ORMONI ____________________________________________________________________________________ 2
Classificazione degli ormoni ________________________________________________________________ 2
OVAIE E FOLLICOLI __________________________________________________________________________ 4
Regolazione del ciclo estrale _______________________________________________________________ 4
INSEMINAZIONE ARTIFICIALE E ORMONI SESSUALI ____________________________________________ 6
CICLO ESTRALE _____________________________________________________________________________ 9
Ciclo estrale della bovina __________________________________________________________________ 9
Ciclo estrale nella cagna __________________________________________________________________ 14
Ciclo estrale cavalla ______________________________________________________________________ 26
Ciclo estrale della scrofa __________________________________________________________________ 34
Ciclo estrale ovi-caprini ___________________________________________________________________ 38
Ciclo estrale specie cunicola ______________________________________________________________ 44
Ciclo estrale della gatta ___________________________________________________________________ 48
FASI DELLA GRAVIDANZA ___________________________________________________________________ 55
Placenta e placentazione _________________________________________________________________ 57
Parto ____________________________________________________________________________________ 62
Patologie della gravidanza _________________________________________________________________ 68
Lattazione _______________________________________________________________________________ 76
PATOLOGIE DELLA BOVINA _________________________________________________________________ 77
Patologie dell’ovaio _______________________________________________________________________ 77
Sindrome ipocalcemica nella bovina da latte _______________________________________________ 87
Eclampsia o tetania puerperale ____________________________________________________________ 93
Prolasso vaginale _________________________________________________________________________ 95
Prolasso uterino __________________________________________________________________________ 98
Patologie infiammatorie uterine __________________________________________________________ 102
Torsione dell’utero ______________________________________________________________________ 108
Distocia nei piccoli animali _______________________________________________________________ 112
Ritenzione placentare ___________________________________________________________________ 115
Tumore venereo trasmissibile (TVT) _______________________________________________________ 118
1
OSTETRICIA
L’ostetricia si occupa del controllo della funzione riproduttiva nella femmina e delle eventuali strategie
per correggerne le alterazioni.
Questo controllo è fondamentale soprattutto quando si ricorre all’inseminazione artificiale, perché
rispetto alla monta naturale è necessario conoscere con precisione il momento dell’ovulazione.
Un altro aspetto importante è la raccolta e la valutazione qualitativa del seme, che può essere
utilizzato: fresco, refrigerato (durata di circa 3–5 giorni), congelato (conservabile anche per 30–40 anni).
ORMONI
Gli ormoni sono molecole chimiche prodotte dalle ghiandole endocrine, che veicolano informazioni
specifiche verso determinati organi e tessuti bersaglio.
Ogni ormone è in grado di agire solo su cellule che esprimono recettori specifici, localizzati sulla
membrana cellulare oppure all’interno della cellula (citoplasma o nucleo).
Il legame ormone–recettore innesca una serie di eventi intracellulari che portano alla sintesi di proteine
e alla risposta biologica.
Classificazione degli ormoni
Ormoni proteici
Sono prodotti prevalentemente da ipotalamo e ipofisi. Essendo molecole di grandi dimensioni, non
possono attraversare la membrana fosfolipidica e quindi agiscono legandosi a recettori di membrana.
Esempi: GnRH, FSH ed LH
Ormoni steroidei
Sono prodotti dalle gonadi (ovaio e testicolo). Grazie alle loro piccole dimensioni e alla struttura
lipofila, attraversano la membrana cellulare e si legano a recettori intracellulari.
Esempi: estrogeni, progesterone ed androgeni
Tutti gli ormoni steroidei derivano dagli androgeni, compresi gli estrogeni.
GnRH (Gonadotropin Releasing Hormone)
Il GnRH è una molecola proteica a basso peso molecolare (decapeptide, 10 AA), prodotta dai neuroni
ipotalamici.
Viene trasportato tramite un meccanismo di neurocrinia: il corpo cellulare del neurone è
nell’ipotalamo, mentre l’assone termina nell’eminenza mediana, da cui il GnRH viene riversato nel
circolo portale ipotalamo-ipofisario, raggiungendo l’adenoipofisi.
⚠La sua funzione principale è stimolare la produzione e la secrezione di FSH ed LH
Il rilascio del GnRH è pulsatile: a ogni pulsazione di GnRH corrisponde una pulsazione di LH. Il controllo
sull’FSH è invece solo parziale.
Il rilascio del GnRH è influenzato da diversi fattori: 2
Alimentazione: animali defedati possono andare incontro ad anestro.
