Estratto del documento

NOTAZIONE MUSICALE: 3 FUNZIONI (Cook)

1. Conservazione conserva un qualcosa che altrimenti sarebbe evanescente, fermando il tempo

(come le fotografie) con i propri simboli e dandogli forma visibile

2. Comunicazione trasmette musica (a contemporanei e posteri) da compositore a esecutore in

quanto mezzo di comunicazione, per cui si scrive musica affinché venga letta e riprodotta

3. Concezione della musica la modalità di notazione dipende dalla cultura della musica; la

notazione ha sempre degli aspetti che non vengono fotografati, per cui non si ha mai un idea chiara

della prassi esecutiva di un dato periodo perché i frammenti/testi del passato che arrivano di

società scomparse non è tutto ciò che si faceva all’epoca

DIFFERENZA TRA PENTAGRAMMA E INTAVOLATURA

Notazione:

- conserva la musica

- nasconde qualcosa che viene poi rivelato dall’interprete; tale modo di alternare occultamento e

rilevazione definisce una cultura musicale, per cui si distinguono 2 tipi di notazione

2 tipi di notazione:

1. Pentagramma rappresenta i suoni (classica notazione occidentale)

2. Intavolatura rappresenta ciò che gli esecutori devono fare (=come posizionare le dita)

Notazione: non riporta delle sottigliezze dell’esecuzione musicale, * per cui oggi l’esecuzione della musica

antica (periodo Barocco) deve passare attraverso altre fonti (studio dei trattati dell’epoca su come eseguire

dati repertori) oltre alla musica

- alcune fasi storiche: il compositore scriveva e l’esecutore aggiungeva ornamentazioni o diminuzioni (=parti

improvvisate) *

- ‘900 (Avanguardie): il compositore scriveva tutto ciò che doveva essere fatto

A tal proposito Cook si domanda perché oggi i compositori non si limitano a registrare un brano senza

scriverlo (creare partiture)? Perché la registrazione musicale o analogica (dischi, vinili, cassette) toglie

spazio all’interpretazione degli esecutori, importante soprattutto nella tradizione musicale colta

AUTENTICITA’ DEL ROCK E POP (musica tonale basata su successione di accordi primo-quinto-primo)

Per anni si è discusso su quale fosse lo stile più autentico.

La musica pop è considerata popolare, che segue le logiche di mercato, per cui non ciò non la rende

autentica.

La musica rock invece è considerata non convenzionale/commerciale e naturale, per cui autentica.

Ma in realtà anche la musica rock segue le logiche di mercato e il gusto del pubblico.

Dunque l’autenticità della musica rock rispetto alla musica pop non ha senso.

Cook afferma che l’idea di autenticità è radicata nel modo di pensare della cultura occidentale.

Porta l’esempio della musica rock (blues), considerata autentica e naturale espressione di oppressione della

razza nera, perché suonata dal vivo e manda messaggio, in contrapposizione alla musica d’arte (musica

classica della tradizione), artificiosa, in cui prima vi è un compositore e poi un esecutore

Ma nella musica rock ci sono alcuni generi (es. heavy metal/musica pop con le cover) che riprendono e

rielaborano musiche del passato, ciò che è artificioso e che disprezza il rock stesso

Dunque l’autenticità della musica rock rispetto alla musica d’arte non ha senso.

DIFFERENZE ESECUTORE-COMPOSITORE

Compositore: ha un idea generatrice che deve tradurre abilmente in una partitura formata da note e

indicazioni sulle modalità esecutive (=come deve essere fatto il brano)

Esecutore: deve interpretare i simboli e tradurli in vibrazioni fisiche (suoni, rumori) che vengono poi

percepite dall’ascoltatore

Ascoltatore: attribuisce ai suoni un significato che non corrisponde necessariamente all’idea del

compositore o dell’esecutore

PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO MUSICALE

La psicologia dello sviluppo musicale è l’incontro di tre discipline (psicologia, musica e didattica) che studia

lo sviluppo dei processi cognitivi e percettivi dell’esperienza musicale. Tale conoscenza permette

all’insegnante di individuare i mezzi da fornire agli alunni per la loro crescita musicale.

