Fonti del diritto in un ordinamento complesso
Le fonti del diritto sono atti e fatti a cui l'ordinamento giuridico attribuisce il compito di produrre nuove norme giuridiche.
Atti come fonti del diritto
Per atto si intende un documento scritto rivestito da una particolare veste formale e nome tipico, frutto di un procedimento disciplinato da altre norme dell'ordinamento. Vi sono apposite norme che individuano gli atti e procedimenti per produrli (norme sulla produzione).
Consuetudine e norme importate
Consuetudine: ripetizione di un comportamento non prescritto dalla legge ma considerato doveroso per la società. Norme importate come fonti fatto: tutte quelle norme che l'ordinamento nazionale importa a seguito dell'internazionalizzazione dell'economia, società e diritto.
- Esempi: gli atti normativi dell'UE
- Trattati internazionali
- Convenzione europea dei diritti dell'uomo
- Leggi degli ordinamenti stranieri richiamate da norme di diritto internazionale
Trattati e giudici nazionali
Il trattato UE legittima il giudice nazionale a investire in via pregiudiziale la corte di giustizia con questioni relative alla validità, oltre che all'interpretazione degli atti compiuti dalle istituzioni dell'UE e BCE. Se in base alle norme di diritto internazionale privato il giudice si trova ad applicare la legge di uno stato straniero, non può rilevare i vizi impugnando di fronte alla giurisdizione di quel paese.
Interpretazione della legge straniera
Dopo la riforma 218/1995, spetta al giudice italiano accertare la legge straniera e interpretarla secondo i propri criteri di interpretazione e di applicazione nel tempo. Se quell'ordinamento comprende un controllo diffuso di costituzionalità, può disapplicarla qualora la ritenga in contrasto con la costituzione di quel paese. Inoltre, la violazione della norma di diritto straniero può essere dedotta con motivi di ricorso in cassazione.
Fonti fatto come categoria residuale
Le fonti fatto sono definite solo in negativo, come tutto ciò che genera norme giuridiche ma non è iscrivibile fra le fonti atto. Ordinamento giuridico e sistema delle fonti: coerenza e completezza di un ordinamento idealistico.
Principi e risoluzione delle antinomie
Non è ammesso il "non liquet", né denegare giustizia, né rivolgersi al principe per chiedere ed ottenere un chiarimento e un'integrazione della norma. La norma non nasce come tale, ma viene fornita dal legislatore una disposizione, che poi interpretata dall'interprete andando a cercare la ratio, può dedurre gli obiettivi e quindi la norma che viene realmente applicata.
Antinomie: all'interno del nostro ordinamento è possibile che sorgano delle antinomie che vanno risolte utilizzando dei criteri:
- Criterio cronologico: Lex posterior derogat priori
- Criterio gerarchico: Lex superior derogat legi inferiori
- Criterio della specialità
Preleggi e norme positive
Preleggi: norme positive che costruiscono il sistema giuridico che precede il codice civile. Disciplinano l'interpretazione, l'abrogazione.
Rapporto Unione Europea e ordinamento nazionale
Diritto primario
Trattati:
- Trattato di Roma 1957
- Trattato di Bruxelles 1965
- Trattato di Maastricht 1992
- Trattato di Amsterdam 1997
- Trattato di Nizza 2001
- Trattato di Lisbona 2007
Adottati dall'UE al medesimo valore - TUE - TFUE
Diritto derivato: vincolanti e non (art. 288 TFUE)
Non vincolanti:
- Raccomandazioni: lo stato deve conformarsi ad un determinato comportamento (vi sono dei libri verdi dove sono raccolti i dati di partenza, obiettivi, principi ecc. che la commissione intende proporre. Dopo la fase di consultazione segue l'elaborato delle linee di azione che la commissione intende intraprendere, raccolte poi nei libri bianchi, che poi vengono sottoposte al consiglio.)
- Pareri: esprimono il punto di vista di un organo su un determinato oggetto.
Vincolanti:
- Regolamenti: sono direttamente applicabili in tutti i paesi europei. Sono regole generali ed astratte di portata generale.
- Direttive: ha come destinazione il solo stato e non si applica ai singoli. Lo stato è vincolato per quanto riguarda gli obiettivi da raggiungere. Le forme e mezzi sono liberi art. 288.3 TFUE
- Decisioni: sono simili ai provvedimenti amministrativi. Sono direttamente applicabili ma hanno portata particolare. Si rivolge a soggetti specifici che possono essere uno stato membro o una persona giuridica. Pongono norme generali e astratte ma prescrizioni particolari e concrete.
Atti legislativi delegati
Un atto delegato è un atto non legislativo adottato dalla Commissione per integrare o modificare determinati elementi non essenziali di un atto legislativo. La Commissione procede inoltre alla consultazione di esperti, compresi quelli designati da ciascuno Stato membro, prima di adottare tali atti (art. 211 - 290 TFUE).
