ECONOMIA DEL MERCATO MOBILIARE
PROVA INTERMEDIA 30\10 S.A. 113 durata 25 minuti 16:45-17:15.
IL MERCATO DEGLI STRUMENTI FINANZIARI
Il mercato degli strumenti finanziari non è un mercato autonomo, questo
perché di fatto si fonda sull’esigenze di operatori che hanno bisogno di
ricercare nuovi finanziamenti e altri che ricercano la possibilità di ottenere dei
rendimenti dal loro surplus a disposizione. Non è possibile definire
autonomamente il mercato degli strumenti finanziari in quanto finalizzato
all’operatività e all’efficienza di altri n mercati di produzione e\o
consumo. I principali soggetti in deficit sono stato e aziende-> se fossero in
grado di auto gestirsi nessuno di loro avrebbe bisogno di ricercare fondi nel
mercato degli strumenti finanziari.
Se tutti i soggetti in surplus pensassero di non ricercare rendimento dato da
questo surplus non ci sarebbe nessuno incontro-> non autonomia del mercato
degli strumenti finanziari: si fonda da eventuali esigenze e dalla possibilità di
interfacciarsi, ma non è detto che ci sia.
Due tipologie di soggetti che hanno obiettivi diversi, perché i soggetti in deficit
cercano di ottenere tutti i fondi possibili al minor costo possibile, per contro
negli strumenti azionari (propensione ad offrire azioni) ogni soggetto cercherà
dal mercato l’investimento più proficuo. Gli investitori quando sottoscrivono
azioni o obbligazioni mettono i loro risparmi a disposizione dei soggetti e
bisogna capire se i risparmi rendono e se si riesce ad essere rimborsati nel
periodo pattuito. C’è quindi una sorta di conflitto di interessi-> però è
importante che sul mercato ci siano questi scambi.
È importante in questo conteso la variabile informativa in quanto il soggetto in
deficit deve convincere il mercato che gli strumenti finanziari siano
convenienti, quindi deve presentare una serie di informazioni che indichino ciò-
> quindi che un’impresa è solida e crescerà ad esempio o i rendimenti previsti.
Questo mercato finanziario non è un mercato originario perché se nessuna
delle due classi avesse bisogno valutare nuovi potenziali investimenti (surplus)
e opportunità di raccolta fondi (deficit), questo mercato non esisterebbe.
Questo mercato si regge su una variabile imprescindibile – essenziale: il
processo di valutazione delle informazioni. È l’elemento fondante del mercato
degli strumenti finanziari: è attraverso l’informazione che un soggetto in
surplus decide di sottoscrivere e investire in strumenti finanziari; è attraverso
l’utilizzo delle informazioni che i soggetti in deficit possono entrare in contatto
con i soggetti in surplus per recuperare i fondi di cui hanno bisogno, per
attrarli.
Per valutare se una società può risultare un investimento proficuo bisogna
capire il motivo dell’emissione dell’azione:
Se per fare investimenti e ad esempio ingrandire l’azienda e il business.
Oppure serve per ripianare i debiti.
Il mercato è il risultato dell’integrazione di altri n mercati di produzione e/o
consumo nel mercato dei capitali, consentita dal processo valutativo delle
informazioni disponibili.
1
Informazioni non sono solo quelle specifiche delle aziende, ma anche quelle dei
sistemi provenienti dai vari mercati-> tutti i settori economici creano
informazioni che possono essere più o meno incisive.
Informazioni hanno una tempistica di divulgazione definita-> anche se ci sono
griglie definite di informazioni, quindi con flusso informativo standardizzato.
L’esistenza, però, di errore che non si riesce a identificare a causa della
globalizzazione. Nelle stesse società è possibile che succedano avvenimenti
non prevedibili a priori. Creare l’informazione e portarla sul mercato è difficile
perché bisogna far si che l’informazione assicuri il mercato affinché il mercato
possa essere interessato a tale informazione. Per questo si parla dei costi d
produzione delle nuove informazioni e i costi di accesso diretto o privilegiato
alle informazioni.
