Introduzione
Joseph A. Schumpeter – “Storia dell’analisi economica”
L’economia è una “scienza”?
È una scienza sociale, quindi solo una piccola parte di essa può definirsi “scientifica”. Scienza è il campo del sapere che ha sviluppato tecniche specializzate, per la scoperta e l’interpretazione dei fatti. “Scienza è conoscenza aiutata da strumenti speciali”. Ciò che distingue l’economista “scientifico” da tutti gli altri che pensano, parlano e scrivono su questioni economiche, è la padronanza degli strumenti tipici delle seguenti discipline:
- Storia economica;
- Statistica;
- Teoria economica;
- Sociologia economica.
Macroeconomia
Studio del comportamento aggregato di un’economia.
Economia politica I: Microeconomia
Studio di come i consumatori e le imprese assumono le loro decisioni, e di come interagiscono tra di loro tramite scambi o transazioni.
- Di che cosa si occupa la microeconomia:
- Chi, cosa, come e quanto produce?
- Chi, cosa e quanto consuma?
- Interazioni tra produttori e consumatori: il mercato come meccanismo di coordinamento.
- Agenti: imprese (che hanno lo scopo di produrre beni e servizi di qualsivoglia tipo da vendere agli individui) e famiglie (esse lavorano, risparmiano, consumano).
- Quali beni e/o servizi vengono prodotti e/o consumati, in che quantità e a quale prezzo?
- Fattori produttivi impiegati e la loro remunerazione: lavoro e capitale.
L’idea di fondo su cui sono basate le analisi dell’economia capitalista è che ogni agente economico sia libero di porre in essere delle scelte, e che queste scelte siano fatte al fine di ottenere il maggior benessere possibile. In un’economia di mercato, le scelte individuali libere ed egoistiche sono la radice e il motore dell’andamento del sistema economico complesso.
Diagramma di flusso tra individui ed imprese
- Flussi monetari
- Flussi reali
Le scelte delle imprese sono poste in essere con l’obiettivo di massimizzare i profitti. Le scelte degli individui sono poste in essere per massimizzare il proprio benessere.
Dalle interazioni emergono le soluzioni di mercato. Insieme degli scambi relativi ad un dato bene o servizio.
Un mercato dipende dall’entità dei flussi di domanda e di offerta.
- Equilibrio: quando la quantità offerta eguaglia la quantità domandata;
- Disequilibrio: quando la quantità domandata è inferiore alla quantità offerta.
Le scelte andrebbero poste in essere conteggiando grandezze assolute e non relative. L’economia politica assume anche che gli agenti si comportino in modo razionale:
- Razionalità: che ha a che fare con le modalità con le quali è ottimale raggiungere un qualche obiettivo.
Gli agenti effettuano le loro scelte valutando i costi e i benefici derivanti dalle possibili opzioni. Nel valutare le scelte da porre in essere è molto importante riconoscere quali sono i costi associati ad ogni possibile scelta.
- “Costi opportunità”: Tutti i costi che non sono rappresentati da un’uscita monetaria, ma che invece corrispondono a mancati incassi che si sarebbero realizzati in caso di alternative.
- “Costi non recuperabili”: Tutti quei costi che sono sostenuti indipendentemente dalla scelta che si pone in essere. Questi costi vanno sempre conteggiati perché corrispondono all’utilizzo da parte dell’impresa di fattori produttivi se un fattore produttivo è utilizzato, il suo costo va sempre considerato.
Premessa storica economia classica
Nata nella seconda metà del ‘700 con il contributo di Adam Smith.
Come è possibile che il sistema economico-sociale non sia caotico, essendo composto da tanti soggetti che perseguono i propri interessi (non il bene comune)? Nella ricerca del proprio benessere, ogni individuo agisce come se fosse “guidato da una mano invisibile”, che lo indirizza verso il raggiungimento del benessere collettivo. Metafora per illustrare il funzionamento degli esiti di mercato e della concorrenza.
Concorrenza tra produttori tende ad abbassare i prezzi. Concorrenza tra consumatori tende ad aumentare i prezzi.
- Se gli individui interagiscono in un mercato per il raggiungimento dei propri interessi egoistici, dal punto di vista economico lo Stato non deve intervenire nel sistema economico.
