Introduzione di Fondamenti di Organizzazione Aziendale
Definizione e Natura dell'Impresa
L'impresa è definita come un istituto economico e sociale a carattere stabile (società umana) con le
seguenti caratteristiche fondamentali:
• Attività: Realizza attività di produzione di beni e/o servizi.
• Scambio: Opera attraverso lo scambio con il mercato.
• Risorse: Aggrega risorse diverse per quantità e tipologia (capitali, persone, tecnologie).
• Remunerazione: Impiega fattori produttivi che vengono remunerati attraverso i risultati
dell'attività economica stessa (creazione di ricchezza).
Ambiti di operatività: L'impresa opera solitamente in un ambito limitato secondo due direttrici:
• Specializzazione orizzontale: Si concentra solo su alcuni beni o servizi (definisce il settore di
appartenenza).
• Specializzazione verticale: Si occupa solo di una parte del ciclo produttivo complessivo.
Gli Elementi Comuni delle Aziende di Produzione
Nonostante le diverse dimensioni (dalla piccola officina alla multinazionale come Fiat o Carrefour),
tutte le imprese condividono 5 elementi imprescindibili:
1. Organizzazione duratura: Una struttura capace di coordinare beni e persone, destinata a
perdurare nel tempo e non a essere occasionale.
2. Risorse: Mezzi materiali e immateriali (edifici, macchinari, automezzi, merci, ecc.).
3. Persone: L'elemento umano che opera a vari livelli (imprenditore, dirigenti, impiegati, operai).
4. Operazioni: Le attività svolte dalle persone nell'esecuzione del lavoro per raggiungere il fine
aziendale.
5. Fine: La creazione di ricchezza (valore) per remunerare chi ha investito capitale e soddisfare le
attese dei prestatori di lavoro.
Caratteristiche del "Sistema Impresa"
L'impresa viene analizzata come un sistema caratterizzato da tre componenti chiave:
1. Fini/Obiettivi: Il sistema ha obiettivi propri che non coincidono necessariamente con quelli dei
singoli partecipanti (individui).
2. Struttura: È l'insieme relativamente stabile delle relazioni tra i sottosistemi. Può essere più o
meno formalizzata ed evolve nel tempo (in modo incrementale per adattamento o per salti
tramite ristrutturazioni).
3. Funzioni: Insieme di attività con caratteristiche simili che servono al raggiungimento degli
obiettivi (dettagliate in base alla scomposizione degli obiettivi stessi).
Le Dimensioni Organizzative
Per comprendere l'organizzazione, bisogna analizzare tre dimensioni interagenti:
• Ambiente: Il contesto esterno (settore, economia regionale, ecc.).
• Attori: Le persone coinvolte (individui, gruppi).
• Relazioni: I legami tra gli attori e l'ambiente, che possono essere di natura economica, sociale o
psicologica. Tipologie di Sistema Organizzativo
Le teorie organizzative interpretano l'impresa secondo tre diverse prospettive o tipi di sistema:
• Sistema Razionale: L'organizzazione è vista come un insieme di individui orientati a obiettivi
specifici, con una struttura sociale formalizzata (focus sull'efficienza tecnica).
• Sistema Naturale: L'organizzazione è un insieme di individui che condividono l'interesse
comune alla sopravvivenza del sistema; si impegnano in attività collettive anche strutturate
informalmente.
• Sistema Aperto: L'organizzazione è un sistema di attività interdipendenti che connettono
coalizioni di persone instabili; è radicata nell'ambiente da cui dipende e con cui ha continui
scambi. La Prospettiva Sistemica (Metafora dell'elefante)
Va sottolineata l'importanza di non guardare all'organizzazione in modo parziale.
• La metafora:
• La lezione: Se ci si focalizza solo su una parte (es. solo la struttura formale o solo le relazioni
umane), si perde la comprensione del tutto. È necessaria una prospettiva sistemica per
comprendere la complessità dell'elefante (l'impresa) nella sua interezza.
Principali Teorie Organizzative
Le teorie organizzative mirano a sviluppare modelli interpretativi per spiegare, comprendere e
progettare il coordinamento di attività e risorse per raggiungere gli obiettivi.
