CAP 1: LA BIOETICA DEFINITA
IL CAMPO DELLE QUESTIONI BIOETICHE
Origine discussa:
1. 1940: dopo esperimenti nazisti e riflessione processo Norimberga.
2. 1950-60: democratizzazione pratica medica in USA e crisi del paternalismo medico.
2 tesi dipendenti da presupposti ideologici:
➔ a. Pericolosità medicina.
b. Natura liberatrice economia di mercato e istituzioni
liberaldemocratiche.
3. 1970: 1° volta usato termine “bioetica” (coniato da biologo USA Van Rensselaer
Potter per definire una “scienza della sopravvivenza” che chiamerà poi “bioetica
globale”) e innovazioni mediche iniziano ad avere le ricadute più significative.
Necessità di costruire un’etica scientifica che fa tesoro anche delle
➔ innovazioni.
Bioetica (senso di Lecaldano): parte della riflessione umana sulle questioni morali (bioetica
in senso stretto: etica di questioni morali legate a vita umana biologica). →Nucleo costituito
da questioni etiche nuove su nascere, curarsi e morire date da mutamenti introdotti da
medicina e biologia.
Bioetica in senso ampio ha a che fare con vita animale e vegetale.
➔
Molta parte di letteratura bioetica viene da esperti (etica medica, sanitaria..). →Ma queste
etiche sono professionali, con una piegatura professionale e specialistica non costitutiva
della bioetica.
La bioetica non riguarda solo medici, ma ha a che fare con obblighi fondamentali che
➔ abbiamo come persone morali, partecipi di una società civile.
Bioetica è "radice comune, generica e meno specializzata da cui prendono
★ avvio approfondimenti più settoriali”.
Sul piano normativo la bioetica identifica diritti e doveri più generali dove poi si collocano
etiche più specifiche.
IL PUNTO DI VISTA DELLA FILOSOFIA E L’INTERDISCIPLINARITA’ DELLA BIOETICA
Bioetica è laboratorio culturale che prende in considerazione solo discussioni razionali. →No
forza e persuasione occulta dentro il suo campo.
Nel volume si presenta la bioetica sotto la prospettiva dell’etica filosofica: sicuramente
interdisciplinare.
“La bioetica non può essere disciplina autonoma né con riguardo al metodo, né con riguardo
all’oggetto. Per l’oggetto, non c’è atto relativo alla macchina (corpo) che non investa anche lo spettro
(spirito). No contrapposizione tra macchina e spettro. Per il metodo la bioetica essendo parte
dell'etica ne condivide il metodo o la mancanza di metodo” (Scarpelli).
La bioetica è una riflessione su ciò che è bene, giusto, doveroso compiere in certe
situazioni, ma evitare inconcludenza e astrattezza di alcune trattazioni filosofiche.
Altre competenze chiamate in causa: tutte le scienza legate all’uomo (anche sociali)
➔ sono chiamate in causa.
Medici hanno messo alla prova i principi della loro deontologia, come “cura”,
★ con situazioni bioetiche. →Ricerca di principi di etica biomedica (Beauchamp,
Childress. 1
Giuristi hanno messo alla prova le categorie della loro concezione generale.
★ davanti a nuove situazioni su nascere, curarsi, morire.
Scienziati, ricercatori: questioni su natura della scienza.
★
La filosofia che la bioetica cerca è quella che tiene insieme i vari piani del discorso, una
filosofia ovviamente a cui più autori contribuiscono. →Vi sono principi (criteri, regole, norme)
morali da cui dobbiamo derivare le nostre decisioni sul nascere, curarsi e morire? Come
coesistenza di principi diversi?
UN BREVE INTERLUDIO SULLA META-BIOETICA
La bioetica è filosofica perché al suo interno ci sono problemi pratici e normativi
caratterizzati come etici: la bioetica si occupa principalmente di valori, ovvero i principi
attraverso i quali gli uomini hanno risolto le diverse alternative.
3 piani:
➔ a. Modi in cui può essere impostata la ricerca meta-bioetica.
b. Distinguere natura etica della bioetica e non solo ambito scientifico.
c. Varie dimensioni dell’analisi bioetica: moralità, diritto, politica.
1. Bioetica descrittiva: espone le diverse bioetiche esistenti (ex sacralità vita) e rende
conto in modo neutrale le loro caratteristiche. →Trasformazioni tecniche continue e
così trasformazioni morale: importante capire tutto nel complesso.
