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20/10/25

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

La psicologia è una disciplina scientifica molto diffusa e appartiene al gruppo delle scienze

sociali. Essa studia la mente e il comportamento umano del singolo, cercando di

comprendere come le persone pensano, sentono, agiscono e si relazionano con il mondo

che le circonda. In altre parole cerca di ricavare delle “leggi/regole” stabili che ne spieghino il

comportamento.

Le discipline scientifiche si suddividono in fisiche/biologiche e sociali.

Discipline fisiche= scienze esatte (fisica, chimica, biologia). Il fine è un'analisi quantitativa

oggettiva.

Discipline sociali= studiano il comportamento degli esseri umani, intesi come esseri viventi

con pensieri, abitudini, cultura. Esempi sono la psicologia, la sociologia (studio dei

comportamenti degli esseri umani nell’insieme), la pedagogia, giurisprudenza, antropologia.

La mente può essere considerata come un contenitore di informazioni, pensieri, ricordi,

immagini, concetti e categorie. È qualcosa di astratto, ma nasce da un’attività concreta:

quella del cervello, che funziona attraverso processi elettrici e chimici. Da questa attività

fisica e biologica prende forma la nostra vita mentale, cioè il pensiero, le emozioni e la

coscienza.

Il cervello controlla tutto il corpo e ne regola la fisiologia. Possiamo distinguere diverse aree

con funzioni specifiche: il cervello antico, che rappresenta il motore dei nostri

comportamenti più istintivi; il cervello emotivo, che gestisce le emozioni e ci permette di

comprendere cosa accade intorno a noi attraverso una sorta di “sensori emotivi”; e infine la

corteccia, sede del linguaggio, della memoria e dei processi di pensiero complesso.

La mente è quindi collegata al corpo attraverso il cervello, e il loro rapporto è strettamente

interdipendente: il modo in cui pensiamo e sentiamo influenza il funzionamento del corpo, e

viceversa. Da questa relazione nasce l’interesse per la psicologia della salute, una branca

della psicologia che si occupa delle condizioni psicologiche che favoriscono il mantenimento

della salute e del benessere. Essa considera la salute non come uno stato statico, ma come

un processo dinamico di adattamento continuo alle sfide e ai cambiamenti dell’ambiente.

Questo concetto di salute è particolarmente importante nelle professioni sanitarie, come

quella infermieristica, perché tali professioni implicano un contatto diretto con altri esseri

umani. L’infermiere deve entrare in relazione con il paziente e collaborare con lui nella

costruzione delle cure. La relazione, infatti, è una delle competenze fondamentali della

professione infermieristica. Tuttavia, spesso si commette l’errore di pensare che relazionarsi

con il paziente sia qualcosa di naturale o semplice, mentre in realtà deve essere gestita

secondo parametri scientifici, basati sulla conoscenza psicologica del comportamento e

della comunicazione.

Come ricorda Shakespeare nel Macbeth, “il dolore che non parla suggerisce al cuore di

spezzarsi”: condividere il dolore lo rende più sopportabile. In ambito infermieristico, saper

ascoltare e accogliere la sofferenza del paziente è parte integrante del processo di cura.

Gli esseri umani sono fatti di mente e comportamento. La mente elabora progetti e

pensieri, mentre il comportamento rappresenta la parte visibile e concreta di ciò che avviene

nella mente. Attraverso il linguaggio e il comportamento possiamo comprendere meglio le

persone, poiché le parole sono la traduzione dei pensieri.

La salute è il risultato di una relazione circolare tra corpo, mente e ambiente. Il corpo vive e

si muove in un contesto ambientale, ma ogni individuo percepisce tale ambiente in modo

soggettivo e personale. Ognuno, dunque, si adatta in modo diverso e costruisce il proprio

equilibrio. La salute, in questa prospettiva, è l’esito degli sforzi di adattamento che il corpo e

la mente realizzano di fronte alle sfide dell’ambiente. Tuttavia, quando questi sforzi

diventano eccessivi, l’organismo può non riuscire a mantenere l’equilibrio e si manifesta la

malattia.

La salute deve quindi essere intesa come un processo dinamico e resiliente, non come

una condizione statica. Essa varia da persona a persona, proprio come la qualità della vita,

che è un concetto fortemente relativo e soggettivo.

