1 Matrici di forma a scala
∈
Definizione 1.1. Una matrice A = (a ) M (K) si dice di forma a scala se
ij mn
• le eventuali righe nulle di A sono le ultime;
• il primo elemento non nullo di ciascuna riga non nulla è 1 ed appartiene ad
una colonna che ha nulli gli elementi al di sotto di esso;
• tali elementi, che si dicono pivot di A, sono in scala decrescente da sinistra
≥
a destra ed il posto da essi occupato ha l’indice di colonna dell’indice di
riga.
Esempi 1.2. Secondo la nostra definizione le seguenti matrici sono di forma a
0 1 2 3 1 1 2 1 1 2
0 1 2 0 1
0 1 1
0 1 1
0 0 0 1 3 0 0 1 2 , ; men-
,
scala: , 0 0 0 1 0 0 0 0 0 1
0 0 0 0 0
1 2 0 0 1 2
0 0 0
1 0 0 .
tre non sono di forma a scala le seguenti: ,
0 1 0 0 1 3
0 0 1
∈
Osservazione 1.3. Una matrice quadrata A M (K) di forma a scala è trian-
n
golare superiore, mentre non è in generale vero il viceversa.
∈
Definizione 1.4. Una matrice A = (a ) M (K) si dice ridotta per righe (o
ij mn
totalmente ridotta per righe) se
• le eventuali righe nulle di A sono le ultime;
• il primo elemento non nullo di ciascuna riga non nulla è 1 ed appartiene ad
una colonna che ha nulli tutti gli altri elementi;
• tali elementi, che si dicono pivot di A, sono in scala decrescente da sinistra
≥
a destra ed il posto da essi occupato ha l’indice di colonna dell’indice di
riga.
1 0 0 0 0 1 0 0 0
0 0 1 0 0 0 1 0 0
Esempio 1.5. Secondo la nostra definizione , ,
0 0 0 1 0 0 0 1 0
0 0 0 0 1 0 0 0 1
0 1 0 0
0 0 1 0
sono matrici ridotte per righe.
0 0 0 1
0 0 0 0 1
Osservazione 1.6. Una matrice ridotta per righe è di di forma a scala, non è
in generale vero il viceversa. ∈
2 Operazioni elementari su A M (K)
mn
R
1
( )
R
2 · · · ∈
C C C
= M (K) una
Definizione 2.1. Sia A = .. 1 2 n mn
.
R
m
matrice di tipo (m, n) ad elementi in un campo K.
Chiameremo operazioni elementari per righe eseguite su A le seguenti:
• ∈ − {0} −→
moltiplicare la riga i-esima di A per λ K (R λR ),
i i
• ←→
scambiare tra loro le righe di posti i, j di A (R R ),
i j
• ∈
sommare alla j-esima riga di A la riga i-esima moltiplicata per λ K
−→
(R R + λR ).
j j i
Analogamente sono operazioni elementari per colonne su A le seguenti:
• ∈ − {0} −→
moltiplicare la colonna i-esima di A per λ K (C λC ),
i i
• ←→
scambiare tra loro le colonne di posti i, j di A (C C ),
i j
• sommare alla j-esima colonna di A la colonna i-esima moltiplicata per lo
∈ −→
scalare λ K (C C + λC ).
j j i
Osservazione 2.2. Dai risultati dell’esercizio 6.5 segue immediatamente che:
• ∈ − {0}
moltiplicare la riga i-esima di A per λ K equivale a moltiplicare a
sinistra A per la matrice E (λ) che si ottiene dalla matrice I , identità di
i m
ordine m, moltiplicando la i-esima riga per λ;
• scambiare tra loro le righe di posti i, j di A equivale a moltiplicare a sinistra
A per la matrice E che si ottiene da I scambiando le righe di posti i, j;
ij m
• ∈
sommare alla j-esima riga di A la riga i-esima moltiplicata per λ K
equivale a moltiplicare a sinistra A per la matrice E (λ) che si ottiene da
ji
I aggiungendo alla riga j-esima di I la i-esima moltiplicata per λ.
m m
• Le matrici E (λ), E , E (λ) sono invertibili e le matrici inverse sono:
i ij ji
1 −1 −1
−1 = E , E (λ) = E (−λ).
E (λ) = E ( ), E ij ji ji
i i ij
λ 2
Osservazione 2.3. Analogamente, dall’esercizio 6.5 segue che:
• ∈ − {0}
moltiplicare la colonna i-esima di A per λ K equivale a moltiplicare
a destra A per la matrice E (λ) che si ottiene dalla matrice I , identità di
i n
ordine n;
• scambiare tra loro le colonne di posti i, j di A equivale a moltiplicare a
destra A per la matrice E ottenuta da I ;
ij n
• ∈
sommare alla j-esima colonna di A la i-esima moltiplicata per λ K equi-
vale a moltiplicare a destra A per la matrice E (λ) che si ottiene da I .
ji n
Definizione 2.4. Le matrici E (λ), E , E (λ) si dicono matrici elementari.
i ij ji
∈
Definizione 2.5. Due matrici A, B M (K) ottenute l’una dall’altra tramite
mn
un numero finito di operazioni elementari per righe si dicono equivalenti per righe.
∈
Equivalentemente A, B M (K) sono equivalenti per righe se esistono k matrici
mn · · ·
elementari E , E , . . . , E tali che E E E A = B.
1 2 k k 2 1 ′
∈ − {0}
Teorema 2.6. Sia A M (K) esistono U e U rispettivamente di forma
mn
a scala e ridotta per righe equivalenti per righe ad A.
Dimostrazione. L’esistenza di U si prova applicando alla matrice A l’algoritmo
di riduzione gaussiana. ( )
· · ·
C C C
Sia C la prima colonna non nulla della matrice A = .
1 2 n
j
• ̸ 1
Passo 1. Si individui un elemento a = 0 su C e si scambi R con R :
ij j 1 i
a ij
1 ←→
R R .
i 1
a ij
In tal modo si ottiene una matrice A del tipo
1
··· ∗ ··· ∗
0 0 1
··· ··· ···
0 0 b b
2j 2n
··· ··· ···
0 0 b b
A = 3j 3n
1
.. .. .. .. .