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Geografia economica

Capitolo 1-2: Introduzione

Gli obiettivi della geografia economica riguardano: studiare i criteri di organizzazione del territorio, conoscere e valorizzare le risorse del territorio.

  • Che cosa: descrizione
  • Dove: localizzazione
  • Perché: spiegazione, teorie e modelli

Spazio: concetto fondamentale delle teorie di analisi spaziale (economia, geografia, sociologia, etologia, antropologia, biologia, ecc.)

  • Spazio assoluto: distanza assoluta, fisica (km)
  • Spazio relativo: distanza relativa (km/costo/tempo)
  • Spazio percepito: distanza percepita (soggettiva)

Tempo: tempo economico (breve), tempo storico (generazionale), tempo geologico (lungo).

  • Lineare (irreversibile)
  • Ciclico (giorno/notte, stagioni; i cicli dell’ecosistema ad esempio il clima, l’acqua, le rocce, le piante, ecc.)

Misurare il tempo: meridiana, orologio, clessidra.

Lo spazio e il tempo rappresentano le due dimensioni fondamentali dell’agire umano.

Il meridiano di Greenwich

È la linea che "batte" il tempo del mondo (fusi orari) e lo divide in due, fu scelto come punto di riferimento per sincronizzare gli orologi della Terra nel 1884. Nell’ottobre del 1884, 41 delegati di 25 nazioni, tra cui l’Italia, si riunirono a Washington DC per stabilire una volta per tutte quale avrebbe dovuto essere il meridiano fondamentale, avente per convenzione longitudine zero, dove allo scoccare della mezzanotte comincia un nuovo giorno universale, che termina esattamente 24 ore dopo. Il dibattito alla Conferenza Internazionale dei Meridiani fu molto combattuto perché tutte le grandi potenze, in un periodo di grande fervore nazionalistico, non volevano rinunciare al privilegio di dettare il tempo del pianeta. In lizza, oltre a Greenwich, c’erano Berlino, Washington e Parigi. Alla fine, la scelta cadde su Greenwich, per una motivazione pratica: dalla Gran Bretagna partivano le principali rotte commerciali, segnate su mappe che consideravano quello di Greenwich il meridiano primo. L’unico voto contrario arrivò da Santo Domingo. Francia e Brasile si astennero. L’Italia, che avrebbe preferito una soluzione più neutrale, come Gerusalemme, si allineò.

Fino ad allora, ogni paese, e addirittura molte città, avevano mantenuto il proprio orario locale, basato sulla posizione del sole nel cielo. Per esempio, in Italia, soltanto nel 1866 Roma e Milano adottarono lo stesso orario, seguite poi da Torino, Bologna e Venezia, calcolato in base al meridiano che passava per il Campidoglio (Monte Mario). Sul piano internazionale non c’erano regole che sancissero quando un nuovo giorno cominciasse (o terminasse) di preciso. Il risultato era una confusione non più accettabile in un periodo in cui iniziava la globalizzazione commerciale grazie all’intensificarsi delle comunicazioni in tempo reale e dei trasporti a lunga distanza.

Concetti di spazio e territorio

Lo spazio è un concetto astratto, mentre il territorio è un concetto concreto e reale; la società rappresenta la struttura di base della vita umana, queste società sono inserite in un contesto territoriale definito nel tempo e nello spazio dallo sviluppo economico e dalla cultura.

Definizione: il territorio è l'esito dell’agire collettivo, l’impronta che l’umanità ha lasciato sulla Terra.

La territorialità può essere definita come la propensione delle persone a costruire, controllare e difendere aree più o meno vaste del globo. La nostra specie territorializza.

  • Territorio: risultato dell’agire collettivo nel corso del tempo, composto da tre elementi:
    • La base fisica naturale (risorse naturali, suolo)
    • Strutture e infrastrutture (le attività sociali ed economiche, edifici pubblici e privati, strade, ferrovie, aeroporti, reti distributive, ecc.)
    • Identità, cultura, tradizioni, valori e significati (milieu, genius loci, i simboli)

Territorializzazione: Processo attraverso cui il territorio prende forma e muta nel tempo. È un prodotto dell’azione umana, spazio antropizzato (società, cultura, storia, economia, politica); è una risorsa, il risultato delle interazioni (storiche, sociali, economiche) tra un luogo e i suoi abitanti; è un valore, disegnato dai flussi, dallo scambio, movimento, comunicazione (di materie prime, di beni e di persone); è quindi nell’insieme il luogo/i luoghi dove viviamo e lavoriamo, l’oggetto centrale di ogni ricerca geoeconomica.

