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25. IL GIOCO DEL TENNIS

Il tennis richiede atleti con elevate capacità muscolari e un sistema energetico misto

aerobico/anaerobico. È uno sport aciclico e non stereotipato, perché i gesti non sono regolari e

variano nelle modalità esecutive, e di situazione, poiché cambiano costantemente velocità,

traiettoria, profondità e rotazione della palla, così come avversari, condizioni ambientali,

superfici e palline. Per questo la principale qualità di un tennista è la capacità di

adattamento, sviluppata attraverso numerose e diversificate esperienze motorie e

situazionali.

Il metabolismo si riferisce all’insieme delle reazioni chimiche che avvengono nell’organismo

per produrre energia.

• Aerobico significa “in presenza di ossigeno”: le reazioni chimiche che appartengono al

metabolismo aerobico necessitano di ossigeno.

• Anaerobico significa “in assenza di ossigeno”: in questo caso, le reazioni chimiche

producono energia senza l’utilizzo di ossigeno.

Nel tennis, lo sforzo fisico utilizza più sistemi energetici contemporaneamente, ma in

percentuali diverse:

• Il sistema aerobico (O 2) per il 10%

• L’anaerobico lattacido (Al, O 2) per il 20%

• Sistema anaerobico misto alattacido / lattacido (Atp-Pc, Al) per il 70%

Il sistema aerobico produce energia in presenza di ossigeno, degradando glicogeno (180 g)

con energia sufficiente per formare 39 molecole di ATP all’interno dei mitocondri, che sono le

“centrali energetiche” delle cellule muscolari. Questo processo avviene senza produzione di

scorie che causano fatica, rendendolo ideale per attività di resistenza. L’anidride carbonica

prodotta diffonde liberamente dalle cellule muscolari al sangue e viene trasportata ai polmoni,

da dove viene espirata. Nel tennis il sistema aerobico non è il principale responsabile

dell’energia durante il gioco, ma è fondamentale per sostenere gli allenamenti, migliorare il

recupero tra scambi e partite e supportare gli altri sistemi energetici, dato che la durata delle

partite è imprevedibile.

Oltre al glicogeno, anche grassi e proteine possono fornire energia aerobica, sebbene le

proteine abbiano un ruolo minore. La degradazione dei grassi (256 g) produce 130 molecole di

ATP. Per sintetizzare ATP servono circa 3,5 L di ossigeno per il glicogeno e 4 L per i grassi. A

riposo, una persona consuma circa 0,2-0,3 litri di ossigeno al minuto, il che permette la sintesi

aerobica di una mole di ATP ogni 10-12 minuti. Durante uno sforzo massimale, invece, il corpo

può produrre aerobicamente fino a una mole di ATP al minuto, e un fondista ben allenato può

arrivare a oltre 1,5 molecole di ATP al minuto.

Il sistema anaerobico lattacido (o glicolisi anaerobica) è un processo energetico che

produce ATP senza ossigeno, attraverso la parziale degradazione degli zuccheri. In questo

processo, uno dei prodotti finali è l’acido lattico, che si accumula nei muscoli e nel sangue

causando fatica muscolare precoce. Questo sistema ha due limiti principali: l’accumulo di acido

lattico che provoca affaticamento e la bassa quantità di ATP prodotta rispetto al metabolismo

aerobico. Ad esempio, l’idrolisi anaerobica di 180 g di glicogeno produce solo 3 molecole di ATP,

mentre quella aerobica ne produce 39.

La sigla PC è l’abbreviazione di fosfocreatina, un altro di quei composti fosforici ricchi di

energia strettamente legati all' ATP. La PC è come I' ATP, immagazzinata nelle cellule muscolari

e quando essa viene ad essere idrolizzata, con distacco del suo gruppo fosforico, si libera in

grande quantità di energia.

Nel tennis, le azioni brevi e rapide si basano sull’energia dei fosfageni (ATP e fosfocreatina),

che permettono la rigenerazione immediata dell’ATP, necessario per la contrazione muscolare,

grazie all’energia liberata dall’idrolisi della PC. I depositi muscolari sono limitati (0,3 mole

nelle donne, 0,6 negli uomini), quindi l’energia è poca ma subito disponibile. L’allenamento

specifico deve essere intervallato, per rispecchiare le caratteristiche della disciplina. La

resistenza riguarda la capacità di sostenere gesti esplosivi alternati a pause. La forza e la

velocità vanno allenate diversamente: arti superiori per forza rapida e gesti veloci, arti

inferiori per forza esplosiva, eccentrica e massiva relativa, necessaria per spostamenti e

movimenti rapidi.

La rapidità speciale si sviluppa principalmente tramite sprint training con brevi periodi di

lavoro intenso (4-8 secondi) alternati a recuperi inferiori a 30 secondi, includendo scatti con

cambi di direzione per stimolare coordinazione muscolare. Il carico di lavoro deve essere

personalizzato in base alle caratteristiche fisiche e al modello di gioco dell’atleta. Per migliorare

la forza veloce si possono usare circuit-training per la forza esplosiva, esercizi con palle

zavorrate, forza intermittente per stimolare sia la componente aerobica che la forza specifica, e

esercizi di varia natura (generale, speciale e specifica).

Per tecnica si intende l’applicazione e la progettazione creativa di procedure rappresentate da

un insieme di movimenti che permettono al giocatore di utilizzare le proprie capacità fisiche e

psichiche nel modo più appropriato in base alle situazioni esterne.

