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L'informatica giuridica: nozione e classificazione

La repentina diffusione dell'informatica nella gestione della vita, del lavoro e delle informazioni ha portato a rilevanti cambiamenti anche in settori che non venivano considerati sensibili al "nuovo", con riferimento particolare al mondo del diritto. Oggi la totalità di studi legali e notarili, degli uffici dei giuristi, si è munita di:

  • Elaboratori elettronici/programmi
  • Connessioni di rete interne, accessi a internet

Non sono rimasti immuni da tale processo neanche gli uffici giudiziari dei principali palazzi di giustizia del nostro Paese, che sono muniti di ruoli informatici e banche dati di varia natura e contenuto. D'altro canto, parallelamente alla diffusione dell'uso dell'elaboratore elettronico, sono sorti problemi giuridici, collegati ai diversi aspetti delle categorie del diritto positivo, portando così a:

  • Sviluppo di normative speciali, nazionali e comunitarie

Rispetto alle quali è diventato necessario ampliare le proprie conoscenze alle regole delle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione. L'informatica giuridica si occupa di studiare il rapporto tra le nuove tecnologie e il mondo del diritto, di gestire il cambiamento digitale dal punto di vista degli operatori giuridici.

Le nuove tecnologie incontrano il diritto

Le nuove tecnologie incontrano il diritto nella seconda metà degli anni '40 negli Stati Uniti, grazie ai contributi degli studiosi:

  • Norbert Wiener riteneva si potessero applicare al diritto meccanismi e principi della cibernetica (scienza della comunicazione e regolazione).
  • Lee Loevinger che fonda la Giurimetria (disciplina che si poneva il compito di indagare in modo scientifico i problemi giuridici).

In particolare, tale disciplina studiava la possibilità di individuare gli elementi fondanti di una decisione giurisprudenziale, le modalità per la raccolta e la ricerca automatica delle informazioni giuridiche, e quanto i ragionamenti dei giuristi potessero essere ridotti a strutture logiche. Loevinger analizza i «come» del diritto (come si trova la regola per il caso? Come individuare correttamente gli elementi del fatto?) e sulla analisi quantitativa del comportamento dei giudici, mirano ad applicare modelli logici e matematici a tale comportamento per poterlo anticipare.

Le teorie di Loevinger vennero riprese da numerosi studiosi tra cui:

  • Baade - che approfondì e sviluppò la giurimetria, individuandone gli specifici settori.
  • Hoffman elaborò un'ulteriore applicazione del metodo scientifico al mondo del diritto, particolare nella gestione della documentazione giuridica che indicò come Lawtomation.

Negli anni '60 anche in Europa iniziano a studiarsi le relazioni fra diritto e tecnologia. L'idea di utilizzare l'elaboratore elettronico nel campo del diritto venne introdotta anche in Italia con nomi diversi: giurimetria, giuscibernetica, informatica giuridica. In principio, l'uso delle tecnologie informatiche è stato soprattutto volto a organizzare la ricerca di documentazione giuridica. L'esperienza del Centro Elettronico di Documentazione della Corte di Cassazione, con il suo sistema Italgiure Find, costituì una delle prime applicazioni dell'informatica giuridica nella Pubblica Amministrazione del nostro Paese.

Padri della materia in Italia: Renato Borruso (giudice), Vittorio Frosini, Mario Losano e Donato Limone (professori).

Verso la fine degli anni '70 e la prima metà degli anni '80, a parte l'applicazione dell'informatica nel settore della ricerca della documentazione giuridica nelle banche dati, l'operatore del diritto entrò sempre più in contatto con l'elaboratore elettronico nell'ambito della sua professione: innanzitutto i notai ed alcuni studi legali, riuscirono ad utilizzare i primi sistemi di office automation.

Ma sono gli anni '90 ad affermare l'elaboratore elettronico nel mondo del diritto e dunque l'informatica giuridica. Nel 2005 il legislatore italiano, riconoscendo l'importanza dell'uso dell'informatica nella Pubblica Amministrazione, emanò una normativa, il Codice dell'Amministrazione Digitale (C.A.D.), per regolare la disponibilità, la gestione, l'accesso, la trasmissione, la conservazione e la fruibilità dell'informazione digitale negli anni subì delle modifiche.

Settori di indagine e studio

L'informatica giuridica si occupa di studiare e approfondire il rapporto tra le nuove tecnologie e il mondo del diritto attraverso due settori di indagine e studio:

  • L'informatica applicata al diritto, che studia il modo in cui la tecnologia digitale influenza gli operatori del diritto (approccio culturale alle nuove tecnologie).
  • Il diritto dell'informatica, che tratta i problemi giuridici sollevati dall'uso delle nuove tecnologie nella società.