Etimo di Territorium = area governata e organizzata attorno a una città.

Fasi della trasformazione territoriale

  • Occupazione (controllo), appropriazione di porzioni più o meno estese di suolo (forme di proprietà);
  • Come si ottiene un territorio:
    • Denaro
    • Guerre/ colonizzazioni
    • Conquista
  • Delimitazione (confini); limes usato per escludere e includere;
  • Identificazione dei confini:
    • Statali, regionali, provinciali, comunali
    • Altri sistemi territoriali (ATO, ASL, SLL, DIM…)
    • Casi particolari: I confini degli «Stati cuscinetto» (Svizzera, Mongolia, Uruguay, Afghanistan…); la funzione delle Enclave territoriali (es. Ceuta e Melilla, Gibilterra, Kaliningrad, ecc.)
  • Denominazione (toponimi): atto designativo, comunicazione linguistica = valore culturale.
    • Post-coloniale = Ceylon-Sri Lanka; Birmania-Myanmar
    • Politici= San Pietroburgo-Pietrogrado-Leningrado-San Pietroburgo
    • Turistici = Porto Longone-Porto Azzurro
    • Per aver dato i natali a personaggi illustri = Castagno d’Andrea, Castagneto Carducci, etc.

Reificazione dello spazio: costruzione vera e propria, alterazione dell'ambiente naturale; atto materiale (costruzione strade e case, disboscamenti, bonifiche, etc.)

Da sempre la nostra specie sottrae “spazio” all’ambiente (ecosistema) e organizza il proprio territorio.

Simbolizzazione: piazze, edifici, skyline, statue quindi simboli ad elevato valore identificativo (culturale).

Organizzazione territoriale

  • Funzione/dimensione economico-sociale: costruzione di insediamenti, attività produttive, reti infrastrutture (edifici)
  • Infrastrutture (reti)
  • Attività produttive (agricole, industriali e commerciali)

Intensa modificazione dell’ecosistema

  • Funzione politico-amministrativa dell’organizzazione territoriale: i confini politico-amministrativi alle diverse scale:
  • Comune (quartieri), provincia, regione, stato: individuare gli abitanti per i servizi (sanitari, istruzione, sicurezza, infrastrutture, ecc.), per la funzione politica (elettorato), per la funzione economica (imposte, incentivi, ecc.) le dimensioni più adeguate per ogni funzione.
  • Organizzazioni internazionali: UE, Nato, Opec, etc.

I confini possono essere:

  • Il limes fisico-naturale
  • Il limes politico –amministrativo (artificiale).
  • I mutamenti dei confini (es. guerre, nascita nuovi stati, unione e/o dissoluzione di stati)
  • Il concetto di “acque territoriali” (da 5 miglia a 15 miglia)

Territorio e funzioni socioeconomiche

  • Funzioni produttive (luoghi di produzione, di scambio, di consumo)
  • Funzioni distributive (turismo, commercio, trasporti)
  • Funzioni direzionali (finanziarie, politiche, PA)
  • Funzioni culturali (scuole, teatri, musei, ecc.)
  • Funzioni residenziali (abitazioni per famiglie)

Strutture territoriali: l'insieme degli elementi e delle relazioni (insediamenti residenziali, produttivi). Ogni struttura possiede una forma/struttura necessaria per svolgere la funzione assegnata:

  • Forma: tipologie degli insediamenti, es. abitazioni, fabbriche, centri commerciali, scuole, ospedali.
  • Funzioni: residenziali, produttive, sociali.

Le fasi dei processi territoriali: Il territorio è un sistema dinamico in movimento poiché è attraversato da processi che trasformano il territorio. Il geografo economista Claude Raffestin ha elaborato una teoria sui processi di territorializzazione basata sulla ciclicità delle trasformazioni territoriali. Processi che possono essere riconducibili a tre fasi o modalità chiamate T-D-R:

  1. Territorializzazione (costruzione)
  2. De-territorializzazione (abbandono)
  3. Ri-territorializzazione (ri-costruzione)

