CAPITOLO 1: L’EDIFICIO COME SISTEMA (p.1-15) lezione 18/03
Il progetto è esito di un processo dialettico tra i vincoli che la realtà impone e le possibilità
che la creatività traguarda. Nell'ambito dell'architettura e della tecnologia è fondamentale
comprendere il rapporto tra esigenze, requisiti, bisogni, vincoli e prestazioni senza
trascurare la creatività nel processo progettuale.
- Bisogni: bisogni umani influenzano direttamente il progetto e variano nel tempo a
seconda delle tendenze culturali.
- Esigenze: i bisogni fondamentali degli utenti e della società rispetto un'opera.
Possono essere funzionali, estetiche,culturali, sociali, economiche o ambientali.
- Requisiti: le caratteristiche necessarie per soddisfare le esigenze, possono essere
funzionali (uso, accessibilità, ergonomia), tecnici (resistenza, durabilità, sicurezza),
ambientali (sostenibilità, efficienza energetica), normativi (regolamenti edilizi,
normative di sicurezza)
- Prestazioni: misurano la capacità di rispondere ai requisiti definiti, possono essere
termiche (isolamento, efficienza energetica), acustiche (riduzione rumore),
strutturali (resistenza a carichi, sicurezza sismica), ambientali (riduzione impatto
ambientale)
- Vincoli: limitano le scelte progettuali, possono essere normativi (regolamenti,
sicurezza, accessibilità), economici (budget, materiali), ambientali (impatto
ecologico,uso del suolo), tecnici (tecnologie costruttive, manutenibilità), culturali
(contesto,cultura locale)
DISPONIBILITÀ DI RISORSE: naturali, intellettuali (ci sono diverse figure che lavorano al
progetto), economiche.
Il progetto è il rapporto tra il sistema degli spazi e le scelte tecnico-costruttive, è un'attività
ricorsiva.
La creatività consente di trovare soluzioni innovative che rispondano ai bisogni e ai requisiti
superando i vincoli. Essa si esprime attraverso:
- L'uso innovativo di materiali e tecniche costruttive
- L'integrazione tra forma e funzionalità
- La sostenibilità ambientale come opportunità progettuale
- L'adozione di nuove tecnologie e metodologie o la reinterpretazione di quelle
esistenti
1.1 ESIGENZE, REQUISITI, PRESTAZIONI
NORMA UNI 10838:199
stabilisce la terminologia relativa alla qualità edilizia, includendo le definizioni di esigenza,
requisito e prestazione.
- Esigenza: ciò che è necessario per il corretto svolgimento di un'attività dell'utente o
di una funzione tecnologica (es. impianti…)
- Requisiti: traduzione di un'esigenza in fattori che ne individuano le condizioni di
soddisfacimento da parte di un organismo edilizio o delle sue parti, in determinate
condizioni d'uso e sollecitazione. I requisiti sono classificati in: funzionali e spaziali,
ambientali, tecnologici, tecnici, operativi, di durabilità, di manutenibilità.
- Prestazioni: servizi e comportamento dell'organismo delle sue parti nelle effettive
condizioni d'uso e di sollecitazione
NORMA UNI 8289:1981
Ha l'obiettivo di fornire una classificazione delle esigenze degli utenti nel contesto del
sistema edilizio.
Esigenze: sono considerate come l'esplicitazione dei bisogni dell'utenza finale tenendo
conto dei vincoli posti dall'ambiente naturale e costruito. Le classi di esigenze sono:
- sicurezza (insieme delle condizioni relative all'incolumità e alla difesa dai danni
dipendenti da fattori accidentali)
- benessere (insieme delle condizioni relative a stati del sistema edilizio adeguati alla
vita, alla salute,utenti e allo svolgimento delle attività degli utenti),
- fruibilità (insieme, delle condizioni che consentono l'uso agevole e appropriato del
sistema edilizio da parte degli utenti)
- aspetto (insieme delle condizioni che determinano le qualità estetiche e formalizzato
del sistema edilizio)
- gestione (insieme delle condizioni che facilitano la manutenzione, l'uso e
l'amministrazione efficiente del sistema edilizio)
- integrabilità (insieme delle condizioni che permettono l'inserimento armonioso del
sistema edilizio nel contesto ambientale, sociale culturale)
- salvaguardia dell'ambiente (insieme delle condizioni che assicurano la protezione
dell'ambiente naturale e la sostenibilità delle risorse nel processo edilizio)
NORMA UNI 8290-2:1983
Riguarda l'edilizia residenziale, focalizzandosi sulla classificazione e definizione dei requisiti
del sistema tecnologico degli edifici. La norma elenca 63 requisiti del sistema tecnologico:
- Affidabilità (capacità del sistema di funzionare senza guasti)
- Anigroscopicità (resistenza all'assorbimento di umidità)
- Asetticità (capacità di mantenere condizioni igieniche prive di agenti patogeni.)