2. Bioetica normativa: individua principi da privilegiare nel risolvere le questioni
bioetiche.
Natura dell’etica: la questione etica di distingue da quella di fatto, l’etica non accerta uno
stato di cose, ma se quello stato di cose è apprezzabile.
David Hume: etica non ha a che fare con ciò che è, ma con ciò che deve essere.
➔ Confusione tra questi 2 piani è “fallacia naturalistica” (George Edward Moore
★ 1873-1958): il pensare che la soluzione stia nel ricostruire come vanno le
cose e quali sono le conseguenze. →Quindi in bioetica basterebbe
comprendere meglio le procedure della ricerca e i dati: concezione
riduzionistica.
Una valutazione etica deve sempre introdurre un sentimento o una ragione morale
➔ che ci porta a accettare o rifiutare uno stato di cose, certe concezioni inoltre derivano
distinzioni morali dalla capacità umana di farsi influenzare da ragionamenti pratici.
→Lecaldano preferisce sentimenti.
In quanto la bioetica ha dunque a che fare con valutazioni etiche, le conclusioni rilevanti
dovranno essere universalizzabili. →L’etica entra in gioco quando una soluzione buona si
intende valida per tutti coloro che potrebbero trovarsi in una situa analoga.
L’etica si muove da un punto di vista generale o imparziale.
➔ L’etica (norme universali x condotta umana) si distingue così in morale, diritto e
➔ politica.
Chaim Perelman: distinguere regole morali e giuridiche.
1. Le regole morali non solo codificate; le regole giuridiche sì e sono imposte, pena
sanzioni a tutti coloro che si trovano su un certo territorio.
2. In morale tutti possono approvare o disapprovare; in diritto solo il giudice può
applicare la legge.
3. La regola morale è chiamata in causa anche in presenza di dubbi; la regola giuridica
richiede certezza. 2
4. La regola morale si applica al comportamento individuale in genere; la regola
giuridica si applica a una classe di atti (i precedenti) che vengono trattati
interpretando la legge.
Sia la legge che la moralità sono pratiche di controllo sociale, ma sono riconoscibili forme
diverse di rapporti di coercizione (Mill, On Liberty 1859).
Per Lecaldano non solo solo forme diverse di controllo, ma si distinguono anche per
➔ aree del comportamento umano coinvolte: meglio decisioni moralmente responsabili
che interventi pubblici in situa bioetiche.
“Il biodiritto senza la bioetica è cieco, la bioetica senza il biodiritto è vuota”, Diego
➔ Garcia.
Peculiare è discorso su norme politiche che ha a che fare con come le istituzioni
➔ funzionano e coinvolgono obblighi, doveri e diritti.
N.B. Il quadro liberaldemocratico è il quadro della bioetica.
IL RAGIONAMENTO PRATICO E LE QUESTIONI BIOETICHE
Quale modello di ragionamento pratico è più adatto a nuove questioni etiche?
Modello ingegneristico della razionalità pratica: si fissa un principio e la soluzione di
➔ casi controversi si deriva dalle implicazioni del principio (deduzione meccanica una
gerarchia di principi ordinati, assiomatici). →Inadeguato: premesse molto astratte
incapaci di orientare le persone di fronte ai dilemmi bioetici (e di etica applicata).
Inconcludente.
★ Polarizzante: divergenze di principio che ostacolano ogni convergenza.
★ →Presenta disaccordo morale come contrasto tra sistemi etici incompatibili.
Riduzionismo del modello deduttivistico che irrigidisce le posizioni e
★ impossibilita l’accordo.
Si ignora contesto culturale e storico in cui nascono i problemi, si pensa che
★ l’unica forma di giustificazione è quella della deduzione logica (ricondurre i
casi sotto pochi e fissi principi).
Bioetica e etica applicata hanno segnato tramonto di etica scientifica: teoria generale che gli
uomini devono far valere.
Culmine con Bentham. →Progetto opposto a quello di Aristotele: nel campo pratico
➔ non si possono realizzare le stesse aspirazioni di rigore e sistematicità possibili nel
campo delle scienze.
2 approcci errati da criticare nell’uso del modello ingegneristico:
Critica a chi deriva conclusioni da principi metafisici o ontologici, principi etici ricavati
➔ da verità scientifiche e da moralità di senso comune.
Critica a chi riprende pretese assolutezza del modello ingegneristico e le
➔ accompagna a concezione razionalità ispirata a Kant.
