Organizzazione Aziendale (Gr. P-Sa) Alessandro Preti
ORGANIZZAZIONE AZIENDALE
27/02/24
L’organizzazione, la gestione e la rilevazione rappresentano le tre classi di operazioni che compongono
l’amministrazione d’azienda. L’organizzazione aziendale è una parte del funzionamento dell’azienda, in
particolare la gestione del lavoro delle persone. La gestione mette insieme sia le attività svolte dalle persone
che quelle svolte dagli impianti, mentre la rilevazione serve per tenere traccia dell’andamento dell’attività di
impresa.
L’organizzazione è una disciplina che si occupa e contribuisce al funzionamento delle imprese; innanzitutto
deve stabilire quali tipi di professionalità servono per realizzare il progetto, e anche progettare il contenuto
del lavoro di tutte queste professionalità, infine si occupa molto di coordinare il lavoro delle diverse persone
per far sì che tutti insieme si arrivi alla realizzazione del progetto pianificato.
L’organizzazione del lavoro consiste nell’assegnare le mansioni a tutti i collaboratori di un’impresa, insieme
all’unità HR che collabora con l’organizzazione, ed è importante anche stabilire dei rapporti di natura
gerarchica per aumentare l’efficienza nonché per coordinare meglio.
È importante anche la natura delle attività che compongono la mansione, perché questa può definire una
mansione che ha caratteristiche diverse.
- Il vantaggio di una mansione composta da attività tutte uguali è che si può apprendere con molta
precisione e velocemente, quindi si può raggiungere la massimizzazione dell’efficienza; dall’altra
parte, il lavoratore in questo caso è più facilmente sostituibile e il lavoro può essere noioso
(alienazione).
- Al contrario, una mansione composta da diverse attività, ha come vantaggio il fatto di essere meno
noiosa, però il problema è che il lavoratore deve contribuire maggiormente con delle idee. È più
difficile apprendere una mansione composta da attività diverse.
L’etimologia delle parole
- “Organizzazione” deriva dalla radice organum che significa strumento. “Organizzazione” e “energia”
hanno in comune la stessa origine.
- La parola “Lavoro” deriva da laborem, che rievoca il concetto della fatica.
Questa disciplina deve essere uno strumento per trasformare il lavoro delle persone unito ad altre risorse in
energia. Bisogna ridurre la fatica sviluppando energia.
Il lavoro ibrido è un nuovo tipo di organizzazione del lavoro, che ha delle potenzialità ma ultimamente si
stanno sviluppando anche delle difficoltà legate ad esso.
N.B.: si chiama “remote-work” o “hybrid-work”, non “smart-working”.
Oggi l’organizzazione del lavoro può fare la differenza anche per come le persone poi si sentono trattate sul
posto di lavoro e quindi su come vivono il proprio lavoro e la relazione con la propria azienda. Le imprese
hanno una reputazione anche per come si caratterizzano come luogo di lavoro: i lavoratori sono coloro che
costruiscono questa reputazione dell’impresa. Una buona reputazione aziendale permette di attirare dei
lavoratori migliori.
Il GPTW – Great Place To Work – è un’azienda che viene pagata dalle aziende per essere valutate come
luogo di lavoro, intervistando i lavoratori delle imprese, verificando le articolazioni dei sistemi HR, e in
generale raccogliendo informazioni con questa Survey presso i lavoratori. Quest’azienda misura ciascuna
impresa su queste cinque variabili:
- Credibilità
- Rispetto
- Equità
- Orgoglio 1
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- Coesione
Ogni anno vengono stilate diverse classifiche del GPTW, ad esempio tra piccole-medie-grandi imprese, per le
varie nazioni…
Le aree della disciplina
- Progettazione organizzativa, la parte principale dell’organizzazione aziendale;
- Comportamento organizzativo, si occupa di sviluppare le competenze di gestione dei lavoratori;
- Gestione delle risorse umane;
- Sistemi informativi aziendali, che sono tra i meccanismi di coordinamento più evoluti all’interno delle
imprese.
