Estratto del documento

Il microscopio ottico usa la luce visibile fornita da

una lampadina che forma un fascio di luce che

attraversa una lente, il condensatore, attraversa il

preparato istologico e in questo percorso viene

ingrandito e raggiunge l’occhio dell’operatore. Le

lenti più importanti sono la lente dell’obbiettivo e

la lente dell’oculare.

Per guardare un preparato istologico si fa riferimento a 3 parametri fondamentali:

• INGRANDIMENTO: è il rapporto tra le dimensioni reali e le dimensioni dell’immagine vista al

microscopio

• RISOLUZIONE o POTERE RISOLUTIVO: si riferisce allo strumento e determina il massimo livello di

dettaglio che si può ottenere nell’immagine. Bisogna discriminare il più possibile i punti che

formano un’immagine affinché si possa vedere nitido. Dal punto di vista matematico il limite di

0,61 

=

risoluzione è dove è la lunghezza d’onda della fonte di energia presa in

n sen 

considerazione, n è il coefficiente di rifrazione del materiale in cui l’onda viaggia e è l’angolo al

centro del cono di luce che entra nell’obiettivo. Il valore di d diminuisce all’aumentare della

risoluzione. m=200

L’occhio umano vede a 0.1mm, il microscopio a luce visibile vede 0,2 nm, il microscopio

elettronico a scansione fra 1 e 20 nm, il microscopio elettronico a trasmissione 0,5-0,2 nm (migliore

0,08 nm).

• CONTRASTO: è la differenza di aspetto tra parti adiacenti di un oggetto o tra l’oggetto e lo sfondo.

Esistono vari tipi di coloranti istologici, questi possono essere basici o acidi. I coloranti basici si

legano a sostanze acide che sono chiamate basofile, mentre i coloranti acidi si legano a sostanze

basiche che sono chiamate acidofile. I coloranti possono essere estratti naturali o sintetizzati.

Coloranti naturali:

ematossilina, è estratta dalla corteccia dell’abete, e viene sottoposta a ox-red diventando

emateina. Questa si va a legare con Sali di metallo, solitamente Al, Fe, Cr. Colora i nuclei in blu/nero

perché il colorante è basico e si lega agli acidi nucleici (acidi).

Coloranti basici di anilina:

blu di metilene, verde di metile, violetto di genziana, tiolina, blu di toluidina, fucsina basica.

Coloranti acidi di anilina:

fucsina acida, blu di anilina, eosina, orange G, verde luce.

Per allestire un preparato istologico si usano i PREPARATI FISSATI su base chimica con la formalina, ma si

può anche fissare con congelamento. Per ottenere la fissazione bisogna fare l’inclusione in paraffina che è

come la cera perché a temperatura ambiente è solida ma se riscaldata diventa liquida. Mettendo il prelievo

fatto in paraffina sciolta questa entra nelle cellule, permeandole completamente, così da indurire e dare

consistenza. Portandolo a temperatura ambiente si ottiene un cubetto di paraffina con dentro il campione

m

completamente solidale. Questo viene tagliato al microtomo in sezioni spesse 5-10 che vengono

colorate. Si ottiene così un vetrino che può essere analizzato al microscopio (la preparazione di un

campione per il microscopio elettronico è uguale ma con sostanze diverse, si parla di

“conservazione dell’ultrastruttura della cellula”).

Dopo la fissazione rimangono solo alcune grandi molecole nucleoproteiche, strutture del

citoscheletro, strutture giunzionale, proteine extracellulari (fibre collagene elastico), complessi

proteici, carboidratici e fosfolipidici della superficie cellulare. I coloranti basici si legano alle

sostanze acide: i grupi fosfato degli acidi nucleici (nucleo per DNA e ribosomi per RNA); gruppi

solfato per i GAGs che possono essere sia intracellulari che extracellulari, infatti questi

costituiscono il secreto di ghiandole secernenti e quindi si trovano transitoriamente all’interno

della cellula, ma sono anche nella matrice extracellulare amorfa; gruppi carbossilici delle proteine.

I coloranti acidi si legano alle sostanze basiche evidenziando i filamenti del citoscheletro, i

miofilamenti (actina e miosina organizzate nelle cellule muscolari), le fibre collagene.