• Allattamento: la prolattina esercita un feedback negativo sul GnRH (scrofa).
• Ambiente: alcune specie sono poliestrali stagionali (cavalla: giorni lunghi; ovini/caprini: giorni
• brevi).
Stress: il cortisolo inibisce la secrezione di GnRH, con possibile salto del ciclo.
• Progesterone (unico fattore interno): prodotto dal corpo luteo, esercita feedback negativo sul
• centro ipotalamico.
FSH (Ormone follicolo-stimolante)
L’FSH è una gonadotropina prodotta dall’adenoipofisi in risposta al GnRH. È una glicoproteina specie-
specifica.
⚠Azioni FSH: reclutamento follicolare; accrescimento del follicolo di Graaf, aromatizzazione nella
granulosa (aromatasi), espressione dei recettori per FSH ed LH, secrezione di inibina, attivina e IGF-1
e proliferazione delle cellule della granulosa.
Azione in base alla concentrazione
Alti livelli ematici: inducono il reclutamento di un gruppo di follicoli.
• Livelli più bassi, insieme all’LH: permettono la maturazione del follicolo dominante.
• fase follicolare stimola la produzione di estrogeni, responsabili delle manifestazioni estrali e
àNella
del comportamento sessuale.
LH (Ormone luteinizzante)
⚠ Azioni LH: con il picco preovulatorioà rottura del follicolo maturo e l’ovulazione; livelli basalià
formazione e il mantenimento del corpo luteo, con produzione di progesterone; produzione di
androgeni nelle cellule della teca; differenziazione delle cellule follicolari in cellule luteiniche:
microluteociti (derivanti dalla teca) e macroluteociti (derivanti dalla granulosa).
Differenze funzionali tra FSH e LH
L’FSH viene prodotto e secreto continuativamente ed è il primo ormone a entrare in circolo.
L’LH, invece, viene prodotto ma inizialmente immagazzinato, per poi essere rilasciato solo quando il
follicolo è maturo ed esprime recettori specifici.
In sintesi:
FSH → reclutamento e selezione del follicolo dominante;
• LH → maturazione finale e ovulazione.
•
Androgeni, estrogeni, progesterone
Gli androgeni sono ormoni steroidei prodotti principalmente nelle cellule della teca follicolare
dell’ovaio, sotto stimolo dell’LH.
Nelle cellule della granulosa, grazie all’enzima aromatasi (stimolato dall’FSH), gli androgeni vengono
convertiti in estrogeni.
Gli estrogeni sono ormoni steroidei prodotti principalmente dalle cellule della granulosa del follicolo
ovarico.
La loro secrezione aumenta progressivamente durante la fase follicolare del ciclo estrale,
raggiungendo il picco massimo in prossimità dell’estro. 3
In una fase iniziale gli estrogeni esercitano un feedback positivo sull’ipotalamo e sull’ipofisi,
permettendo il rilascio del picco di LH. Successivamente, insieme all’inibina, determinano una
riduzione della secrezione di FSH.
Questo meccanismo consente:
la selezione di un unico follicolo dominante nelle specie monotoche (come la bovina)à
• prevale sugli altri perché possiede un numero maggiore di recettori per l’LH
l’atresia dei follicoli subordinati, che non ricevono più stimolo sufficiente.
•
⚠ Azioni estrogeni: picco LH; riduzione FSH con inibina; proliferazione delle cellule della granulosa;
aumentano il n° recettori per FSH; stimolano attività aromatasica.
Dopo l’ovulazione, il follicolo si trasforma in corpo luteo, che produce progesterone.
Il progesterone:
inibisce la secrezione di GnRH;
• impedisce nuove ovulazioni;
• mantiene la gravidanza.
•
OVAIE E FOLLICOLI
Ogni femmina nasce con un numero predefinito di follicoli primordiali, che diminuisce
progressivamente fino ad esaurirsi. Nelle fasi iniziali dello sviluppo follicolare, i follicoli non sono
influenzati dalle gonadotropine perché privi di recettori per LH e FSH.
Il follicolo primordiale è costituito da un ovocita circondato da un unico strato cellulare, la corona
radiata. Con la maturazione in follicolo antrale, compaiono i recettori per FSH e LH. Al momento
dell’ovulazione viene rilasciato l’ovocita circondato dalla corona radiata; successivamente, sotto
stimolo dell’LH, si forma il corpo luteo, che è inizialmente ben visibile e che col tempo degenera in
corpo albicans.
