Elementi di diritto romano pubblico e privato
Università degli studi di Milano-Bicocca, a.s. 2022/2023
La nascita di Roma
La nascita del diritto, secondo Pomponio, un giurista del secondo secolo, coincide con la fondazione della città di Roma, che all’epoca era una civiltà avanzata. Tra l'11 e il 10 secolo avanti Cristo (fine dell'età del bronzo) viveva nella zona del Lazio una popolazione chiamata populi albenses, attorno all’area di Albalonga, divisi in 30 villaggi, e ogni anno celebravano un rito per proclamare la loro unione con un toro che dividevano in trenta parti. Al centro di ogni villaggio c’era la parte abitata e intorno i pagi, cioè le campagne, e inizia a crearsi una gerarchia.
Alcune famiglie prendono potere (le gentes) e iniziano ad offrire protezione a soggetti più deboli del villaggio, creando così dei sottoposti (i clientes). Ogni famiglia aveva una struttura patriarcale, con a capo il princeps, che aveva potere sulla famiglia; i princeps insieme formavano i patrizi.
Nell’area sud, Tevere, vicino ai colli, si iniziano a formare delle piccole tribù, i cosiddetti Quiiriti, che sono gli uomini più antichi di Roma. I villaggi tra loro culturalmente erano diversi, poiché all’epoca i popoli che abitavano in Italia avevano provenienze diverse; si suppone fossero principalmente divise in tre tribù: Etruschi (Re Luceres, Re Lucumone), Sabini a nord (Tizi, Tizienses) e Latini (Ramnes, si pensa che da loro discenda Romolo). Le etnie occupavano la zona intorno al Tevere, e si mischiano creando il primo nucleo protourbano unendo le tre culture. L’agglomerato man mano che cresce si divide in quartieri, chiamate curie.
Prima della nascita del diritto, a Roma c’era un eccesso di norme, poiché le leggi derivavano da:
- Potere familiare del pater familias
- I mos maiorum, i modi di fare e di comportamento vincolanti
- La sfera ecclesiastica con approvazione delle divinità
Queste popolazioni col tempo si ingrandiscono e crescono, e di conseguenza diventano appetibili ai popoli vicini, e sotto pressione delle famiglie più abbienti accettano la presenza di un re che prende il comando, Romolo. Quindi egli si proclama re, costruisce il suo palazzo sul colle Palatino, si circonda di consiglieri e organizza la città, e da così inizio alla monarchia nel 753 a.C. Chiama i patres familias delle tribù come consiglieri, e così si crea il primo nucleo di quello che sarà poi il senato; organizza la città fissando delle unità amministrative recuperando quelle già in uso, le curie (di cui fissa il numero a 30 in base al numero dei villaggi dei populi albenses) con tre tribù, e ognuna disponeva di dieci curie, chiamate a riunirsi periodicamente in assemblee per svolgere funzioni all'interno del nuovo assetto cittadino, a prendere decisioni riguardo la politica, es. la scelta di un nuovo sovrano, oppure per degli atti di tipo privato, esempio quando qualcuno voleva fare testamento, in dei comizi curiati; anche le tribù stesse si riunivano, e quando si riuniscono in tribù sono i comizi tributi. In questo modo, il sistema normativo del later familias viene sostituito dalle lex, che erano le dichiarazioni dei comizi curiati.
Dalla monarchia alla repubblica
Non si sa se il passaggio da monarchia a repubblica fu il risultato di una lunga lotta oppure un passaggio pacifico. Presumibilmente fu un insieme di un lento esaurimento dei poteri del re, che lentamente diventa solo simbolo del potere, e un insorgere delle famiglie più ricche.
Nel 1546 vicino al Foro a Roma vengono ritrovati dei reperti di un manoscritto su una lastra di marmo che viene poi pubblicato; inoltre abbiamo dei disegni di Pirro Ligorio che illustrano il luogo del ritrovamento e il monumento su cui erano pubblicati questi frammenti, che vengono riuniti e pubblicati. Questi documenti contengono una serie di nomi, due liste parallele di nomi di politici del passato. Erano contenuti probabilmente in un arco fatto costruire da Augusto, questi monumenti sono chiamati fasti capitolini.
- Fasti consolari: consoli dal 483 al 13 avanti Cristo (consoli che precedevano l’avvento della fase imperiale), quindi subito dopo la cacciata di Tarquinio il Superbo; si ha anche una figura chiamata praetor maximus, cioè un comandante.