Esempi di processi territoriali

  • Isola di Hashima o Gunkanjima: L'isola iniziò ad essere abitata dal 1887 per la presenza di una miniera di carbone. Nel 1890 la Mitsubishi comprò l'isola il cui obiettivo era recuperare il carbone dalle miniere sottomarine e iniziò l'estrazione del minerale che durò fino al 1974, anno in cui la miniera fu chiusa e l'isola abbandonata in seguito alla sostituzione del carbone con il petrolio come fonte energetica da parte dello stato giapponese. Era un polo minerario talmente importante che aveva la maggiore densità di popolazione al mondo (nel 1959 la popolazione era di 5.259 persone, con una densità media di 83.500 abitanti per chilometro quadrato). Dal 1974 Gunkanjima è una città fantasma. Nel 2005 fu concesso ad alcuni giornalisti di accedere all'isola e da allora tutto il mondo è venuto a conoscenza dell'esistenza di questo luogo.
  • Sharm el Sheik: Da perla del turismo a città fantasma. Difficile da riconoscere. Niente più strade affollate o spiagge prese d'assalto. Benvenuti nel nulla. Qui c'era una volta Sharm El Sheik, simbolo delle vacanze in Egitto. Più che altro si sente il peso della paura causata dai recenti attentati terroristici che hanno contribuito ad allontanare i viaggiatori occidentali dalle bellezze che si affacciano sul Mar Rosso. Secondo i dati dell'Agenzia Pubblica Egiziana per la mobilità e le statistiche nel mese di febbraio 2016 sono stati 346mila i turisti arrivati in Egitto. Un dato che, comparato con gli oltre 640mila arrivi dello stesso mese nel 2015 mostrano un calo di arrivi del 49%. Così la punta di diamante del turismo egiziano appare sempre più desolante nel suo isolamento forzato. (Foto Getty Images)

Analisi geo-territoriale

L'analisi del territorio si basa su tre momenti fondamentali:

  • Individuare e spiegare le differenze/omogeneità
  • Individuare le contiguità/fratture dei sistemi territoriali
  • Individuare il sistema territoriale di riferimento (es paese, UE, mondo), così come le eventuali articolazioni in sub-sistemi (regioni, comuni, ecc.)

Il territorio può essere analizzato a scale geografiche diverse:

  • Analisi a piccola, media e grande scala: dalla dimensione locale a quella globale, si tratta di una lettura scalare
  • Analisi dei processi di relazione e interazione tra le diverse scale: lettura transcalare

Una metodologia flessibile, anche se complessa, che ben si presta allo studio della sostenibilità e della complessità del mondo economico e sociale.

Interpretazione della territorializzazione

  • Teorie economiche: l’ambiente incorpora valore aggiunto (derivante dall’azione umana); si tratta di un processo che permette la crescita economica (i vantaggi superano gli eventuali costi).
  • Teorie ecologiche: trasformazione, alterazione (reversibile/irreversibile) dell’ecosistema da parte dell’azione umana; nel lungo periodo i costi ambientali si suppone siano più elevati rispetto ai vantaggi economici.

Capitolo 3-4: Cartografia

Da sempre l'umanità ha sentito l'esigenza di rappresentare la realtà che lo circonda:

  • Per orientarsi, trovare e ritrovare (luoghi, itinerari, risorse);
  • Per conoscere e riconoscere il mondo e le relazioni spaziali che lo sostanziano.

L'importanza di rappresentare graficamente le informazioni spaziali per fissarle nel tempo attraverso il segno e il disegno simbolico, la carta è uno dei più antichi strumenti di comunicazione nonché un'idea geografica tra le più potenti e persistenti.

Nelle carte, assieme alla necessità di conoscere l'ambiente che ci circonda e di rappresentarlo per fini strettamente utilitaristici (ubicazione delle risorse, esplorazioni, navigazione, viaggi) vi è anche l'aspetto essenziale dello scambio di informazioni. Le carte sono degli strumenti per: comunicare, trasmettere, diffondere immagini, idee e informazioni geografiche dello spazio (agli altri membri della collettività) e nel tempo (alle generazioni future).

Le origini della cartografia

La nascita della cartografia, in senso scientifico (cioè con l'introduzione di elementi e calcoli matematici), iniziò nel IV secolo a.C. nell'antica Grecia, nelle carte greche si incrociavano miti, ideologie e teorie. La descrizione grafica e il testo scritto rappresentavano la stessa forma di conoscenza, i cartografi erano al tempo stesso anche astronomi, matematici e geografi.

Nel tardo Medioevo comparvero carte che rappresentavano l'Europa occidentale e le carte nautiche disegnate per agevolare la navigazione nel Mediterraneo; furono soprattutto queste ultime a diffondersi maggiormente, anche perché erano destinate ad un uso concreto legato alla crescente domanda proveniente dai mercanti che cercavano di rendere più sicura e rapida la navigazione per i loro traffici. Però, fu soltanto all'inizio del Quattrocento quando, grazie al nuovo clima culturale attento al recupero e alla riscoperta dei classici greci e latini, l'attenzione degli studiosi si volse di nuovo all'opera di Tolomeo (che fu tradotta e diffusa sotto il nome di Cosmografia).