- “Laissez faire”: Stato minimale, il quale si occupa solo di 3 funzioni principali:
- Difesa,
- Sicurezza,
- Giustizia. (Non potrebbero essere garantite dai privati).
Tuttavia, Adam Smith era anche consapevole che alcuni soggetti, nel perseguire il proprio interesse, potessero ostacolare la concorrenza. Produttori → Cartelli – Trust: accordi tra imprese, finalizzati a mantenere alti i prezzi, per massimizzare i profitti.
“Gli uomini dello stesso mestiere, di rado si riuniscono senza che la conversazione finisca in una cospirazione contro il pubblico, o in qualche invenzione per innalzare i loro prezzi”. Adam Smith – Ricchezza delle Nazioni.
1776 Monarchie – sostenere che lo Stato non dovesse intervenire nell’economia rappresentava un progresso.
L’analisi economica successiva ha individuato una pluralità di situazioni in cui il mercato, lasciato a sé stesso, fallisce e si richiede l’intervento dello Stato.
- Fallimenti del mercato: monopolio, fornitura di beni pubblici, esternalità.
- Positiva
- Negativa (bene che può essere fornito solo dalla Stato, perché non è oggetto di interesse dei privati).
Il prezzo del monopolio (e del cartello) è il prezzo più alto possibile che si può verificare.
“I monopolisti, tenendo il mercato costantemente scarso, non facendo pienamente fronte alla domanda effettuale, vendono le loro merci molto al di sopra del prezzo naturale, ed elevato molto al di sopra del saggio naturali i loro emolumenti”. (Situazione reale che possiamo osservare).
Per determinare il prezzo bisogna analizzare:
- Funzione di domanda: quanto sono disposti a pagare i consumatori per comprare un determinato bene.
Concorrenza perfetta: il prezzo tenderà ai costi, quindi i profitti tenderanno a 0.
Il prezzo della concorrenza perfetta è il prezzo più basso possibile che si può verificare.
- In un mercato concorrenziale nessuno degli agenti che prendono parte agli scambi può incidere sul prezzo che si forma sul mercato.
(Modello che nella realtà non esiste, ma che serve per comprendere cosa potrebbe succedere se esistesse una situazione di forte concorrenza).
I produttori spesso operano in modo da evitare la libera concorrenza.
Adam Smith (1723-1790)
Biografia:
- Nacque a Kirkaldy in Scozia, da famiglia modesta - il padre morì prima che lui nascesse,
- A 14 anni entrò nell’università di Glasgow,
- 1740 (17 anni) vinse una borsa di studio per frequentare l’università di Oxford,
- 1751 venne chiamato dall’Università di Glasgow dove insegnò prima logica e poi filosofia morale,
- 1762 smise di insegnare e svolse l’attività di precettore di un giovane nobile,
- 5 luglio 1764 dalla Francia scrisse all’amico David Hume: “Ho iniziato a scrivere un libro, tanto per far trascorrere il tempo. Puoi credermi, ho molto poco da fare”.
1776 “Ricerche sopra la natura e le cause della ricchezza delle nazioni” (Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti).
Analisi del titolo
Domanda della ricerca: Natura e cause della ricchezza delle nazioni.
Perché il benessere economico - Perché l’Inghilterra è più ricca della Francia? Perché la Francia è più ricca dell’Italia?
Capitoli:
- Vedi file “1. Smith – Ricchezza delle Nazioni”
- La divisione del lavoro:
- “Questo grande aumento della quantità di lavoro che lo stesso numero di uomini è capace di compiere in conseguenza della divisione del lavoro, si deve a tre diverse circostanze:
- L’aumento della destrezza di ciascun operaio;
- Il risparmio del tempo che si perde comunemente nel passare da una specie di lavoro ad un’altra;
- L’invenzione di un gran numero di macchine, che facilitano ed abbreviano il lavoro, e consentono ad un uomo di fare il lavoro di molti”.
- “Questo grande aumento della quantità di lavoro che lo stesso numero di uomini è capace di compiere in conseguenza della divisione del lavoro, si deve a tre diverse circostanze:
- Limite della divisione del lavoro: ampiezza del mercato.