Nel tennis possiamo distinguere 5 pre-requisiti della tecnica:

• Le impugnature

• L’assetto braccio racchetta

• La posizione atletica

• Lo studio della palla

• L’azione delle gambe

1) Le impugnature nel tennis sono fondamentali perché influenzano l’esecuzione tecnica e si

distinguono in tre tipologie principali: Continental (Europea), Eastern (Orientale) e

Western (Occidentale). La scelta dell’impugnatura dipende sia dalla tecnica adottata sia dal

tipo di superficie di gioco.

Per identificare un’impugnatura si considerano:

• le prominenze anatomiche della mano (tenar alla base del pollice e ipotenar nella

parte inferiore, più rilevante perché varia visibilmente la posizione sul manico);

• la sezione ottagonale del manico della racchetta, suddivisa in 8 facce (superiore,

oblique, laterali e inferiore), che consentono di determinare esattamente il tipo di presa.

2) L’assetto braccio racchetta è dato dall’osservazione di:

• posizione di partenza

• preparazione (circolare, semicircolare o lineare)

• movimento a colpire

• impatto

• finale

3) La posizione atletica è la posizione “ideale” che si dovrebbe assumere prima di eseguire

un colpo:

• base di appoggio larga

• peso del corpo sugli avampiedi

• gambe piegate

• linea di gravità all’interno della base di appoggio

• schiena leggermente piegata in avanti

• testa ferma

4) Lo studio della palla comprende:

• conoscere la palla

• riconoscere la palla

• sapersi muovere verso la palla

• saper gestire il contatto con la palla

• sviluppare un alto grado di anticipazione motoria

5) L’azione delle gambe comprende:

• principio di azione e reazione

• rispetto della catena cinetica

Dell’azione delle gambe si distinguono 3 fasi: accellerazione, decellerazione, arresto ( neutral,

open o close).

I colpi fondamentali del gioco del tennis sono:

• Diritto : colpo istintivo ma tecnicamente complesso; molto offensivo se eseguito con

corretto piazzamento e uso delle leve corporee.

• Rovescio: meno naturale del diritto e psicologicamente più impegnativo; può essere a

una mano (più comune tra gli uomini) o a due mani (più diffuso tra le donne).

• Battuta (Servizio): colpo d’inizio gioco con grande valore tattico; può essere piatta,

slice o lift, a seconda di come si colpisce la palla.

• Volée (di diritto e di rovescio): colpo al volo, basato sui principi dei colpi da fondo

ma con adattamenti tecnici per la situazione di gioco vicino alla rete.

• Risposta alla battuta: fondamentale per neutralizzare il vantaggio dell’avversario al

servizio.

I colpi complementari del gioco del tennis sono:

• Demi-volée: si esegue vicino al rimbalzo della palla; solitamente difensiva, ma può

diventare offensiva se giocata in anticipo.

• Pallonetto (lob): colpo alto sopra la rete per scavalcare l’avversario o guadagnare

tempo; può essere offensivo o difensivo.

• Palla corta (smorzata): colpo tattico che fa cadere la palla subito dietro la rete; molto

rischioso per difficoltà tecnica e possibile risposta avversaria.

• Smash : colpo potente sopra la testa su palla alta, simile al movimento della battuta.

• Schiacciata di rovescio: variante dello smash eseguita sul lato del rovescio; rara e

tecnicamente difficile, usata quando non si ha il tempo per lo smash classico.

Il tennis è classificato tra le discipline ad elevato contenuto tattico – strategico. Una corretta

impostazione di strategia tattica incide su una corretta e rapida capacita’ di scelta. La

strategia è un piano d’azione generale per raggiungere un obiettivo in condizioni ideali.

Conoscere i fondamenti strategici è essenziale per sviluppare l’abilità strategica: in fase

didattica aiutano a comprendere i comportamenti efficaci, in fase competitiva guidano la

lettura tattica e la scelta delle azioni motorie più adeguate nel tennis.

Nel gioco si distinguono tre principali situazioni:

• attacco: si verifica quando il giocatore si trova in una posizione di vantaggio, avanza

verso il campo e colpisce la palla sopra l’altezza della rete, cercando di chiudere

rapidamente il punto con velocità e angolazioni efficaci.

• manovra: rappresenta una fase neutra in cui il giocatore, posizionato vicino alla riga di

fondo, costruisce l’azione. Da questa condizione può prendere il sopravvento e passare

all’attacco, oppure, se l’avversario prevale, trovarsi costretto a difendersi.

• difesa: si manifesta in situazioni di svantaggio, spesso fuori dal campo, quando lo

spazio e il tempo sono limitati. L’obiettivo principale è contenere l’avversario ed evitare

l’errore, ma la difesa può diventare “attiva” se consente di recuperare l’iniziativa e

ribaltare lo scambio.

La tattica è il mezzo attraverso cui si realizza la strategia di gioco, combinando abilità

cognitive e tecniche. Scaturisce e si esplica in relazione alle azioni dell'avversario. È

particolarmente influente nei giochi a open skills, come il tennis, dove l’avversario crea

situazioni imprevedibili. Il compito della tattica è quello di favorire le azioni di gioco più adatte

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-EDF/02 Metodi e didattiche delle attività sportive

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher SoldatoJane di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodi e didattiche degli sport individuali e di squadra e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Universita telematica "Pegaso" di Napoli o del prof Sangiorgio Armando.
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