In questo senso è interessante il cosiddetto paradosso della disabilità: una persona

disabile, pur avendo limitazioni fisiche, può percepire una qualità della vita uguale o persino

superiore a quella di un individuo senza disabilità, se riesce a sviluppare strategie di

adattamento efficaci. La disabilità, quindi, non equivale a una diminuzione di salute o di

benessere.

In conclusione, salute, malattia e comportamento sono concetti strettamente collegati. La

psicologia della salute ci aiuta a comprendere come mente, corpo e ambiente interagiscono

in modo continuo e reciproco, e come, attraverso la relazione e la resilienza, sia possibile

costruire e mantenere il benessere — soprattutto nel contesto delle professioni sanitarie,

dove la relazione umana è parte essenziale della cura.

27/10/25

Fattori che hanno influenzato la nascita della psicologia della salute:

1. cambiamenti dello scenario epidemiologico: dalle malattie acute alle malattie

croniche

2. crisi del paradigma biomedico

3. la pressione sociale ed economica sui sistemi sanitari

I cambiamenti dello scenario epidemiologico: cronicità e stili di vita:

Secondo i dati dell’organizzazione mondiale della sanità (OMS ), l’86% delle morti, il 75%

delle spese sanitarie in europa e in italia, sono determinate da patologia croniche, che

hanno come minimo comune denominatore 4 principali fattori di rischio, che sono appresi:

- fumo

- abuso di alcol

- scorretta alimentazione

- inattività fisica

Crisi del paradigma biomedico

- fino alla metà del 900

- ha le sue radici nella filosofia cartesiana da cui mutua una impostazione

meccanicistica e positivistica centrata sulla ricerca dei nessi causali tra le malattie e

le cause patogene

- fondato sulla distinzione cartesiana tra mente e corpo: tutto ciò che riguarda la mente

è separata dal corpo. quando si studia il corpo non bisogna guardare la mente

perché è un altro pianeta.

- stato di salute corrisponde a un corretto funzionamento dell’organismo

- prevalenza della prospettiva del medico.

La critica al paradigma biomedico:

- Prevale un’impostazione epistemologica riduzionistica: le cause della malattia si

cercano negli organi (o apparati) disfunzionanti.

- Realizza una sorte di “oggettivazione” e quindi di “parcellizzazione” della realtà del

malato: lo si considera sostanzialmente un corpo.

- La malattia come alterazione dalla norma di variabili biologiche

- La stessa cura (diagnosi e terapia) del malato avviene mediante l’uso di strumenti

“oggettivi” come farmaci, interventi chirurgici commisurati al tipo e al grado di deficit

dello stato fisico, biochimico, funzionale.

- Il paziente sostanzialmente relegato in una posizione passiva.

Aspetti positivi del paradigma biomedico

- semplicità: l’evento malattia è analizzato nei suoi elementi costitutivi di causa a

livello biologico funzionale ed effetto a livello patologico

- predittività: è possibile identificare la malattia che si ripresenta in soggetti diversi e

farne anche una prognosi

- definizione chiara del metodo clinico e sua verificabilità

- alta condivisione tra professionisti

Quali criticità giustificano la necessità del cambio di paradigma? verso il paradigma

biopsicosociale.

La crisi del modello biomedico apre una prospettiva più ampia sulla salute e sulla malattia:

- natura multifattoriale delle cause che agiscono sulla salute e sulla malattia: si

coniugano processi a livelli macro (contesto sociale o ambientale o psicorelazionale)

con i processi che si verificano a livello micro (squilibri a livello chimico, cellulare): la

nuova visone= one health

- influenza di mente e corpo, sulle condizioni di salute e malattia dell’individuo.

- relazione medico-paziente: scarsamente considerata nell’ambito dei processi

diagnostici e terapeutici, assume sempre più importanza quale fattore critico che

influenza gli stessi esiti della terapia

La One Health è un approccio ideale per raggiungere la salute globale perché affronta i

bisogni delle popolazioni più vulnerabili sulla base dell’intima relazione tra la loro salute, la

salute dei loro animali e l’ambiente in cui vivono, considerando l’ampio spettro di

determinanti che da questa relazione emerge.

L’ Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha avviato da tempo collaborazioni multidisciplinari e

azioni congiunte, trasversali ai suoi settori di ricerca di riferimento per promuovere

l'approccio One Health necessario a far fronte alle sfide presenti e future.

