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malalle infeli va

Sono altamente mortali. Il 18% di tutte le morti sono correlate a malattie infettive.

Queste morti colpiscono in modo sporporzionato i bambini di età inferiore a 1 anno, gli adulti di oltre 70 anni e le persone che vivono in Paesi a basso e

medio reddito.

Categorie di malattie infettive emergenti

Il cambiamento del clima causa un aumento della mortalità delle malattie infettive ed un’estensione importante delle malattie infettive.

Dal punto di vista pratico vediamo un cambiamento delle malattie in base alla localizzazione degli insetti, in particolare le zanzare, protatori di malattie.

Le malattie infettive colpiscono tutti gli organi. !!!!!! Malattie multiorgano.

Quadri clinici variabili e simili a patologie non infettive.

ASPETTI GENERALI

Infezione = interazione di un agente biologico (m.o.) e un ospite recettivo (uomo, animale). !! Implica la replicazione dell’agente nell’ospite.

Malattia infettiva = espressione clinica di infezione.

All’infezione non segue necessariamente la malattia. Il decorso inapparente o clinicamente evidente di un’infezione dipende da fattori, non sempre

facilmente valutabili legati:

• al microrganismo ospite;

• all’ospite;

• alla modalità di trasmissione.

!!! Alla penetrazione di un microrganismo segue la malattia solo in presenza di determinate condizioni favorenti (concause).

Catena infettiva —> i m.o. per permanere e perpetuarsi in una popolazione devono avere un habitat naturale in cui riprodursi e l’opportunita di diffondere a

altri ospiti sucettibili.

Serbatoio di infezione = Individuo, animale, pianta o substrato inanimato in cui un agente infettivo di norma risiede e si moltiplica e da cui dipende

primariamente per la sopravvivenza.

Sorgente/fonte di infezione = Sito dal quale un microrganismo passa immediatamente ad un ospite.

Può coincidere con il serbatoio (infezioni a trasmissione sessuale) o essere rappresentata da un veicolo (acqua, alimenti, ecc.)

Quando veniamo a contatto con un m.o. infettivo possiamo sviluppare la malattia o essere portatori. I portatori possono essere sani/temporanei o cronici.

• sano = soggetto che si infetta ed elimina i m.o. senza contrarre la malattia

• Cronico = l’eliminazione dei m.o. perdura per anni.

Anche un portatore può, quindi, trasmettere la malattia.

Zoonosi.= malattie umane di origine animale. Anche in questo caso la sorgente d’infezione può essere rappresentata da animali malati o animali prottori

(sani, convaleacenti, cronici, precoci) . E polli

Vie di trasmissione

• aereodiffusione = piu contagioso (infezioni respiratorie

• Catena oro-fecale

• Penetrazione parenterale apparente o inapparente (sangue o similari)

• Sesuaale

• Trasmissione verticale

• Vettori, che hanno una carica diversa a seconda del tipo di vettore e dal tipo di malattia.

Il passaggio dall’agente patogeno può avvenire per:

1. Trasmissione diretta (elencate sopra), piu contgiosa.

2. Trasmissione indiretta, che utilizza i vettori (mezzi animali, meccanici, ospiti) o i veicoli

Come ospite, non subiamo passivamente l’ingresso di m.o.: abbiamo già una risposta immunitaria aspeci ca, appena il m.o. entra in contatto con noi. Es

ciglia, a livello del naso e della gola.

Abbiamo quindi linee di resistenza aspecifiche (come le ciglia) e specifiche (difesa immunitaria, anticorpi, che possono essere di diversi tipi.

⬇ • congenita/refrattarietà: di specie o di individuo

• Acquisita: naturale (passiva/connatale o attiva/per infezioni pregresse) o arti ciale (passiva/gamma globuline o attiva/vaccini)

STORIA NATURALE DELL’INFEZIONE

Quando ho un’infezione si deve considerare la sua storia naturale e l’eventuale contagiosità.

Se ho un m.o. contagioso inizio dall’agente subito.

