I sogni vengono da fuori: un’etnografia della notte
Luoghi e cultura nelle Ande peruviane
Ande peruviane. Luoghi diversi generano sogni diversi. In montagna, la mancanza di ossigeno è detta "soroche". Ayacucho (in lingua quechua "ritrovo dei morti") si trova nelle Ande sud centrali del Perù, a 10 ore di bus da Lima. Città con centro in stile coloniale, le case di terra nuove spesso non hanno acqua o luce. I cinema a luci rosse sono stati purificati, ora ci sono chiese evangeliche e centri cristiani. Città delle parate e delle processioni. La guerra è finita circa vent'anni fa (anni '90).
Nel XVI secolo nacque un movimento di ballo indigeno, che venne represso. 1824: battaglia per l'Indipendenza dagli spagnoli. 1980: movimento maoista Sendero Luminoso, rivolta armata vs lo Stato. Guerra civile, settantamila vittime quasi tutte "campesinos". 1992: fine del conflitto. Il leader Abimael Guzman, prof. di filosofia, viene catturato e il movimento si sgretola. Oggi i senderisti sono legati al narcotraffico e al commercio della coca. Conseguenze della guerra: sgretolamento delle comunità, violenza familiare, alcolismo e pandillaje (bande criminali).
Storia e società
Obiettivi di Sendero Luminoso: occupazione haciendas, punizione dei commercianti abusivi e delle autorità corrotte. Da anni '80: aumento della violenza (es. cani sgozzati appesi ai pali nei villaggi per mettere in guardia le spie) -> risposta violenta del Governo. I campesinos erano visti come potenziali terroristi e le forze armate distribuivano armi. Le ronde venivano fatte per proteggere il popolo ma in realtà erano criminali, violente e i ronderos erano corrotti anche in politica.
Generalizzazioni opposte: campesinos innocenti, indios violenti. In realtà, la maggior parte dei campesinos erano estranei a Sendero Luminoso. Indipendenza del Perù nel 1821, il leader José de San Martin vede indigeni come figli del Perù. Il potere viene conferito più spesso agli spagnoli. Indio è sinonimo di servo: nessuno vuole essere chiamato così, meglio comuneros o campesinos. Persone divise in: blanco, medio-trigeno, moreno, sambo (nero). Più alta è la posizione sociale, più bianco sembra, o è.
Miti e tradizioni
Mito del Pistacho (sgozzatore): sembianze di un militare, prete, medico o hacendado. Ruba il grasso umano. Appare in momenti di crisi (es. nell'87, anni centrali della guerra civile, si pensava fosse mandato dal Presidente della Repubblica). Nel 2009 a Lima, la notizia di una banda attiva nel territorio si rifaceva a questo mito, non si sa se vera o falsa.
Vita quotidiana nelle comunità
La ricerca si sposta a Chihua e Contay: a Chihua Isidora è la donna anziana che ospita la dottoressa. Chihua si trova a 2700 mt di altitudine ed è in provincia di Huanta, le case sono in mattoni di terra. La piazza ha un ambulatorio medico e quel che resta della scuola. C. è abitata da circa 40 famiglie + anziani soli. L'agricoltura nella vallata si basa sulla coltivazione di mais, camote e frutta. Da pochissimi anni sono arrivati TV e radio. Oggi Chihua ha contatti con la città e usa maggiormente il denaro. Colpita da Sendero Luminoso, negli anni '70 molti comuneros muoiono a causa della febbre dell'oro - vengono convinti dai preti a scavare per loro. Oggi i maschi sono in minoranza. Isidora aderisce a un culto carismatico cattolico. La vicina si chiama René ed è un'agronoma, forte e indipendente.
Contay è a 3000 mt di altitudine, conta 171 abitanti nel 2006. Non c'è luce elettrica o un ambulatorio medico (sono presenti solo una scuola e una chiesa). L'agricoltura è di mais e tuberi sulle altitudini, ma è un'agricoltura di sussistenza. Le famiglie allevano pecore. Qualche tetto è in alluminio, la strada non è asfaltata. I giovani sono bilingue, gli anziani parlano quechua. Presente è ancora il baratto. L'acqua corrente è arrivata da poco. La zona è stata colpita dall'esercito (zona rossa). L'autrice viene aiutata da Damasina, un'anziana con tre figlie: Alicia, Olivia e Flora.
