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ATTENZIONE

L’attenzione può essere definita come l’abilità a mantenere

impegnata la propria coscienza in stimoli salienti escludendo

percezioni, pensieri e sentimenti irrilevanti.

James,

William in una definizione del concetto di attenzione

afferma che: “Tutti sanno cosa sia l’attenzione: è la presa di possesso

da parte della mente, in forma chiara e vivida, di uno tra quelli che

sembrano essere oggetti diversi o treni di pensiero simultaneamente

presenti. La focalizzazione e la concentrazione della coscienza ne

rappresentano l’essenza. Ciò implica l’abbandono di alcune cose allo

scopo di occuparsi più efficacemente di altre. Quando il mondo

esterno colpisce i sensi, il numero di oggetti o eventi a cui si può

prestare attenzione in un sol colpo è piccolo”.

Mesulam, fa osservare che l’attenzione non è un concetto unitario e

include sia aspetti <positivi> come l’orientamento, l’esplorazione,

concentrazione e vigilanza, sia aspetti <negati>, come la

distraibilità, l’impersistenza, la confusione, l’eminattenzione spaziale.

Cherry cercò di spiegare il fenomeno del cocktail party: capacità

di focalizzare la propria attenzione in una situazione particolarmente

caotica e rumorosa come un party affollato.

Lo psicologo inglese Broadbent ha postulato nel 1958 la “teoria

del filtro”, basata su:

• Due o più messaggi simultanei vengono inviati in parallelo ad un

buffer-sensoriale: questa contiene le informazioni per un breve

periodo prima che esse vadano al sistema di elaborazione o

scompaiano.

• L’ingresso è consentito attraverso un filtro selettivo sulla base

delle caratteristiche fisiche del messaggio, mentre gli altri

entrano solo brevemente nel buffer per una successiva loro

elaborazione.

• Questo filtro evita il sovraccarico del meccanismo di elaborazione

di là del filtro, di elevata qualità elaborativa ma di limitata

capacità.

Condizioni che influenzano l’attenzione: AROUSAL.

Con il termine arousal Donald B. Lindsley ha indicato l’intensità

dell’attivazione fisiologica che si verifica nell’organismo che si

accinge all’azione.

Nell’arousal l’attivazione riguarda:

1. Aumento della vigilanza (attivazione della desincronizzazione

EEG)

2. Aumento dell’efficienza motoria (attivazione del sistema

muscolo-scheletrico)

3. Aumento dell’efficienza cardio-respiratoria (attivazione del

sistema vegetativo ortosimpatico).

Coscienza di base

Interruttore acceso. Tutto parte dal tronco encefalico.

Il tronco encefalico è la parte più inferiore dell’encefalo,

strutturalmente continuo con il midollo spinale.

Il lavoro principale dei nuclei del tronco encefalico riguarda la

regolazione omeostatica delle relazioni tra corpo e cervello.

Sono fondamentali per il controllo del ciclo sonno-veglia e del dolore,

attraverso i nuclei intralaminari (ILN) del talamo, come anche

degli apparati cardiovascolare, respiratorio e intestinale.

In ciascuno dei due talami, ognuno grande come un uovo, vi sono i

nuclei intralaminari (ILN), che ricevono input dal tronco

encefalico. Piccole lesioni bilaterali dei ILN talamici spengono la

coscienza per sempre, benché una lesione su di un solo lato non

abbia medesimo effetto. Questo dipende dal fatto che questi nuclei

del talamo proiettano informazioni diffusamente a tutte le

aree della corteccia celebrale, che a loro volta inviano loro

connessioni al talamo.

I nuclei intralaminari del talamo sono connessi, tra l’altro con la

parte anteriore della corteccia del cingolo. Sembrerebbe che

tale area sia una centrale di integrazione fra coscienza estesa e

coscienza di base.

Damasio afferma che pazienti con lesioni nella corteccia del cingolo

possono presentare interruzioni sia nella loro coscienza di base sia

quella estesa, ma spesso possono recuperare quella estesa.

Una area del cervello sempre attivata insieme alla corteccia

anteriore del cingolo è la corteccia prefrontale dorsolaterale. La

corteccia prefrontale dorsolaterale stabilisce connessioni con tutti

i centri precedentemente menzionati.

Esistono interazioni competitive tra le rappresentazioni sensoriali dei

vari oggetti presenti nel campo visivo. L’attenzione agisce

sbilanciando (bias) la competizione a favore degli oggetti considerati

rilevanti in quel momento, a spese degli oggetti irrilevanti.