I dati piu importanti sono:

• durata del periodo di incubazione (!!! Infezioni sessualmente trasmissibili, come si lide, gonorrea, clamidia —> nel periodo di incubazione la

persona è contagiosa, anche se la malattia non si manifesta)

• Durata del periodo di contagiosità. (Es varicella: va avanti no alla caduta delle croste)

• Rapporto infezione-malattia

• Durata malattia

• Letalità

• Frequenza di evoluzione in malattia cronica

• Frequenza e durata dello stato di portatore

• Persistenza dell’immunità

Le forme principali con cui una malattia può manifestarsi ad una popolazione sono:

• sporadicità = i casi si manifestano isolatamente senza apparenti rapporto con altri casi

• Endemia (es tbc in romania?) = costantemente presente nella popolazione residente in una determinata area geogra ca, manifestandosi con un

numero di casi più o meno elevato ma complessivamente abbastanza costante

• Epidemia = veri carsi in una comunità o area geogra ca di un numero di casi di malattia eccedente le aspettative

• Pantemia = la diffusione endemica va oltre i con ni di un paese e dilaga attraverso i continenti.

TEST DIAGNOSTICI

Per le malattie infettive sono disponibili alcuni test sierologici, antigenici e di biologia molecolare. I più facili sono quelli sierologici (tenere il sangue

quanto si vuole nel frigo), la biologia molecolare (tenere quanto si vuole) oppure i vari esami colutrali.

Ci sono esami di lab aspecifici che continuiamo a fare:

1. Emocromo (formula leucocitaria). = linfociti, enutro li, eosino li, hb, plt.

2. PCR = proteina c reattiva; PCT = procalcitonina

Si può indagare che organo indica la patologia, come con il test di funzionalità epatica e esami liquorali.

Emocromo

NEUTROFILI

Valori normali: 1800-7000 cellule/mm3

Neutro lia: comune e spiccata nelle infezioni batteriche a eccezione delle infezioni da spirochete e alcune rickettsie

Nonn modificazione nella conta dei neutrofili in caso di TB, micosi, infezioni da Chlamydia

Neutropenia: infezioni virali ma anche salmonellosi e brucellosi

LINFOCITI

VN 1000-4800/mm3

PATOLOGIE INFETTIVE:

• Linfocitosi (es. mononucleosi, epatite virale, TB)

• Linfopenia (es. sepsi, COVID-19)

• Alterazione sottopopolazioni linfocitarie. Aumento CD8+ (inf. Virali) Riduzione CD4+ (es. HIV)

EOSINOFILI

Valori normali: 50-500 cellule/mm3

Eosinofilia:

• Reazioni allergiche, asma, granulomatosi croniche

• alcune infestazioni parassitarie soprattutto quelle da: Strongyloides stercoralis, Toxocara spp, Trichinella spiralis e larie.

Proteina C reattiva PCR

= proteina di fase acuta, prodotta dal fegato.

Un aumento importante si osserva, ad esempio, dopo un trauma o un infarto, a seguito di patologie infettive, specie batteriche, e patologie autoimmuni

in fase attiva.

La [ ] di PCR può aumentare anche di centinaia di volte in risposta ad una patologia infiammatoria. —-> V.N. < 6 mg/L

ProcalcitoninaPCT

Usata nella sepsi e nello shock stettico. Piu costoso. Serve per monitorare andamento dell’infezione

fi fi fi fi fi fi fi fi fi

ESAME MICROSCOPICO

X esami mirati alla ricerca del paogeno

• a fresco (studio morfologico —> funghi, protozoi, parassiti; studio motlità —> spirochete, vibrio amebe)

• Dopo colorazione (! Colorazione di Gram eo Ziehl-Neelsen x tbc e alri micobatteri)

ESAMI CULTURALI

• Isolamento (terreni generici, di arricchimento, elettivi differenziali)

• Identi cazione (esame macro e micro scopico; crescita su terreni differenziali; analisi biochimiche; sierologia; identi cazione molecolare)

EMOCOLTURE

Raccolti (PRIMA dell’inizio della terapia antibiotica) per TUTTI i pz per i quali è presente il sospetto di batteriemie.

Particolarmente importnti in caso di: sepsi, meningite (con colturae LCR), osteomielite, artriti settiche, endocarditi, peritoniti, polmoniti e FUO.

Andrebbero raccolti almeno 2 et per emocultura previa adeguata disinfezione.

Le batteriemie si dividono in 2 tipi: intermittenti e continue.