Gli obiettivi del corso (perché)
Il modo in cui si organizza il lavoro dei collaboratori fa la differenza, ad esempio portando a risultati molto
positivi o molto negativi. Le organizzazioni sane, sul lungo periodo offrono tre volte il rendimento totale per
gli azionisti (secondo l’importante società di consulenza McKinsey & Co.). Il modo in cui è organizzata
un’impresa definisce quanto è sana l’impresa stessa, e la salute organizzativa comprende tre elementi:
1. Quanto l’intera organizzazione è in grado di comprendere e condividere una visione comune;
2. Come l’organizzazione è in grado di “eseguire” la propria strategia;
3. Quanto l’organizzazione si innova e si rinnova nel tempo.
La passione, la dedizione e l’innovazione possono portare a risultati sorprendenti. I lavoratori quando sono
organizzati in maniera opportuna non sono un costo, ma rappresentano un investimento.
A cosa serve la progettazione organizzativa?
Organizzare significa imparare a trasformare una buona idea combinando risorse economiche ed umane in
un buon risultato, e sbagliare analisi e/o soluzione organizzativa costa! La vita, non solo delle aziende, è
piena di esempi di failure organizzative.
Dalle scelte organizzative dipendono i risultati e la capacità di sopravvivenza nel tempo dell’impresa.
Alla fine del corso:
- Si sarà in grado di comprendere il funzionamento dell’organizzazione aziendale;
- Si sarà capaci di costruire (progettare) un “ponte” tra buone idee e buoni risultati;
- Si potrà essere migliori cittadini delle organizzazioni (gestire attività e persone attraverso pratiche
organizzative).
L’obiettivo è quello di sviluppare delle competenze applicabili a casi aziendali concreti, passando
dall’apprendimento di competenze di organizzazione.
Che cos’è un’organizzazione?
La definizione di organizzazione si compone di quattro elementi:
1. È un’entità sociale, ovvero è composta da persone che sono in relazione tra di loro. Le aziende si
occupano delle persone perché queste sono preziose per le competenze che portano in azienda, sia
quelle tecniche ma anche quelle relazionali. Le relazioni interne all’organizzazione sono un valore
per l’azienda, ad esempio per un capo è importante avere una buona relazione interna con i propri
collaboratori, ma sono importanti anche le relazioni che si hanno con soggetti esterni
all’organizzazione (ad es. un venditore con i suoi clienti, oppure con i fornitori).
2. È guidata da obiettivi, che permettono di realizzare l’obiettivo strategico di una determinata fase del
ciclo d’impresa. Le persone lavorano per l’impresa anche mossi da obiettivi personali (ad es.
lavorare per una data impresa per imparare nuove competenze), diversi generalmente l’uno
dall’altro. L’organizzazione ha dei suoi obiettivi, indipendenti rispetto a quelli delle persone che la
compongono. L’organizzazione è lo strumento attraverso il quale ciascuno realizza il proprio obiettivo
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individuale, le persone che lavorano per la stessa impresa hanno in comune la funzione strumentale
dell’organizzazione.
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3. Progettata come un sistema di attività deliberatamente strutturato e coordinato, la progettazione
organizzativa e l’organizzazione si compone anche di un insieme di attività. L’attività d’impresa viene
suddivisa dall’organizzazione in attività più semplici attribuite a singoli lavoratori o gruppi di
lavoratori che compongono le unità organizzative.
È costituito da regole e meccanismi che consentono di dividere l’attività complessiva d’impresa in
attività più semplici, e anche regole e strumenti che servono per tenere insieme queste attività e
collegarle tra di loro. Le attività devono tutte concorrere alla realizzazione dell’attività complessivo
d’impresa. Questi ulteriori meccanismi che consentono un collegamento delle attività svolte vengono
detti meccanismi di coordinamento.
È deliberatamente strutturato perché ci sono delle regole che suddividono il lavoro ai lavoratori, e
coordinato perché accanto a queste regole vengono inserite soluzioni e meccanismi che
mantengono un collegamento tra le diverse parti svolte dall’organizzazione.
