Struttura atomica della materia
Principio di indeterminazione di Heisenberg
Secondo la meccanica classica è possibile conoscere, istante per istante, la posizione e la quantità di moto (mv) di un corpo in movimento. Questo ci consente di calcolare, conoscendo le forze che agiscono sul corpo, la posizione e la velocità che il corpo avrà, avuto nel passato, e avrà nel futuro ("fisica deterministica"). Secondo Heisenberg, quindi, secondo la meccanica quantistica non è possibile conoscere con la stessa esattezza la posizione x e la quantità di moto mv, di un corpo in movimento, perché le misure di queste due grandezze comportano sempre una indeterminatezza di:
Δp Δx ≥ h / 4π
Δ = incertezza / errore
Il prodotto dell'errore che viene fatto nel determinare la posizione del corpo Δx per l'errore che viene fatto nel determinare la quantità di moto Δp è uguale h / 4π. Questo principio, che non produce nessun effetto pratico per i corpi macroscopici, essendo l'errore comunque infinitesimo, ha invece delle conseguenze importanti per l'elettrone, nel senso che preclude la conoscenza della traiettoria dell'elettrone che si muove nell'atomo.
Il dualismo onda-particella
Il fisico francese De Broglie nel 1924 introdusse una relazione tra la massa e una lunghezza d'onda ad essa associata valida per qualunque onda o corpo in movimento:
λ = h / mv
λ (lamda) = lunghezza d'onda
Come si può facilmente vedere dalla relazione qualunque corpo in movimento può essere trattato anche come un'onda materiale avendo il corrispondente valore di λ. Vale anche il reciproco: un'onda può essere vista anche come corpo, cioè tanto maggiore è la massa di un corpo in movimento, tanto più piccola è la sua λ e quindi meno evidente la sua natura ondulatoria.
Struttura atomica della materia
Principio di indeterminazione di Heisenberg
Secondo la meccanica classica è possibile conoscere, istante per istante, la posizione e la quantità di moto (mv) di un corpo in movimento. Questo ci consente di calcolare, conoscendo le forze che agiscono sul corpo, la posizione e la velocità che il corpo avrà nel passato e avrà nel futuro (fisica deterministica). Secondo Heisenberg, quindi secondo la meccanica quantistica, non è possibile conoscere con la stessa esattezza la posizione x e la quantità di moto mv, di un corpo in movimento, perché le misure di queste due grandezze comportano sempre una indeterminazione di:Δp Δx ≥ h / 4πΔ = incertezza/errore
Il prodotto dell'errore che viene fatto nel determinare la posizione del corpo Δx per l'errore che viene fatto nel determinare la quantità di moto Δp è uguale a h / 4π. Questo principio, che non produce nessun effetto pratico per i corpi macroscopici, essendo l'errore comunque infinitesimo, ha invece delle conseguenze importanti per l'elettrone, nel senso che preclude la conoscenza della traiettoria dell'elettrone che si muove nell'atomo.
Il dualismo onda-particella
Il fisico francese De Broglie nel 1924 introdusse una relazione tra la massa e una lunghezza d'onda ad essa associata valida per qualunque onda o corpo in movimento:λ = h / mvλ (lambda) = lunghezza d'onda
Come si può facilmente vedere dalla relazione, qualunque corpo in movimento può essere trattato anche come un'onda materiale avente il corrispondente valore di λ. Vale anche il reciproco: un'onda può essere vista anche come corpo. Inoltre, tanto maggiore è la massa di un corpo in movimento tanto più piccola è la sua λ e quindi meno evidente la sua natura ondulatoria.
L'equazione di Schrodinger e gli orbitali atomici
Il fisico austriaco W. Schrodinger può essere considerato il fondatore della meccanica quantistica, in quanto, considerando la duplice natura onda-particella dell’elettrone, introdusse una equazione del moto dell’elettrone chiamata anche equazione d’onda di Schrodinger. Questa è un’equazione differenziale lineare del secondo ordine, la cui soluzione fornisce delle funzioni dette funzioni d’onda che descrivono lo stato del sistema e permettono di calcolare sia l’energia che altre grandezze fisiche dell’elettrone dell’atomo di idrogeno. Le funzioni d’onda che sono delle soluzioni di questa equazione differenziale si chiamano autufunzioni e si indicano con la lettera greca ψ. A ciascuna di queste funzioni corrisponde un valore di dell’energia (autovalori). Queste autofunzioni dipendono dalle coordinate spaziali dell’elettrone e dal valore che assumono i tre numeri quantici:
- ψ = ψ(x,y,z,n,l,m)
- Numero quantico principale (n) determina il livello di energia dell’orbitale stesso secondo E = const. n2 ϒ > 0, . . . + ϖ
- Numero quantico secondario (l) determina la forma dell’orbitale stesso, rappresenta il momento della quantità di moto dell’elettrone. Ad ogni valore di l corrisponde un sotto, l = n - 1
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