- Fasti trionfali: conteneva comandanti che avevano vinto in guerra (rito del trionfo) dal 753 (fondazione di Roma) al 19. Sono un tipo di fonti che contribuisce alla storia del diritto antico.
Questi documenti ci aiutano a ricostruire il diritto antico: ci fanno capire che c’è stata una frattura tra fondazione di Roma e inizio delle magistrature, che consiste in un cambio di direzione da una monarchia iniziale a una successiva fase di repubblica, con al vertice i consoli.
Fase monarchica
753-509, ma alcune fonti spostano la data al 483, tuttavia è sempre intorno all’inizio del 5 secolo. I sette re di Roma hanno probabilmente nomi fittizi, ma vogliono dare un'idea generale su com’era la società. I primi quattro re erano di origine italo-sabina, gli ultimi tre appartenevano al dominio etrusco (in questo periodo avevano avuto un periodo di floridità) → lo possiamo dedurre dai nomi che gli sono stati dati.
La struttura sociale era fondata sulla ripartizione della città in tribù e in curie, e in gentes; le gentes raccoglievano famiglie più potenti e più economicamente abbienti (in ambito agrario). I patres erano i detentori del potere politico della città, mentre i più poveri erano la plebe. Il predominio dei patres (gentes, patrizi), sembra che si sia affievolito verso la fine della monarchia perché i re della fase etrusca si allontanavano dai patrizi, e i re iniziano a favorire altre classi. Il patriziato reagisce, insieme alle classi che non erano state considerate dai re: rivolta della plebe; lotta tra patrizi e plebei che porteranno alle leggi delle dodici tavole, che nel quinto secolo saranno scontri a livello politico.
Nuovo sistema assembleare: secondo la tradizione, Servio Tullio introduce comizi centuriati (reclutazione esercito, riscossione tributi e votazione). La popolazione viene divisa in centurie, che sono:
- Unità militari e modi di divisione dell’esercito
- Unità di leva e reclutamento
- Unità tributarie (quadri dell’ambito fiscale riscossione delle tasse)
- Unità di voto elettorali
Le centurie sono raccolte in classi:
- Le classi di fanteria sono divisi in cinque classi di censo: 80 centurie per la prima classe, che sono la classe più abbiente (sono in ordine di ricchezza), 20 per la seconda, terza e quarta e 30 per la quinta, per un totale di 170 centurie. All’interno di ogni classe sono divise per età tra giovani (juniores), che nell’esercito erano mandati al fronte, e gli anziani (seniores) che proteggevano la città. L’attribuzione a una classe condiziona anche l’armamento: la classe più ricca aveva un'armatura di bronzo, mentre l’ultima era armata di fionde e pietre. C’erano anche 4 centurie destinate ai servizi ausiliari - falegnami e fabbri della prima o seconda classe, e due centurie di suonatori di corno della quarta o quinta classe.
- Sopra la prima classe di fanteria c’erano i cittadini più facoltosi, con 18 centurie di cavalieri (che oltre l’armatura avevano anche un cavallo da guerra che veniva riconosciuto a titolo di riconoscimento politico).
- Sotto ultima classe dei fanti c’era la centuria dei cittadini che non avevano il reddito minimo per entrare nell’esercito, e venivano censiti in base alla persona (caput censi).
In totale sono 193 centurie. In un primo momento le classi venivano inquadrate dal re, poi da consoli, e in seguito dai censori tramite il censimento. L’inserimento nelle classi di censo condiziona il peso politico delle persone → da ogni centuria l’esercito chiamava lo stesso numero di soldati; anche i tributi venivano riscossi allo stesso modo, quindi quelli delle liste più ricche e più piccole dovevano dare più tributi e soldati. Allo stesso tempo però avevano più peso politico, perché bisognava dare un voto per ogni centuria, quindi il loro voto dato che erano meno contava di più nel voto complessivo della centuria. Si veniva chiamati al voto per centurie, e la prima a essere chiamata avveniva con un’estrazione tra le centurie della prima classe. Il risultato del voto era pubblico, quindi il voto della prima condizionava i voti successivi. Inoltre, gli anziani avevano più peso nel voto rispetto ai giovani, perché erano meno.
Passaggio alla repubblica
I patrizi, non avendo più l’appoggio dei re, si ribellano e cercano di ribaltare il sistema di potere. Riescono nella loro impresa mettendo al potere dei magistrati, che non potevano essere rieletti, e quindi non potevano avere una carica a vita come i re e avere troppo potere.