4. Che interagisce con l’ambiente esterno, non esiste un’organizzazione che non comunica con
l’ambiente esterno. Le organizzazioni, infatti, sono dei sistemi aperti, i confini organizzativi sono
sempre permeabili. Le interazioni con l’ambiente esterno avvengono innanzitutto per procurarsi le
risorse, e poi per distribuire quanto prodotto e ottenere così un ricavo dalla distribuzione dei prodotti
o servizi realizzati. L’organizzazione riceve input dall’esterno, aggiunge valore alle informazioni che
gli vengono fornite ed in seguito restituisce i prodotti realizzati (output). Gli elementi dell’ambiente
esterno sono diversi soggetti (ad es. anche il pagamento delle tasse).
Per esistere l’organizzazione deve disporre di tutti e quattro questi elementi.
Che cosa significa organizzare?
“Organizzare” in quanto verbo richiamata ad un processo nel quale si considerano le caratteristiche assunte
da alcune variabili rilevanti per l’impresa. Queste variabili sono chiamate variabili contingenti e dimensioni
organizzative.
L’attività dell’organizzare riguarda l’analizzare alcune variabili rilevanti per l’organizzazione, e sulla base
delle caratteristiche di queste variabili si cerca di definire quali sono i fabbisogni organizzativi di
quell’impresa che si misura con le variabili contingenti. Progettare una soluzione organizzativa è un processo
che richiede una diagnosi dei fabbisogni organizzativi e l’identificazione della forma/configurazione più
adatta in ragione delle variabili contingenti. Le variabili da analizzare sono:
- la scelta strategica (che tipo di vantaggio competitivo voglio conseguire?);
- le condizioni dell’ambiente (è stabile o innovativo?);
- la tecnologia dell’organizzazione, l’insieme di quello che serve per realizzare l’attività caratteristica
d’impresa;
- le dimensioni dell’impresa (quanto è grande la mia organizzazione?)
- la cultura organizzativa. 3
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Serve fare una diagnosi dei fabbisogni organizzativi che l’azienda ha a partire dalle variabili contingenti, su
questa base si procede con il progettare l’organizzazione (definire regole per suddividere le attività, e poi
inserire dei meccanismi di coordinamento).
Non esiste un modo di organizzare migliore in assoluto, ma bisogna sempre ricercare una coerenza tra le
caratteristiche dei fattori contingenti e i punti di forza e debolezza della soluzione organizzativa che io
progetto. Non esiste una “one best way”, ma bisogna cercare il “best fit”.
La disciplina dell’organizzazione nasce con Taylor, il quale parla di organizzazione scientifica del lavoro.
Secondo lui, era possibile progettare il modo migliore in assoluto secondo il quale svolgere ciascuna attività,
per massimizzare la produttività delle imprese. Questo ci si accorge che non è possibile, anche perché ogni
lavoratore adattava a sé la mansione in cui diventava esperto.
Si comprende come la progettazione organizzativa debba invece ricercare la coerenza tra le caratteristiche
delle variabili contingenti e le caratteristiche dell’organizzazione che si progetta.
I fattori contingenti
I fattori contingenti comprendono elementi più ampi che influiscono sulle dimensioni strutturali, tra cui la
dimensione dell’organizzazione, la tecnologia, l’ambiente, la cultura e gli obiettivi; essi descrivono l’ambiente
organizzativo che influenza e modella le dimensioni strutturali. Inoltre, permettono di comprendere il perché
un’azienda è diversa da un’altra.
- L’ambiente
Comprende tutti i soggetti esterni ai confini dell’organizzazione e con i quali l’organizzazione entra in
relazione, direttamente o indirettamente (ad es. settore di attività, industria di riferimento, clienti, fornitori,
istituzioni, concorrenza e competitori, mercato del lavoro…).
Le caratteristiche dell’ambiente possono essere diverse, ad esempio un ambiente con innovazione molto
rapida oppure ambienti che cambiano più gradualmente. Non esiste un ambiente completamente stabile, e
anche oggi esistono imprese e organizzazioni che operano in un ambiente organizzativo che non è
innovativo.
N.B: l’ambiente è un concetto più ampio del settore di attività e dell’ambiente competitivo.
