Estratto del documento

Filoso a

Nichilismo Passivo

•Dopo la "morte di Dio", l'uomo si arrende al vuoto, si sente disperato e lascia che la vita scorra senza

senso. vita inautentica,

•Non cerca più valori, non lotta, si rifugia nella fatta di abitudini e distrazioni (come dice

Heidegger e anche Pascal).

Nichilismo Attivo accetta il vuoto reagisce con forza: crea da sé

•Dopo la "morte di Dio", l'uomo ma nuovi valori e dà

signi cato alla propria esistenza.

autentico,

•Vive in modo come propone Nietzsche con l'idea dell’Oltreuomo: diventare il creatore del

proprio destino.

Nietzsche prospettivismo:

introduce il concetto di ognuno ha una propria prospettiva. La loso a

sposta l’attenzione sull’uomo che vive in un contesto socio-politico ben de nito.

Sartre ha vissuto gli anni del ’68, diventando un punto di riferimento per la gioventù rivoluzionaria.

essenza esistenza:

Ha fatto una distinzione tra ed l’essenza si trova nella singolarità dell’esistenza. È

l’esistenza che crea l’essenza, una visione opposta a quella antica. È l’individuo che crea la propria

essenza, scegliendo chi vuole essere e cosa essere.

Essere e Tempo Filoso a

Martin Heidegger, in (1927), e Karl Jaspers, in (1932), hanno a rontato il tema

esistenziale. gettato nel mondo:

Heidegger parte dall’idea che l’uomo è l’uomo si trova improvvisamente nel mondo,

possibilità.

di fronte a diverse possibilità. Qui si ricollega Kierkegaard: il concetto di

vita autentica vita inautentica.

Nel momento in cui siamo gettati, possiamo scegliere tra la e la

vita inautentica

La è quella che conduce la maggioranza delle persone, quelli che Eraclito e Parmenide

chiamavano "uomini dormienti" o che, secondo Pascal, si divertivano per non pensare all’esistenza.

Pascal diceva che ci distraiamo per non ri ettere sulla nostra condizione esistenziale, perché ri ettere ci

porta inevitabilmente all’angoscia e alla disperazione.Gli uomini dormienti sono collerò che si lasciano

vivere . morte.

Heidegger a erma che l’orizzonte della vita è la Quando si è giovani non ci si pensa, ma con

l’avanzare dell’età si diventa consapevoli del tempo che scorre.

La vita inautentica è quella di chi fugge dalle domande esistenziali, si lascia vivere senza interrogarsi

troppo.

vita autentica, essendo-per-la-morte:

La invece, è quella vissuta avere ben chiaro che non siamo

eterni. È vero che questa consapevolezza genera angoscia, ma ha anche un aspetto positivo: ci permette

di dare valore al tempo che abbiamo. Presa di coscienza della morte .

Esiste un "comunismo nale": la morte, che accomuna tutti.

In generale, nell’esistenzialismo c’è un certo pessimismo: essendo perlopiù atei, viene meno il concetto

di Dio.

Sia l’esistenzialismo tedesco che quello francese sottolineano la solitudine dell’uomo (eccetto Jaspers).

Questo ateismo porta a una visione dell’esistenza senza un ne ultimo, solo l’oblio.

“L’uomo viene dal nulla e si inabissa nel nulla. Dal nulla al nulla.”

Sartre a erma: non è facile credere in Dio:

Beart , invece, a erma che essendo protestante, sostiene che Dio esiste,

salto nella fede:

ma è di cile comprenderlo. Kierkegaard parla del di fronte al silenzio di Dio, l’unica

possibilità è a darsi, accettando lo scandalo di questo Dio che si manifesta proprio nei suoi silenzi.

trascendente,

È un Dio di cui sappiamo poco.

fi ffi ff fi ff ffi ff fi fl fi fi fi ff fi fl fi

In Italia, l’esistenzialismo ha avuto un’evoluzione diversa: la loso a italiana è stata fortemente in uenzata

neoidealismo

da Giovanni Gentile e Benedetto Croce, che proponevano un di formazione hegeliana.