Tradizioni e abitudini locali
In entrambi i paesi ci si sveglia all'alba, si mangia la zuppa, i bambini vanno a scuola, gli adulti a pascolare o a coltivare. I momenti di riposo sono dedicati a "chaqchar" la coca. Poi si fila la lana e si pulisce il mais. Luglio e agosto sono mesi di siccità. Alla domenica non c'è la messa, ma un'assemblea comunale per i faenas (lavori collettivi). "Ayni": parola per "reciprocità". Alle sei di sera si ritorna a casa e si resta svegli a parlare; dove c'è la TV si guardano le telenovelas. Più persone dormono nella stessa stanza. Il silenzio viene rotto dai suoni degli animali, dai rumori di passi (definiti "delle anime" o condenados). Le attività vengono sovvertite tra il giorno e la notte durante la guerra: i senderisti arrivano di notte, i campesinos scappano sulle montagne.
Sogni e interpretazioni culturali
Ricerca soprattutto con le donne, l'antropologa è "soltera" (non sposata) e quindi viene ospitata dalle donne per evitare malintesi. Le viene chiesto di interpretare i sogni, a volte le chiedono pillole per dormire. La parola "sogno" non va data per scontata. Si hanno esperienze fluide di visioni anche da svegli. L'allucinazione è fuorviante per descrivere questi fenomeni (è un termine psicopatologico). Forse la causa di queste esperienze è il mix di foglie coca, caldo, soffocante e mancanza di cibo + duro lavoro. Tutti ricordano i sogni, anche quelli di anni prima, ma gli uomini meno. L'esperienza onirica e la narrazione sono forme di vita legate ma non coincidono, la narrazione è atto un comunicativo socialmente influenzato. Vi è un problema etnografico dell'invisibilità per quanto riguarda il fenomeno onirico.
Spostarsi geograficamente fa fare sogni diversi, perché si è posseduti dall'ambiente. L'antropologa sogna l'invidia delle donne nei confronti di Damasina, che la ospita. Alcuni abitanti sognano lei. Il lavoro antropologico è un'auto-osservazione e un'osservazione delle dinamiche relazionali. I sogni vengono visti come fonte di sapere, giustificano le azioni quotidiane. Il concetto di realtà è costruito localmente. Perché i sogni vengono raccontati? Cosa rappresentano? Che conseguenze hanno? Bisogna indagare l'essere sociale della verità.
Concetti di reciprocità e anima
Reciprocità: è troppo facile la parola "grazie" per gli abitanti del luogo, servono delle azioni concrete. Vi è un obbligo di restituire. Tra i bianchi e i campesinos l'espressione "que Dios te lo pague" indica la sproporzione della relazione tra i due gruppi (i campesinos non possono pagare/restituire il favore e quindi augurano che sia Dio a occuparsene). L'autrice porta doni, fa foto, raccoglie somme di denaro (es. quando vuole edificare l'infermeria nel terreno donato, ma c'è una donna contadina che si ribella).
Corpo: è poroso, permeabile. L'anima entra ed esce, come anche altri agenti esterni ed entità. "Anima" è un termine quechua e corrisponde ad "alma". L'idea precolombiana è di forza vitale, animante, anche presente negli animali e in altri esseri viventi. Si sposta quando si sogna, quando si muore o ci si spaventa. Il confine tra la vita e la morte è fluttuante, come quello tra anima e corpo, tra umani e luoghi o animali.
Susto: spavento. Mancharisqua è la malattia dello spavento. Soprattutto durante l'infanzia, viene portata dai rumori, da eventi inaspettati, da animali. Può anche comportare la perdita dell'anima. Nei bambini l'anima non è ben ancorata al corpo e se si perde l'anima ci si secca. Essa può essere nella testa, nel cuore o dappertutto. Dopo il susto i bambini vengono lavati con erbe curative. Anche una singola parte del corpo può asustarsi. A volte si pensa che la donna possieda più anime.
Se l'anima esce può essere catturata dal luogo. I luoghi sono dotati di encanto, potere di azione. Vi è una vera e propria tipografia dei luoghi pericolosi. Quando l'anima viene invocata può presentarsi un animale. Si sente anche l'odore
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