Etnomusicologia
Maurizio Agamennone
Bibliografie di riferimento
Modulo 1: Etnomusicologia
- Maurizio Agamennone et al., Grammatica della musica etnica, Bulzoni, Roma 1991.
- Curt Sachs, Le sorgenti della musica, Boringhieri, Torino, 1979 (soltanto capitoli 1 e 2, fino a p. 148).
- Maurizio Agamennone, Varco le soglie e vedo. Canto e devozioni confraternali nel Cilento antico, con 1 CD allegato, Squilibri, Roma, 2008.
- Maurizio Agamennone, in Alessandro Rigolli e Nicola Scaldaferri (a cura di), Popular music e musica popolare. Riflessioni ed esperienze a confronto, Marsilio-Casa della musica, Venezia-Parma, 2010: pp. 11-29.
- Maurizio Agamennone, Festival, feste, eventi e patrimonio immateriale: in “Acoustical Arts and Artifacts AAA-TA Alla ricerca della tradizione, Aesthetics, Communication”, 7-2010, Technology, F. Serra ed., Pisa-Roma, 2011: pp. 151-166.
Modulo 2: Storia e analisi della “popular music”
- Deborah Pacini Hernandez, World music e world beat, in Enciclopedia della Musica I, Il Novecento, Einaudi, Torino, 2001: pp. 1194-1206.
- Allan P. Moore, Come si ascolta la Popular Music, in Enciclopedia della Musica I, Il Novecento, Einaudi, Torino: pp. 701-718.
- Maryse Souchard, Rap e protesta sociale, in Enciclopedia della Musica I, Il Novecento, Einaudi, Torino, 2001: pp. 729-742.
- John Shepherd, Maschile/femminile nella musica dei giovani, in Enciclopedia della Musica I, Il Novecento, Einaudi, Torino, 2001: pp. 743-763.
- Simha Arom e Denis-Constant Martin, Commercio, esotismo e “World Music”. Un approccio sociologico e creazione nella L’eredità musicologico, in M. Agamennone e G. L. Di Mitri (a cura di), Diego Carpitella, Besa, Nardò (LE), 2003: 277-299.
- Jacques Hains, Dal rullo di cera al CD, in Enciclopedia della Musica I, Il Novecento, Einaudi, Torino, 2001: pp. 783-819.
- Franco Fabbri, La canzone, in Enciclopedia della Musica I, Il Novecento, Einaudi, Torino, 2001: pp. 551-576.
- Sylvia Lécuyer, Musica classica, musica leggera e world music su Internet, in Enciclopedia della Musica I, Il Novecento, Einaudi, Torino, 2001: pp. 225-241.
Metafora dell'iceberg
(Nino Pirrotta): la punta dell'iceberg, la parte visibile, corrisponde alla tradizione scritta della musica, nella storia culturale europea; la parte sommersa, assai più estesa, corrisponde alle molteplici e multiformi pratiche della tradizione orale della musica, in contesti sociali e in periodi storico-culturali diversi.
Etnomusicologia e tradizione orale della musica
Musiche dei ceti subalterni in ambito europeo ed extra-europeo, musiche dei ceti dominanti (delle élite politiche e sociali) in ambito extraeuropeo, documenti (memoria e verbalizzazione; documenti sonori: fonogrammi (fonografo di Edison, 1877), nastri magnetici, supporti digitali; oggetti e manufatti di interesse musicali: strumenti musicali, tecnologie musicali); documenti amministrativi, religiosi, contabili, iconografici, narrativi; la ricerca ha un carattere fortemente congetturale e indiziario; occasioni principali: danza; musiche della festa, musiche religiose di tipo devozionale e para-liturgico, pratiche di corteggiamento, musiche per la guerra, musiche dell'inno identitaria e politica, musiche dell’esperienza ludica, musiche durante il lavoro, musiche della ritualità domestica, familiare e femminile, concerti di corte nelle tradizioni extraeuropee, musiche dell’intrattenimento di massa, musiche dell’intrattenimento di strada e di piazza, musiche aleatorie o stocastiche o probabilistiche (John Cage, 4.33) [?: assenza di progettualità notata, rischio di non condivisione].