- Assenza dell'emissione di sostanze nocive (garanzia che i materiali utilizzati non
rilascino composti pericolosi per la salute.)
L'edificio è concepito come un sistema complesso composto da diversi sottoinsiemi
interconnessi. Tra questi il sistema ambientale (spaziale) e tecnologico rivestono un ruolo
fondamentale nella definizione di qualità spaziale e funzionale di spazi costruiti.
1.2 SISTEMA AMBIENTALE E SISTEMA TECNOLOGICO
L’organismo edilizio è l’insieme strutturato di elementi spaziali e di elementi tecnici, interni ed
esterni, caratterizzati dalle loro funzioni e dalle loro relazioni reciproche.
Il sistema ambientale si riferisce agli elementi spaziali dell'edificio, comprendendo ambienti
interni ed esterni, definiti nelle loro prestazioni e nelle loro relazioni. Sono spazi progettati
per rispettare le esigenze funzionali.
- Organizzazione degli spazi (in base alle esigenze degli utenti)
- Comfort ambientale ( condizioni ottimali di illuminazione, ventilazione,acustica,
temperatura)
- Flessibilità d'uso (adattamento degli spazi in risposta a cambiamenti delle esigenze
funzionali)
L’elemento o unità spaziale è la porzione di spazio fruibile destinata allo svolgimento delle
attività di un’unità ambientale. Il sistema ambientale ha stretta relazione con la forma rispetto
all’edificio.
Il sistema tecnologico riguarda gli elementi tecnici dell’edificio come gli impianti e le
infrastrutture definiti nelle loro prestazioni e nelle loro relazioni. Offre:
- Supporto strutturale (assicurare stabilità e sicurezza dell'edificio attraverso elementi
portanti adeguati)
- Protezione e isolamento (assicurare l'isolamento termico e acustico)
- Servizi impiantistici (fornire e gestire impianti)
La progettazione integrata dei sistemi ambientale e tecnologico è cruciale per ottenere
edifici funzionali, confortevoli, sostenibili. Bisogna:
- Ottimizzare la prestazione energetica
- Migliorare il comfort degli utenti
- Assicurare la manutenibilità e durabilità
La fase di metaprogettazione implica la definizione degli obiettivi progettuali considerando
sia le esigenze degli utenti sia le prestazioni richieste dall’edificio. Bisogna:
- Analizzare le attività previste
- Stabilire i requisiti prestazionali
- Selezionare soluzioni tecnologiche appropriate
1.3 LA SCOMPOSIZIONE DELL’EDIFICIO IN SUBSISTEMI
Nell'ambito della tecnologia dell'architettura, la comprensione della struttura di un edificio
come sistema complesso è fondamentale.
La NORMA UNI 8290-1:1981 (Edilizia residenziale – Sistema tecnologico – Classificazione
e terminologia) fornisce una classificazione dettagliata delle unità tecnologiche e degli
elementi tecnici che compongono il sistema edilizio, facilitando l’analisi, la progettazione e
la manutenzione degli edifici. Bisogna:
- Standardizzare la terminologia tecnica
- Facilitare la comunicazione
- Supportare la progettazione, la costruzione e la manutenzione degli edifici
La norma si articola in 3 parti principali:
- Classificazione e terminologia
- Prestazioni funzionali
- Criteri di progettazione
Classificazione di unità tecnologiche (primo livello): questo livello presenta le
componenti funzionali di un edificio suddivise in:
- Struttura portante
- Chiusure
- Parti interne
- impianti
Unità tecnologiche (secondo livello): ogni classe di unità tecnologica è ulteriormente
suddivisa in unità tecnologiche specifiche.
Esempio: Struttura portante (fondazioni, strutture verticali, strutture orizzontali), chiusure
(coperture, facciate, serramenti).
Classi di elementi tecnici (terzo livello)
Dettaglia ulteriormente le unità tecnologiche e gli elementi tecnici e specifici (es. Isolamenti
termici, rivestimenti esterni, sistemi di fissaggio).