I soggetti in surplus, a cui le informazioni sono indirizzate, devono interpretare
le informazioni-> questi rappresentano dei costi. Questo perché queste
informazioni favoriscono la vendita di strumenti finanziari in quanto prodotta da
soggetti in deficit. Bisogna infatti capire se l’informazione quindi è vera e se
l’informazione è interessante o meno. I mercati non primari come quello
bancario, si considera che i soggetti siano in grado di prendere le proprie
scelte, anche se piccolo investitore-> questo soggetto infatti sa interpretare le
informazioni in quanto soggetto autonomo. Bisogna stare attenti anche sulla
tipologia di informazioni proposte per capire quali siano rilevanti e quali no->
informazioni che incidono sulla qualità e performance e azienda o se sono
informazioni che non incidono sull’andamento dell’azienda. Incidono le
informazioni incomplete. Importante discriminare tra informazioni che
determinano un cambiamento nell’orizzonte di produzione della società o sono
neutrali.
Il mercato dei capitali si regge rispetto al mercato delle informazioni,
solo se questo esiste e funziona. Il mercato dei capitali è in funzione del
mercato delle informazioni. Il mercato delle informazioni è formato da n
mercati indipendenti rispetto al mercato dei capitali: le informazioni
arrivano ad esso (e quindi al trading) con un processo e un grado di continuità
non prevedibile a priori.
Costi di acquisizione delle informazioni.
Costi di produzione delle nuove informazioni.
Costi di accesso diretto (o privilegiato) alle informazioni.
Costi di interpretazione delle informazioni.
Costi di verifica della valutazione dell'informazione acquisita: distinzione
fra informazione rilevante e non rilevante.
Il processo di valutazione delle informazioni è complesso. Dobbiamo valutare
solo le informazioni rilevanti: informazioni che, per la loro natura, sono in grado
di impattare sulle operazioni di un’economia o sui progetti strategici del singolo
soggetto.
2
Sono le informazioni che impattano sul contesto sociale ed economico e sulla
vita del soggetto in deficit: sono informazioni che hanno un effetto sui
prezzi.
Per vedere se un mercato è solido ed efficiente bisogna capire anche i volumi di
strumenti finanziari scambiati per singolo strumento → domanda e offerta
concorrono a formare il prezzo di mercato; maggiore è il volume degli strumenti
scambiati, tanto più il mercato è dinamico e i prezzi applicati a questi volumi
sono prezzi significativi.
Una volta che il soggetto in deficit ha prodotto e immesso sul mercato le
informazioni (e averle rese pubbliche con i prospetti informativi), rimane in
attesa della valutazione del mercato. È il mercato – i singoli soggetti
potenzialmente interessati – che deve valutare, decidere se, una volta lette e
analizzate le informazioni, sono interessati o meno a questi potenziali strumenti
finanziari. Il processo di interpretazione delle informazioni spetta a qualunque
soggetto in surplus.
Quando le informazioni sono pubblicate (create dai soggetti in deficit e rese
pubbliche) e utilizzate nel mercato, queste informazioni non contengono un
giudizio qualitativo: sono informazioni considerate essenziali per la valutazione
da parte dei soggetti in surplus → sono informazioni oggettive. Spetta a ogni
soggetto in surplus valutarle-> Costi di interpretazione delle informazioni.
TRADING INFORMATIVO: Le informazioni prodotte da un processo
valutativo dell'operatività negli n mercati esogeni inducono il trading sul
mercato dei capitali. Il trading avviene con l'ingresso di nuove informazioni nel
mercato.
Non è possibile controllare il mercato delle informazioni perché generato da n
mercati indipendenti al mercato dei capitali. Le informazioni arrivano sul
mercato secondo un processo continuo non prevedibile a priori. Ci sono
informazioni che possono essere dedotte dall’andamento del mercato stesso: le
società sul mercato producono informazioni, la prima interpretazione di queste
informazioni da parte del mercato, può a sua volta fornire informazioni ad altri.
Il fatto che ci siano più soggetti che interpretino di informazioni implica che
questi soggetti possano determinare delle informazioni nel mercato, creando il
trading informativo. Il valore dell’azione implica che l’investitore prenda il
rischio di posizione: assume un investimento e un rischio su quello strumento
finanziario e mi aspetto che possa essere valorizzato o si possa abbassare il
suo valore. L’andamento dell’azione varia se continua ad essere comprato o
meno, per cui se decido di vendere questa azione il prezzo di mercato sarà
quello dell’andamento del mercato. Il mercato produce con gli scambi quello
che è il trading informativo-> prezzo che porta un’informazione.