La competizione può essere sbilanciata a favore di un oggetto

attraverso due tipi di meccanismi: AUTOMATICI (bottom up o

attenzione esogena) o VOLONTARI (top-down o attenzione

endogena).

I meccanismi BOTTOM-UP corrispondono a predisposizioni o ‘bias’

innati del sistema visivo verso stimoli percettivamente ‘salienti’ o

‘nuovi’. Questi ‘bias’ non dipendono dai processi cognitivi o mentali

dell’osservatore, né dalle richieste del compito svolto. Essi operano

nelle prime aree visive e consentono il rilevamento AUTOMATICO di

un particolare stimolo posto su un background di distrattori

omogenei.

I meccanismi top-down sono processi cognitivi attraverso cui

oggetti rilevanti sono selezionati volontariamente dall’attenzione.

L’attenzione coperta si riferisce allo spostamento dell’attenzione

su oggetti raffigurati su parti della retina che si trovano al di fuori

della fovea (guardare con la coda dell’occhio).

È stato formulato il concetto di TEMPLATE ATTENZIONALE, una

rappresentazione dell’oggetto rilevante che è presente nella Working

Memory del soggetto e può essere usata per dare un vantaggio

competitivo a quegli oggetti che corrispondono a tale

rappresentazione.

Sono frequenti errori di cattura: trovandosi nei pressi del luogo di

lavoro si percorre sovrappensiero la strada verso l’ufficio anche

quando non si va al lavoro. Un processo automatico avviene

indipendentemente dall’attenzione del soggetto e potrebbe

interferire con i compiti primari.

Vi sono tre tipi di attenzione:

- Selettiva, capacità di selezionare una o più fonti di stimolazione.

Permette di elaborare in modo privilegiato le info rilevanti per il

compito e di inibire le info irrilevanti contemporaneamente.

I pazienti con lesioni frontali sinistre hanno una attenzione volontaria

(top down) deficitaria e una attenzione automatica bottom up

intensificata.

- Divisa, capacità di prestare attenzione a più informazioni

contemporaneamente. Il peggioramento di entrambe le

performance tende ad avvalorare l’idea che l’attenzione divisa

avvenga in multitasking.

- Sostenuta, capacità di mantenere l’attenzione selettiva protratta

nel tempo. sembra dipendere dal livello da arousal e dai nuovi

stimoli che catturano l’attenzione. Esperimenti dimostrano che

l’emisfero destro è più efficiente del sinistro nel mantenere

sostenuta l’attenzione.

La cecità attentiva: quando siamo concentrati su un’attività,

possiamo non vedere o cogliere gli stimoli inaspettati (esempio del

gorilla nel video).

ATTENZIONE VISIVA

Quando guardiamo un oggetto, le informazioni provenienti dalla

corteccia visiva primaria, vengono inviate sia alla corteccia parietale

posteriore (PPC) che a quella temporale inferiore (IT). Il compito della

PPC è quello di localizzare spazialmente l’oggetto (via dorsale o del

where) mentre il compito della IT è quello di identificarne la natura

(via ventrale o del what)

ATTENZIONE SELETTIVA SPAZIALE

Secondo Posner e Petersen hanno ipotizzato che l’attenzione

selettiva visiva sia il risultato dell’azione coordinata del sistema

attenzionale posteriore (PAS) e quello anteriore (AAS).

SISTEMA ATTENZIONALE POSTERIORE (PAS)

1. Il lobo parietale disancora l’attenzione da ciò che in quel

momento la cattura

2. Il collicolo superiore sposta l’attenzione su di un nuovo target.

3. Il pulvinar avvia l’analisi delle caratteristiche del nuovo target.

SISTEMA ATTENZIONALE ANTERIORE (AAS)

Comprende la corteccia prefrontale mediale, inclusa la corteccia

cingolata anteriore e l’area supplementare motoria. Riceve le info

elaborate dal PAS e analizza gli attributi del target. Ha il compito di

verificare se le caratteristiche del target del PAS corrispondono a

quelle dell’oggetto che stiamo cercando.

EFFETTO STROOP

Nello Stroop test viene presentata una lista di parole costituita da

nomi di colori scritti in un colore differente.

Al soggetto viene richiesto di rispondere a ciascuna parola

denominando il colore con cui la parola è scritta ignorando il

significato della parola stessa [VERDE, ROSSO, NERO].

Lesioni al lobo parietale inferiore destro provocano problemi a

dirigere l’attenzione automatica su oggetti o luoghi (spesso anche a

parti del proprio corpo) che si trovano a sinistra. Neglect o

eminegligenza spaziale.

Fenomeni associati:

- Anosognasia: inconsapevolezza o negazione di malattia.

