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24 PSICOLOGIA 1
06/03 dell’educazione 2^ edizione
Testi: Psicologia dello sviluppo 2^ edizione (no cap.14-15) ; Psicologia (capitoli
1, 2, 3, 6, 7, 8, 10)
Esame su quello che si fa a lezione + testi→ risposta multipla 31 domande
ARGOMENTI ESAME:
• Piaget, Vigotsky e Bruner
• Skinner, Bandura, ecc
• Oggetti di studio della psicologia dello sviluppo e psicologia dell’educazione
• Strange situation (autore: Mary Ainsworth)
• Studi sull’attaccamento- autore
• Osservazione
• Zona di sviluppo prossimale- scaffolding
• Competenza emotiva
• Disturbi specifici dell’apprendimento (DSA, autismo, ecc.)
• Disturbi esternalizzanti- internalizzanti
• Ritiro sociale
• Condizionamento classico-operante
• Rinforzi- punizioni
• Precursori delle disarmonie evolutive
• Outdoor education
• Progettazione educativa delle attività
• Progettazione educativa degli spazi
• Schema progettazione- passaggi che portano il professionista ad attuare una progettazione in campo
educativo (fasi della progettazione)
• Motivazione (intrinseca- estrinseca)
• Metodi di indagine (longitudinale- trasversale)
• Sviluppo cognitivo (Piaget)
• Sviluppo linguistico (primo vocabolario, precursori, gesti deittici e referenziali, cosa fare se ci sono
delle difficoltà linguistiche)
• Sviluppo emotivo (internalizzanti-esternalizzanti, ecc)
• Sviluppo sociale (sociogramma di Moreno, ritiro sociale, bullismo, ecc)
• Sviluppo atipico (DSA)
• Attaccamento (file 6.1)
• Perspective taking
• No Freud no Erikson
• ABC
• Token Economy
• Grinta
→ non si intende solo l’area infantile ma l’individuo per
SVILUPPO si intende lo sviluppo che riguarda
tutto il ciclo di vita. Per sviluppo si intende un processo in base al quale gli individui passano da una
condizione di incompetenza (cioè qualcosa in cui ancora non sono esperti) che caratterizza per esempio il
che caratterizza invece l’adulto.
neonato ad una condizione di piena autonomia
Non è un sistema statico ma riguarda tutto il ciclo di vita per cui è qualcosa di dinamico che cambia nel
tempo e possiamo osservare come questo sistema cambi in tempi molto rapidi. Gli elementi che compongono
questo sistema possono interagire tra di loro influenzandosi reciprocamente dando luogo ad effetti che
che lavorano nell’area infantile
possono essere non lineari. Il ruolo dei professionisti è quello di riuscire a
prevedere questi aspetti e saper attuare interventi mirati e specifici sulle singole esigenze dei bambini.
Ogni bambino è un essere a sé perché ci sono diversi fattori che entrano in gioco:
• Strutture anatomiche e il loro grado di maturazione
• L’organizzazione funzionale delle strutture (bambino con una paralisi celebrale infantile) 2
• Caratteristiche biologiche specifiche
• Caratteristiche psicologiche specifiche
• Fattori dietetici (aspetti di malnutrizione incidono sullo sviluppo del bambino)
• Fattori medici (bambini che all’età di 8 anni hanno tumori, questo incide sul suo funzionamento, può
avere difficoltà nell’apprendimento)
• Fattori ambientali di natura fisica, relazionale e socio-culturali (bambini che vivono condizioni di
deprivazione→ es culle orfanotrofi) l’emergere di nuove competenze e abilità (molto rapida
Lo sviluppo è dinamico e si articola in 2 percorsi:
nell’età infantile) e una crescita psicologica
Le COMPETENZE EMERGENTI si possono dividere in diverse categorie:
- Competenze motorie: si avviano già verso i 2 anni e si sviluppano molto velocemente del bambino.
Fondamentale è la fase esplorativa dove il bambino acquisisce diverse informazioni e di stimoli
dall’ambiente circostante.
- Competenze cognitive: riguardano la sfera mentale psicologica. Competenze che permettono al
bambino di avere degli schemi che raccolgono tutte le esperienze che il bambino ha fatto
traducendoli in schemi di conoscenza. Potrà organizzare queste informazioni in contesti analoghi o
contesti differenti sulla base delle esperienze pregresse.