Engel

Fondatore del modello biopsicosociale. Era uno psichiatra. Nel 1977 fa un'assunzione

fondamentale del modello bio-psico-sociale è che ogni condizione di salute o di malattia sia

la conseguenza dell’interazione tra fattori biologici, psicologici e sociali.

Questo modello ha come riferimento la “teoria generale dei sistemi” 1945, teoria filosofica la

quale sostiene che la realtà è costruita da sistemi, ciò che è contenuto è collegato

assicurando l’equilibrio dello stesso, facilitando l’adattamento alla realtà.

03/11/25

Definizione basica del modello biopsicosociale: (ogni condizione di salute o malattia…)

approccio concettuale alla salute e alla malattia che considera l'individuo nella sua interezza,

tenendo conto dell'interazione dinamica di fattori biologici, psicologici e sociali.

Psicologia della salute: autostima, credenze, attitudini, abilità intellettive che hanno una

componente genetica e si apprendono durante la crescita e durante le esperienze educative

di apprendimento. Più alte sono le capacità collettive più alta è la probabilità di risolvere

questioni. Intelligere: comprendere le cose, ma anche capacità di risolvere cose complicate.

Tra psicologia e biologia fanno parte le emozioni, il

carattere: quella componente della nostra personalità

con la quale veniamo al mondo, temperamento di un

bambino= come reagisce agli stimoli. Reattività e

immagine corporea: ha a che fare con i caratteri sessuali

del nostro corpo, costrutto psicologico che noi

costruiamo durante la crescita e che ha a che fare con

l’idea mentale che ognuno di noi ha del nostro corpo, è

una componente psicologica importante (anoressia).

Il modello biopsicosociale trova il suo fondamento nella

teoria generale dei sistemi

Sistema: complesso di parti le quali, dotate di

determinate connotazioni, istituiscono tra loro relazioni

tali che il comportamento di ciascuna di esse coinvolge il comportamento delle altre,

complesso di elementi che sono in relazione tra loro in modo tale che il comportamento di

ciascun elemento influisce su quello degli altri e viceversa.

Tutti i sistemi viventi equivalgono a tutti i sistemi aperti che attingono dall’esterno risorse

importanti per il loro funzionamento.

- totalità: tutte le arti sono interdipendenti per cui il cambiamento di una parte provoca

un cambiamento in tutte le parti

- non sommatività: un sistema non è la somma delle sue parti, l’analisi di segmenti

isolati non porterebbe alla comprensione dell'intero sistema

- retroazione: esprime il carattere circolare e interattivo dei sistemi aperti, tali per cui

ogni sistema reagisci ai dati in ingresso e li modifica allo stesso tempo

- equifinalità e la multifinalità: per cui i risultati non dipendono dalle condizioni iniziali,

ma dalla natura del processo e dai parametri del sistema. Stessi risultati possono

avere origini diverse, le stesse cause non producono gli stessi effetti

Il modello biopsicosociale: implicazioni per la concezione di salute e malattia:

● La prospettiva biopsicosociale è una prospettiva a più livelli: biologico, psicologico e

sociale.

● La focalizzazione (concentrarsi) sul paziente e sulla sua agenda di salute: cose che

una persona ritiene particolarmente importanti per se stessa.

● Ruoli interattivi e reciproci: il paziente è l’esperto della illness, il medico è l’esperto

della disease. Sickness: condizione di malattia che costringe chi è portatore a

strutturare un nuovo adattamento alla realtà, risultato dell’interazione tra ambiente e

nostro corpo.

● Il medico (operatore sanitario) è il consulente (quello che orienta e da consigli, ha

conoscenze e competenze, il suo ruolo non è di dire quello che va fatto ma è quello

di indicare delle soluzioni che poi il paziente deve far proprie) per i problemi di salute

e malattia.

● Una sfida all'egemonia del modello biomedico nel campo della salute fisica

● una risposta alla sua crisi di fronte alle nuove emergenze epidemiologiche e alle

nuove sensibilità sociali verso la salute (testimoniate anche dalla definizione OMS

della salute)

L'ICF e il Modello Biopsicosociale: Una Rivoluzione Antropologica

L'ICF, introdotto in Italia nel 2000, non è solo una classificazione clinica, ma rappresenta un

vero e proprio cambio di paradigma. Si passa da una visione puramente medica (centrata

sulla malattia) a una visione biopsicosociale, che vede la salute come il risultato

dell'interazione tra l'individuo e il suo contesto.