- Neglect motorio: tendenza a non usare gli arti di sinistra anche in

assenza di plegia o paresi.

MODELLO DI KINSBOURBE

Ciascun emisfero possiede meccanismi per orientare l’attenzione in

direzione controlaterale. La tendenza a dirigere l’attenzione verso

sinistra da parte dell’emisfero destro è più debole dell’opposta

tendenza (da emisfero sx verso dx); ne consegue che lesioni

dell’emisfero destro causano neglect sinistro, mentre lesioni

nell’emisfero sinistro provocano deficit dell’orientamento non gravi.

MODELLO DI MESULAM

Secondo Mesulam la rappresentazione sia delle parti del nostro

corpo che dello spazio extrapersonale avviene nella corteccia

parietale posteriore controlaterale. Le fibre callosali consentirebbero

poi alle informazioni giunte al lobo parietale sinistro di raggiungere

anche quello destro. Ne consegue che, mentre il lobo parietale

sinistro è informato solo della metà destra del nostro corpo e del

mondo, l’emisfero dentro riceve informazioni sia ipsi(altezza) che

controlaterali.

A partire dal 1880, le misure del TEMPO DI REAZIONE sono state

condotte al fine di stabilire le relazioni temporali del cervello

umano e del sistema nervoso. Tali studi hanno condotto ad

un’ampia gamma di ipotesi su quali fossero le strutture anatomiche

e le funzioni fisiologiche coinvolte nei processi di reazione.

TEMPO DI REAZIONE (TR) SEMPLICE

Quando ad uno stimolo sensoriale viene associata un’unica

risposta motoria.

Un esempio classico è la partenza dei 100 metri dove gli atleti sanno

che al colpo di pistola devono reagire in un unico modo.

TEMPO DI REAZIONE (TR) COMPLESSO O DI SCELTA

Quando le alternative stimolo-risposta sono più di una.

In questo caso il TR è la misura del tempo che un soggetto

impiega per percepire e identificare lo stimolo, per scegliere

e programmare la risposta giusta.

Queste considerazioni sono importanti nelle prestazioni sportive e

negli sport di situazione, ove un atleta in grado di possedere svariate

possibilità di attacco può indurre il proprio avversario a rispondere in

tempi decisamente più lunghi rispetto al possesso di poche strategie.

Al contrario, un attacco che avviene sempre e solo nello stesso modo

diventa prevedibile diminuendo i TR nella difesa avversaria.

Nell’evoluzione della ricerca sull’attenzione si è riusciti a identificare

l’attenzione spaziale

quattro sub-processi attentivi: o

orientamento dell’attenzione (orienting attention), l’attenzione

selettiva (selective attention), l’attenzione distribuita (divided

attention) e l’attenzione mantenuta o concentrazione.

L’attenzione fa aumentare la velocità delle nostre reazioni a eventi

sensoriali.

Ad esempio, un atleta se che al colpo di pistole deve reagire in un

unico modo (partire). Dunque, ad uno stimolo sensoriale viene

associata un’unica risposta motoria.

Quando sappiamo dove è più probabile che uno stimolo appaia,

spostiamo la nostra attenzione su tale porzione spaziale: ciò

determina una maggiore sensibilità per l’info sensoriale e una

maggiore velocità di elaborazione della stessa.

NEGLECT

È la sindrome di negligenza spaziale unilaterale, che determina

l’incapacità di prestare attenzione a metà dell’ambiente circostante.

Il paziente sembra ignorare gli oggetti, le persone, parti del suo

corpo poste a sinistra della posizione di sguardo (deficit unilaterale

dell’attenzione).

Quando vi sono lesioni alla corteccia cerebrale destra il paziente

tende a negare il loro disturbo, si rifiutano di accettare che i loro arti

sinistri facciano parte del loro corpo (ANOSOGNOSIA).

Studi sui pazienti split brain hanno dimostrato che l’emisfero destro è

superiore nel risolvere puzzle complessi; dunque, sembrerebbe

dominante nel comprendere le relazioni spaziali.

Un’ipotesi è che l’emisfero sinistro è deputato a prestare attenzione

all’emicampo di destra, mentre l’emisfero destro è in grado di

prestare attenzione a entrambi gli emicampi.

SONNO

Il sonno è un bisogno primario per gli esseri umani e risponde a

una serie di necessità fisiologiche, endocrine e psicologiche;

costituisce uno stato fondamentale per la sopravvivenza degli esseri

umani.

Il sonno è un fenomeno periodico che rientra nella sfera della

cronobiologia: essa si occupa dello studio di tutti quegli aspetti

della vita degli organismi che sono regolati da eventi ciclici.