Discipline etno-antropologiche (DEA)
Etnologia, etnografia, antropologia culturale, antropologia sociale, antropologia religiosa, antropologia del turismo, antropologia della musica, demologia/storia delle tradizioni popolari, sociologia dei processi culturali; etno-botanica, etno-matematiche, ecc.; campi di indagine passati e presenti, documenti, procedure, ecc.; ricerca sul campo, sul terreno. Osservatore esterno (lo studioso) e osservati (musicisti oggetto di una ricerca): dialogo, confronto, sospetto e diffidenza, conflitto, sfida; ricadute locali della riflessione scientifica, restituzione (processo di acquisizione in contesti locali di teorie e valutazioni prodotte da studiosi che siano stati impegnati nello stesso contesto locale).
Relazioni interdisciplinari
Relazioni interdisciplinari fra MS, EM e DEA. Un'idea di timbro vocale per Marcel Pérès e Ensemble Organum: l'esecuzione della polifonia scritta medioevale, tratta dal suono delle voci nella paghiella (polifonia tradizionale della Corsica), così come appare documentata nelle registrazioni sonore di Felix Quilici. La discografia dell'Ensemble Micrologus: la polifonia e la musica strumentale testimoniate dai codici medioevali sono interpretate e proposte in palcoscenico e in disco, alla luce delle istanze analitiche dell'etnomusicologia, soprattutto in relazione alle procedure della micro-variazione e della ricerca timbrica (retro-proiezione di competenze acquisite presso fonti etnografiche, rispetto alle fonti storiche oggetto di studio e di esecuzione artistica).
Etnomusicologia: i campi di indagine
1.4.1. Le musiche di tradizione orale/aurale
- Le musiche folkloriche (basate su tradizioni locali) europee;
- Le musiche folkloriche (basate su tradizioni locali) extra-europee;
- Le musiche d'arte delle civiltà extra-europee (la musica destinata alle élite);
- Le musiche delle culture di interesse etnologico;
- Le musiche di tradizione afro-americana (work-song, blues, gospel, spiritual, anche numerose pratiche di jazz che lasciano ampio spazio alla improvvisazione individuale e di gruppo);
- Le musiche di largo consumo nell'industria culturale (spettacolo dal-vivo, discografia, filmografia, e sistema mediale: radio-tv-web): musiche "pop", oppure di matrice "popular", destinate alla pubblicazione su disco per una estesa penetrazione commerciale.
Musiche di matrice "popular": interazione e reciprocità tra i musicisti nel corso della invenzione/composizione, concertazione/prove, esecuzione in palcoscenico, registrazione su disco. Il termine "popular" si oppone a "folk" (tedesco: volk). Nelle lingue romanze, "popolare" e "folklorico" sono state a lungo formulazioni coincidenti.
Niche socio-musicali che nascono e scompaiono con estrema velocità, spesso trasformandosi, in seguito a operazioni commerciali, in fenomeni di moda, più ampiamente frequentati e praticati: "underground", "indie", "avant garde"; bedroom generation "neo-auratica": diversamente dalla riflessione discografica e codifica di Walter Benjamin, che considerava l'aura, l'unicità e l'inamovibilità dell'opera d'arte messe a rischio dalla riproducibilità tecnica, nella discografia, nel corso del Novecento, si crea una nuova "aura" di ritorno, che rende i prodotti discografici testi estremamente prestigiosi, tali da fornire un modello stabile, univoco, inamovibile, non modificabile ai musicisti stessi (autore di riferimento: Vincenzo Caporaletti).
Società complesse e orizzontali
Società complesse (stratificate, con produzioni musicali rappresentative di classi e ceti diversi). Società orizzontali o egualitarie (le differenze di potere e gerarchiche sono in funzione dell'età, dei saperi acquisiti, di alcuni ruoli specialistici): musiche delle culture di interesse etnologico. Società e culture "primitive"? Sensibilità evoluzionistica Curt Sachs, Marius Schneider Inuit (eschimesi).
Etnomusicologia: gli argomenti di riflessione teorica
Analisi di comportamenti performativi: etnografia Bruno Nettl, Alan P. Merriam.
Etnomusicologia: i metodi di indagine
Metodi di indagine (etnografia musicale; em: analisi di comportamenti performativi).