Le interazioni acido-base che si formano tra i coloranti e i tessuti possono essere di diverso tipo,

nel caso in cui non si capiscano i tipi di legame il tipo di colorazione è “per affinità”, cioè ci sarà un

qualche tipo di affinità tra il colorante e le strutture tissutali.

Le colorazioni usate possono essere:

• Monocromatiche

Es. colorazione di Nissl usa dei coloranti basici. Il colorante di Nissl per eccellenza è il cresil

violetto, ma può essere sostituito dal blu di Toluidina o dal blu di metilene. Questi coloranti

evidenziano la sostanza di Nissl in rosso porpora, i nuclei in violetto. Questo tipo di colorazione

viene usata per le cellule del sistema nervoso. La colorazione di Nissl è tipica esclusivamente del

citoplasma dei neuroni la cui basofilia è data dalla grande quantità di reticolo endoplasmatico

rugoso e quindi di ribosomi che contengono RNA (basofilo). Attraverso questa colorazione risulta

molto evidente anche l’eterocromatina, anch’essa basofila. Questo tipo di colorazione potrebbe

essere utilizzata per tutte le cellule, ma risalta specialmente nei neuroni perché quelli con più RER.

Gangli che contengono all’interno i neuroni del sistema nervoso periferico con colorazione di

Nissl:

i neuroni del preparato sono le grandi cellule rotondeggianti, il nucleo è eucromatico ed è visibile

anche il nucleolo. Il neurone in cui il nucleo non è presente, in realtà ce l’ha ma non è stato colpito

dal taglio. Le cellule più piccole sono le cellule satelliti, ovvero le cellule gliali.

nucleolo gangli (cellule satellite)

cellula che non presenta il nucleo

citoplasma ricco di ribosomi

nucleo

Es. ematossilina ferrica. L’ematossilina viene ricavata dalla corteccia di un albero e viene ossidata a

emateina, la quale viene complessata con i Sali di ferro e così diviene emallume. Questo tipo di colorazione

viene usato per evidenziare le strutture filamentose.

Sezione trasversale di tuba uterina con ematossilina ferrica

Epitelio prismatico semplice ciliato, in realtà è formato da cellule secernenti e cellule ciliate. L’ematossilina

ferrica è eccezionale per vedere strutture filamentose come le ciglia vibratili, con il loro corpo basale (radice

del ciglio). La fila dei corpi basali forma la linea che delimita la superficie apicale delle cellule. L’ematossilina

risalta inoltre il nucleo delle cellule, i nucleoli e le fibre collagene del connettivo sottostante.

Ciglia vibratili

Corpo basale delle

ciglia vibratili nucleo

fibre collagene

Il lume di quest’organo non è circolare

ma viene tagliato e forma questi

sollevamenti, è la piega della mucosa

della tuba uterina

Cellule dello stato spinoso dell’epidermide Tra le cellule ci sono come tante piccole spine: i

desmosomi, visibili con la colorazione ematossilina

ferrica.

• Colorazioni bicromiche: ematossilina-eosina

Questa colorazione ha un colorante acido e uno basico quindi permetterà di vedere i nuclei

delle cellule bluastri, il citoplasma delle cellule rosa, le fibre muscolari e miofibrille in rosa

scuro, quasi rosso a causa dell’eosina, gli eritrociti in arancio e le fibre collagene si

intravedono e sono rosa.

Epidermide (l’ematossilina-eosina evidenzia lo strato granuloso perché ricco di cellule con granuli

di cheratoialina basofili)

Strato corneo

strato granuloso

strato spinoso

strato basale

connettivo con fibre collagene papille dermiche creste epidermiche

ESERCITAZIONE EPITELI

Epitelio pavimentoso semplice

• Epitelio degli alveoli polmonari L’epitelio alveolare è costituito da

pneumociti di I e II tipo. I pneumociti di I

tipo (p1) sono cellule molto appiattite e

permettono gli scambi gassosi. I pneumociti

di II tipo (p2) sono più rotondeggianti e

sporgono dalla superficie alveolare. Tra

queste cellule si trovano anche i macrofagi

alveolari (m).

Nell’interstizi si possono vedere i capillari

sanguigni.

• Endoteli È l’epitelio di rivestimento dei vasi

sanguigni, sia arteriosi che venosi.