Nel passato, la figura del cartografo e quella del geografo erano riunite nella stessa persona, ma verso la fine dell'Ottocento si manifestò un forte impulso verso le scienze geografiche, e i due aspetti della descrizione “disegnata” della Terra (espressa nella figura del cartografo) e della descrizione “scritta” (espressa nella figura del geografo) iniziarono a separarsi nettamente. La cartografia fornisce regole e strumenti per disegnare-rappresentare sinteticamente il mondo, La geografia fornisce teorie e metodi per analizzare il territorio, modelli per spiegare e descrivere la complessità della realtà.

Mercatore

Matematico e geografo fiammingo, fondò a Lovanio una delle scuole cartografiche più famose della sua epoca. Mise a punto un tipo di proiezione utile per la navigazione, poiché consentivano di tracciare la rotta più breve tra due punti.

Nelle carte geografiche si cerca una rappresentazione sintetica della realtà, un modo per semplificare complessità del territorio. Il cartografo, per rappresentare lo spazio, deve necessariamente procedere ad una semplificazione della realtà riducendo e vincolando lo spazio entro i confini tracciati dalle due coordinate convenzionali: la latitudine e la longitudine.

La carta diventa un “modello” astratto della realtà ed esprime l'ambiente socio-culturale nel quale è nata. Ogni carta nasce da un insieme di competenze codificate (come le tecniche delle proiezioni cartografiche) e tacite (esperienza e conoscenze) che si fondono nella professione del cartografo.

Le innovazioni tecnologiche applicate alla cartografia

  • Tecnologie meccaniche (l'introduzione di macchinari riduce i tempi e i costi del processo produttivo, aumenta la produzione);
  • Tecnologie foto-chimiche, (qualità della stampa e precisione fotografica);
  • La tecnica della fotogrammetria (rilevamento dagli aerei), introdotta per la prima volta a scopi militari durante la prima guerra mondiale, hanno aperto nuovi scenari alla cartografia;
  • Una rivoluzione tecnologica per la ricerca cartografica è avvenuta con il lancio nello spazio dei satelliti: il telerilevamento (remote sensing) nasce nel 1960;
  • Tecnologie informatiche (aumentano la qualità e la quantità dei dati geografici disponibili, si riducono ulteriormente i costi e i tempi di produzione delle carte in ogni fase della produzione, riproduzione e aggiornamento). Nasce la cartografia digitale dall’applicazione delle tecnologie informatiche alla cartografia tradizionale, l’introduzione del computer nel settore cartografico ha trasformato profondamente l’intero processo produttivo. I sistemi di informazione geografica (GIS).

Carte tematiche: tipologia delle carte geografiche

  • Piante e mappe: a grandissima scala (cioè con un denominatore piccolo), da 1:5.000. Sono utilizzate per descrivere i centri urbani, le aree rurali e industriali, le mappe catastali.
  • Carte topografiche = a grande scala (da 1:10.000 a 1:150.000), riproducono limitate estensioni di superficie terrestre. Sono adatte per descrivere gli aspetti morfologici di una porzione del territorio (idrografia, altimetria, reti stradali, centri urbani).
  • Carte corografiche: a scala intermedia (da 1:150.000 a 1.000.000). Sono utilizzate per descrivere i caratteri fisici e antropici di superfici piuttosto ampie (stati e/o regioni).
  • Carte geografiche: a piccola scala (maggiore di 1:1.000.000). Sono utilizzate per descrivere vaste porzioni della Terra (come per esempio i continenti).

La carta geografica è una rappresentazione ridotta, simbolica, selettiva e approssimata della superficie terrestre:

  • Ridotta: perché è necessario riportare in maniera proporzionale la superficie reale su quella astratta della carta;
  • Simbolica: perché i fenomeni sono descritti tramite simboli, segni grafici e colori (il cui significato è esplicitato nella legenda) codificati e prestabiliti;
  • Selettiva: perché è necessario scegliere quali oggetti geografici rappresentare;
  • Approssimata: perché è impossibile riportare correttamente in piano la sfericità della Terra, per questo motivo ogni carta risulta sempre leggermente deformata.

Planisferi = sono le carte che rappresentano vaste porzioni della Terra.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/02 Geografia economico-politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher a.l.99 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Romei Patrizia.
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