Il centro dell’esistenzialismo italiano fu a Torino, con due professori:

Nicola Abbagnano esistenzialismo

(liberale), autore di molti testi, che nel 1948 propose un

• positivo.

Egli ri uta l’esistenzialismo pessimista, preferendo un’esistenza positiva, basata sull’opera

dell’uomo: siamo noi, attraverso ciò che facciamo, a dare senso alla nostra esistenza.

Anche senza sapere cosa c’è dopo la morte, possiamo sentirci realizzati, avendo partecipato a

una comunità e realizzato qualcosa di concreto.

(Nicola Abbagnano morì nel 1990.)

Luigi Pareyson Enzo Paci

(cattolico) e furono altri importanti esponenti.

Karl Jaspers

Karl Jaspers nasce in Germania nel 1883 e muore nel 1969. Si laurea in medicina, specializzandosi in

psichiatria e psicologia. Pur esercitando inizialmente come psichiatra, in seguito si avvicina alla loso a.

Determinante per questa svolta è l'incontro, nel 1909, con Max Weber, uno dei principali esponenti della

sociologia politica, studioso dei tipi di potere (tradizionale, carismatico, legale-razionale).

Attraverso Weber, Jaspers conosce autori come Nietzsche e Kierkegaard, e inizia ad allontanarsi dalla

psichiatria per dedicarsi alla loso a.

Marx Weber diceva che dobbiamo riconoscere che nel momento in qui entrammo in contatto con un

fenomeno sociale siamo condizionati alla cultura di appartenenza e non ci resta altro che metterlo

(Ortega Gasset noi siamo un singolo , pero io sono io nella mia circostanza .)

Inizialmente diventa docente di psicologia, poi di loso a all’Università di Heidelberg, una delle più

prestigiose della Germania. Qui diventa amico di Martin Heidegger, con il quale condivide per un certo

periodo l'interesse per l'esistenzialismo.

Tuttavia, con l’ascesa del nazismo, il loro rapporto si incrina: la moglie di Jaspers era ebrea e lui si

opponeva al regime, mentre Heidegger simpatizzava per il nazismo. Questa profonda divergenza porterà

alla rottura della loro amicizia.

Jaspers verrà allontanato dall'insegnamento durante il regime nazista e censurato. Solo alla ne della

guerra, nel 1945, potrà riprendere la cattedra a Heidelberg.

Viene incaricato di tenere un importante corso sulla colpa della Germania, a rontando il tema delle

responsabilità morali e storiche del popolo tedesco rispetto ai crimini nazisti.

Nel 1948 si trasferisce a Basilea, in Svizzera, dove continuerà a insegnare loso a no al 1961. Morirà nel

1969.

Le opere principali

L’opera più importante di Jaspers è "Filoso a" (1932), dove sviluppa un pensiero articolato in tre

grandi sezioni:

Orientamento nel mondo

1.

fi fi fi fi fi fi fi fi fi ff fi fi fi fi fl fi

L’uomo è un essere che vive "nel mondo", all’interno di un contesto empirico, riconoscibile e concreto

(Dasein, l’"esserci").

Jaspers sottolinea che l’uomo, dotato di intelletto, tenta di comprendere la realtà, le sue origini e il suo

senso.

Tuttavia, come aveva già detto Kant, l’uomo può conoscere solo la realtà fenomenica (ciò che appare),

mentre la realtà noumenica (ciò che è in sé) ri

Anteprima
Vedrai una selezione di 4 pagine su 11
Riassunto esame Filosofia teoretica, Prof. Margotti Marta, libro consigliato La nausea , Sartre  Pag. 1 Riassunto esame Filosofia teoretica, Prof. Margotti Marta, libro consigliato La nausea , Sartre  Pag. 2
Anteprima di 4 pagg. su 11.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Filosofia teoretica, Prof. Margotti Marta, libro consigliato La nausea , Sartre  Pag. 6
Anteprima di 4 pagg. su 11.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Filosofia teoretica, Prof. Margotti Marta, libro consigliato La nausea , Sartre  Pag. 11
1 su 11
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/01 Filosofia teoretica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martagavry05 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia teoretica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Margotti Marta.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community