Nell’immagine si possono vedere vasi

di diverso calibro.

vaso di grande calibro

vaso di piccolo calibro

Epiteli pseudostratificati

• Epitelio dell’apparato respiratorio (trachea e bronchi)

Tutte le cellule poggiano sulla membrana basale, ma non tutte raggiungono la superficie

del lume.

La superficie apicale è ciliata, si vede infatti una spazzolatura composta dalle ciglia.

La colorazione utilizzata è ematossilina-eosina. I nuclei sono ben evidenti in viola, a diverse

altezze, e il citoplasma rosato. Essendo epitelio di rivestimento la parte apicale riguarda

verso un lume, mentre la superficie basale poggia sulla lamina basale che lo separa dal

connettivo sottostante, che ha funzione trofica. Le cellule epiteliali sono ben impacchettate

tra di loro, con pochissima matrice extracellulare.

ciglia

cellule caliciformi mucipare

epitelio

pseudosratificato

connettivo

vaso sanguigno

Nell’epitelio sono inoltre presenti le cellule caliciformi mucipare, a secrezione esocrina. Esse hanno

una forma a calice, con il nucleo schiacciato alla base e nella parte apicale è immagazzinato il

muco da secernere. Il muco serve per bloccare le particelle estranee ispirate con l’aria, mentre le

ciglia servono per espettorarle. cellule caliciforme mucipare al

cellule caliciformi mucipare con microscopio elettronico

colorazione blu di toluidina

epitelio pseudostratificato del bronco ciglia

cellule epiteliali pseudostratificate

connettivo

colorazione ematossilina-eosina ciglia

cellule caliciformi corpi basali

mucipare cellule epiteliali

vaso sanguigno

tessuto connettivo

colorazione tricromica che evidenzia in azzurro le fibre collagene del connettivo, in rosa le cellule epiteliali e

in rosso i nuclei

ematossilina-eosina colorazione tricromica

cellule caliciformi mucipare

Si può notare la differenza con l’epitelio dell’intestino, che è un epitelio cilindrico semplice, dove

infatti tutte le cellule sono disposte in modo ordinato. Tra le cellule epiteliali sono intercalate le

cellule caliciforme mucipare che secernono nel lume intestinale un muco di protezione. La

superficie apicale delle cellule presentano dei microvilli, espansioni fisse che aumentano la

superficie assorbente.

cellule caliciformi mucipare microvilli

nuclei

cellule epiteliali cilindriche connettivo

• Epitelio pseudostratificato dell’epididimo

Le cellule poggiano tutte sulla membrana basale, ma non tutte arrivano nel lume. La

struttura complessiva è particolare, perché le cellule sono disposte in maniera

tondeggiante. La superficie apicale presenta dei prolungamenti: le stereociglia, che si

riconoscono perché più lunghe delle ciglia, ma a differenza dei microvilli sono mobili. Nel

lume inoltre si possono osservare degli spermatozoi.

piccoli vasi stereociglia

membrana basale nuclei

cellule epiteliali

spermatozoi connettivo

Epididimo ad ingrandimento maggiore stereociglia

cellule epiteliali pseudostratificate

nuclei

cellule basali poliedriche

Nello strato inferiore è possibile vedere delle cellule basali poliedriche con un nucleo

rotondeggiante.

Epiteli pluristratificati

Si distinguono in base alla forma delle cellule del foglietto più esterno e si possono dividere in

pavimentosi, cubici e cilindrici. Dell’ epitelio pluristratificato pavimentoso ci sono due varietà: non

cheratinizzato (o non corneificato) e cheratinizzato (o corneificato). Questa differenza si

comprende osservando gli strati più superficiali, perché nell’epitelio non cheratinizzato queste

cellule sono vitali. Essendo cellule pavimentose la superficie apparirà con tanti puntini, che sono i

nuclei. L’epitelio pavimentoso cheratinizzato è l’epidermide, è unico e si riconosce subito, perché

le cellule degli strati apicali non hanno nuclei, le cellule non processo differenziativo hanno perso il

nucleo e sono composte solo da proteine e glicoproteine accumulate. È uno strato che tende

anche a sfaldarsi, non è una cosa negativa perché si rigenera. L’epitelio corneificato o

cheratinizzato, negli strati apicali assorbe molto le sostanze coloranti, così è subito visibile.