Fissare principi morali assoluti ricavandoli dalle condizioni trascendentali di
★ funzionamento della ragion pratica.
La critica a un’etica che ruota intorno a pochi principi, “descrizioni fortemente astratte di
norme già incorporate nelle pratiche sociali” (Noble), è acquisita.
Altri modelli da scartare oltre a quello deduttivistico:
a. Razionalità che si limita a far valere esigenza della coerenza normativa (solo ruolo
sussidiario). 3
b. Rifiuto di razionalità che mette in primo piano la trattazione di casi concreti.
c. Metodo utilitaristico che riunisce in unico calcolo il confronto di alternative di
preferenza e la cui soluzione è quella che massimizza la soddisfazione di tutte
queste preferenze. →OK: considerare conseguenze come soddisfazione delle
preferenze.
I. No costruire punto di vita unico e ideale di un Agente razionale.
II. No non tenere conto nei calcoli dei sentimenti e delle relazioni, difficilmente
indicizzabili su una scala costi-benefici.
III. No soluzione che soddisfa maggior numero di preferenze, ma soluzione che
rende eticamente migliori le condizioni delle persone coinvolte.
→No abbandono utilitarismo, ma serve forma più articolata rispetto a quella edonistica e
delle preferenze: utilitarismo della virtù e della norma ideale.
E’ falsa la tesi che non c’è modo di argomentare intorno alle questioni bioetiche:
➔ posizione accompagnata da negazioni nichilistiche e relativistiche dell’etica.
E’ altrettanto falsa la tesi per cui non c’è modo di ricavare criteri dall’analisi di casi
➔ concreti. →Tendenza a fermare la ricerca bioetica nel determinare principi.
Procedura frammentaria che non tiene conto che in morale la ricerca dei
★ principi non si arresta alla soluzione del singolo caso. →Concezione
relativistica e rinunciataria della vita morale, per cui ogni situa va risolta con la
norma che più le si conviene.
E’ falsa la tesi per cui le uniche argomentazioni bioetiche devono essere retoriche e
➔ persuasive.
Concezione scettica delle potenzialità del ragionamento in bioetica che ci
★ rende consapevoli del fatto che le discussioni morali sono inquinate dall’uso
esclusivo di “definizioni persuasive”, slogan che fanno leva solo sul significato
emotivo delle parole usate.
In bioetica serve sempre analisi razionale e no eccesso emotività: analogia tra ragionamento
adeguato in situazioni cliniche e quello bioetico.
Ritorna in auge Aristotele e l’elaborazione di un ragionamento meno rigoroso per la
➔ vita pratica.
Si avvicina il compito dell’eticista davanti a problemi pratici a una sorta di
➔ “diagnostico morale”. →No tecnica algoritmica, ma dare vita a una diagnosi in cui si
cercano analogie e conseguenze.
Cosa fare?
A. Bisogna partire dai casi, in modo induttivo (a posteriori)e far emergere regole
generali, ma mai principi astratti e assoluti.
B. Non bisogna impoverire il contesto e tenere conto delle relazioni connotate
storicamente e culturalmente.
C. Rifiuto a riduzionismo, deduzione, semplificazione, astrazione, regole diverse per
ogni situazione.
D. Esame delle conseguenze delle diverse soluzioni: avviare su base empiricamente
controllabile la discussione.
E. Valutazione conseguenze integrata a riferimento a valore privilegiato: fioritura delle
persone umane che si ottiene quando sviluppano quelle virtù che le rendono più
autonome e capaci di godere forme elevate di vita. 4
F. Confronto con problemi morali concreti e inediti (fine vita, tecniche di procreazione
assistita e fecondazione in vitro tra cui quella eterologa, creazione in vitro di
embrioni, questione di giustizia distributiva, trapianti di organi, priorità dell’uso delle
risorse sanitarie, sperimentazione su animali come clonazione e organismi
geneticamente modificati).
G. Intento regolativo e non costitutivo di ricondurre le questioni inedite della bioetica a
alternative morali tradizionali, questo perché vi è uno stacco, una novità irriducibile
delle opzioni che riguardano il nascere, il curarsi e il morire.
N.B. Crollo modello ingegneristico è crollo etiche deontologiche che cercano di trovare la
soluzione nei principi. →Bisogna preferire consequenzialismo.
VERSO UNA NUOVA MORALE? QUALI LIMITI PER LE LEGGI?