Chiarezza Progettuale: facilita la definizione e l’organizzazione delle componenti durante la
fase di progettazione.
Manutenzione Efficace: agevola l’identificazione e la gestione delle parti durante interventi
manutentivi.
Comunicazione Standardizzata: assicura una terminologia comune tra i professionisti del
settore, riducendo ambiguità.
Analisi delle Prestazioni: permette una valutazione dettagliata delle prestazioni di ogni
componente, migliorando la qualità complessiva dell'edificio.
1.4 TECNICHE E CICLO DI VITA
Gli edifici sono costituiti da materiali che subiscono un processo di trasformazione per
diventare prodotti edilizi, i quali, tramite un processo di costruzione vanno a comporre
l’edificio. Una volta terminato il ciclo di vita di un edificio, esso subisce e le sue parti vengono
smaltite, riciclate o riutilizzate. Il Life Cycle Assessment è un metodo che consente di
quantificare il consumo di risorse e il rilascio di emissioni in ciascuna delle attività lungo
l’intero ciclo di vita dell’edificio, partendo dall’estrazione delle materie prime fino alla
dismissione delle singole parti.
La prima fase del ciclo di vita è quella dell’approvvigionamento delle materie prime: le
materie prime molto spesso sono di tipo minerale quindi richiedono un processo di
estrazione, questo processo ha un notevole impatto sull’ambiente in termini di deturpazione
paesaggistica e in termini di rifiuti prodotti. I minerali sono inoltre risorse non rinnovabili.
Risorse di tipo rinnovabile sono invece quelle vegetali (legno), che non richiedono processi
di estrazione ma solo di prelievo. Anche in questo caso ci possono essere degli impatti
ambientali come il disboscamento. Un altro aspetto rilevante dal punto di vista ambientale
è l’impatto generato dal trasporto di queste materie prime; ci sono invece casi particolari
come la ghiaia, in cui le materie prime vengono portate direttamente in cantiere senza
subire lavorazioni intermedie. Nel caso della pietra e del legno massello, le materie prime
coincidono già con il materiale e subiscono pochi processi di lavorazione.
La maggior parte dei materiali edilizi deve essere prodotta tramite complessi cicli di
trasformazione industriali che hanno diversi impatti ambientali e consumano molta energia.
In alcuni casi le materie prime subiscono un primo processo di lavorazione che però richiede
ulteriori trasformazioni seguenti, ed è chiamato semilavorato, poiché non ha una
dimensione e una forma adeguata alla costruzione dell’edificio (è ad uno stato intermedio).
Esempi:
- Altri materiali come vetro e laterizio, hanno già, nella lavorazione delle materie
prime anche il processo di formatura dell’elemento costruttivo finale.
- Parlando del legno, oggi è raro l’utilizzo di quello massello perchè si preferisce l’uso
di legni ricomposti o ingegnerizzati (lamellare, compensato…) per migliorare le
prestazioni.
- Alcuni semilavorati, tipo i metalli, subiscono il processo di foratura (estrusione,
piegatura, laminazione) in stabilimenti appositi.
- I materiali come il cemento vengono direttamente portati in cantiere e lavorati in
opera
Alcuni elementi costruttivi formati da più elementi, come le finestre, vengono pre assemblati
negli stabilimenti.
In cantiere si possono avere due tipi di operazioni:
- costruzione in loco di parti d’opera (setti strutturali, pilastri, travi)
- assemblaggio di componenti edilizi costruiti in un altro luogo (finestre)
Tipicamente le strutture portanti sono gettate in opera, mentre i serramenti sono assemblati
alla muratura. Dal punto di vista ambientale, il cantiere non è una delle fasi a maggiore
impatti, anche grazie alla prefabbricazioni di parti dell’edificio.
Tipi di connessioni tra i componenti prefabbricati:
- assemblaggio a umido: quando le giunzioni sono fatte tramite materiali umidi (colle,
malte…). Per questi si rende necessaria la demolizione collettiva una volta terminato
il ciclo di vita dell’edificio.
- assemblaggio a secco: quando le giunzioni sono fatte tramite connessioni
meccaniche (viti, bulloni, incastri). Per questi si ricorre allo smontaggio delle parti, al
riuso e al riciclaggio.