Le Teorie Classiche
Le teorie classiche condividono l'idea che le organizzazioni siano strumenti razionali per
raggiungere obiettivi specifici, dove l'efficienza è massimizzata attraverso la scienza, la struttura
formale e la ricerca di soluzioni universali (One Best Way).
L'Organizzazione Scientifica del Lavoro (Taylorismo)
F.W. Taylor (1911) introduce un approccio scientifico per superare il management tradizionale,
basato sull'opinione, e risolvere il conflitto tra datori di lavoro e dipendenti.
• I 4 Principi Fondamentali:
1. Sviluppo di una vera scienza: Studio scientifico del lavoro per sostituire le conoscenze
approssimative.
2. Selezione e sviluppo scientifico del lavoratore: Analisi delle attitudini e addestramento
continuo per creare il "fit" perfetto tra lavoratore e mansione.
3. Unione di scienza e lavoratori: Collaborazione affinché il lavoro sia svolto secondo i
principi stabiliti.
4. Cooperazione e divisione del lavoro: Ripartizione netta delle responsabilità: il
management pianifica e organizza, i lavoratori eseguono.
• Metodologia (One Best Way):
Scomposizione del lavoro in attività elementari.
• Cronometraggio e studio dei tempi e metodi.
• Eliminazione di movimenti inutili ed errori.
• Standardizzazione delle Best Practice.
•
• Caratteristiche del modello: Approccio Bottom-up (parte dai processi produttivi), focus sulla
parcellizzazione, controllo gerarchico, incentivi economici (cottimo) e visione dell'organizzazione
come sistema chiuso. La Teoria della Direzione Amministrativa (Fayol)
H. Fayol (1931) si concentra sulla funzione direzionale e sull'organizzazione dall'alto verso il basso
(Top-down).
• Le Funzioni Aziendali: Fayol individua 6 funzioni: Tecnica, Commerciale, Finanziaria, di
Sicurezza, di Contabilità e Amministrativa (Direzionale).
• La Funzione Amministrativa: È universale e pervasiva. Si compone di 5 elementi:
1. Prevedere/Pianificare: Valutare il futuro e preparare programmi d’azione.
2. Organizzare: Creare l'organismo sociale e materiale.
3. Comandare: Far funzionare il personale.
4. Coordinare: Armonizzare le attività.
5. Controllare: Verificare la conformità alle regole.
• I 14 Principi di Direzione:
1. Divisione del lavoro: Specializzazione per l’efficienza.
2. Autorità e Responsabilità: Diritto di comandare e dovere di rispondere.
3. Disciplina: Obbedienza e rispetto delle regole.
4. Unità del comando: Un dipendente deve ricevere ordini da un solo capo.
5. Unità di direzione: Un solo capo e un programma per operazioni con lo stesso scopo.
6. Subordinazione dell'interesse particolare: L'interesse generale prevale.
7. Retribuzione: Deve essere equa.
8. Accentramento: Bilanciamento dell'influenza decisionale.
9. Gerarchia (Principio scalare): Catena di comando dal vertice alla base.
10. Ordine: Materiale e sociale ("un posto per ogni cosa/persona”).
11. Equità: Giustizia e benevolenza.
12. Stabilità del personale: Limitare il turnover per favorire l’apprendimento.
13. Iniziativa: Capacità di proporre e realizzare.
14. Unione del personale (Esprit de corps): Armonia tra i membri.
La Teoria della Burocrazia (Weber)
Max Weber (1922) analizza l'organizzazione basata sull'autorità razionale-legale.
• Autorità vs Potere: Il potere è la capacità di imporre il proprio volere; l'autorità è il potere
legittimato (accettato come giusto).
• Tipi di Autorità:
Carismatica: Basata sulle doti eccezionali del leader (instabile).
• Tradizionale: Basata sulla consuetudine ("si è sempre fatto così”).
• Legale: Basata su regole statuite e impersonali (fondamento della burocrazia).
•
• Caratteristiche della Burocrazia:
Divisione del lavoro e specializzazione tecnica.
• Gerarchia piramidale.
• Sistema di regole astratte e impersonali.
• Separazione tra proprietà e ufficio (impersonalità).
• Carriera basata sulla competenza e anzianità, con stipendio fisso.
