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Karl Marx, riconosce a Feuerbach, il merito di aver capito come funziona veramente la
religione, e a lui dedicherà un testo molto famoso, intitolato "tesi su Feuerbach".
Marx, è l'unico filosofo, che è riuscito a diventare, non un aggettivo, ma due, marxista e
marxiano. Marxiano, è il pensiero filosofico e politico proprio di Marx, mentre marxista, è
usato per definire tutte quelle filosofie che si ispirano a Marx.
Nasce nel 1818 a Treviri, una città della Prussia, oggi Germania, da una famiglia ebraica e
borghese, il padre era un avvocato illuminista, molto colto, lettore di Voltaire e Rousseau,
che aveva rinnegato le origini ebraiche, a causa delle leggi discriminatorie che c'erano in
Prussia, che tra le tante cose, proibivano agli ebrei di fare gli avvocati, così si era convertito
al protestantesimo e aveva fatto battezzare i suoi figli. Marx, è il secondo di 7 figli, ed è
legatissimo a suo padre, che ama e stima, e che lo educa secondo gli ideali illuministici.
Si diploma nel 1835, e il padre lo iscrive subito alla facoltà di giurisprudenza di Bon, per farlo
diventare un avvocato, e seguire le sue orme, Marx però, odia la giurisprudenza e così
segue i corsi di filosofia di Schlegel, un filosofo romantico tedesco. A 18 anni si fidanza
segretamente, con la figlia di un barone, Jennifer West Allen, uno scandalo per i tempi, il
padre preoccupato, lo spedisce all'università di Berlino, sperando che dimentichi, sia Jenny
sia la filosofia, e finisca i suoi studi in giurisprudenza. Marx non farà nessuna di queste cose,
anzi, a Berlino, scrive intense poesie d'amore per Jenny, e soprattutto, legge tutte le opere di
Hegel,infatti a Berlino, anche se non insegnava più Hegel, era ovunque e si respirava
nell'aria, la filosofia era divisa tra destra hegeliana e sinistra hegeliana, e Marx, a cui non
piace l'ordine costituito, si arruola nella seconda, nella sinistra hegeliana, e inizia a
frequentare il circolo hegeliano, chiamato "gli amici del popolo", all'interno di questo circolo,
le idee di Marx si fanno ancora più radicali, e diventa ateo. Marx si laurea nel 1842, con una
tesi sulla differenza tra la filosofia della natura di Democrito e quella di Epicuro, eccolo
ancora di più ateo e materialista. Marx non può far carriera universitaria, così decide di fare il
giornalista, l'unico giornale che accetta di pubblicare i suoi articoli radicali democratici, è la
Gazzetta Renana di Colonia, che era l'organo degli hegeliani di sinistra e del movimento
liberale tedesco. Marx si trasferisce a Colonia, e scrive articoli a favore della libertà di
stampa e dei diritti dei contadini tedeschi, ma il governo fa chiudere la Gazzetta, così resta
disoccupato e decide di accettare l'invito di un suo amico, che aveva fondato a Parigi, un
giornale chiamato gli "Annali Franco tedeschi". Nel 1843, Marx sposa Jenny, e parte con lei
per Parigi, resteranno 16 mesi a Parigi, e sarà il periodo più importante e più bello della sua
vita. Parigi è una tappa importante per la formazione di Marx, sia perché frequenta i circoli
operai, i quartieri poveri, dove vede la povertà e il degrado dei lavoratori, sia perché, a Parigi
Marx conosce tanti filosofi, tra cui Prodoun e l'anarchico Bakunin, e soprattutto, stringe
un'intensa amicizia con Friedrich Engels, che sarà il suo migliore amico per tutta la vita e
con cui scriverà molti libri.
A Parigi, Marx e Engels diventano dei rivoluzionari, si impegnano politicamente, ed entrano
a far parte della "Lega dei Giusti", che era una società internazionale, che proponeva un
comunismo cristiano, e la necessità di un'azione rivoluzionaria. Ma Marx, oltre a lavorare e a
fare politica, scrive tantissimo e ha tante cose da dire, e non sa da che parte cominciare.
In una lettera del 1843 a un suo amico, così descrive "le sue intenzioni filosofiche, la sua
volontà di fare una critica radicale, di tutto l'esistente, senza riguardi, senza paura, né dei
suoi risultati, né del conflitto con i poteri attuali, una filosofia che critica e che non guarda in
faccia a nessuno", ed è proprio quello che farà per tutta la vita. Nel 1844, Marx legge un libro
del suo amico Engels, che si intitola "la situazione della classe operaia in Inghilterra", e
descrive come se la passano male gli inglesi, sfruttati dai capitalisti. Anche lui scrive libri
importanti, scrive manoscritti economico filosofici e l'introduzione alla critica della filosofia
hegeliana del diritto pubblico, li pubblica negli annali Franco tedeschi, due saggi che fanno
scalpore, a tal punto che la rivista viene chiusa dopo solo il primo numero, di nuovo
disoccupato, Marx inizia a collaborare ad un giornale comunista chiamato "Avanti", e nel
1845 viene espulso dalla Francia, perché è considerato un pericoloso rivoluzionario, così gli
amici Marx e Engels, rivoluzionari e sempre più malvisti, vanno a Bruxelle. Marx scrive le
tesi su feuerbach, pubblicate postume nel 1888, e insieme a Engels inizia un'opera
"l'ideologia tedesca".