Globalizzazione, omogeneizzazione, resistenza locale e scenari "world"
Espressioni periferiche; ascesa sociale mediata dal mercato, attraverso il sistema mediale e le tecnologie audio-video (Cesaria Evora [morna], Nusrat Fateh Ali Khan [kawali]); Peter Gabriel, Real World (etichetta discografica), world music; processi di ibridazione. Ibridazione: effetti instabili ed estremamente effimeri, oppure più duraturi, tali da consolidarsi negli usi di musicisti diversi.
Musicologia generale
Musicologia generale (no prefissi [etno-musicologia]; no aggettivi [musicologia storica]): valutazione e classificazione di pratiche, testi e oggetti di interesse musicale secondo una prospettiva di tipo trans-culturale, cogliendo e censendo le differenze, da una parte, e individuando le invarianze, da un’altra parte (Jean Jacques Nattiez). "Auditory cheesecake", Steven Pinker: la musica è soltanto un non determina un vantaggio evolutivo. Differenze irriducibili le une alle altre: "altro da sé". Differenze contingenti: "altro sé".
Performing arts
(Musica, danza, teatro, rito): arti performative.
Parte centrale del corso: grammatica della musica
Tempo: metro e ritmo. Tempo lineare: irreversibile. Tempo ciclico: percepito e rappresentato come sottoposto a successivi ritorni. Jean Molino: musica, danza e poesia hanno assai probabilmente una origine comune "scrittura" del tempo. Michel Imberty: la musica è una. Il tempo della musica è subordinato a due grandi regolatori: metro e ritmo. Metro e ritmo costituiscono regolatori generali della musica, in relazione al tempo e alla organizzazione delle durate dei suoni. Il Metro è un regolatore primario del tempo musicale, consiste nella successione di impulsi isocroni; il Metro tende a conservarsi stabilmente, in uno stesso brano, anche per lunghi periodi; il metro può sostenere strutture ritmiche assai diverse. Il Ritmo è un regolatore primario del tempo musicale; ha carattere di maggiore fluidità e flessibilità rispetto al Metro; può modificarsi notevolmente nel corso di uno stesso brano, anche per lunghi periodi; il Ritmo tende a organizzare le durate parziali di suoni consecutivi, nella prospettiva del tempo, in uno stesso brano.
Musiche misurate
Subordinate a (regolate da) una pulsazione isocrona (beat, battuta) permanente. Funzione euritmica della musica in alcune occasioni di lavoro. Sea-shanties Pratiche (musiche) misurate/pratiche (musiche) non misurate. Musiche non misurate, a ritmo libero. Taqsim: introduzione non misurata (in ritmo libero), presente nella tradizione classica araba del Mashrek, eseguita generalmente da un solista con procedure di improvvisazione (episodio iniziale non misurato, privo di percussione).
Cfr. video (youtube):
- Munir Bashir (liuto);
- Sadie Belly Dance 2013 violin taksim with Rachid Halihal (performer di danza orientale).
Musiche non misurate
Mugham (musica azera); Makam (tradizione classica araba) Alap: introduzione non misurata, presente nella tradizione classica hindustani (propria dell'India del Nord), eseguita generalmente da uno o più solisti con procedure di improvvisazione (episodio iniziale non misurato, privo di percussione). Molte espressioni di poesia cantata, soprattutto non accompagnata, sono eseguite in ritmo libero (privo di pulsazione isocrona, privo di metro). Molte espressioni devozionali e liturgiche sono cantate in ritmo libero (cantillazione).
Metri asimmetrici o dispari
Si definiscono anche bi-croni: in una prospettiva tassonomica generale, si definiscono aksak, da una espressione turca che indica un andamento zoppicante, assunta quale termine di designazione trans-culturale: 5/8, 7/8, 11/8; la pulsazione è l'espressione "ritmo molto veloce; Bartók li ha definiti anche con "bulgaro", perché ne aveva trovato molti esempi in alcune musiche tradizionali della Bulgaria: 3/8+2/8+3/8 (metro di 4/4 articolato in tre gruppi di 3/2/3 ottavi, piuttosto che in quattro gruppi di 2 ottavi). 4/4 (2+2+2+2) | | | | | | | | | | 4/4 (3 + 2 + 3) | | | | | | | | Cfr. video (youtube: Playing 7/8 9/8 11/8).