Quando termina un ciclo di vita dell’edificio, si intraprende l’attività di dismissione che
consiste nel:
- demolizione collettiva: l’edificio viene distrutto e le macerie diventano rifiuti che
vengono portati in discarica (gravi impatti ambientali riguardanti l’occupazione del
suolo)
- disassemblaggio delle varie parti dell’edificio: nel caso del disassemblaggio a
secco, vi è la possibilità di un riuso di alcune parti d’opera, in una nuova costruzione.
Altrimenti lo scenario di fine vita dei prodotti edilizi, che non sia la discarica, è quello
del riciclaggio.
CAPITOLO 2 MATERIALI
L’individuazione dei materiali da utilizzare non può che essere considerata un processo di
lento avvicinamento alla soluzione ottimale che muove i suoi primi passi già nella prima fase
di ideazione per concludersi soltanto nel momento del cantiere. In questa prospettiva,
l’attenta considerazione delle implicazioni culturali connesse all’utilizzo di un determinato
materiale e la comprensione delle sue caratteristiche fisiche fondamentali costituiscono un
presupposto irrinunciabile. Il cantiere, oggi, è il luogo in cui convertono materiali di diversa
origine e componenti realizzati secondo logiche di produzione molto differenti, alcune
mutuate dalla prassi artigianale consolidata, altre fondate sulle tecnologie industriali più
evolute.
MATERIALI E FORMA COSTRUITA
In architettura il tema del rapporto tra materiali e forme costruite è sempre stato al centro
della riflessione teorica e della sperimentazione pratica. Si tratta di un rapporto complesso,
talora ambiguo, a volte declinato nella direzione del rigoroso rispetto delle caratteristiche
intrinseche dei materiali, come se questi ultimi contenessero già l'originaria intenzione di
forma, altre volte proteso invece a forzare la natura dei materiali entro forme precostituite. Le
teorie dell’architettura si sono cimentate in modo ricorrente con questo tema. Già i primi
trattati con i quali ebbe inizio il tentativo di sistematizzazione del sapere nel campo dell’arte
del costruire, contengono espliciti riferimenti al rapporto tra materiali e forma, indicando un
campo di ricerca che rimane ancor oggi molto frequentato.
MATERIALI: DEFINIZIONI
Materiale ha un significato vicino a quello di materia, ma mentre materia indica per lo più
una sostanza omogenea, materiale può indicare un insieme di sostanze anche non
omogenee, le quali abbiano in comune soltanto la destinazione a un’unica funzione, oppure
l’origine. I materiali possono essere classificati in quattro categorie:
- i materiali metallici: composti d’uno o più elementi metallici miscelati tra loro (in
questo caso prendono il nome di leghe metalliche) e caratterizzato da un’elevata
resistenza meccanica e tenacità, deformabilità a freddo e a caldo, elevata
conducibilità termica e elettrica. Sono materiali metallici laccio (che è una lega di
ferro e carbonio), l’alluminio e le sue leghe, il rame e le sue leghe;
- I materiali polimerici, composti da lunghe catene di molecole a base di atomi di
carbonio, in generale dotati di bassa resistenza meccanica, elevata flessibilità e
deformabilità bassa conducibilità termica ed elettrica, ridotto peso specifico; sono
stampabili e soggetti a rammollimento e decomposizione a temperature
relativamente basse. Sono materiali polimerici il polietilene, il polipropilene, il
polistirene, il policarbonato, il polivinilcloruro;
- I materiali ceramici, materiali inorganici costituiti da elementi metallici e non
metallici legati chimicamente tra loro. Sono caratterizzati da durezza e fragilità,
elevata resistenza meccanica e compressione, bassa conducibilità termica ed
elettrica (con qualche eccezione), elevata resistenza chimica. Sono materiali
ceramici il vetro e il laterizio;
- I materiali compositi o fibrosi, costituiti da due o più materiali appartenenti alle tre
classi precedenti. In genere sono costituiti da un materiale di rinforzo, in fibre o
particelle, ingollato in un materiale che funge da matrice. Per certi aspetti, in questa
categoria può essere fatto rientrare il legno.