Indipendentemente dalla movimentazione del portafoglio, il valore delle azioni
comunque varia perché il trading continua a opera di altri soggetti. Dal
momento in cui un’informazione viene creata si possono verificare sul mercato
dei movimenti stessi, per cui possono sollecitare altri investitori ad agire di
3
conseguenza-> come l’effetto panico-> informazione che viene da un’azione di
mercato.
Data un’informazione, la prima reazione che si ha sul mercato viene definita
come informazione di trading informativo → la tempistica di valutazione
delle informazioni – di reattività in termini di azioni sul mercato (acquisti e/o
vendite successive) definisce il trading informativo.
Ma il trading di per sé genera informazioni: se si acquista positive, se si
vende negative.
Ne consegue l'ammissibilità del concetto di trading come generatore
di informazioni.
Il trading è il risultato di un processo dinamico valutativo di
informazioni pervenute o generate direttamente dal mercato dei
capitali, endogene ad esso ma comunque indipendenti da altri.
Se un’informazione è recepita come positiva, possono aumentare i volumi del
trading. La reattività delle informazioni negative è spesso maggiore, creando
incertezza e contesti di panico. Il recupero è sempre più lento rispetto a una
situazione negativa.
Sussiste un processo valutativo delle informazioni insito nel meccanismo di
trading, che induce a considerare il trading informativo come variabile
fondamentale per valutare l'efficienza e l'equilibrio del mercato.
CHI VALUTA QUESTE INFORMAZIONI
Il problema di cogliere quello che il mercato fa, fa riferimento alla composizione
degli investitori del mercato. Ci sono infatti investitori con una grande
propensione a stare sul mercato, mentre altri meno a cui non corrisponde una
perfetta procedura di valutazione delle informazioni per tempistica o per
incapacità di valutarle. A seconda degli operatori posso definire l’efficienza del
mercato. Ci sono quindi:
1. Operatori informati-> non esistono nella realtà, prevede che tutti si
muovano in un mercato perfetto efficace ed efficiente. Le informazioni
appena create sono subito a disposizione di tutti gli operatori e le
valutano tutte allo stesso modo;
2. Operatori informati professionalmente;
3. Operatori con informazioni derivate;
4. Operatori inesperti non informati.
4
A seconda del peso delle classi esiste un mercato più o meno informato e\o
stocastico, quindi più o meno soggetti a crisi di natura informativa. Ad esempio
se è principalmente formato da operatori informati professionalmente,
allora ho di fronte soggetti che conoscono già la realtà finanziaria delle aziende
e che conoscono già la realtà finanziaria di quello che è il sentiment di mercati
alternativi che possono essere coinvolti-> valutazioni informative più facili e
veloci per tutti. Se qualsiasi soggetto in deficit si rivolge a degli operatori
informati, hanno anche loro bisogno di minori informazioni.
Questa divisione identifica una serie di norme di informativa e responsabilità
informativa a seconda del cliente che l’operatore in surplus ha di fronte. Se ci
fossero degli operatori perfettamente informati tutti i problemi di
regolamentazione non ci sarebbero, in quanto i soggetti che devono valutare le
informazioni sono immediatamente capaci di valutarle perfettamente e di
conseguenza vendere e acquistare titoli senza errori-> non esiste questa
categoria.
Il mercato presenta dei soggetti meno informati, come quelli che non sono
intermediari o operatori di sistema e non sono operatori professionali, ma
siccome gestiscono patrimoni di famiglia o si occupano di consulenza-> sono
allora considerati operatori che seguono l’andamento informativo del mercato,
come ad esempio con informazioni derivate in quanto segue il mercato. Trae
beneficio da quello che il mercato produce, anche se non lo fa
professionalmente.
I soggetti inesperti sono invece i risparmiatori privati, sono soggetti che non
stanno sempre sul mercato, non sono avvezzi al mercato, ma possono essere
attratti da azioni sollecitate dal mercato.
A seconda di come è suddiviso il mercato, esso oscilla più o meno-> si dice che
è più o meno random-> più in equilibrio con operatori informati. Se
un’informazione negativa è inserita nel mercato con operatori inesperti, in
questo caso è a rischio e non si possono prevedere le reazioni degli operatori,
più rischio con informazioni negative invece che positive. Nel nostro mercato le
tre classi sono tripartite equamente.