Magistrato → il lessico è legato a coloro che devono guidare, ma che devono guidare con moderazione resistendo all’eccesso, hanno una carica temporanea e devono essere eletti dal popolo. Il magistrato ha più potere degli altri, che è sempre in relazione agli altri, quindi dirige perché sa dirigere meglio degli altri → potere pubblico (imperium), potere di comando riconosciuto ad alcuni soggetti di esercitare forza nei confronti degli altri.
Inizialmente c’erano i consoli, successori del re, che avevano un imperium generale senza una specifica funzione e senza limitazioni, poi ne arrivano altri per dividere i ruoli, ad esempio i tribuni della plebe, la magistratura della plebe. Queste cariche hanno delle attribuzioni in comune:
- Cariche onorifiche, porta degli onori, ma è gratuita, ed ha controlli severi sull’operato
- Estrazione sociale molto elevata (dieci anni come cavalieri)
- Cariche elettive, quindi salgono al potere tramite un'elezione dai comizi centuriati (es pretori) e comizi tributi (edili questori ecc), magistrature della plebe invece dalla plebe
- Cariche collegiali, magistrato ha potere intero illimitato ma coloro che hanno stesso potere potevano imporre un veto nel caso fosse necessario
- Cariche temporali, quindi con un lasso di tempo predefinito
Dopo la caduta degli etruschi, si era ricreato un patriziato, che eleggeva magistrati maggiori e che conservavano la ricchezza. Roma inizia ad espandersi e prendere territori, che appartenevano al popolo dopo essere stati conquistati → formano ager publicus, sfruttato collettivamente e poi distribuito tramite una privatizzazione in lotti; questa divisione avveniva tramite le assemblee (comizi centuriati), che tendenzialmente escludeva la plebe, arricchendo chi era già ricco.
La plebe era quindi esclusa dal potere pubblico ed economico, ed essendo oppressa inizia quindi a fare debiti coi patrizi per sopravvivere. Un debito deve essere ripagato, e viene garantito con se stesso/il proprio corpo (quindi il proprio lavoro) per tutto il tempo che ci sarebbe voluto per ripagarlo, e ciò avviene tramite un rito solenne che viene chiamato nexum, attraverso cui il creditore prendeva mancipium verso l’alto. La vendita di qualcosa avveniva attraverso un rito con una bilancia in equilibrio, (schema della mancipatio) e serviva a vendere sia oggetti che persone/se stessi, il padre poteva vendere i figli con la mancipatio come garante per i debiti; se il debitore non pagava il debito poteva essere aggiudicato al creditore.
Secessione dell’Aventino: a causa dei grandi debiti, si crea una situazione di disperazione per la plebe, che porta a una secessione della plebe (allontanamento dalla città) per farsi valere all’interno della società. Nel 494 rifiuta la leva e si ritira sul monte Aventino accampandosi, finché la città non accoglie rivendicazioni → viene meno la forza lavoro, manca l’esercito. I plebei volevano essere liberi dai debiti, e una creazione dei rappresentanti dei plebei, e riescono a stipulare un accordo grazie a Menenio Agrippa che andò a trattare con la plebe e fece in modo che venissero eletti i capi della plebe (tribuni della plebe), in cambio del loro ritorno in città. I tribuni della plebe potevano agire solo su Roma, ma avevano il potere di porre il veto a tutte le magistrature patrizie, confisca del patrimonio e condannare a morte le persone; hanno inoltre possibilità di riunire la plebe nelle sue riunioni autonome (concilio della plebe), possono prendere decisioni (plebiscitum → decisioni della plebe). Il giuramento della plebe rende sacer il tribuno, quindi che se qualcuno gli fa male costui potrà essere punito senza che la divinità si arrabbi.
Le 12 tavole
Il diritto è il modo di gestire la città e la cosa che lo governa. Secondo la tradizione, nel 5 secolo vengono nominati per la scrittura delle leggi 10 patrizi, e codificano le norme che fino all’ora erano state tramandate solo oralmente. Volevano mettere ordine nelle norme di comportamento non basandosi solo sulla memoria orale delle famiglie, e renderle fisse, certe e disponibili a tutti in modo che fossero accessibili, quindi anche i plebei, in modo da portare una riforma costituzionale per mettere fine alle dispute tra patrizi e plebei. La legge infatti nasce come fenomeno egualitario verso tutti.