- Competenze comunicative: bambini che hanno difficoltà di linguaggio sono bimbi che possono
avere più difficoltà comportamentali.
il bambino ha bisogno della presenza dell’altro
- Competenze sociali: proprio perché non riesce ad
autogestirsi autonomamente. Sviluppo delle teoria della mente→ cioè capire che gli altri possono
Nella scuola dell’infanzia i bambini iniziano sempre di più a
avere dei pensieri diversi dai nostri.
stimolare competenze sociali, cosa che non avviene nei giochi al nido che sono invece più
nella scuola dell’infanzia
individuali, i giochi sono invece maggiormente strutturati (regole, attività
condivise).
Il ruolo dell’educazione e dell’insegnamento è quello di aiutare l’emergere di queste competenze,
consolidandole, stimolandole e anche compensando quando queste competenze hanno delle difficoltà o
faticano a partire. è un’area della psicologia dello sviluppo dell’educazione in cui si
MATURAZIONE PSICOLOGICA
tendono a classificare delle fasi di sviluppo:
- Area infantile 1-2 anni
- Età prescolare 3-5 anni
- Fanciullezza (o età scolare) 6-12 anni
- Preadolescenza e adolescenza dai 13 anni in poi
La psicologia dello sviluppo però si rifà all’intero ciclo di vita.
Due concetti importanti:
→ parte da qualcosa che c’è già.
-MATURAZIONE ci dice che lo sviluppo ha una variabile biologica, una variabile biologica che incide
Qualsiasi cosa si possa fare a livello educativo bisogna considerare che c’è
sul modo che quel bambino ha di apprendere.
→ attraverso l’apprendimento tutto ciò che c’è di
-APPRENDIMENTO nei contesti educativi
biologicamente determinato può avere un suo miglioramento.
C’è sempre una componente biologica l’apprendimento
e ciò che viene modificato attraverso
La psicologia dello sviluppo studia tutti questi aspetti in termini di evoluzione, di cambiamenti che si
verificano a livello fisico, cognitivo, emotivo, comportamentale, sociale/relazionale.
Parte da alcuni interrogativi:
-Qual è la natura del cambiamento che caratterizza lo sviluppo?
-Quali processi causano e caratterizzano il cambiamento nelle fasi di sviluppo?
-Che tipo di cambiamento osserviamo? Continuo? Graduale? Discontinuo? Improvviso?
La psicologia dello sviluppo analizza e studia tutti questi cambiamenti. Il processo evolutivo inteso come
sequenza di trasformazioni che si focalizza sui processi evolutivi dello sviluppo. La psicologia dello 3
sviluppo non guarda l’esito ma cerca di capire come avviene il cambiamento (crescita, maturazione).
Considera le modalità di funzionamento psicologiche, emotive e comportamentali.
La psicologia dello sviluppo non trascura la componente contestuale (ambientale, famigliare e culturale) che
possono incidere sullo sviluppo.
Gli obiettivi sono:
-descrivere, che avviene anche attraverso un metodo osservativo
-individuare, le varie azioni, cambiamenti, trasformazioni
-comprendere quali sono gli elementi che possono incidere sullo sviluppo
-ottimizzare le varie competenze del bambino
psicologia dell’educazione
La si occupa di processi e dinamiche legate ai processi di insegnamento e
apprendimento dove, attraverso l’insegnamento, possiamo incidere sui processi di sviluppo. La psicologia
dell’educazione si occupa di tutta la parte legata alle conoscenze, alle competenze che possono essere
di contesti di istruzione.
sollecitate e stimolate all’interno
Se da una parte la psicologia dello sviluppo si focalizza sul bambino in crescita, la psicologia
dell’educazione si occupa di osservare i bambini nei contesti di apprendimento. Lo sviluppo prevede una
Attraverso l’insegnamento si può
maturazione, un cambiamento, è un processo dinamico. incidere su questi
processi. Se riusciamo a stimolare le difficoltà di un bambino, le sue competenze miglioreranno.
psicologia dell’educazione di occupa di valutare
La tutti quei fattori che possono facilitare o ostacolare i
processi di apprendimento. Pensiamo ai metodi compensativi e dispensativi cioè quegli interventi educativi
che possono essere attuati con bambini con difficoltà. Trovare delle strategie individualizzate che permettano
allo studente di migliorare varie aree di competenza attraverso quegli strumenti specifici pensati e creati
dall’insegnante. La psicologia dell’educazione,
Gli obiettivi sono quelli di intervenire, modificare e agire sul campo.
rispetto a quella dello sviluppo che è più teorica, entra in azione nei setting educativi.
