Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
vuoi
o PayPal
tutte le volte che vuoi
LAMINARE
si modo
propaga -
en so%
(da-5- brucia
il
turbolenza
Te la fronte il
comanda 10
> quasi
aumentaro :
p +
a
- , Dopo V
fronte le
ha ha
il
500
250 pareti elevata il
pistone
il velontà
30
> .
raggiunto
- . -
V
il
della fenomeni
aumentando
calore
introduce
rapidamente si
aumenta -
camera *
-
La
T calano
contrastanti colla
quindi metica rallenta
pe chimica poi
-
P' la
è di
curva assenza combustione
in
Combustione normale motore ad accensione comandata
FO Start af
Sol :
5
.
So uglation
I E =
F 24 start
Soci of
combustion
end of
FOC : combustion
TDC
Curva rossa: curva del motore senza combustione (motore trascinato); simmetrico rispetto al TDC
Curva blu: curva di pressione
Curva verde: curva di frazione del bruciato
-25°: Inizio della scarica elettrica tra gli elettrodi: accensione
-15°: la traccia in combustione comincia a staccarsi da quella in trascinato
-10°: brusco cambio di pendenza della curva del bruciato: transizione da propagazione laminare a
turbolenta
+10°: brucia metà del combustibile
+13°: picco di pressione massima in camera
+25°: nuovo cambio di pendenza della curva del bruciato poiché il fronte di fiamma ha raggiunto le
pareti più lontane, fase di completamento
+45: non vi è più alcun sensibile rilascio di calore.
Fase Laminare (durata 15°, brucia meno del 5% del combustibile disponibile): la cinetica chimica
è molto lenta per via delle basse pressioni e temperature, il fronte di fiamma ha una superficie
regolare approssimativamente sferica e si propaga in modalità laminare la velocità di propagazione
del fronte di fiamma (e quindi la velocità con cui viene bruciata la miscela) dipende da: pressione,
temperatura, composizione della miscela; NON dipende, o dipende debolmente dalla turbolenza.
Fase turbolenta (durata 35°, brucia circa 85% del combustibile disponibile):
date le crescenti temperature e pressioni in camera, la cinetica chimica diventa molto più rapida
dei fenomeni di trasporto di massa e di energia,
il fronte di fiamma presenta allora una superficie corrugata che ne amplifica enormemente l’area, e
si propaga in modalità turbolenta;
maggiore è la turbolenza, maggiore è il corrugamento della superficie, più rapida è la combustione;
forma della camera di combustione,
fondamentale è anche la che deve permettere al fronte di
fiamma di espandersi il più liberamente possibile, fino al raggiungimento delle pareti più lontane
della camera (camere di forma schiacciata tendono invece a limitare l’estensione del fronte di
fiamma) nella fase turbolenta, la miscela viene sempre bruciata più rapidamente rispetto alla fase
laminare; la velocità di propagazione del fronte di fiamma in questa fase risulta debolmente
influenzato dalla composizione della miscela (anche miscele magre possono bruciare rapidamente
se i livelli di turbolenza sono elevati).
Fase di completamento (durata circa 20°, brucia circa il 10% del combustibile)
Anche se il fronte di fiamma ha raggiunto le pareti più lontane, una piccola parte del combustibile
disponibile non è ancora bruciato per vari motivi (reazioni chimiche più lente in prossimità delle
pareti raffreddate, miscela che si annida nelle “crevices”).
Il crollo delle temperature e pressioni durante la fase di espansione rallenta fortemente la velocità
delle reazioni chimiche;
la combustione potrebbe quindi anche non completarsi, lasciando idrocarburi incombusti allo
scarico; in questa fase la turbolenza ha un’influenza molto debole.
L’anticipo di accensione è fondamentale per massimizzare il lavoro indicato: non deve essere
troppo grande (lavoro negativo in compressione), né troppo piccolo (se il rilascio di calore avviene
tutto in fase di espansione, le pressioni si riducono per via dell’aumento contemporaneo di volume)
L’ANTICIPO OTTIMALE SI HA QUANDO LA FRAZIONE DI BRUCIATO RAGGIUNGE IL 50% A
8-12° DOPO TDC.
Influenza della dosatura: con miscele leggermente ricche (λ=0.85-0.90) si massimizza il lavoro
raccolto; con miscele leggermente magre (λ=1.05-1.1) si massimizza il rendimento.
Il picco di pressione massima viene di solito limitato per contenere le sollecitazioni meccaniche
(<90 bar per gli aspirati, 100-150 bar per i sovralimentati).
gradiente massimo di pressione
Va limitato anche il (tipicamente <5 bar/°) per la rumorosità della
combustione.
Limiti dea combustione
Situazioni anomale da tenere sotto controllo:
Dispersione ciclica:
1. essendo la combustione un processo aleatorio, ogni ciclo sarà diverso
dal precedente nonostante possano esserci stesse condizioni. Le differenze sostanziali sono
nella prima fase (accensione e propagazione laminare del fronte di fiamma) della combustione.
La dispersione ciclica deve essere limitata poiché si può arrivare alla non accensione della
carica (misfire). È un fenomeno limitabile ma non cancellabile.