Epiteli pavimentosi (o squamosi) composti

• Epitelio pavimentoso composto non cheratinizzato della cornea

L’epitelio della cornea presenta nello strato più esterno le cellule appiattite con nucleo e poi 5/6

strati di cellule. Essendo un epitelio di rivestimento, riveste appunto una superficie, quindi la parte

più superficiale riversa in un lume. Considerando questa sezione in ematossilina eosina, il

connettivo sottostante è colorato anch’esso di rosa, ma è riconoscibile comunque rispetto allo

strato epiteliale perché questo è costituito da molte cellule vicine tra loro. Tra l’epitelio

pluristratificato della cornea e il connettivo sottostante è visibile la lamina basale, che prende il

nome di Lamina di Bowman. Sotto allo strato di tessuto connettivo è presente l’endotelio

corneale, dal quale è separato mediante la Membrana di Descement. Epitelio

Lamina di Bowman pluristratificato non cheratinizzato

Tessuto connettivo Membrana di Descemt

Endotelio corneale

• Epitelio pavimentoso composto non cheratinizzato dell’esofago cellule epiteliali

lamina basale

tessuto connettivo

cellule proliferative

Lo strato basale del tessuto epiteliale presenta cellule proliferative che andranno a popolare gli

strati cellulari superiori, queste cellule hanno per questo un’attività metabolica ridotta.

Cellule epiteliali pavimentose

Cellule epiteliali ricche di glicogeno

Cellule proliferative

Tessuto connettivo

La membrana basale non è lineare,

ma presenta in alcuni punti dei sollevamenti

• Epitelio pavimentoso pluristratificato non cheratinizzato della vagina

cellule epiteliali

pavimentose

cellule epiteliali

ricche di glicogeno

cellule proliferative membrana basale

tessuto connettivo

epitelio pavimentoso composto non cheratinizzato della vagina

• Epidermide: tessuto epiteliale pavimentoso composto cheratinizzato

Si distinguono per molti strati di cellule apicali che non hanno più il nucleo e attirano molto il

colorante. L’epidermide consta di diversi strati, partendo dal basso: lo strato basale dove c’è la

continua rigenerazione delle cellule che andranno a popolare gli strati superiori, ci sono quindi

le cellule in con attività proliferativa. In questo strato ci anche i melanociti, che producono la

melanina che viene poi viene trasferita ai cheratinociti. I melanociti sono difficili da

riconoscere, ma sono le cellule diverse dello strato basale. Sono inoltre presenti le cellule di

Merkel, che sono connesse a terminazioni nervose e ricevono gli stimoli pressori. Procedendo

verso l’altro, troviamo lo strato spinoso, costituito da 5/6 strati di cheratinociti con molti

desmosomi (sembrano spine); in questo trato è possibile anche trovare le cellule di Langerans.

Poi c’è lo strato granuloso che presenta granuli che richiamano molto il colorante. La parte

apicale, lo strato corneo, costituito da lamelle cornee anucleate tende anche a sfaldare quindi

si possono vedere delle lamelle cornee che si stanno staccando. Delle volte è visibile anche lo

strato lucido, soprattutto negli epiteli in cui lo strato corneo è molto spesso.

La parte sottostante è il derma, tessuto connettivo, e la membrana basale presenta le creste

dermiche e le papille epidermiche che sono rispettivamente sollevamenti del derma e

invaginazioni dell’epidermide.

Strato corneo

Strato lucido Strato granuloso

Strato spinoso

Creste dermiche Papille epidermiche

Derma Strato basale

Corpuscolo di Meissner, un recettore per la

pressione, presente nell’interfaccia tra derma

e epidermide, nelle papille dermiche.

Nell’immagine non è ben visibile, perché il

metodo dell’EE non è il più adatto, ma si può

dedurre la presenza del corpuscolo per la

disposizione molto ordinata delle cellule.

Ingrandimento in ematossilina-eosina

L’epidermide del cuoio capelluto ha uno strato corneo sottile. Sono inoltre presenti i bulbi

piliferi, che sembrano ciambelline se in sezione trasversale, mentre si vedono per tutta la loro

interezza se in sezione longitudinale. Inoltre al bulbo pilifero sono associate le ghiandole

sebacee della cute.

L’epidermide ha sempre uno strato corneo cheratinizzato, ma a livello della pianta del piede o del

palmo della mano è molto più spesso.