Regolazione del ciclo estrale
La durata del ciclo estrale è regolata principalmente dal progesterone prodotto dal corpo luteo. Questo
ormone esercita un feedback negativo a livello ipotalamico, riducendo la frequenza delle pulsazioni di
LH e inducendo atresia follicolare.
In assenza di fecondazione, il corpo luteo produce ossitocina, che si lega ai recettori dell’endometrio
stimolando la produzione di PGF2α, responsabile della luteolisi.
Se invece è presente un embrione, i segnali embrionali precoci inibiscono l’espressione dei recettori
per l’ossitocina sull’endometrio: l’ossitocina viene comunque prodotta, ma non si forma
prostaglandina, permettendo il mantenimento della gravidanza.
Questi segnali devono avvenire prima della naturale produzione di PGF2α, che in un ciclo di 21 giorni
si verifica intorno al 17°–18° giorno.
Ovulazione e onde follicolari
Affinché un follicolo possa ovulare è necessario che sia in grado di indurre un picco preovulatorio di
LH. In caso contrario va incontro ad atresia. Il picco di LH è determinato dal rilascio di GnRH ed è
4
possibile solo quando i livelli di progesterone si abbassano.
Lo sviluppo follicolare è indipendente dal ciclo estrale: se fosse dipendente, si avrebbe una sola
ondata follicolare, mentre in realtà se ne osservano più di una. Nella bovina, in genere, sono necessarie
tre ondate follicolari affinché si arrivi all’ovulazione.
Nella donna il giorno zero del ciclo corrisponde al primo giorno di mestruazione, mentre negli animali
domestici coincide con l’ovulazione (quando non c’è il picco di progesterone).
Follicologenesi e atresia
Durante la fase follicolare, i follicoli ovarici già presenti vanno in contro ad atresia oppure uno di essi
ovula. Questo “azzera” la competizione tra follicoli e permette l’inizio della crescita di nuovi follicoli
che diventano sensibili alle gonadotropine.
I follicoli pre-antrali, privi di recettori per l’LH, non sono in grado di sintetizzare estrogeni.
Un evento fondamentale della follicologenesi è l’acquisizione della dipendenza dalle gonadotropine.
In loro assenza il follicolo degenera. Nella bovina, su circa 150.000 follicoli primordiali, solo 150–200
ovuleranno nel corso della vita.
I follicoli primordiali restano quiescenti; quelli reclutati possono svilupparsi fino all’ovulazione oppure
andare incontro ad atresia. LH e FSH sono essenziali, ma intervengono anche fattori autocrini e
paracrini locali. Il meccanismo che innesca l’attivazione dei follicoli primordiali non è ancora del tutto
chiarito.
Fasi delle onde follicolari
Ogni ondata follicolare dura circa 1 settimana e comprende tre fasi:
1. Reclutamento, indotto da alti livelli di FSH, durante il quale 20–25 follicoli diventano sensibili
alle gonadotropine.
2. Selezione, in cui circa metà dei follicoli viene eliminata ed emergono i follicoli ovulatori.
3. Dominanza, fase in cui il follicolo dominante (diametro> 4 mm) continua a crescere mentre gli
altri vanno incontro ad atresia.
Nelle specie politoche più follicoli arrivano a maturazione, mentre nelle monotoche solo uno diventa
dominante. Gli estrogeni prodotti dal follicolo dominante stimolano la secrezione di inibina, che riduce
l’FSH e porta all’atresia dei follicoli non dominanti.
Nel cane e nel gatto più follicoli maturano, ma solo una parte porta a gravidanza. Il rapporto FSH/LH è
inizialmente a favore dell’FSH e poi si sposta verso l’LH man mano che si avanza verso la dominanza.
Il follicolo dominante può raggiungere dimensioni di circa 2 cm.
Onde follicolari e manipolazione del ciclo
In un ciclo di 21 giorni si osservano generalmente tre ondate follicolari.
Ogni ondata è associata a un picco di FSH, ma l’ovulazione avviene solo nell’ultima (inizia al 15° - 16°
gg), quando il progesterone si abbassa grazie alla produzione di PGF2α (prodotta 17° - 18° gg).
La somministrazione di prostaglandine permette di riportare l’animale in calore inducendo la
regressione del corpo luteo. Il ritorno in calore può avvenire dopo 2–3 giorni o dopo 6–10 giorni a
seconda della fase del ciclo in cui si trova l’animale al momento del trattamento.