L’intervento educativo non deve essere tarato sulla norma ma su quello che il bambino fa in quel momento e
su quello che vorremmo che facesse→Scaffolding cioè capire che il bambino arriva fino a quel punto, dove
lo voglio portare e come fare ad arrivare a quel punto in termini di apprendimento. Questo è uno dei
principali obiettivi della psicologia dell’educazione: capire come massimizzare lo sviluppo individuale.
Il focus è su questi aspetti: il bambino che apprende e l’insegnante che insegna, ma tra questi due
interlocutori ci sono una serie di processi.
La psicologia dell’educazione consiste in una serie di teorie che vanno ad individuare cosa insegnare, come
programmare degli interventi educativi legati alla gestione della classe per esempio ma anche come farlo in
modo efficace. conoscenze dell’insegnante partono
Per riuscire ad adottare delle pratiche didattiche, le proprio dalla teoria
dello sviluppo perché se io non so o non conosco quali sono le tappe evolutive specifiche del bambino il
rischio è quello di porre degli interventi educativi che non sono pertinenti e sono pericolosi per il bambino.
lavora
La psicologia dell’educazione per intervenire e agire su tutte quelle situazioni che dal punto di
vista biologico possono aver avuto delle difficoltà. Lavora anche con tutte quelle situazioni che non
hanno difficoltà particolari dello sviluppo.
Quando parliamo di difficoltà dello sviluppo possiamo considerare tutte quelle difficoltà comportamentali
che possono essere esternalizzanti (comportamenti aggressivi, agitazione) o internalizzanti (comportamenti
si rifanno al ritiro sociale, alla chiusura, piangono molto, hanno crisi d’ansia).
che
Un intervento educativo specifico si può fare anche su quei bambini che possono presentare delle difficoltà
emotive, comportamentali, cognitive o relazionali solo per un periodo (bambino a cui muore la mamma,
devo usare delle accortezze educative, riuscire a calibrare il mio).
Queste due branchie della psicologia sono però strettamente interrelate tra di loro.
l’individuo l’analisi.
Hanno un oggetto di studio che è e medesimi metodi di ricerca cioè
L’INTERVENTO tutto ciò che l’insegnante può fare. È la base del lavoro dell’insegnante,
EDUCATIVO è L’obiettivo attraverso ogni intervento educativo
è la prassi. Consiste nel voler creare un cambiamento.
(anche più basic) consiste nel passare da qualcosa che un bambino non sa fare a qualcosa che sa fare.
L’obiettivo è NON partire da ciò che il bambino non sa fare ma da quello che sa fare. Partire da ciò che il
bambino è capace di fare per poi poter migliorare le sue abilità. 4
Un aspetto importante è domandarsi che cosa sa fare ma anche come farlo.
Una cosa da dover fare in un intervento educativo è quello di valutare la situazione dello specifico bambino
per poi poter programmare un intervento educativo vero e proprio.
educativo: fase di assesment cioè di valutazione in cui si parte dall’osservazione.
Fasi dell’intervento
Osservo che c’è un comportamento importante e decido di dare un obiettivo, inserendo un tot di passaggi che
gli permettano di raggiungere quel determinato obiettivo. Successivamente dopo aver fatto un scaffolding
(portare il bambino da un punto x a un punto y) valuto se effettivamente il mio intervento educativo ha avuto
efficacia oppure no.
Quando vogliamo fare un intervento educativo strutturato si parte facendo assessment (valutare un
fenomeno), si definiscono gli obiettivi (cosa voglio migliorare), intervengo e poi valuto quello che ho fatto.
Abbiamo due tipologie di cambiamento nelle fasi di sviluppo:
- Cambiamento QUANTITATIVO vado a creare un accrescimento di competenze, di cambiamenti.
Cambiamento da un punto di vista della quantità.
- Cambiamento QUALITATIVO valuta la qualità delle competenze, delle capacità, delle difficoltà.
diventa poter osservare
L’obiettivo questo comportamento nella sua quantità cioè quanto è frequente e da un
punto di vista qualitativo cioè qual è la qualità di quel cambiamento (intensità).
Questa valutazione vale anche per quei comportamenti osserviamo in classe e che possono risultare
problematici.
Esempio: sviluppo della memoria
(caricare slides)
Elaborano, hanno delle modalità qualitativamente diverse per elaborare le informazioni.
Questo rimanda a se lo sviluppo avviene per stadi o no. Quando rivediamo nei bambini delle analogie in
alcune competenze (cioè più o meno a quell’età il bambino fa una cosa) spesso i teorici dello sviluppo si
riferiscono proprio al termine STADIO. In quello stadio i bambini tendono a fare quella cosa.