Tesi che le grandi alternative al centro della bioetica hanno spinto a “rivoluzione copernicana
della morale” (Singer). →Tesi da valutare criticamente perché sottolineare la novità
irriducibile non significa mostrare che i principi etici tradizionali sono del tutto superati.
Singer: moralità tradizionale e centralità principio sacralità della vita solo incapaci di guidare
condotta umana. →Delinea dunque “nuovi comandamenti ispirati al principio della qualità
della vita”.
Lecaldano sostiene invece utilitarismo della virtù per dare contenuto a etica della
disponibilità della vita. →Il fatto che ci troviamo davanti a questioni inedite che i nostri
antenati non affrontavano, non significa che dobbiamo rifiutare i principi che abbiamo
ricevuto.
a. Gli esseri umani non devono abbandonare le ragioni morali che li sostengono.
b. Questi principi sono abbastanza plastici da comprendere in sé anche le nuove
condizioni. →Estensione ai nuovi casi di un’etica della disponibilità della vita umana
(riesame delle questioni tradizionali e nuove conclusioni che possono raggiungere
alla luce di etica della disponibilità della vita).
Bisogna vagliare la validità delle posizioni che:
1. Riconducono questioni bioetiche a “vecchia morale”.
2. Ritengono necessario cambiamento radicale di principi.
3. Capire cosa sono e cosa fanno i principi morali.
Lecaldano tratta di “bioetica di frontiera” (Berlinguer): nonostante non bisogna perdere di
vista i problemi della “bioetica quotidiana” che riguardano tutti, tuttavia casi statisticamente
limitati, che richiedono tecnologie molto avanzate e spesso disponibili solo in società
occidentali ci permettono di sviluppare riflessione su connessione tra principi morali con cui
affrontare questioni bioetiche e principi a cui ci appelliamo nella nostra vita in generale.
Le situazioni più innovative riguardo nascita, cura e morte permettono di affrontare
➔ questione della validità o meno delle etiche che ci sono state lasciate e
eventualmente come svilupparle.
Pretesa sistematica e evitare di spezzettare vita etica in situazioni
★ incomunicabili: rifiuto impostazione che moltiplica i principi normativi della
bioetica indicando per ogni insieme di problemi morali una regola ad hoc.
→Le norme devono essere armonizzare e rese coerenti con le altre. 5
La vita etica è caratterizzata da un processo di semplificazione e unificazione: il
➔ nostro modo di approvare o disapprovare moralmente è alla base di tutte le situazioni
in cui bene e male sono chiamati in causa. →Procedure sempre le stesse ed è la
nostra capacità di provare peculiari sentimenti morali che ispira la nostra vita etica.
Inoltre la ricerca sulla necessità o meno di mettere a punto una nuova morale si lega con
questione su quali revisioni dobbiamo introdurre nelle nostre leggi.
Diritto/legge: regole imposte dallo Stato con strumenti coercitivi per proibire, rendere
➔ obbligatorie o regolamentare azioni dei cittadini. →Distinto da morale.
Biodiritto: si occupa del modo migliore in cui lo Stato può svolgere la sua
★ funzione.
Questioni di bioetica legate al diritto:
Fino a che punto arriva il diritto all’autonomia di ciascuno e dove comincia l’intervento
➔ dello Stato con obblighi, divieti?
Quali sono i diritti di un cittadino che uno Stato può invadere?
➔ In che modo le nuove situazioni spingono a rivedere la questione sui limiti
➔ dell’intervento dello Stato fissati dai diritti dei cittadini?
Nonostante diritto e morale siano separati bisogna chiedersi fino a che punto il diritto debba
fare propri i principi della morale. Esiste un’area affidata solo ai principi della morale?
Concezioni tradizionali: la morale deve essere imposta dalla legge e la legge non
➔ deve permettere comportamenti “moralmente viziosi”. →Bene e giusto sono valori
oggettivi assoluti.
Connessione moralità-legge propria del giusnaturalismo (Finnis).
★
Concezione “liberale”: non tutto ciò che è moralmente rilevante deve essere regolato
➔ dalle leggi. Bisogna distinguere piano moralità da piano leggi: ci sono azioni da
lasciare all'autonomia morale, senza codificazione giuridica.
«Il principio è questo: il solo e unico fine che autorizzi l'umanità, individualmente o
collettivamente, a interferire con la libertà di azione di uno qualunque dei suoi membri, è
quello di proteggere se stessa. L'unico scopo che autorizzi l'esercizio del potere nei confronti
di un qualsiasi membro di una comunità civile contro la sua volontà, è quello di
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