Chronos tempo (organizzazione temporale)

Bio(s) vita (processi vitali)

Logos discorso ragionato

I RITMI BIOLOGICI:

Una importante suddivisione dei ritmi biologici viene fatta in

funzione del periodo e in relazione alla durata del giorno.

circa un giorno

Es. Circadiano, dal latino circa diem =

Ultradiani = al di là, oltre > 28 ore

Infradiani= sotto, minore< 20 ore

-I ritmi circadiani sono generati da un orologio interno

-L’orologio interno che regola i cicli circadiani è sincronizzato o

agganciato ai cicli luce-buio e altri indizi ambientali o sociali.

-Questi marco-tempo possono anche azzerare o sfasare i ritmi

circadiani (ritardandoli o avanzandoli).

I complessi circuiti che promuovono il sonno e mantengono lo stato

di veglia coinvolgono diverse strutture del sistema nervoso centrale.

Il ciclo sonno-veglia è regolato dal nucleo soprachiasmatico, un

nucleo ipotalamico che riceve afferenze dirette dalla retina che ha il

compito di sincronizzare i ritmi circadiani umani con l’alternarsi di

buio e luce.

L’attività del SNC(sistema nervoso centrale) promuove la produzione

di melatonina nella ghiandola pineale o epifisi, che secerne

melatonina (un derivato della serotonina). La melatonina induce il

sonno ed è un forte sincronizzatore; La sua produzione è inibita dalla

luce, mentre viene favorita dal buio.

FOTORICETTORI CIRCADIANI:

Piccolo sottogruppo di cellule gangliari retiniche che non elaborano

informazioni visive bensì trasporta “informazioni sulla luce”; cioè un

indicatore di tempo (stimolo che sincronizza un ritmo endogeno con

l’orologio circadiano).

Nel 1913 il fisiologo Pièron affrontò per primo il problema della

fisiologia del sonno e definì tre principali caratteristiche:

1. È periodicamente necessario;

2. Ha un ritmo indipendente dalle condizioni esterne;

3. È caratterizzato dalla completa interruzione della percezione degli

impulsi sensoriali e motori che mettono in relazione il sistema

nervoso e l’ambiente circostante.

**(La terza definizione non si sarebbe rivelata del tutto esatta→

Durante il sonno, in effetti gli impulsi sensoriali provenienti dalla

periferia del corpo non riescono a raggiungere le aree della corteccia

cerebrale che elaborano queste informazioni, ma i comandi motori

impartiti dalla corteccia raggiungono i rispettivi neuroni del midollo

spinale e in particolari fasi del sonno, anche se le informazioni che

arrivano vengono attivamente inibite)**

Il fisiologo Kleitman può essere considerato il padre della moderna

ricerca sul sonno. Egli compì delle ricerche effettuando

registrazioni sull’attività elettrica corticale notturna. La

scoperta più grande la fece, insieme ad Aserinsky (uno dei suoi

studenti), individuando il sonno REM.

Dement e Kleitman constatarono, sperimentalmente, che

svegliando dei soggetti durante le varie fasi del sonno, solo nel

periodo di sonno Rem, era presente attività onirica. I soggetti

raccontavano di sogni con allucinazioni e autorappresentazioni nei

quali avevano avuto esperienze di vissuti percettivi, assimilabili a

forme di funzionamento psichico consono alle caratteristiche del

processo primario, mentre se il risveglio avveniva in fase non REM

venivano indicate esperienze mentali di tipo simile al pensiero del

processo secondario.

Dement, ha dimostrato che la privazione della possibilità di

sognare, attraverso la privazione delle fasi Rem, provoca

l’insorgenza di sintomi ansiosi, irritabilità, difficoltà di

concentrazione, disturbi mnemonici e se protratta a lungo, di sintomi

psicotici come spunti di depersonalizzazione e di valenza paranoidi.

Ha dimostrato che il sonno Rem è fortemente correlato con l’attività

onirica e che tale processo è indispensabile, per una sana

integrazione psicologica.

L’ELETTROENCEFALOGRAMMA (EEG)

Il sonno è il susseguirsi di stadi diversi. L’elettroencefalogramma

permette di avere un’idea dell’attività generalizzata dalla corteccia

celebrale.

Lo psichiatra austriaco Berger effettuò nel 1929, le prime

registrazioni dell’attività elettrocorticale

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/02 Psicobiologia e psicologia fisiologica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Fiandy02 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti anatomofisiologici dell'attività psichica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Catania o del prof Coco Marinella.
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