Nel primo caso, in cui il diritto diventa oggetto dell'informatica, occorre distinguere la conoscenza di come funzionano diversi sistemi operativi (Microsoft Word), si comprende come funziona il servizio per poi saperne valutare le implicazioni collegate al mondo del giurista. Oppure si analizza come si ricerca un documento giuridico in una banca dati.

Le prime applicazioni di informatica giuridica hanno riguardato la memorizzazione e la ricerca delle fonti tradizionali del diritto, la legislazione, la giurisprudenza e la dottrina e il dato giuridico globale. In tale ambito si è sviluppato lo studio delle banche di dati giuridici (Italgiure Find della Corte di Cassazione), di banche dati su CD-Rom di editori giuridici privati. Ulteriore applicazione è la memorizzazione e ricerca di fatti giuridici di maggiore rilevanza economica e sociale, come quelli oggetto di pubblicità legale (firma digitale), e-government della Pubblica Amministrazione. Una terza forma di applicazione si è avuta con l'automazione degli uffici interessati all'amministrazione della giustizia (giudiziari e legali).

Nel secondo caso in cui è l'informatica a diventare oggetto del diritto, lo studio delle problematiche giuridiche relative all'uso dell'elaboratore elettronico viene affrontato sotto diversi punti di vista. Così nel diritto dell'informatica si studiano le tematiche delle conseguenze a livello penale dell'uso illecito delle nuove tecnologie, ci si occupa della protezione delle opere dell'ingegno nel caso siano beni informatici, si approfondisce lo studio della disciplina relativa alle prove del diritto processuale.

Temi dell'informatica giuridica

  • Ricerca della documentazione giuridica con banche dati e sistemi automatizzati
  • Studio della automazione delle procedure giuridiche e algoritmizzazione della scrittura della legge ("legimatica")
  • Tutela del bene giuridico informatico (disciplina e tutela delle opere creative per esempio)
  • Aspetti giuridici della telematica e della rete internet
  • Problemi relativi ai contratti informatici
  • Creazione di modalità per pagamenti elettronici
  • Applicazione D. Lgs. 196/2003 (privacy)
  • Creazione e valutazione di documenti informatici
  • Aspetti connessi al diritto del lavoro applicato agli operatori informatici
  • Uso dell'informatica nell'attività amministrativa
  • Reati informatici, in genere e nel quadro della rete Internet

La base tecnologica dell'informatica giuridica

Per capire i diversi aspetti dell'informatica giuridica, bisogna avere una base di approfondimento tecnologico. Analizzeremo in quali ambiti e con quali modalità si sviluppa l'informazione e la comunicazione in forma elettronica, analizzeremo gli strumenti tecnici coinvolti.

Computer: si intende quel complesso modulare di più macchine, interagenti fra loro, che svolgono diverse attività a seconda delle istruzioni che vengono di volta in volta eseguite. La sua capacità di: analizzare, aggregare, sintetizzare, trasformare dati e informazioni, ci fa capire che si tratta di una macchina nata essenzialmente per svolgere calcoli, ma che poi si è scoperto poter essere usata per molte altre diverse funzioni: Ordinare dati, elaborarli con varie operazioni, memorizzare e conservare nel tempo i risultati ecc.

Una definizione originale di computer è quella di "automa algoritmico universale", esegue cioè ordini esprimibili in algoritmo. Una macchina cioè capace di svolgere qualsiasi compito definibile con un algoritmo. In una fase iniziale della storia dell'informatica la realtà tecnica corrispondente al concetto di sistema computer riguardava le grandi macchine (mainframe). Uno dei momenti evolutivi più importanti si ebbe nei primi anni '80, quando grazie all'avvento della microelettronica, è stato creato il Personal Computer. All'inizio il PC era unipurpose, svolgeva cioè un solo tipo di elaborazione. In seguito gli strumenti diventano multipurpose, in grado di svolgere tutte le diverse funzioni decise dagli utenti attraverso i programmi. Si passò così da un'informatica accentrata (per pochi) a quella attuale ovvero distribuita, grazie anche alla rete internet.

È possibile distinguere diverse tipologie di elaboratore elettronico:

  • Mainframe, grandi computer che riempivano stanze intere
  • Minicomputer, primi anni '70
  • Microcomputer
  • Personal computer (anni '80)
  • Laptop (PC trasportabili)
  • Notebook
  • Netbook
  • Ultrabook
  • Palmari, smartphone, tablet - maggiore comodità del trasporto

A prescindere dal momento storico di riferimento, il sistema computer è costituito da due entità interagenti tra loro:

  • Hardware - la parte "fisica" del sistema: insieme dei componenti meccanici ed elettrici
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher s.m2 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Informatica giuridica e deontologia professionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Messina o del prof Condello Angela.
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