1. L'Idea di Funzionamento: L'interazione tra Forze

Secondo l'ICF, il funzionamento di una persona non è un dato isolato, ma il frutto

dell'equilibrio tra due grandi campi di forze:

● La Condizione Biologica: È la forza determinante legata al nostro corpo (genetica,

processi fisiologici, invecchiamento).

● I Fattori di Contesto: Questi possono modificare radicalmente l'impatto della

condizione biologica. Si dividono in:

● • Ambientali: Strutture fisiche, leggi, cultura, tecnologia. (Esempio: avere una

disabilità nella Germania del 1940 vs oggi cambia totalmente il "funzionamento"

sociale della persona).

● • Personali: Il mondo interno (autostima, motivazione, carattere, abitudini).

2. Le Tre Dimensioni del Funzionamento

Il funzionamento umano si manifesta in tre domini interconnessi:

1. Corpo (Funzioni e Strutture): Riguarda l'integrità anatomica e la fisiologia. È importante

sottolineare che l'ambiente e la biologia "plasmano" il corpo continuamente.

2. Attività Personali: È il set di competenze che l'individuo possiede (camminare, parlare,

imparare). Qui l'ICF introduce una distinzione fondamentale tra:

• Capacità: Ciò che la persona è in grado di fare in un ambiente "standard" (senza aiuti o

barriere).

• Performance: Ciò che la persona fa effettivamente nel suo ambiente quotidiano.

3. Partecipazione Sociale: Riguarda il coinvolgimento nelle situazioni di vita (lavoro, scuola,

vita comunitaria). Si realizza attraverso i ruoli sociali.

3. Capacità vs Performance: Il cuore del modello

Questo è il punto cruciale per comprendere come agire concretamente. Il funzionamento

dipende dallo scarto tra ciò che so fare (capacità) e ciò che riesco a mettere in atto

(performance).

• Capacità deboli, ma Performance elevate: Questo accade quando l'ambiente è facilitante.

Se una persona non può camminare (bassa capacità) ma ha una carrozzina elettrica e città

senza barriere, la sua performance (mobilità) sarà elevata.

• Capacità presenti, ma Performance deboli: Questo accade in presenza di barriere. Una

persona con ottime competenze relazionali (alta capacità) che viene isolata socialmente o

vive in un contesto ostile avrà una performance scarsa.

Implicazioni per la concezione di salute e malattia.

Sclerosi laterale amiotrofica

● Sclerosi laterale amiotrofica: patologia neurodegenerativa progressiva che colpisce i

motoneuroni, ovvero le cellule nervose responsabili del controllo dei movimenti

volontari.

● La degenerazione dei motoneuroni impedisce al cervello di inviare i comandi ai

muscoli volontari.

● Questo porta a una progressiva debolezza muscolare, atrofia (perdita di massa

muscolare) e infine paralisi.

● Vengono compromesse capacità come parlare (disartria) deglutire (disfagia) e in fase

avanzata respirare.

● Sono conservate le capacità cognitive, i sensi (vista, udito, tatto..) e la funzione degli

sfinteri esterni rimangono intatte.

● Non disponiamo di cure definitive.

Epigenetica: genetica che interagisce con l’ambiente.

La SLA è una malattia genetica.

Vivere con la SLA

Difficoltà deglutire, respirare, parlare, spasticità muscolare che provoca una rigidità

muscolare, disartria: difficoltà nel comunicare.

SLA si manifesta nell’arco di diversi anni, è una malattia cronica neurodegenerativa. Il

paziente deve mettersi in condizione di vivere i suoi ultimi anni di vita in maniera più comoda

possibile. Deve realizzare le prerogative basiche di un essere umano: avere relazioni

affettive, continuare a vivere nel proprio ambiente di vita.

Se non modifichiamo l’ambiente del paziente egli vivrà male. Dobbiamo modificare

l’ambiente di dove vive la persona, sia l'ambiente fisico che l'ambiente sociale.

Modello biopsicosociale ell’ECF: classificazione che aiuta i

riabilitatori a costruire un progetto biopsicosociale per diverse

patologie.

Tutte le nostre strutture corporee svolgono delle funzioni, quando

si ammalano hanno uno stato di menomazione (non posso più

utilizzare un sistema) che determina una limitazione delle mie

attività, determ

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Scienze mediche MED/45 Scienze infermieristiche generali, cliniche e pediatriche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giorgiaaalolo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Infermieristica clinica in area salute mentale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Turco Luigi.
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