Se il bambino si trova in un determinato stadio non può esserlo contemporaneamente in un altro.
Si tiene conto di entrambi i cambiamenti. Nell’età evolutiva abbiamo sia cambiamenti quantitativi che
qualitativi.
Quando parliamo di età evolutiva parliamo di questo: le competenze emergenti (motorie, sociali,
un’evoluzione.
linguistiche) non compaiono subito nella sua forma piena ma ci sono tante fasi, c’è
Vediamo come spesso le nuove competenze vengono acquisite in un arco temporale che non sempre è lo
Nell’acquisizione delle competenze possiamo notare che ci
stesso per tutti i bambini. possono essere delle
cioè quando un bambino torna un po’ indietro (aveva iniziato a camminare e poi torna a
regressioni
gattonare, questo si vede anche alla primaria nel periodo estivo non esercitando più tutti i giorni le materie).
Il cambiamento evolutivo si articola su due fronti:
- Genetico: tutto il pacchetto che viene dato in dotazione al bambino
- Ambientale: contesto che influenza il suo sviluppo
Il bambino nasce con un corredo genetico ma c’è un contesto che influenza il suo sviluppo soprattutto in
termini educativi.
Es: bambino che va al nido piuttosto che bambino che inizia direttamente le elementari dopo essere stato
sempre a casa con la mamma lo sviluppo è influenzato di più dall’aspetto biologico o
Diatriba NATURA VS CULTURA per capire se
dall’aspetto Ci servono entrambi, non ci può essere uno senza l’altro. Un bambino è sempre
culturale.
inserito in un particolare contesto (in primis famigliare, poi scolastico).
ALLO STUDIO DELLO SVILUPPO e dell’APPRENDIMENTO:
APPROCCI TEORICI
-Approccio piscoanalitico (Freud, Erikson che si basa su→ Erikson no in esame)
-Approccio comportamentista (Watson, Pavlov, Skinner, Bandura, Thorndike)
-Approccio cognitivista/ costruttivista (Piaget, Vigostkij, Bruner ) 5
L’APPRENDIMENTO è un processo intellettivo attraverso cui tutti gli individui possono acquisire
conoscenza passando da un qualcosa che non sanno fare bene a qualcosa che riescono ad apprendere, a
migliorare dal punto di vista comportamentale. L’apprendimento non è riconducibile solo alla scuola
dell’infanzia o primaria ma a tanti aspetti (cucina, sport, ecc).
L’apprendimento può avvenire in tanti modi più o meno strutturati, più o meno formali o informali. Ci
possono essere delle strategie che permettono di favorire gli apprendimenti educativi in termini didattici,
tutta questa parte fa si che gli apprendimenti possano venire spontaneamente ma poi queste competenze
l’apprendimento viene sistematizzato.
possono essere migliorati se Nido, Scuola d’infanzia, Scuola primaria,
Contesti di apprendimento: Scuola secondaria di 1° grado,
Scuola secondaria di 2° grado.
Teorie dell’apprendimento:
- COMPORTAMENTISMO
i processi di sviluppo in un’ottica quantitativa.
Considera Il bambino è considerato qualcosa di plasmabile da
parte del contesto e possiede una capacità illimitata di apprendere (questo anche per tutta la vita). Secondo i
comportamentisti lo sviluppo del bambino è un progressivo cambiamento di tutta una serie di risposte e
comportamenti del bambino da parte dell’ambiente nel quale è inserito. Qualsiasi apprendimento fa si che ci
sia un cambiamento. Vediamo come il cambiamento si proprio il prodotto di cause ambientali. Il bambino
dall’ambiente in cui
viene plasmato è inserito. Uno dei temi fondamentali di questi autori è proprio il fatto di
considerare che alcuni comportamenti vengono ripetuti se hanno un determinato tipo di conseguenze. Io
tendo a ripetere un comportamento se dopo averlo fatto ci sono state una serie di condizioni che mi hanno
portato ad ottenere un determinato risultato.
influenza dell’ambiente e il
Sintesi: Bambino plasmabile, cambiamento è causato e influenzato
dall’ambiente in cui è inserito il bambino. Lo sviluppo è un processo continuo e per i comportamentisti
l’apprendimento è una modifica stabile e duratura di comportamenti e abitudini in seguito ad esperienze di
esercizio o osservazione. Uno degli autori principali comportamentisti è Watson che dice che si può studiare<
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