La dispersione ciclica dipende da:
pressione e temperatura
• della carica a fine compressione. Più elevate sono p e T, meglio è per
la dispersione ciclica: se T aumenta aumenta anche la rapidità delle reazioni chimiche. Se p
aumenta, l'accensione è favorita però, pressioni troppo alte determinano un rallentamento del
fronte di fiamma laminare (i fenomeni di trasporto sono limitati). A carichi parziali, la carica entra
con pressione inferiore, di conseguenza è più difficoltoso accendere la miscela. Queste
condizioni sono solitamente un po' più critiche.
dosatura:
• con miscele magre la dispersione aumenta. La dosatura ideale è 0,8<λ<1.
Caratteristiche candela:
• capacità di smaltire il calore. Le candele fredde, hanno un'alta capacità
di dissipare il calore, aiutano il problema della detonazione, dall'altro lato rendono più difficoltosa
l'accensione della miscela.
Velocità dei gas sotto candela:
• i gas devono avere velocità ridotte nel momento dell'
accensione (effetto soffio sulla candela).
Autoaccensione.
2.
Autoaccensione
L'autoaccensione spontanea è un fenomeno da eliminare. I fenomeni di autoaccensione possono
classificarsi in due categorie:
Autoaccensione a superficie:
1. nel cilindro si trova una zona calda che innesca un secondo
fronte di fiamma senza la scarica elettrica. Questo fenomeno è deleterio soprattutto quando
questa accensione si verifica prima di quella principale. In questo modo si aumenta l'anticipo di
accensione e di conseguenza aumentano anche le pressioni e temperature in camera. Il punto
caldo si scalda ulteriormente creando l'autoaccensione sempre più anticipata e sempre più
dannosa. L'autoaccensione a superficie che avviene dopo l'innesco della scintilla nella candela
è meno dannosa ma comunque da evitare.
Autoaccensione a volume:
2. si ha un intero volume di fluido che si autoaccende. Questo
fenomeno viene di solito rilevato misurando la traccia di pressione nel cilindro. Nella traccia di
pressione si nota un 'seghettamento'.
AutoAccensione
Midure :
X
↑ fiamma
fronte
V .
↓ reattività gas
mus
Se queste oscillazioni aumentano il problema peggiora perché:
• il calore rilasciato spontaneamente non viene convertito in lavoro. È un fenomeno impulsivo che
porta un incremento del flusso termico verso le pareti, surriscaldandole. Il surriscaldamento porta
rotture meccaniche.
Dove avviene l'autoaccensione?
L'autoaccensione avviene nelle zone più lontane rispetto alla candela perché in queste zone la
pressione e la temperatura crescono: a un certo punto si innescano le reazioni chimiche dove il
fronte di fiamma non è ancora arrivato. È un fenomeno che vede due processi in contrasto:
1. Propagazione del fronte di fiamma
2. Reazioni chimiche che avvengono lontane dalla candela (end gas). Se il fronte di fiamma arriva
agli end gas prima del completamento delle reazioni chimiche, allora non avviene
l'autoaccensione.
Si può ridurre la probabilità di detonazione agendo su questi due punti.
Da un lato aumentare la rapidità di propagazione fronte di fiamma; dall'altro si deve ridurre il più
possibile la reattività degli end gas. Agendo su entrambi i punti si ottiene il massimo risultato.
Da cosa dipende la rapidità del fronte di fiamma nel raggiungere le pareti più lontane?
Intensità della turbolenza:
1. aumentando la turbolenza il fronte di fiamma si muove più
rapidamente
Dosatura:
2. per massimizzare la velocità di propagazione del fronte si deve utilizzare una
dosatura ricca. La dosatura ricca però crea problemi riguardo la reattività degli end gas.
Forma della camera:
3. una camera compatta che consente alla miscela di essere il più
compatta possibile vicino alla candela, sicuramente favorisce la rapidità le fronte di fiamma.
Reattività degli end gas: come ridurla?
1. Pressione e temperatura nelle zone più lontane devono essere ridotte. Questi parametri
dipendono da:
• Rapporto di compressione;
• Pressione di sovralimentazione se il motore è sovralimentato;
• Anticipo di accensione
• Scambio termico con le pareti: se le pareti intorno agli end gas sono molto alte, favoriscono le
reazioni chimiche.
Dosatura:
2.
• magra: λ>1 riduce la reattività ma anche la velocità di propagazione del fronte di fiamma. Non va
bene perché viene penalizzata troppo la propagazione del fronte
• Leggermente ricca: 0,9<λ<1, per la velocità del fronte di fiamma ma non per la reattività degli end
gas che si accendono facilmente.
soluzione.
• Decisamente ricca: λ<0,8 è la Con questa miscela non si penalizza eccessivamente la
velocità del fronte di fiamma ma viene smorzata contemporaneamente la reattività degli end gas.
Perché la miscela decisamente ricca riduce la reattività degli end gas?
• La capacità termica di una miscela è proporzionale alla quantità di combustibile immesso nella
miscela. Quindi una miscela più è ricca più è alta la sua capacità termica: comprimendo la
miscela si scalda di meno e fa sì che la temperatura finale della compressione sia più bassa
• Il combustib