personalità di maggiore spicco nel campo delle lettere nel periodo Asuka (538-710). Buona parte delle notizie che lo riguardano sono riportate negli Annali del Giappone, redatti intorno al 720, all'inizio del periodo Nara (710-784). Nel primo dei 30 libri in cui è strutturata l'opera, vengono attribuite a Shōtoku le stesure del Jūshinchijō no Kenpō e del Sangyōgisho. Quest'ultimo racchiude i commenti a tre testi sacri del Buddhismo Mahāyāna: lo Hokkekyōgisho (commento del Sutra del Loto); lo Shōmangyōgisho (commento del Sutra del ruggito del leone rivolto alla regina Srimala-devi); lo Yuimakyōgisho (commento al Vimalakīrti Nirdeśa Sūtra).

Celebre fu una sua missiva di risposta ad un messaggio ricevuto nel 605 dal nuovo imperatore cinese Sui Yangdi. In tale lettera, spedita nel 607, il principe Shōtoku mise sullo stesso piano il relativamente nuovo Stato giapponese con il millenario Impero cinese. In tale occasione fu inoltre ufficialmente scritto per la prima volta il nome Giappone, che significa l'origine del sole. Il testo del messaggio di Shōtoku comprendeva la seguente frase: "Dal sovrano della terra dove ha origine il sole (nihon/hi izuru) al sovrano della terra dove termina il sole."

Man'yoshu

Man’yōshū è la prima e per molti la più bella raccolta di poesie giapponesi. È molto ricca in termini di verità della poesia, forme e materie trattate e i poemi includono membri di differenti classi. È l’intensità delle emozioni espresse che lo rende così particolare. Sono state dimostrate connessioni tra Kojiki, Nihon Shoki e Man’yoshu. Probabilmente i poemi del Man (come quelle del Kojiki) erano inizialmente cantate. Kojiki e Man’ hanno uno stile molto mascolini e mentre il Man’ può essere ‘assorbito’ dalle collezioni successive senza disturbare il ‘mood femminile’, pochi scritti del Kojiki possono essere introdotti nel Man. Sicuramente il Waka e il Sedoka del Kojiki hanno influenzato il Man’yoshu.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-OR/22 Lingue e letterature del giappone e della corea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ludofru di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura giapponese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi L'Orientale di Napoli o del prof Iazzetta Claudia.
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