Poliritmia
Combinazione di parti diverse (vocali, strumentali) organizzate secondo cicli ritmici propri (di ognuna delle parti vocali e strumentali presenti), caratterizzati da estensione e iterazioni diverse, ma coordinati da un regolatore generale che viene definito dagli analisti e dagli studiosi come "macro-periodo", entro il quale tutti i cicli parziali si dispongono e alla fine del quale si ritrovano insieme. Simha Arom: tabella del Bobangi (Pigmei Aka).
Amusìa
CD 1 Tempo/Metro/Ritmo
- Sovrapposizione di binario e ternario
- Esplicitazione del metro sottostante
- Udan Mas, ritmo "quadrato" o "colotomico" giavanese (Jaap Kunst), orchestra "gamelan" di metallofoni (strumenti idiofoni); polifonia per stratificazione idiomatica delle parti strumentali (il rabab, cordofono ad arco bicorde, è lo strumento del direttore dell'orchestra gamelan); Mantle Hood installa un gamelan a UCLA, negli anni sessanta del Novecento, destinato alle esercitazioni studentesche
- Ballo sardo di Ollolai
- Modello ed esempio di poliritmia africana: combinazione simultanea di "ostinati" diversi, variati nel corso dell'esecuzione, regolati dal "macro-periodo" che riunisce tutte le parti in "ostinato" micro-variato
- Tarantella di Sinopoli inferiore (RC) per zampogna (aerofono policalamo a riserva d'aria, con due "chanter" e più bordoni [drone/s] disposti in mono-impianto, orientati verso il basso)
- Tarantella di Montemarano (AV), tarantella processionale carnevalesca
- Pizzica tarantata (violino, chitarra, organetto, tamburello), musica rituale per la terapia domiciliare del tarantismo
Scala
Si tratta di un concetto introdotto dagli studiosi per rappresentare le altezze e gli intervalli presenti in un brano musicale, in un repertorio, in un sistema musicale. Una scala si costruisce all'interno dell'intervallo di ottava. La di riferimento: 440 hertz (hz) [442/444]. Frequenza (dato fisico, dato assoluto e misurabile). Altezza (dato percettivo, psicologico): grave/acuto.
La costruzione continua di cultura nella musica è fondata su alcuni assetti biologici permanenti; uno di questi è la capacità uditiva dell'orecchio: 20-20.000 hz ("area della udibilità": range massimo, ottimale, in un orecchio giovane e sano); si affianca a questa regione acustica estesa, una porzione assai più ristretta, denominata "area della parola", nella quale sono collocate tutte le frequenze prodotte nelle lingue parlate (100-4.000 hz).
Ominazione
L'ambito privilegiato per la costruzione delle scale è l'ambito di ottava. Di ottava si può rappresentare con la relazione 2/1. L'intervallo (così era rappresentato anche nella antica tradizione pitagorica): 2: 880 hertz (ottava); 1: 440 hertz. L'intervallo, in musica, costituisce una relazione, non è una grandezza assoluta.
Modelli di scala
Modelli di scala, in una prospettiva trans-culturale (si rappresentano comuni a culture e tradizioni diverse, con definizioni "neutre" e tratti generali, che non rappresentano esperienze culturali specifiche ma modelli scalari di carattere generale):
- Scala equi-dodecafonica (costituita da dodici intervalli uguali, temperati: semitoni); scala temperata
- Scala eptafonica (costituita da sette intervalli diversi: tono e semitono)
- Scala equi-esafonica/esatonale (costituita da sei intervalli uguali: tono)
- Scala pentatonica o pentafonica (costituita da cinque intervalli non uguali nell'ambito di ottava); in una scala pentafonica non compaiono semitoni: anemitonica
- Scale tricordali e tetracordali
CD 1 Scala
- Scala pentatonica cinese
- Scala pentatonica ungherese (voce femminile sola, registrazione di Bela Bartók)
- Scala pentafonica (complesso di flauti di pan, popolazione Are Are, Isole Salomone)
- Scala pentatonica slendro di Giava
- Scala tricordale sarda
- "Scala lidia" (dal modo "lidio" di tradizione latino-medioevale). Tritono "diabolus in musica" (per l'uso massiccio di nomenclature "antiche" in una prospettiva "neo-sistematica", cfr. Lydian concept, di Gorge Russell)
- Canto sul tamburo di Somma Vesuviana
- Scala triadica
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