Avversione al rischio dipende dal soggetto ed è inversamente
proporzionale al livello di interconnessione tra mercato di capitali e
mercato delle informazioni per ciascuna di queste classi-> mercato più
stabile con operatori esperti, se il mercato è formato da una classe di soggetti
non informati, allora questo sarà soggetto a variazioni più o meno inaspettate.
Soggetti privati meno informati sono maggiormente avversi al rischio; soggetti
istituzionali hanno una minore avversione al rischio perché grazie alla loro
professionalità hanno una maggiore capacità di valutare ipotesi e progetti. La
percezione della capacità informativa si esplicita anche nei gradi di efficienza di
mercato.
VINCOLO DI EFFICIENZA DEL MERCATO, si valutano quindi i prezzi del mercato:
5 1. Efficienza debole: i prezzi incorporano tutte le informazioni contenute
nei prezzi passati-> prezzo che contempla tutte le informazioni che sono
state presenti, non si considera il futuro.
2. Efficienza in forma semi-forte: i prezzi incorporano tutte le
informazioni storiche e pubbliche disponibili. Logica di differenziazione
delle informazioni incorporate nel prezzo, infatti il prezzo di uno
strumento finanziario contempla tutto l’andamento passato, ma anche
tutte le informazioni presenti nel mercato nel momento della mia
valutazione. Non si ferma a considerare il prezzo come un dato. C’è una
certezza in più sul valore del prezzo che sto valutando.
3. Efficienza in forma forte: i prezzi riflettono tutte le informazioni sia
storiche, sia pubbliche, che private in senso stretto (informazioni
riservate). Di fatto potrebbe essere la più efficiente, ma non tutte le
informazioni private sono utili alla crescita del mercato. È vero che i
soggetti in deficit creano le informazioni, ma volte l’informazione è
riservata perché non è ancora pronta a diventare pubblica, se no si
destabilizzerebbe il processo informativo della società.
Quando le informazioni si sono strutturate nel mercato, devono essere portate
alla luce dai soggetti in deficit e vengono diffuse dagli operatori.
• Rischio sistematico → rischio di sistema nel contesto in cui si muove
(macro)
• Rischio non sistematico → relativo al singolo soggetto (micro)
Un informazioni rilevante è in grado di modificare la valutazione
dell’andamento di un titolo e quindi la valutazione del progetto operativo e
professionale facente capo ad un determinato soggetto. Informazione rilevante:
informazione che a monte rappresenta qualcosa, un soggetto; qualcosa che ha
un iter di costruzione che implica che quando l’iter è concluso, può essere resa
pubblica al mercato l’informazione.
È importante capire quando si completa un’informazione nella sua
manifestazione perché potrebbe ad esempio essere un’informazione relativa
alla messa a punto di un brevetto: se l’informazione uscisse prima della
verbalizzazione del brevetto potrebbe danneggiare la società nei confronti dei
concorrenti. Questo implica che, anche se le società emittenti quando entrano
sul mercato hanno in mano le informazioni, queste informazioni sono
importanti e rappresentano il DNA delle singole società emittenti: se qualcuno
le prende prima può danneggiare la vita dell’emittente.
Il legislatore protegge l’iter formativo della costruzione delle informazioni: da
un lato cerca di far si che tutte le informazioni rilevanti siano portate a
conoscenza del mercato, ma vuole accertarsi che solo le informazioni concluse
e vere (oltre che rilevanti) vengano portate sul mercato.
Se qualcuno si impossessa delle informazioni prima del loro completamento e
resa nota al pubblico, si verifica un’asimmetria informativa e implica una
situazione di insider trading: doppio effetto di danneggiamento verso la società
6
e gli altri potenziali investitori → se io sono in possesso di un’informazione di
insider, sono in possesso di un’informazione non conclusa-perfezionata.
Il contesto di un mercato efficiente permette di pubblicare
un’informazione quando questa è completata. Un mercato deve
tutelare gli interessi di tutti gli operatori per essere definito efficiente.
Il prezzo di negoziazione di un'attività finanziaria è il risultato del processo di
valutazione delle informazioni nel mercato dei capitali. Ne consegue che
l'efficienza informativa è misurabile anche come "velocità di aggiustamento
dei prezzi" dal momento in cui arriva una nuova informazione nel mercato e
rispetto a questa si generano ordini di acquisto e/o vendita.