Per specie batteriche spesso identi cate come possibili contaminanti (P. Acnes, Corynebacterium, sta lococchi coagulasi negativi) il risontro in >1 campione

aumenta signi cativamente la probabilità dell’effettiva patogenicità.

Traspoto del campione

Affinche l’esame colturale sia specifico, la cosa fondamentale è che l’operatore sanitario raccolga i campioni in modo idoneo e trasportato in modo idoneo.

Per esempio, il tampone faringeo o naso trasportarlo entro 214h; l’emocoltura al massimo entro 2h dal prelievo.

I campioni sono diversi a seconda dell’infezione che si ha.

Infezioni vie respiraorie

—> tipo di campione = espettorato; aspirato tracheale; espettorato indotto; broncoscopia; biopsia polmonare.

ESPETTORATO:

• contenitore per la raccolta = contenitore sterile in plastica con tappo a vite e imboccatura larga

• Modalità di raccolta = rimuovere eventuali protesi dentarie, procedere ad una accurata pulizia del cavo orale, risciacquando ripetutamente la bocca

ed effettuando dei gargarismi con acqua - raccogliere l'espettorato dopo uno o più colpi di tosse, o dopo atti espiratori forzati; l'espettorato deve

provenire dalle basse vie aeree e non deve essere contaminato da saliva. La quantità di espettorato deve essere di almeno 2-3 ml

• Conservazione e trasporto = Il campione deve essere prelevato e consegnato al laboratorio entro 2 ore. Se il tempo previsto per la consegna al

laboratorio è superiore alle due ore conservare il campione in frigorifero no alla consegna. Un solo campione è in genere suf ciente per la

diagnosi di polmonite batterica da microrganismi comuni

Infezione vie urinarie

Per le infezioni delle vie urinarie si raccolgono le urine sempre e comunque da mitto intermedio, cosi da poter essere diagnostica.

E importante fare la colutra: si ha l’antibiogramma.

Per ragioni anche di divulgazione extraospedaliera ha scritto S - I - R = sensibile - untermedio - resistente + concentrazione minima bo

la coltura dei m.o. sta vnenedo un po’ soppiantata dalle nuove indagini, i test molecolrei.

TEST SIEROLOGICI

IgM anti VZV: negativo; IgG anti VZV: positivo

IgM anti SARS-CoV-2: presenti; IgG anti SARS-CoV-2: assenti

HBsAg: negativo; Ab-anti HBsAg: positivo; Ab totali anti HBc: positivo

RPR: 1:8; TPHA > 1:5120

TEST MOLECOLARI

fi fi fi fi

meningiti Nozza

= infiammazione delle membrane (menigni) che avvolgono il cervello e il midollo spinale.

Non è solo batterica, può essere anche una complicanza neoplastica.

Meningiti infettive: dovute a batteri, funghi, protozoi, tbc, virali. Ci sono moltissimi m.o. che le causano.

Meningiti non infettive: neoplastiche, malattie sistemiche, procedure chirurgiche, droghe.

SINTOMI

Sono sintomi aspeci ci.

• Febbre alta, spesso improvvisa

• Mal di testa intenso, spesso descritto come diverso da uno normale, copisce anche la zona retrobulbare

• Rigidità del collo

• Sensibilità alla luce, sintomo che si accompagna spesso all’emicrania

• Nausea e vomito, a getto

• Alterazioni dello stato mentale: confusione, sonnolenza o dif colta di [ ]

• Eruzione cutanea (!!! meningococco).

Nei neonati e nei bambini piccoli, i sintomi possono includere:

• pianto inconsolabile

• Febbre alta

• Gon ore nella zona della fontanella

• Letargia o irritabilità

Se non riconosciuta, mortale nel giro di 24h

Meningite ACUTA

Meningite, malaria, botulismo, shock settico (complicanza di motle malattie infettive, meningite compresa)

Si sviluppa rapidamente, in poche h o gg, a seconda del m.o.

Febbre alta, mal di testa, rigidità collo, nausea e vomito, sensibilità luce, alterazione stato mentale.

Causata spesso da infezioni batteriche (es meningococco o pneomocooco) o virali (hepes simplex)

Trattamento medico immediato, con possibilità di ospedalizzazione e trattamenti antibiotico + antiviale (= trattamento universale), scelto a seconda della

causa e anamnesi.