In un anno i decemviri producono queste dieci tavole su cui vengono scritte le leggi, ma l’anno successivo ne vengono aggiunte altre due perché ai plebei sembravano incomplete (vengono aggiunti due magistrati plebei ai decemviri). Queste dodici tavole di bronzo vengono esposte al popolo nel foro (la legge delle dodici tavole), e diventa il fondamento del diritto per tutta la storia di Roma. Noi non abbiamo le tavole, che andarono perse nel 390 a causa dell’incendio dei galli, ma a causa della loro perseveranza in queste leggi ne abbiamo i contenuti.
La tradizione delle dodici tavole non è completamente accettata - si tiene valido che ci fossero i decemviri ma che volessero solamente mettere fine al dualismo tra patrizi e plebei tramite una riforma per stabilizzare la società.
Connotati della società: organizzano le relazioni familiari, che è la cellula di una società fondamentalmente agricola. La famiglia era:
- Patriarcale, il padre è al centro e ha il potere, è l'unico ad essere soggetto di diritto; le relazioni di diritto dei membri della famiglia fanno capo a lui, ha diritti poteri e patrimonio che può lasciare in eredità, può partecipare ai processi, designare un erede. Il figlio è senza capacità giuridica finché è sotto patria potestas, mentre se è maschio ha diritti politici (principio patriarcale, che consiste nel tenere nelle proprie mani sia il destino della famiglia che del proprio patrimonio). La moglie ha un rapporto di manus con il patres, simile a potestas. La manus si acquista in tre modi:
- Confarreatio, una cerimonia che consisteva nel strappare un pane di farro
- Usus, vivere con la donna per un anno si può acquisire la manus, ma se esce per tre notti di fila la convivenza essa non avviene l’acquisto
- Coentio, è la vendita della donna dal padre al marito. Non è il matrimonio che si ottiene vivendo insieme, la moglie passa sotto il potere del marito da quello del padre con la manus (il matrimonio può essere sine manu, in cui la moglie resta sotto potestas del padre).
- Patrilocale - il ruolo nella famiglia e diritti che ha un componente dipendono dal rapporto col padre, la moglie diventa come una figlia per il marito, il padre è il punto di riferimento, e lui fa capire quali diritti ha ogni componente e quali no. Es. Successioni, dipende dal ruolo che hanno tutti nei confronti del capo famiglia
- Patrilineare - famiglia si divide in tanti nuclei quanti i discendenti diretti, se si muore senza testamento passa direttamente al primo successore, se non c’è passa a agnato (parente maschile in linea civile), o sennò a coloro che fanno parte della gens. Se padre muore prima della maggiore età i maschi passano ai tutores, scelti tra gli agnati fino, alla maggiore età, mentre femmine sempre
Il padre è quindi il centro della famiglia, conduce una azienda agricola a conduzione familiare composta da uno spazio recintato (ortus), un pezzo di terreno, animali e schiavi. Il potere del padre famiglia e le decisioni giuridiche non si sono ancora separate e all’interno della famiglia e fuori dalla famiglia non c’è egualità: il padre di famiglia era appunto l’unico ad avere potere giuridico, e all’interno della società si era divisi per censo; le persone più povere finivano per chiedere la protezione a quelle più ricche.
Le dodici tavole indicano come la famiglia fosse ancora arcaica e non prevedevano matrimoni tra plebei e patrizi, che vengono consentiti solo dalla legge canuleia nel 445 (i plebei ottengono il matrimonio misto opponendosi alla leva).
Altre norme delle 12 tavole:
- Distinzione tra processo dichiarativo ed esecutivo: si possono accertare diritti delle parti per poi farli valere, e spesso serve un secondo processo per farlo → esecutivo. A Roma esisteva già, e il condannato poteva scappare dalla schiavitù fornendo un garante per il debitore, chiamato vindex. Può fare da garante a un abbiente solo un abbiente, devo poter garantire col mio patrimonio.
- Relazioni tra debitore e creditore: sottomissione, porta alla schiavitù. Se il debitore ammette il suo debito, aveva 30 giorni per pagare il suo debito, e il creditore aveva diritto di portarlo davanti a un magistrato (processo esecutivo), e se non avesse pagato diventava semi schiavitù (portato a casa incatenato per 60 giorni, e veniva portato a...
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