- Vedi file – Esercizi Numerici “Lez. 1) Divisione del Lavoro”
- Gli scambi e il mercato:
- “Non è dalla benevolenza del macellaio, del birraio o del fornaio che noi attendiamo il nostro pranzo, ma dalla loro considerazione dell’interesse proprio. Noi ci rivolgiamo non alla loro umanità, ma al loro interesse, e non parliamo mai loro dei nostri bisogni, ma dei loro vantaggi”.
- Valore d’uso e valore di scambio:
- Lavoro misura reale del valore di scambio (prezzo) di tutte le merci. “Ma, una volta che la divisione del lavoro si è largamente affermata, il lavoro di un uomo non gli può provvedere che una ben piccola parte di quei beni. La parte di gran lunga maggiore egli la deve trarre dal lavoro degli altri uomini, ed egli sarà ricco o povero secondo la quantità del lavoro degli altri di cui può disporre o che può permettersi di acquistare”.
- Prezzo naturale e prezzo di mercato:
- Remunerazione del prezzo della merce: salario lavoratore, profitto capitalista, rendita del proprietario del terreno. “In ogni società o in ogni ambiente vi è un saggio ordinario o medio del salario, del profitto e della rendita”. Saggi naturali del salario, del profitto e della rendita nel tempo e luogo in cui essi comunemente di verificano.
- Concorrenza nel mercato:
- Oltre alla concorrenza tra imprenditori è necessaria anche la concorrenza tra settori. Libertà di entrata/uscita: “I capitalisti devono essere liberi di investire nell’attività produttiva che a loro conviene, questo fino a che non si raggiungerà una stabilità dei tassi di profitto in tutti i settori”.
- Se ogni attività riuscirà a raggiungere un prezzo in grado di remunerare i vari costi e ad ottenere tassi di profitto simili a quelli della concorrenza, la merce raggiungerà il suo prezzo naturale (o prezzo d’equilibrio). Remunerazione “normale” del salario, del profitto e della rendita in riferimento ad un intero sistema.
- Ragionamento economico del “costo opportunità”:
- Se vendo una merce che non mi permette di ottenere il tasso di profitto che raggiungono gli altri imprenditori, sto lavorando in perdita.
- Prezzo naturale vale per un determinato lasso di tempo, cambia poi all’evolversi delle situazioni.
- Il prezzo effettivo al quale la merce si vende comunemente è il prezzo di mercato: che può essere fissato al di sopra, al di sotto o allo stesso del suo prezzo naturale.
- Virtù e limiti della concorrenza.
- Premessa: Il bene è omogeneo, i consumatori scelgono solo in base al prezzo.
- Concorrenza tra consumatori:
- Quando la quantità offerta è minore della quantità domandata, alcuni consumatori non saranno soddisfatti, quindi saranno disposti ad acquistare ad un prezzo più alto. Eccesso di domanda.
- Concorrenza tra produttori:
- Quando la quantità offerta è maggiore della quantità domandata, la merce non potrà essere venduta interamente, perciò i produttori saranno disposti a vendere ad un prezzo più basso. Eccesso di offerta.
- Disequilibrio “Quando, in seguito ad un aumento della domanda effettuale, il prezzo di mercato di una certa merce viene ad alzarsi molto al di sopra del prezzo naturale, coloro i quali impiegano i loro capitali nel fornire quel mercato, cercano in generale di tenere nascosto tale mutamento. Se questo venisse largamente conosciuto, il loro forte profitto inviterebbe tanti nuovi rivali ad impiegare i loro capitali nello stesso modo che, la domanda effettuale venendo in tal modo, ad essere pienamente fronteggiata, il prezzo di mercato discenderebbe presto al prezzo naturale”.
Attualizzazione concetti
- 1. Divisione del lavoro: uno dei principali motori della crescita economica, anche grazie alla
- 2. Produttività del lavoro: in riferimento al PIL di un paese,
- 3. Scomposizione del livello del PIL pro-capite.
PIL pro-capite (GDP Gross Domestic Product) misura dell’attività economica di un paese: valore di tutti i beni e i servizi prodotti e venduti sul mercato, dal quale va sottratto il valore di beni e dei servizi usati per la loro creazione. Devono essere quindi oggetto di scambio.
A livello di singola impresa applichiamo il concetto di valore aggiunto: fatturato – valore dei beni e dei servizi acquistati da terzi (energia delle imprese comprata da terzi).