- La strategia
Non sono solo gli obiettivi, ma anche il programma per raggiungere quell’obiettivo. Sono gli obiettivi di
medio-lungo termine che l’azienda si pone e i piani per raggiungere quegli obiettivi. La strategia definisce gli
obiettivi e le tecniche competitive che contraddistinguono un’organizzazione da un’altra (ad esempio la
differenza tra efficienza e innovazione, e l’orientamento al cliente: si pensi al diverso modo di approcciarsi al
cliente tra Zara e Dior). 4
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La strategia è la definizione di un piano d’azione, descrive le attività con le quali raggiungere gli obiettivi e
relazionarsi con l’ambiente di riferimento (relazioni con dipendenti, clienti e concorrenti). Possiamo avere:
Strategia d’efficienza (produzione di massa per offrire un prodotto standardizzato)
o Strategia orientata al cliente (offrire prodotti fatti su misura per il cliente, più innovativi ma prezzo
o meno competitivo).
- La dimensione organizzativa (organizational size)
Può essere misurata in tanti modi, come il fatturato, ma poiché le organizzazioni sono sistemi sociali la
dimensione spesso si misura dal numero di collaboratori. Le dimensioni di impresa variano a seconda delle
economie (una grande impresa in Europa può essere una medio-piccola in America). Una caratteristica della
nostra economia è quella delle PMI, con poche unità di collaboratori. La dimensione influisce
sull’organizzazione, infatti una grande impresa avrà una gerarchia più ampia e una formalizzazione più
elevata rispetto ad una microimpresa.
- La tecnologia
Per l’organizzazione ha a che fare con la tecnica, quindi il tipo di attività caratteristica svolta dall’impresa e
tutto ciò che è tecnico rispetto alla realizzazione di quella attività. Comprendiamo le conoscenze tecniche, gli
impianti, i processi, i metodi, gli impianti utilizzati per svolgere l’attività caratteristica di impresa, il core
business. La tecnologia consiste quindi negli strumenti, nelle tecniche, nei metodi, nelle conoscenze e nelle
azioni utilizzate per trasformare gli input in output. La tecnologia varia, dunque, in base all’attività tipica
dell’impresa.
- La cultura
È ciò che rende unica e irripetibile un’organizzazione rispetto a tutte le altre. È un’insieme di valori, regole
implicite, fattori che creano i significati all’interno di un’organizzazione. La cultura organizzativa è un nucleo
che evolve molto lentamente e forma l’identità di quell’organizzazione. Consente di comprendere e decidere
che cosa è buono e cosa no nell’organizzazione, dice anche quali sono i valori irrinunciabili per
un’organizzazione e cosa l’organizzazione sa fare meglio rispetto alle altre organizzazioni: definisce le core
competences dell’organizzazione.
Ci sono anche degli aspetti più esteriori, che servono perché sono un mezzo attraverso il quale insegnano ai
collaboratori che entrano in azienda i valori della nostra cultura. Servono per comunicare la nostra cultura
organizzativa a chi si avvicina all’organizzazione.
Il caso Oticon (pt. 1)
L’ambiente e il contesto competitivo di Oticon la vedono in un contesto di concorrenza crescente e nuovi
sviluppi tecnologici. La concorrenza è molto sfidante nel settore, infatti si va verso la concentrazione
aziendale. È un mercato che ha del potenziale di espansione, la percentuale delle persone con problemi
uditivi è nettamente superiore a quelli che adoperano un apparecchio. È un ambiente in cambiamento.
All’inizio abbiamo un ambiente più semplice, caratterizzato da poca concorrenza. Nel corso del tempo, la
concorrenza di Oticon cresce, entrano diversi competitori nel settore. L’ambiente diventa anche più
dinamico (e meno stabile) perchè si verificano diversi sviluppi tecnologici di fronte ai quali Oticon deve
adattarsi; inizialmente non riesce e quindi si verificano problemi finanziari.
Si abbandona la produzione di massa, per avere un nuovo vantaggio competitivo basato sulla “veloce e
creativa integrazione di tutte le competenze esistenti nel campo”. La strategia inizialmente era difensiva, di
leadership di costo, perché Oticon era leader del mercato nel settore: in questo modo l’obiettivo era
difendere le quote di mercato conquistate, abbassando il prezzo medio dei prodotti. Con Kolind
l’orientamento passa più sull’innovazione.
La cultura organizzativa era basata su mansioni ripetitive, senza possibilità di acquisire nuove competenze.
La figura del fondatore è importante, è un’impresa imprenditoriale in cui il focus sul business è definito da
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