Nella cavalla si osservano solo due ondate follicolari; per anticipare il calore è necessario intervenire
5
sulla prima ondata, somministrando prostaglandina intorno al 6°–7° giorno. L’efficacia del trattamento
si valuta tramite il dosaggio del progesterone.
INSEMINAZIONE ARTIFICIALE E ORMONI SESSUALI
Nei maschi sono presenti le stesse gonadotropine ipofisarie della femmina (GnRH, FSH e LH), ma con
funzioni differenti.
Nel maschio
FSH: agisce sull’epitelio dei tubuli seminiferi, dove avviene la spermatogenesi;
• LH (ICSH): agisce sulle cellule interstiziali di Leydig, stimolando la produzione di testosterone.
• Il testosterone viene poi convertito in diidrotestosterone (DHT) dalla 5α-riduttasi (coinvolta
anche nella patologia prostatica).
Il testosterone inizialmente esercita un feedback positivo, ma a concentrazioni elevate induce un
feedback negativo.
La somministrazione ormonale a basse dosi e in modo pulsatile stimola i recettori (upregulation), mentre dosi
elevate e continue causano downregulation, con inibizione dell’asse.
Nella bovina in anestro con progesterone pari a zero, la stimolazione si ottiene somministrando GnRH a basse
dosi; dosaggi elevati, invece, peggiorano l’inibizione.
Le cellule del Sertoli, localizzate nei tubuli seminiferi contorti, svolgono un ruolo nella
spermatogenesi:
supporto strutturale agli spermatogoni;
• apporto di sostanze nutritive;
• controllo del movimento delle cellule germinali;
• guida della spermiazione;
• formazione della barriera ematotesticolare;
• secrezione del liquido testicolare;
• coordinamento delle comunicazioni tra cellule di Leydig, cellule germinali e cellule mioidi.
•
Testosterone
Viene prodotto a partire dalla pubertà con l’attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-testicolo.
Le sue funzioni principali sono:
sviluppo dei caratteri sessuali maschili secondari;
• regolazione delle ghiandole sessuali accessorie;
• influenza sulla composizione del seme;
• stimolo della libido e dell’aggressività;
• mantenimento della spermatogenesi;
• effetto anabolizzante.
•
Anche la donna produce testosterone a livello delle cellule della teca; in assenza di aromatizzazione
può causare acne e irsutismo.
Spermatogenesi
La spermatogenesi è il processo che porta alla formazione degli spermatozoi e avviene nell’epitelio
seminifero del testicolo.
Gli spermatozoi sono cellule aploidi (n), ottenute tramite meiosi.
Gli spermatogoni colonizzano i tubuli seminiferi già in fase embrionale e la produzione spermatica è
6
potenzialmente continua per tutta la vita.
Fasi della spermatogenesi
1. Spermatocitogenesi: divisioni mitotiche degli spermatogoni (2n);
2. Meiosi: passaggio da 2n a n con formazione di spermatidi;
3. Spermiogenesi: trasformazione degli spermatidi in spermatozoi maturi.
Gli spermatozoi maturano progressivamente spostandosi dalla membrana basale verso il lume dei
tubuli e poi all’epididimo. La durata media del processo è di circa 57 giorni, variabile tra specie.
Spermiogenesi
Si articola in quattro fasi: fase del Golgi, del cappuccio, acrosomica e maturativa. Durante questo
processo viene eliminato il residuo citoplasmatico (goccia protoplasmatica). La sua persistenza indica
immaturità dello spermatozoo. La maturazione finale avviene nell’epididimo: nella testa e nel corpo
può essere ancora presente la goccia, ma nella coda deve essere assente.
L’epididimo è suddiviso in testa, collo e coda ed è costituito da un tubulo molto lungo e convoluto,
che sbocca nel dotto deferente.
Ha una parete muscolare e un epitelio cigliato; le contrazioni peristaltiche permettono il trasporto degli
spermatozoi. Solo gli spermatozoi presenti nella coda dell’epididimo sono: motili; fertili e privi di goccia
protoplasmatica.
Dopo un prelievo seminale è normale trovare una quota di spermatozoi immaturi, ma se la percentuale
supera l’80% il seme non è fecondante. Negli animali si effettuano al massimo tre prelievi settimanali,
per evitare l’esaurimento della riserva spermatica.
Prelievo del seme e valutazione
Il materiale seminale è costituito dagli spermatozoI sospesi nel plasma seminale, prodotto dalle
ghiandole accessorie: vescichette seminali, ghiandole bulbo-uretrali, ampolle dei deferenti e prostata.