Nello strato basale sono presenti anche i melanociti, che nella prima immagine con la colorazione

ematossilina-eosina, appaiono come “pallini” più scori. Per identificarli bene, invece si usano

tecniche specifiche che evidenzino solo i melanociti, come le immunoistochimiche.

Anche le cellule di Langerhans possono essere identificate con metodi specifici:

Epiteli cubici composti

Per identificare se l’epitelio è cubico composto bisogna prendere in considerazione

le cellule dello strato più superficiale, ovvero quello che si affaccia verso un lume,

perché le cellule che costituiscono gli altri strati hanno forme meno precise. Esiste

un’unica varietà di epitelio cubico composto, non si parla di cheratinizzato e non

cheratinizzato. Spesso costituisce i dotti escretori delle ghiandole e costituisce anche

l’epitelio del follicolo pilifero.

• Sezione del bulbo pilifero

Questa è una sezione di cute sottile di cuoio capelluto colorato con Ematossilina-

Eosina. Il segmento in crescita del follicolo pilifero è formato da un bulbo pilifero

(BP)

Anteprima
Vedrai una selezione di 20 pagine su 134
Riassunto esame Istologia, Prof. Gagliano Nicoletta, libro consigliato Monesi 7ed, Monesi Pag. 1 Riassunto esame Istologia, Prof. Gagliano Nicoletta, libro consigliato Monesi 7ed, Monesi Pag. 2
Anteprima di 20 pagg. su 134.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Istologia, Prof. Gagliano Nicoletta, libro consigliato Monesi 7ed, Monesi Pag. 6
Anteprima di 20 pagg. su 134.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Istologia, Prof. Gagliano Nicoletta, libro consigliato Monesi 7ed, Monesi Pag. 11
Anteprima di 20 pagg. su 134.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Istologia, Prof. Gagliano Nicoletta, libro consigliato Monesi 7ed, Monesi Pag. 16
Anteprima di 20 pagg. su 134.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Istologia, Prof. Gagliano Nicoletta, libro consigliato Monesi 7ed, Monesi Pag. 21
Anteprima di 20 pagg. su 134.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Istologia, Prof. Gagliano Nicoletta, libro consigliato Monesi 7ed, Monesi Pag. 26
Anteprima di 20 pagg. su 134.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Istologia, Prof. Gagliano Nicoletta, libro consigliato Monesi 7ed, Monesi Pag. 31
Anteprima di 20 pagg. su 134.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Istologia, Prof. Gagliano Nicoletta, libro consigliato Monesi 7ed, Monesi Pag. 36
Anteprima di 20 pagg. su 134.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Istologia, Prof. Gagliano Nicoletta, libro consigliato Monesi 7ed, Monesi Pag. 41
Anteprima di 20 pagg. su 134.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Istologia, Prof. Gagliano Nicoletta, libro consigliato Monesi 7ed, Monesi Pag. 46
Anteprima di 20 pagg. su 134.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Istologia, Prof. Gagliano Nicoletta, libro consigliato Monesi 7ed, Monesi Pag. 51
Anteprima di 20 pagg. su 134.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Istologia, Prof. Gagliano Nicoletta, libro consigliato Monesi 7ed, Monesi Pag. 56
Anteprima di 20 pagg. su 134.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Istologia, Prof. Gagliano Nicoletta, libro consigliato Monesi 7ed, Monesi Pag. 61
Anteprima di 20 pagg. su 134.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Istologia, Prof. Gagliano Nicoletta, libro consigliato Monesi 7ed, Monesi Pag. 66
Anteprima di 20 pagg. su 134.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Istologia, Prof. Gagliano Nicoletta, libro consigliato Monesi 7ed, Monesi Pag. 71
Anteprima di 20 pagg. su 134.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Istologia, Prof. Gagliano Nicoletta, libro consigliato Monesi 7ed, Monesi Pag. 76
Anteprima di 20 pagg. su 134.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Istologia, Prof. Gagliano Nicoletta, libro consigliato Monesi 7ed, Monesi Pag. 81
Anteprima di 20 pagg. su 134.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Istologia, Prof. Gagliano Nicoletta, libro consigliato Monesi 7ed, Monesi Pag. 86
Anteprima di 20 pagg. su 134.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Istologia, Prof. Gagliano Nicoletta, libro consigliato Monesi 7ed, Monesi Pag. 91
1 su 134
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze biologiche BIO/17 Istologia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mari_med di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Gagliano Nicoletta.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community