Le fasi dello sviluppo cognitivo-musicale del bambino:

- fin dagli ultimi mesi della vita intrauterina: l’orecchio è sensibile a suono e intensità

- 4-6 mesi: produce il suono battendo, grattando, scuotendo

- dopo 6 mesi: ripete sillabe cantilenate (lallazioni musicali: musical babbling); è importante lo stimolo

dell’adulto che canta

- dopo 1 anno: abbozzi di canzoni

- 3 anni: canto imitativo e canto spontaneo inventato

- 3-4 anni: canto immaginativo con parole a caso in melodie esistenti

- 5-6 anni: canti, parole, ritmo e melodia sono entità autonome; l’insegnante deve affinare orecchio per

coordinare orecchio-voce e riprodurre una melodia perfetta (riprodurre tutti i rapporti, soprattutto

intervallari, dentro una canzone)

- sviluppo della tonica (senso tonale) dovuto allo sviluppo della reversibilità pensiero

- 7-8 anni: percepisce funzione conclusiva della tonica, che chiude il pezzo

- 9-10 anni: percepisce funzione sospensiva della dominante

- 11-13: coglie tutto il discorso della musica tonale

! capacità di riproduzione/invenzione ritmica è più precoce di quella melodica

- 4-6 anni: accompagna ritmo con mani

- 6 anni: individua cambiamento ritmico in un brano

- 8-9 anni: riproduce ritmo e si sincronizza con brano

! bambino è creatore e imitatore

OBIETTIVI

Gli obiettivi didattici specifici a lungo termine, non comuni a tutte le discipline, contribuiscono insieme e

non in successione, e sono:

- Saper capire: cogliere significati, funzioni, contesti e strutture, attraverso l’interpretazione

- Saper produrre: comporre, tenendo conto di più parametri della musica, e riprodurre qualcosa che già

esiste, imitando e ricreando un oggetto sonoro dopo averlo ascoltato (riappropriazione ricreativa)

- Saper percepire come funziona la musica: obiettivo trasversale ai primi due

Da questi scaturiscono gli obiettivi a medio e breve termine

- Saper capire: analizzare brani, interpretando la qualità dei suoni, interpretando con altri linguaggi

(gestuale-motorio e grafico-pittorico); riconoscere stili diversi e motivare i tratti in base a autore/epoca

- Saper produrre: riprodurre eventi sonori, eseguendo brani, improvvisando sequenze, sonorizzando

fiabe/poesie

- Saper percepire: riconoscere fonti sonore e modi di produzione del suono, confrontando e classificando la

qualità dei suoni

CONTENUTI

I contenuti sono materiali di lavoro, come brani da far ascoltare, che devono essere affiancati da contenuti

strutturali (concetti del linguaggio musicale).

I contenuti devono essere finalizzati a raggiungere uno o più obiettivi, adeguati alle capacità degli alunni,

interessanti e coinvolgenti. L’insegnante può coinvolgere gli studenti nella scelta dei materiali, con musiche

più vicine a loro.

VALUTAZIONE

La valutazione serve all’insegnante (ma anche all’alunno e alle famiglie) per verificare se gli obiettivi sono

stati raggiunti, se le capacità sono state acquisite e come l’allievo sia arrivato a ciò.

Per quanto riguarda cosa valutare, ci sono due posizioni differenti:

- quantitativo (prodotto finale): valuta il risultato della prestazione, cioè i singoli apprendimenti specifici

- qualitativo (processo): valuta come si è arrivati al risultato, cioè il cambiamento di comportamenti e valori

nel corso del processo, e cosa ha portato l’alunno a cambiare considerando le condizioni di partenza, il suo

vissuto e la sua identità

La valutazione del processo/traguardo non può basarsi solo su come è stato svolto un compito, dunque è

importante trovare una via di mezzo tra la valutazione quantitativa e qualitativa.

Nell’educazione musicale è complicato applicare un metodo di valutazione univo perché non si può

lavorare solo da una prospettiva quantitativa (se l’alunno sa discriminare altezze, durate, timbri dei suoni,

riconoscere note sul pentagramma, o distinguere gli strumenti) per valuta la musicalità.

È importante tenere conto della relazione educativa e reciprocità tra insegnanti e alunni.

Uno dei metodi migliori è l’osservazione del processo sullo sviluppo della musicalità (es. valutare la capacità

di interpretazione e l’originalità piuttosto che quante note ha sbagliato eseguendo un brano), piuttosto che

il risultato, tenendo conto che la valutazione richiede chiarezza di obiettivi, per cui è importante creare le

condizioni affinché tutti gli alunni siano nelle stesse situazioni, e valutare gli alunni con strategie differenti

quando necessario (difficoltà di dare un voto all’alunno già formato).

EDUCAZIONE MUSICALE: CAMPO DI ESPERIENZA O DISCIPLINA?