PROPRIETA’ DEI MATERIALI
Numerose sono le classificazioni utilizzate in letteratura per descrivere le proprietà dei
materiali. Ashby e Jones, per esempio, individuato otto differenti classi di proprietà:
- Economiche (prezzo, reperibilità, riciclabilità)
- Fisiche (densità)
- Meccaniche (comportamento elastico e duttilità, comportamento a rottura e tenacità)
- Termica (calore specifico, conducibilità termica e dilatazione termica)
- Elettriche e magnetiche (conduzione e resistività elettrica)
- Interazione con l’ambiente (ossidazione, corrosione)
- Produzione (lavorabilità, assemblabilità, possibilità di finitura)
- Estetiche (colore, tessitura)
All’interno del processo progettuale, la conoscenza delle caratteristiche dei materiali riversa
un ruolo decisivo. Per quanto riguarda gli aspetti economici esiste una relazione tra il prezzo
di un materiale, la sua reperibilità e la difficoltà con la quale esso può essere reso disponibile
per gli impieghi finali. Il prezzo dipende dal costo reale delle fasi di reperimento delle
materie prime e di lavorazione e, in linea del tutto generale, è possibile affermare che più un
materiale è raro e più è complesso il processo che lo rende disponibile, più elevato è il suo
prezzo.
La proprietà fisica che caratterizza in modo inconfondibile un materiale è la densità (detta
anche massa volumica o massa specifica), definita come rapporto tra la massa di un corpo e
il suo volume (nel Sistema internazionale l’unità di misura della densità è il kg/m^3).
Le proprietà meccaniche connotano il comportamento di un materiale quando a un corpo
viene applicata una forza. La risposta alla sollecitazione, infatti, dipende dall’entità delle
forze applicate, dalla geometria del corpo, ma anche dal tipo di materiale impiegato. Per
quanto riguarda le proprietà meccaniche si fa riferimento al modulo elastico (o Modulo di
Young) e alla resistenza a trazione e a compressione. Il modulo elastico misura la
residenza di un materiale alla deformazione elastica. Materiali con un modulo elastico
elevato si deformano poco; materiali caratterizzati da un basso modulo elastico si deformano
in modo rilevante quando vengono caricati. In altre parole, il modulo elastico consente di
valutare la rigidezza di una struttura. Nell’ambito delle costruzioni costituisce un problema, in
quanto ci si attende che gli elementi costruttivi subiscano soltanto ridottissime deformazioni
quando vengono sollecitati. Il modulo elastico si indica con la lettera maiuscola E e la sua
unità di misura nel sistema internazionale è il Pa. Il corpo ha un comportamento elastico
se per forze di piccola entità la deformazione è temporanea, e il corpo riprende la
configurazione di partenza quando cessa l’azione delle forze. Il corpo ha un
comportamento plastico se aumentando l’intensità delle forze applicate il corpo può subire
una deformazione permanente. La resistenza a trazione e a compressione misura lo sforzo
di trazione o di compressione che un materiale, sotto forma di provino, è in grado di
sopportare prima della rottura. Nel caso di sollecitazioni a trazione si può distinguere tra
materiali a comportamento duttile (dopo svariate deformazioni plastiche giungono alla
rottura) e materiali a comportamento fragile (senza significative deformazioni plastiche
giungono al punto di rottura).
La resistenza di un materiale alla frattura viene espressa in una grandezza che prende il
nome di tenacità. La tenacità di un materiale è tanto maggiore quanto più elevata è la sua
capacità di sopportare una sollecitazione prima di giungere a frattura. L’unità di misura della
resistenza a trazione e compressione nel Sistema internazionale è il Pa.
Le proprietà termiche di un materiale ne descrivono il comportamento in relazione alle
sollecitazioni termiche. Nei materiali utilizzati in ambito edilizio queste proprietà assumono
una particolare rilevanza perché da esse dipendono le prestazioni di isolamento termico e di
inerzia termica degli elementi costruttivi. La prima proprietà termica da considerare è la
conducibilità o conduttività, ovvero l’attitudine di un materiale a trasmettere calore. La
conducibilità dipende dalle caratteristiche chimico-fisiche del materiale. Nel Sistema
internazionale l’unità di misura della conducibilità termica, che si indica con la lettera
dell’alfabeto greco lambda.
Per quanto riguarda la prestazione di isolamento termico in edilizia è frequente il
riferimento alla trasmittanza termica, che consente di misurare il flusso di calore trasmesso
per conduzione, convezione e irraggiamento attraverso una superficie di 1 in presenza di
una differenza di temperatura di 1 K tra esterno e interno. La trasmittanza aumenta al
diminuire dello spessore e all’aumentare della conducibilità del materiale. Pertanto minore è
la trasmittanza di uno stato di un materiale, maggiore è la sua prestazione di isolamento
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