Marx ne "la critica hegeliana del diritto pubblico" che è un commento paragrafo per
paragrafo, a un'opera di Hegel nel 1820, che era intitolata "lineamenti di filosofia del diritto
pubblico" pone delle critiche ad Hegel. La critica principale che fa ad Hegel in questo testo, è
basata sul rapporto tra società e stato, se Hegel pensava che la società deriva dallo Stato,
che è attributo dello Stato, per Marx è il contrario, è lo Stato che deriva dalla società, cioè
dalle relazioni economico sociali, ma in Marx, la società e lo stato, non sono semplicemente
separati e in contrapposizione, c'è proprio un conflitto tra gli interessi e le aspirazioni della
società, e l'organizzazione dello Stato. Per comprendere questa critica di Marx, bisogna
ricordare, che nello stato hegeliano, i diritti politici sono limitati e strettamente collegati con
l'appartenenza a uno stato, o a un ceto, Marx, invece, non solo è ovviamente a favore del
suffragio universale, ma pensa che non sia sufficiente dare a tutti i diritti politici, da una
parte, abbiamo l'idea universale del singolo cittadino, dall'altra, la sua dimensione sociale
concreta di uomo della società civile, che vive in condizioni economiche specifiche, e la
condizione astratta di libertà e democrazia, e quella concreta, magari di povertà e
sfruttamento, spesso entrano in conflitto. Marx, pensa che anche se uno stato proclama
l'uguaglianza di tutti davanti alla legge, e il suffragio universale, non vuol dire che ci sia
veramente uguaglianza, è per questo che nella costituzione italiana c'è l'articolo 3 "è compito
della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che,limitando di fatto
la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana, e
l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica economica e sociale del
paese". L'uguaglianza formale, non è la stessa cosa dell'uguaglianza sostanziale.
Un altro tema affrontato in critica alla filosofia hegeliana, è il tema della religione, Marx dice
"la religione è il sospiro della creatura oppressa, è l'anima di un mondo senza cuore, di un
mondo, che è lo spirito di una condizione senza spirito, essa è l'oppio del popolo, eliminare
la religione, in quanto illusoria felicità del popolo, vuol dire esigere la felicità reale". Oppio del
popolo, una droga per il popolo, parole forti per chi viveva in un tempo in cui religione e
politica erano quasi la stessa cosa. Anche se Marx, riconosce a Feuerbach il merito di aver
capito come funziona la religione, non è totalmente d'accordo con lui, perché per Feuerbach,
la religione rende schiavi, quindi per poter ottenere la libertà politica bisogna eliminare la
religione, per Marx non è la religione che rende schiavi, ma il capitalismo, la religione è la
droga dei lavoratori, che si rifugiano in Dio, per sopportare lo sfruttamento e la povertà,
quindi per Marx, quando il capitalismo finirà, scomparirà anche la religione, perché l'essere
umano sarà libero, e non avrà bisogno di drogarsi.
Le tesi su Feuerbach, sono un testo breve e denso, composto da 11 tesi, tra cui l'ultima, la
più famosa "i filosofi hanno solo interpretato il mondo in modi diversi, invece si tratta di
cambiarlo". Le tesi parlano di rivoluzione, quella francese, il punto è riprenderla e portarla
fino in fondo, e a portarla fino in fondo, devono essere i proletari, che la rivoluzione
industriale ha creato in massa, concentrati nelle città industriali, costretti a lavorare più di 10
ore al giorno, per un salario da fame,e a vivere in case malsane, sono quei proletari che
stanno organizzando scioperi e insurrezioni in giro per l'Europa. Marx, dice che il proletariato
rappresenta la dissoluzione in atto della società borghese, è una frecciatina a Feuerbach e a
tutti quei filosofi, che parlavano del cambiamento futuro dell'avvenire, quando invece il
cambiamento va fatto nel presente, non va annunciato, non serve una filosofia che parla del
futuro ma bensì del presente. Marx, inizierà la sua critica dell'economia, nei manoscritti
economico filosofici del 1844, rimasti incompiuti, e che saranno pubblicati dopo la sua morte,
nel 1932, quasi un secolo dopo che li aveva scritti, molte opere di Marx saranno pubblicate
postume, questo, sia perché Marx era un perfezionista e non voleva pubblicare un libro se
non era perfetto, sia perché spesso non li finiva proprio, perché aveva una vita molto attiva
politicamente, e ha sempre cercato di fare la sua filosofia al passo con gli eventi storici.
I suoi manoscritti, sono una serie di appunti sull'economia, il lavoro, il salario, il capitalismo e
il comunismo. Il primo obiettivo di Marx, è mostrare, come tutti i concetti economici, la
proprietà privata, il lavoro salariato, il profitto, non sono, né eterni, né assoluti, né scontati. Il
secondo obiettivo, è criticare Hegel, ma anche Feuerbach, infatti, critica dell'economia e
critica della filosofia, saranno i due binari intrecciati, lungo i quali Marx, svilupperà il suo
pensiero e le sue opere. Una delle parti più ampie dei manoscritti, e più famosa, è quella
dedicata al lavoro alienato, in cui Marx, riprende da Hegel e da Feuerbach, il concetto di
alienazione (alienazione per Hegel è un concetto positivo, per Feuerbach e Marx è un
concetto negati