Estratto del documento

Forme e classificazioni del movimento

Il movimento può essere classificato in diversi ambiti:

  • Neurofisiologico
  • Biomeccanico
  • Chinesiologico
  • Motorio

Neurofisiologia

La neurofisiologia studia il funzionamento del sistema nervoso centrale e periferico e, nel nostro caso, in che modo esso va a muovere la muscolatura. In ambito neurofisiologico i movimenti possono essere:

  • Primitivi
  • Riflessi o automatici
  • Volontari o controllati
  • Automatizzati
  • Patologici

Motricità primitiva

La motricità primitiva può essere considerata riflessa. Alla nascita, quando il cervello non si è del tutto sviluppato, sono presenti molti riflessi incondizionati o automatici, alcuni dei quali vengono persi con la crescita. Quasi tutti i riflessi neonatali scompaiono entro i primi 6-12 mesi di vita, pochi rimangono fino all'età adulta.

Movimenti massivi e incontrollati: che interessano contemporaneamente più parti del corpo senza uno scopo, quando il neonato, in stato di veglia, muove in modo scoordinato gli arti superiori assieme a quelli inferiori. MAINEL definisce massivi e incontrollati i movimenti nei primi tre mesi di vita che fanno sembrare il neonato un piccolo essere agitato, disordinato e goffo nella sua motricità. Sono massivi in quanto interessano contemporaneamente più parti del corpo e incontrollati in quanto non sono diretti ad uno scopo.

Movimenti atetotici: sono movimenti lenti che interessano segmenti corporei in condizioni di rilassamento e calma, come ad esempio allargamento e distensione delle dita o strofinio delle mani sul corpo e degli arti superiori sul viso. Sia i movimenti massivi che quelli atetotici sono imprecisi e scoordinati.

Riflessi arcaici

  • Riflesso di Moro: Scompare nel bambino normale a 4-5 mesi. Con il bambino in posizione supina, il riflesso viene evocato causando un suono improvviso o un brusco movimento del letto. Il bambino risponde con l'abduzione e l'estensione delle braccia a cui segue la circomduzione e la flessione. In presenza di emiplegia o paralisi del plesso brachiale, il braccio coinvolto non risponderà alla stessa maniera del braccio normale.
  • Riflesso tonico asimmetrico del collo: Con il paziente supino, ruotando la testa da un lato, si otterrà l'estensione degli arti di quel lato e la flessione del gomito e del ginocchio controlaterali ("posizione dello schermidore"). Sebbene una minima presenza di questo riflesso possa essere presente sino ai 7 mesi di età, essa è decisamente anormale dopo tale età.
  • Riflesso di prensione palmare (grasping palmare): Questo riflesso primitivo prevede la chiusura della mano su un dito appoggiato sulla parte interna della mano del bimbo.
  • Riflesso di ricerca (rooting reflex): La bocca viene aperta ed il capo si volge verso il dito che tocca delicatamente la bocca (ricerca del capezzolo).
  • Riflesso della marcia automatica: Il neonato simula i movimenti del cammino se tenuto in posizione eretta, inclinato in avanti o se le piante toccano delicatamente una superficie piana.
  • Movimenti innati legati alla sopravvivenza: respirazione, pianto, suzione, deglutizione, palpebrale.

La motricità riflessa

Dall'ambiente l'uomo riceve innumerevoli stimoli sensoriali ai quali deve adattare il proprio corpo con l'assunzione di posture o atteggiamenti o con l'esecuzione di movimenti. Ogni risposta di movimento che avviene senza il controllo della coscienza o senza l'intervento della volontà viene definita azione riflessa. Questi meccanismi sono solo una componente parziale del movimento umano. Ad esempio: il riflesso di retrazione da calore o corpo appuntito, chiusura palpebre, riflesso patellare.

I presupposti anatomo-fisiologici della motricità riflessa utilizzano un circuito neurologico di controllo a livello spinale. Quando si percepisce uno stimolo sensoriale, l'impulso nervoso, attraverso una fibra, raggiunge il nevrasse e qui si trasmette attraverso la sinapsi ad un'altra cellula nervosa, la quale a sua volta lo porta alla periferia. Si avrà un'azione riflessa quando l'impulso percorre almeno due neuroni, uno che dalla periferia lo porta al centro (neurone afferente o sensitivo) e l'altro che dal centro lo riporta alla periferia (neurone efferente o motore). Ciò è la base anatomica dell'azione riflessa chiamata arco riflesso (rapida modificazione che permette di non riceverne danno).