Non tutte le specie possiedono le possiedono tutteà cane presenta esclusivamente la prostata.
Per effettuare un’inseminazione artificiale, il seme deve essere prelevato e valutato, per poi essere
utilizzato fresco, refrigerato o congelato. Nel toro il prelievo avviene tramite vagina artificiale, mentre
in alcune specie, come il cane, il prelievo è manuale.
Raccolta del seme: femmina in fase estrale (poco conveniente) o un maschio castrato, stimolato con
estrogeni per emettere odori attrattivi (poco pratico), quindi si utilizza un manichino rivestito di pelle
bovina, sul quale il toro viene addestrato fin da giovane.
Vagina artificiale
È composta da: manicotto rigido esterno; guaina interna, costituita da una fodera in lattice che delimita
una camera interna; tra manicotto e guaina viene inserita acqua calda a 38–42°C, per simulare la
temperatura vaginale naturale; cono di gomma e provetta di raccolta (meglio se graduata).
La pressione interna viene adattata alle dimensioni del pene del maschio. La guaina interna deve
essere lubrificata con un gel non spermicida, per evitare lesioni da sfregamento. Inoltre, la parte
terminale viene protetta dalla luce con un cono di tessuto scuro, poiché la luce inattiva gli spermatozoi.
Prima del prelievo si effettuano tre false monte, che aumentano la libido, la concentrazione e la motilità
spermatica. Il prelievo viene effettuato 1–3 volte a settimana, con due eiaculazioni a distanza di circa
7
mezz’ora: il primo prelievo viene scartato (può contenere residui), mentre il secondo è quello utilizzato.
Valutazione del seme
La valutazione viene effettuata sul seme fresco (30–35°C), subito dopo la raccolta, prima della
diluizione e dello stoccaggio (nella bovina quasi sempre congelato in azoto liquido).
Valutazione macroscopica
Volume: generalmente ridotto (0,5–12 ml). Volume e concentrazione sono inversamente
• proporzionali.
Colore: bianco-giallastro; colorazioni rosse o giallo intenso indicano contaminazione da sangue
• o urine, entrambe spermicide;
Odore: assente, tranne nel cavallo che ha un caratteristico odore di ferro;
• pH: nel bovino è leggermente acido (6,5–6,8) per l’elevata concentrazione; in specie con volumi
• elevati è più alcalino.
Valutazione microscopica
Osservazione del seme fresco, per la motilità (circa 80%), preferibilmente con movimento
• rettilineo progressivoà con computer o camera di Burker;
Osservazione del seme fissato e colorato, per valutare la morfologia e l’integrità di membrana.
• La percentuale di spermatozoi con membrana danneggiata deve essere <20%;
Calcolo della concentrazione, che nel bovino è elevata, circa 500–800 milioni/ml, in relazione
• al basso volume.
Dopo la valutazione, il seme viene portato a 21°C e diluito per ottenere la dose fecondante ideale: 25
milioni di spermatozoi per paillette mini; 50 milioni per paillette medie.
Il mezzo diluitore contiene: acqua bidistillata; soluzione tampone (es. TRIS); macromolecole
stabilizzanti (lecitine, proteine e lipoproteina, glucosio e fruttosio); sostanze nutritive; antibiotici;
crioprotettore (glicerolo), necessario solo per il congelamento.
Il congelamento avviene gradualmente: da 35°C a 21°C, poi a 5°C, con una fase di equilibratura di 4–5
ore. Poi le paillettes vengono immerse in vapori di azoto a -140°C e dopo 8-10 sec immerse in azoto
liquido a -196°C.
Stoccaggio del seme
Il seme viene conservato in paillettesàrealizzate in polietilene e presentano numerosi vantaggi:
rapido congelamento e scongelamento;
• ottimo scambio termico;
• sicurezza sanitaria;
• facile identificazione;
• basso costo;
• praticità di stoccaggio.
•
Le paillettes sono lunghe 133 mm e possono essere: medie (0,5 ml) o mini (0,25 ml).
Su ciascuna paillette sono riportati i dati identificativi del toro (anno nascita e n° identificativo), la razza,
la data di confezionamento e il centro di produzione.
Il seme è contenuto nella parte centrale; alle estremità sono presenti un tappo sigillato e un doppio
tamponcino di ovatta con PVA, che facilita la fuoriuscita del seme durante l’inseminazione.
È disponibile anche seme sessato, ++ in bovine da latte per ottenere femmine destinate alla rimonta.
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CICLO ESTRALE
In tutte le specie, la capacità
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