L’educazione musicale è la disciplina che fornisce le competenze per diventare consumatore, critico e

produttore di musica.

Secondo la Tufari è necessario porsi in un ottica sovra disciplinare per intendere l’educazione musicale

come disciplina ma con elasticità, facendo una mediazione tra l’ottica disciplinare (dei programmi scolastici)

e l’ottica anti disciplinare perché:

- ottica anti disciplinare: rientra nell’educazione informale, non ci sono regole e rischia di escludere bambini

che non si sono mai approcciati alla musica

- ottica disciplinare: è inclusiva, si fa carico dei bisogni dei bambini e delle loro capacità musicali, ha troppe

regole e rischia di dare dei limiti

Dunque è necessario pensare l’educazione musicale come campo di esperienza (disciplina autonoma) che

gestita con flessibilità permette di portare avanti progetti adeguati alle esperienze/esigenze di insegnanti e

alunni, tenendo conto di bisogni e identità, e di raggiungere una crescita musicale, coinvolgendo tutti.

L’insegnante deve instaurare un rapporto con i colleghi anche di altre discipline per un risultato migliore, e

con gli alunni e il loro ambiente di provenienza nell’ottica di continuità tra ciò che viene fatto a scuola e ciò

che viene fruito fuori. Nella scelta di obiettivi, contenuti e metodi deve considerare i modelli già presenti e i

provvedimenti legislativi.

L’insegnamento deve essere organizzato a partire da bisogni, competenze e gusti degli alunni, in quanto

ogni apprendimento avviene all’interno di una comunità che ha un sistema di valori con cui si confronta, al

fine di stabilire una relazione educativa.

Per cui lavorare in una scuola centrata sulla relazione è una scuola che costruisce un progetto basato

sull’esperienza degli insegnanti condivisa con quella degli alunni, e da la possibilità di esprimere sé stessi.

La scuola non deve ignorare il vissuto musicale di ognuno (esperienze/bagagli di conoscenza già costruiti),

dovuto alla familiarità con la musica per la presenza di essa nella vita quotidiana (cinema, supermercato).

MUSICOLOGIA

Il termine è composto da musica + logos (discorso sulla musica, intesa come sapere).

Le due branche della musicologia sono:

- storica: studia la musica occidentale scritta nel passato

- sistematica: studia come funziona la musica, dialoga con discipline scientifiche (es. scienze dell’armonia,

ritmo e melodia, estetica)

Altro filone è:

- etnomusicologia: studia le tradizioni musicali diverse da quella europea, caratterizzate da una

trasmissione orale; l’etnomusicologo è la figura che lavora di più con strumenti provenienti da altre

discipline

Kerman:

- propone un approccio più inclusivo e critico alla disciplina, anziché chiuso e di attacco alle fonti, per

studiare la musica

- riflette sulla ricerca dell’autenticità come ossessione che porta a non vedere la realtà, e sottolinea

l’importanza dello studio della prassi di esecuzione di un brano (volere del compositore) piuttosto che

dibattere sull’uso dello strumento antico o moderno per dare autenticità

Dunque per evitare distorsioni storiche è necessario avere una visione più interdisciplinare alla musica.

MITO DI BEETHOVEN di COOK

Cook si domanda da cosa deriva la creazione del mito di Beethoven, da cui 2 idee:

1. Legata a rapporti di autorità

- nella musica dell’800: l’autorità era il compositore (Beethoven), considerato più importante di esecutore e

ascoltatore

Idea di Beethoven compositore come autorità (ruolo predominante): soprattutto nel mondo anglosassone si

Anteprima
Vedrai una selezione di 5 pagine su 17
Musicologia e storia della musica (B024365) | Appunti completi e saggi | SFP Notes Vol. 06 Pag. 1 Musicologia e storia della musica (B024365) | Appunti completi e saggi | SFP Notes Vol. 06 Pag. 2
Anteprima di 5 pagg. su 17.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Musicologia e storia della musica (B024365) | Appunti completi e saggi | SFP Notes Vol. 06 Pag. 6
Anteprima di 5 pagg. su 17.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Musicologia e storia della musica (B024365) | Appunti completi e saggi | SFP Notes Vol. 06 Pag. 11
Anteprima di 5 pagg. su 17.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Musicologia e storia della musica (B024365) | Appunti completi e saggi | SFP Notes Vol. 06 Pag. 16
1 su 17
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/07 Musicologia e storia della musica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Giulia.Catapano di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Musicologia e storia della musica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Oliva Elena.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community