•
• Driver di burocratizzazione: La burocrazia emerge con l'aumento della dimensione, la stabilità e
la necessità di uniformità. Le Teorie Moderne
Queste teorie superano la visione meccanicistica introducendo il fattore umano (psicologico/sociale)
e l'interazione con l'ambiente esterno (Sistemi Aperti).
1. Scuola delle Relazioni Umane
Focus sugli aspetti informali, sociali e psicologici del lavoro.
• Elton Mayo (Effetto Hawthorne): Scopre che la produttività è influenzata più da fattori sociali
(attenzione, relazioni, gruppi informali) che dalle condizioni fisiche (luce, pause).
• Chester Barnard: L'organizzazione è un sistema cooperativo. Distingue tra fini organizzativi
(efficacia) e moventi personali (efficienza individuale). Sottolinea l'importanza dei fattori
informali accanto a quelli formali.
• Abraham Maslow (Gerarchia dei bisogni): La motivazione nasce dal soddisfacimento
progressivo di 5 livelli di bisogni:
1. Fisiologici: Salario base, ambiente sicuro.
2. Sicurezza: Stabilità lavorativa, benefit.
3. Appartenenza: Socializzazione, team work.
4. Stima: Riconoscimenti, autonomia, responsabilità.
5. Autorealizzazione: Crescita personale, sfide, creatività.
• Chris Argyris: Evidenzia il conflitto tra la personalità dell'adulto (che cerca autonomia e
indipendenza) e le strutture formali classiche (che impongono dipendenza e passività),
suggerendo che l'organizzazione deve adattarsi per permettere la maturazione dell’individuo.
• Rensis Likert: Analizza gli stili di leadership in relazione a performance e clima. Identifica 4
stili: Autoritario, Paternalistico, Consultivo, Partecipativo. Lo stile Partecipativo garantisce
maggiore impegno e risultati migliori.
• Douglas McGregor (Teoria X e Y):
Teoria X: L'uomo medio è pigro, evita il lavoro e le responsabilità; serve controllo e direzione
• (stile autoritario).
Teoria Y: Il lavoro è naturale; le persone cercano responsabilità e si auto-dirigono se motivate
• (stile partecipativo). Teorie Contingenti
Segnano il passaggio dalla ricerca della "One Best Way" alla "One Best Fit". Non esiste
un'organizzazione ideale in assoluto, ma la struttura migliore dipende dalle circostanze
(contingenze).
• Ambiente (Burns & Stalker):
Ambiente Stabile: Adatto a un Sistema Meccanico (alta specializzazione, gerarchia rigida,
• decisioni accentrate, lealtà al capo).
Ambiente Turbolento: Richiede un Sistema Organico (flessibilità, adattamento reciproco,
• conoscenza diffusa, impegno sugli obiettivi).
• Tecnologia (Woodward): La struttura dipende dal sistema produttivo:
Produzione unitaria/piccoli lotti: Struttura più flessibile.
• Produzione di massa: Struttura più meccanica e burocratica.
• Processo continuo: Struttura altamente automatizzata.
•
• Dimensione: All'aumentare della dimensione aziendale aumentano la specializzazione, la
standardizzazione, la formalizzazione e la burocratizzazione.
• Strategia (Chandler): "La struttura segue la strategia". Le scelte strategiche determinano la
configurazione organizzativa.
Evoluzione dei Paradigmi Produttivi
Confronto tra modelli storici di organizzazione della produzione e del lavoro.
1. Fordismo
Basato sulla produzione di massa e sull'Organizzazione Scientifica del Lavoro.
• Logica: "Push" (produrre per il magazzino basandosi su previsioni).
• Caratteristiche: Alta standardizzazione, economia di scala, parcellizzazione spinta del
• lavoro, integrazione verticale, asincronismo (scorte come polmone).
2. Toyotismo (Lean Production)
Basato sul Toyota Production System (TPS), che introduce 4 principi chiave:
1. Produzione totalmente sincronica (JIT): Eliminazione delle scorte intermedie;
produzione solo al momento del bisogno.
2. Sincronismo adattativo (Pull): La produzione è tirata dalla domanda del mercato (Logica
a trazione).