Gli stimoli trasportati dai neuroni sensitivi, che possono stimolare i motoneuroni sono:

  • Propriocettivi: provocati da afferenze interne, muscolari, articolari e vestibolari.
  • Esterocettivi: derivano da afferenze di recettori del tatto e del gusto.
  • Telecettivi: provocati dall'udito, dalla vista e dall'olfatto.
  • Enterocettivi: provocati da afferenze dei muscoli lisci.
  • Nocicettivi: quando l'impulso è dato dal dolore.

I motoneuroni sono di 2 tipi: alfa e gamma. I motoneuroni alfa innervano le fibre muscolari, mentre i gamma i fusi neuromuscolari. Sui motoneuroni alfa arrivano fibre anche da tutte le parti nel nevrasse, per cui vengono anche chiamati via finale comune. La via finale comune più importante la ritroviamo nel midollo, che è quella parte del sistema nervoso centrale che va ad innervare quasi tutti i muscoli corporei. Una piccola parte, che andrà ad innervare i muscoli della testa e del collo, la ritroviamo nel tronco cerebrale.

Le unità motorie sono le più piccole unità dell'attività motoria. Ogni unità motoria è composta da un singolo motoneurone alfa e da tutte le fibre muscolari scheletriche da esso innervate. Quando il motoneurone si attiva, le fibre muscolari della sua unità motoria si contraggono simultaneamente. Le unità motorie differiscono considerevolmente tra loro nel numero di fibre muscolari in esse contenute; le unità che presentano il numero più basso di fibre (quelle delle dita e della faccia) consentono il più alto grado di controllo motorio selettivo. L'insieme dei motoneuroni che innervano le fibre di un singolo muscolo viene chiamato pool motoneuronale.

Anche se in maniera semplicistica, le fibre muscolari scheletriche vengono spesso classificate in due tipi fondamentali: rapide e lente. Le fibre muscolari rapide, come è possibile immaginare, sono quelle che si contraggono e si rilasciano rapidamente. Sebbene possano generare una forza notevole, vanno incontro a un rapido affaticamento in quanto sono scarsamente vascolarizzate (hanno un minor numero di vasi sanguigni, il che conferisce loro un colore chiaro). Per contro, le fibre muscolari lente, a contrazione più lenta e debole, sono capaci di una contrazione più prolungata, in quanto più riccamente vascolarizzate (da cui il colore rosso scuro). Ogni muscolo contiene sia fibre rapide sia fibre lente: le fibre muscolari rapide partecipano a movimenti repentini come il salto, mentre le fibre muscolari lente partecipano a movimenti graduali come la deambulazione.

Riflessi monosinpatici e polisinaptici

In base alla loro complessità (quantità di impulsi, risposte eccitatore o inibitorie che uno stimolo induce) gli archi riflessi si possono dividere in monosinaptici e polisinaptici. Solo rare volte accade che un neurone sensitivo formi sinapsi direttamente con quello motore. In questo caso si ha un arco riflesso monosinaptico, cioè un arco dove si attraversa una sola sinapsi. In questi casi lo stimolo è in grado di riprodurre un'azione riflessa brusca, non controllata, troppo automatica e rudimentale. Sul neurone efferente (cellula nervosa che porta l'impulso dal centro alla periferia) arrivano fibre da tutte le parti del nevrasse. Questo neurone viene perciò chiamato via finale comune.

Negli archi riflessi polisinaptici, tra il neurone efferente e quello afferente ci sono interneuroni o neuroni intercalari. Il neurone afferente arriva al midollo spinale attraverso le co...

Anteprima
Vedrai una selezione di 4 pagine su 11
Movimento umano Pag. 1 Movimento umano Pag. 2
Anteprima di 4 pagg. su 11.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Movimento umano Pag. 6
Anteprima di 4 pagg. su 11.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Movimento umano Pag. 11
1 su 11
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-EDF/01 Metodi e didattiche delle attività motorie

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher red4blue8 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Movimento umano e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Sassari o del prof Vittoria Albertina.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community