Per identificare se un mercato è affabile o meno e se parteciparci o meno da un
punto di vista della possibilità di trarre profitto. Bisogna:
Definire un processo standardizzato per la comunicazione delle
informazioni;
Prevedere un processo che contribuisce di definire la tipologia dei
contratti scambiabili. Bisogna quindi capire i nuovi titoli, ma anche
bisogna capire le regole del gioco di strumenti finanziari dopo che sono
stati emessi, perché il mercato sia efficiente e continui ad esistere,
bisogna controllare che i soggetti che vogliono smobilizzare degli
strumenti, siano capaci di farlo. Ci deve essere quindi un mercato
primario efficiente (emissione di nuovi strumenti), ma anche un mercato
secondario efficiente.
Misurare il livello di continuità e densità degli scambi -> mi danno la
possibilità di avere dei prezzi di riferimento è considerato di mercato,
questo succede con un mercato è liquido. Continuità vuol dire poterlo
vendere in qualsiasi momento e se ci sono tanti scambi il prezzo può
essere considerato di mercato. Se ci sono pochi scambi, l’andamento del
titolo è stato indirizzato da poche persone.
Prevedere la fungibilità e la trasferibilità degli strumenti trattati.
Oggettivamente, il mercato borsistico permette di far fruttare i propri
titoli garantendo la loro vendita. Più i volumi di scambio dei titoli
azionari sono elevati, più i prezzi sono effettivamente rappresentativi
della tipologia dei prezzi di valutazione e si rende effettiva la
possibilitàà̀ di liquidare gli investimenti. Questo processo avvicina i
soggetti in surplus: se io investitore so che posso investire in questi titoli per
poi rivenderli nel momento del bisogno, sono ancora più propenso ad
avvicinarmi al mercato. Il grado di liquidabilitàà̀ del singolo strumento
finanziario entra nella valutazione del grado di interesse verso lo
strumento stesso. È una componente fondamentale.
Le due variabili fondamentali per la costruzione e il corretto funzionamento del
mercato secondo le caratteristiche evidenziate sono la regolamentazione e la
tecnologia.
7
La regolamentazione produce le regole per lo scambio sul mercato primario e
secondario. La verifica della relazione di mercato (a= f(b) in base ai requisiti
oggettivi identificati, prevede quindi la presenza di un processo di
regolamentazione finalizzato a integrare in modo sistemico queste stesse
variabili e con l’obiettivo di verificare: la tutela di equilibrio dei mercati in
ragione della garanzia di trasparenza per gli investitori.
La tecnologia agisce sulla variabile tempo ottimizzando la percezione e la
valutazione delle informazioni e agisce sul funzionamento del trading sia in
termini di equilibrio sia in ragion dello stesso grado di efficienza.
PROCESSO DI REGOLAMENTAZIONE: ci serve per dare vita al mercato degli
strumenti finanziari ed è un processo che deve gestire il flusso informativo
(come si formano le informazioni, come vengono processate e come vengono
gestite). È un processo di regolamentazione che identifichi come devono essere
prodotte le informazioni e come devono essere gestite. Regole di valutazione
per soggetti in deficit, non tutti loro possono decidere di offrire sul mercato dei
titoli, ma devono superare una valutazione in termini di esistenza dei requisiti-
> denotano che il soggetto sia in regola, abbia una struttura solida. La prima
condizione per creare un mercato appetibile è che chi emette strumenti
finanziari deve sottoporsi a una valutazione di qualità e stabilità. La
stessa valutazione di idoneità, finalizzata a garantire efficienza, la devono
superare anche gli intermediari finanziari. Questi principi di valutazione si
chiamano barriera all’entrata sul mercato.
Questa selezione fa sì che tutti i soggetti siano consci che una volta avuta
l’autorizzazione possono fare quello che vogliono, ma devono rispettare dei
criteri di controllo e vigila
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame Economia del Mercato Mobiliare, prof. Venturelli, libro consigliato Economia del Mercato Mobiliare,…
-
Prima parte
-
Economia politica - Esercizi (prima parte)
-
Riassunto esame Economia del Mercato Mobiliare, prof. Venturelli, libro consigliato Economia del Mercato Mobiliare,…