3. Miglioramento continuo (Kaizen): Ricerca costante della perfezione e progressione
incrementale, opposta allo standard statico fordista.
4. Auto-attivazione (Jidoka): Coinvolgimento della manodopera. I lavoratori possono
fermare la linea se rilevano difetti (controllo qualità alla fonte).
3. Post-Fordismo e Confronto
L'evoluzione verso modelli più flessibili per rispondere a mercati variabili.
• Relazione Volumi-Mix: Si passa da alti volumi/basso mix (Fordismo) a volumi minori ma alta
varietà/personalizzazione (Post-Fordismo).
• Integrazione: Passaggio dall'integrazione verticale (Fordismo) all'Impresa Rete (Post-Fordismo).
• Relazioni: Da antagonismo e mercato puro a partnership e integrazione con fornitori e clienti
(Cliente come “ispiratore").
• Automazione: Da rigida a flessibile/frugale.
• Lavoro: Da parcellizzazione a arricchimento delle mansioni (Job Enrichment) e autonomia.
Progettazione Organizzativa
Relazione tra Strategia e Struttura
La progettazione dell'organizzazione non è un atto isolato, ma deriva dalle scelte strategiche.
• Il ciclo fondamentale: Pianificazione → Strategia → Organizzazione → Esecuzione.
• Modello Input/Output: L'organizzazione è un sistema di trasformazione che prende input
(materiali, uomini, capitali, tecnologie) e, attraverso flussi fisici, informativi e decisionali, genera
output (beni, servizi, soddisfazione, sviluppo).
• Catena del Valore: La struttura organizzativa serve ad aggregare e suddividere le attività
strategicamente rilevanti definite dalla catena del valore (progettare, produrre, vendere, assistere).
Concetti Chiave di Progettazione
È necessario distinguere tra Organizzazione (costrutto sociale dinamico, influenzato dai
comportamenti) e Struttura Organizzativa (l'organigramma, la configurazione stabile e formale).
Vocabolario e Componenti:
• Specializzazione Verticale: Suddivide l'organizzazione in senso gerarchico in base al potere
decisionale (Top management → Middle management → Nucleo operativo).
• Specializzazione Orizzontale: Suddivide l'organizzazione in senso funzionale (reparti,
dipartimenti) in base a criteri come scopo, tecnologia, area geografica o clientela.
• Line vs Staff:
Line: Attività direttamente legate al raggiungimento degli obiettivi (produzione, vendita).
• Staff: Attività di supporto, consulenza e servizi ausiliari.
•
Job Design (Progettazione delle Mansioni):
• Job Enlargement (Allargamento): Aumento del numero di compiti dello stesso livello assegnati
a un lavoratore.
• Job Enrichment (Arricchimento): Riprogettazione della mansione per aumentare autonomia,
responsabilità e controllo (crescita verticale).
• Job Rotation (Rotazione): Spostamento periodico dei lavoratori tra diversi reparti per ampliare
l'esperienza e identificare punti di forza/debolezza.
Integrazione e Differenziazione:
La progettazione deve bilanciare due forze opposte:
1. Differenziazione: Divisione del lavoro e specializzazione.
2. Integrazione: Ricomposizione a unità di ciò che è stato diviso. La difficoltà di integrazione
dipende dal numero di unità, dal tipo di interdipendenza (generica, sequenziale, reciproca) e
dall'incertezza delle informazioni.
La Struttura Funzionale
È la struttura classica (Gerarchico-Funzionale), che raggruppa le risorse in base alla funzione svolta
(specializzazione tecnica).
• Caratteristiche: Principio della divisione del lavoro per specializzazione tecnica.
• Vantaggi: Efficienza, economie di scala, stabilità, sviluppo di competenze specialistiche
profonde.
• Svantaggi: Rigidità, "silos" incomunicabili (scarsa circolazione orizzontale delle informazioni),
visione parziale degli obiettivi aziendali.
Le 9 Principali Funzioni Aziendali:
In un'azienda industriale classica, si individuano generalmente nove funzioni chiave:
1. Ricerca e Sviluppo (R&S): Studio, innovazione prodotto/processo, ricerca sui materiali.
Collabora strettamente con Marketing (bisogni) e Produzi
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