Principio dell'effetto diretto nella giurisprudenza della corte di giustizia
I due principi cardine che definiscono la fisionomia del sistema giuridico dell'UE e i suoi rapporti con gli ordinamenti nazionali:
- Principio dell'effetto diretto: elaborato alla corte di giustizia, comporta che ogni norma dell'unione europea che sia sufficientemente chiara, precisa e incondizionata debba trovare applicazione davanti ai giudici nazionali e possa pertanto essere invocata dai singoli individui nei procedimenti che si svolgono davanti a tali giudici. Questo principio riguarda tutte le previsioni vincolanti dell'UE quindi i trattati (diritto primario), carta dei diritti fondamentali, principi generali, il diritto derivato e i trattati internazionali conclusi dall'UE.
Il punto di partenza nell'elaborazione del principio dell'effetto diretto è costituito dalla distinzione tra public e private enforcement del diritto EU.
Public enforcement mechanism
Art. 258 TFUE – procedura di infrazione. Potere della commissione di portare in giudizio di fronte la Corte gli stati membri nel caso in cui essi abbiano violato il diritto dell'UE. Era già previsto nel trattato di Roma. Esso permette di perseguire soltanto una piccola parte delle violazioni del diritto UE e non poteva essere utilizzato contro gli individui privati che realizzavano una violazione delle norme europee.
Private enforcement mechanism
Avvio dalla Corte di giustizia relativo al diritto EU, in presenza di certe condizioni, le norme del trattato possono avere un effetto diretto con la conseguenza che gli individui privati avrebbero potuto citare in giudizio gli stati per la violazione del diritto EU, ottenendo la giudice nazionale l'applicazione delle norma EU a fronte della disapplicazione del diritto nazionale con essa incompatibile.
Così, la corte di giustizia ha portato gli individui privati all'interno dell'ordine giuridico EU ed ha fatto leva sull'interesse di chi ottiene una posizione giuridica di vantaggio del diritto per spingere i singoli individui a promuovere l'applicazione diretta del diritto EU, agendo davanti ai propri giudici nazionali.
Dottrina dell'effetto diretto
La dottrina dell'effetto diretto è stata elaborata per la prima volta in una celebre sentenza della corte di giustizia del 1963 con cui era deciso il caso Van Gend en Loos. Sent. Van Gend en Loos – in particolare - Sent. del 1963 con la quale si affermava in modo esplicito e chiaro il principio dell'autonomia del diritto comunitario, sottolineando come l'ordinamento comunitario dovesse essere considerato totalmente indipendente rispetto a quello degli Stati membri.
Principio della supremazia del diritto dell'Unione
Il principio della supremazia del diritto dell'Unione nella giurisprudenza della corte di Giustizia è stato affermato per la prima volta nella Sent. del 1964, Costa v. Enel:
“La validità e l'efficacia del diritto dell'Unione non possono essere condizionati dalla legge (nel senso di fonte del diritto) nazionale. I giudici nazionali hanno l'obbligo di assicurare l'efficacia del diritto disapplicando le fonti nazionali di qualsiasi livello e forza giuridica che sia in contrasto con il diritto EU.”
La disapplicazione non comporta l'annullamento della fonte interna, la quale potrà essere ancora applicata.
Dottrina della supremazia
- Sviluppatasi nel 1978 dalla Sent. Simmenthal, dove si è precisato che il principio del primato vale sia con riguardo al diritto nazionale previgente, sia con il diritto nazionale successivo alla norma UE che assume rilievo. Esso preclude l'adozione di norme UE successive all'entrata in vigore del diritto dell'UE che siano in conflitto.
- In caso di conflitto, il giudice è obbligato alla disapplicazione indipendentemente dalla circostanza se il diritto nazionale sia precedente o successivo alla regola del diritto EU.
- La corte ha aggiunto che anche se nell'ordinamento di uno stato membro è prevista una corte costituzionale competente a giudicare della costituzionalità della legge, il giudice comune deve dare applicazione al diritto europeo e disapplicare la norma interna incompatibile senza aspettare per una corte della corte costituzionale.
Giurisprudenza
Il principio del primato dell'Unione europea e il conseguente obbligo di d'applicazione della norma nazionale incompatibile riguardano non solo i giudici nazionali ma anche le pubbliche amministrazioni.
Si è introdotta un'innovazione circa il ruolo dei giudici ordinari, cui viene affidato il compito di applicare direttamente il diritto europeo anche a costo di disapplicare le norme nazionali.
Sistema accentrato di controllo
Il controllo di costituzionalità è un sistema accentrato di controllo, la verifica di compatibilità tra normativa europea e normativa nazionale ha...
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