Dibattito sull’utilizzo esclusivo di questa misura per l’analisi della ricchezza di un paese. Quali altri indicatori di benessere economico-sociale dobbiamo considerare oltre il PIL?
- PIL interno: non si considera la nazionalità delle imprese o del soggetto, ma conta che l’attività sia svolta all’interno dei confini del territorio (impresa tedesca presente in Italia contribuisce al PIL italiano).
Identità del PIL PIL / Popolazione = PIL / Occupati x Occupati / Popolazione (Occupati si annulla)
- PIL / Occupati (produttività del lavoro) non ha nessun limite, può crescere continuamente grazie ad alcuni fattori, come il progresso tecnologico e la divisione del lavoro.
- Occupati / Popolazione può crescere, ma ad un certo punto arriverà ad un limite, il quale non può essere superato. Massimo valore = 1 comunque non reale, a causa della popolazione non in età da lavoro.
PIL pro-capite fondamentale per indicare la ricchezza di una nazione.
Livello macroeconomico
Il PIL è la somma del valore aggiunto di tutte le imprese che operano nel mercato interno in modo regolare versano all’erario l’IVA a debito.
- Esempio:
- Vendo una lavatrice ed emetto relativa fattura per €400 + IVA al 20% (€80 IVA a debito);
- Ho acquistato il motore della lavatrice da un fornitore specializzato, il quale ha emesso una fattura per €100 + IVA al 20% (€20 IVA a credito);
- IVA a debito – IVA a credito €80 - €20 = €60 da versare all’erario;
- Valore aggiunto Ricavo lavatrice – Costo motore (€400 - €100) = €300;
- Sul valore aggiunto ho versato imposte per €60, che infatti è il 20% di €300.
Si somma il valore aggiunto e non il fatturato, per evitare il doppio conteggio di tutte le transazioni delle imprese (motore del frigo si conterebbe 2 volte).
Si aggiungono anche stime per l’economia sommersa il nero, altrimenti ci sarebbe una discrepanza tra produzione e consumo, (tanto consumo e poca produzione). Il PIL deve essere considerato a prezzi costanti, deve essere depurato dell’inflazione.
Tasso di crescita del PIL-pro capite e scomposizione
VAR% (PIL / POP.) = VAR% (PIL / OCC.) + VAR% (OCC. / POP.)
- Vedi file – Esercizi Numerici “Lez. 2) PIL Pro-Capite”
Imprese
Agente che utilizza fattori produttivi al fine di ottenere prodotti. Non si considererà in alcun modo quello che succede all’interno dell’impresa, ma si analizzeranno i flussi di fattori produttivi e di prodotto finito che mettono l’impresa in relazione con il mondo esterno.
- Input: lavoro e capitale
- Output: valore aggiunto
Differenza tra quanto prodotto e quanto utilizzato (acquistato da terzi). L’analisi dell’impresa si basa su di un assunto fondamentale, che è quello che vede l’attività dell’imprenditore come finalizzata all’ottenimento del massimo profitto, cioè della massima differenza tra ricavi totali e costi totali.
Scopo
Analizzare le grandezze che definiscono la domanda di lavoro e la domanda di capitale, l’offerta di beni e l’offerta di servizi, sia per la singola impresa che per l’intero sistema economico.
Ipotesi
Sostituibilità tra fattori produttivi: un certo livello di produzione di beni o servizi può essere ottenuto utilizzando differenti quantità dei vari fattori utilizzati nel processo produttivo.
Una data produzione è ottenibile con maggiore utilizzo del capitale e minore utilizzo del lavoro, o viceversa. Tecnologia, prezzi dei fattori produttivi e prezzo di vendita del prodotto rappresentano delle variabili esogene al comportamento dell’impresa. In termini di teoria della produzione, all’aumentare delle quantità di fattori produttivi aumenta la produzione ottenuta.
Prodotto marginale
Indica di quanto varia il prodotto totale se varia l’utilizzo del lavoro. Variazione di una qualche variabile dipendente causata dalla variazione di una variabile indipendente.
Grandezza media
Rapporto tra variabile dipendente e variabile indipendente. Il prodotto totale cresce più che proporzionalmente per bassi livelli di utilizzo del lavoro e meno che proporzionalmente per alti livelli.
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