Meningite CRONICA

Esistono anche meningiti croniche infettive

Si sviluppa gradualmente, con sintomi che possono persistere per settimane o mesi.

Meno intensi, ma con mal di testa persistente, febbre lieve, stanchezza, alterazioni cognitive.

Può essere causata da infezioni (come tbc o sifilide), malattie autoimmuni o altre condizioni non infettive (tumori)

Il trattamento dipende dall’eziologia. Si aspetta la diagnosi e poi terapia antibiotica adatta.

3 infezioni più famose e frequenti = meningococco, pneumococco, herpes

Neisserie meningitidis

Acquisita per via respiratoria da portatori sani a livello nasofaringeo.

Diventa un problema quando si trasmette per via ematica (10-20% dei casi)

FASI

Infezione sistemica: batteriemia che precede meningite di 24-48h

Infezione metastatica con meningite

Infezione sistemica grave con shock settico e DIC

PRESENTAZIONE CLINICA

Acuta.

Sepsi con rash cutaneo

Sindrome di waterhouse-frideriches (10-20% dei casi) —> insufficienza surrenale con petecchie cutanee e mucose, febbre, shock settico e DIC

Altre infezioni: IVU, artire, polmonitee e peridcardite

VACCINO E INDICAZIONI

MenACWY (Menveo, Menactra): protegge contro i sierotipi A, C, W e Y. Raccomandato per adolescenti e persone a rischio

MenB (Benxero, Trumenta) protegge contro il sierotipo B. Raccomandato per adolescenti e giovani adulti, in particolare in situazioni di focolai.

Vaccino polisaccaridico: meningococco C, utilizzanto in alcune aree geogrsfiche e in gruppi ad alto rischio.

fi fi fi

PROFILASSI ANTIBIOTICA

Razionale: i pz sono considerati contagiosi no a 24h dopo l’inizio della terapia antibiotica

=> prevenire la trasmissione e/o eradicazione se l’ospite è suscettibile.

Contatti stretti: nella stessa abitazione, condivisione di pasti e camera da letto.

Professionisti sanitari: respirazione bocca a bocca, stretto contatto con droplets.

Meningite pneumococcica

Acquisita per via respiratoria da portatori sani (5-40%)

Coinvolgimento meningeo da foci extra: per contiguità e per via ematogena

Mortalità 30-50% nonostante la terapia antibiotica.

VACCINO E INDICAZIONI

I vaccini disponibili per il pneumococco sono principalmente 2 tipi:

1. Vaccino coniugato pneumococcico PCV

• PCV13 (Pevnar 13):protegge contro 13 sierotipi di Streptococcus pneumoniae. Raccomandato per bambini e adulti a rischio.

• PCV15 e PCV20 (APEXXNAR): offrono protezione contro 15 e 20 sierotipi, rispettivamente. Sviluppati per ampliare l copertura vaccinale, in

particolare per adulti

2. Vaccino polisaccaridico pneumococcico PPSV23 (Pneumovax 23): protegge contro 23 sierotipi di Streptococcus pneumoniae. Raccomandato per

adulti e persone di età superiore ai 2 anni con condizioni di salute che aumentano il rischio di malattie pneumococciche.

HSV

Più del 90% della popolazione adulta ha l’herpes di tipo 1 entro i 50 anni di vita.

2 tipi: tipo 1 e tipo 2, conosciuto come genitale ma non è solo genitale.

Può esser presente in un’elevata % della popolazione.

Si stima che 23 milioni di persone all’anno sviluppano questa infezione.

TRASMISSIONE

Può avvenire attraverso il contatto stretto, quindi la persona elimina il virus attraverso le lesioni visibili o dalla saliva o da liquido seminale o secrezioni

vaginali.

La trasmissione attraverso il contatto orogenitale è sempre più riconosciuta —> non si riconosce più come unicamente genitale.

La trasmissione si può verificare dai neonati nati da madri con herpes in quel momento, che lo eliminano in virus al momento del parto

PATOGENESI: infezione primaria

L’esposizione all’HSV sulle super i mucosali o in sedi cutanee abrase consente l’ingresso del virus e l’inizio della sua replicazione nelle cellule

dell’epidermide e del derma.

Dopo aver attraversato la giunzione neuroepiteliale ed essere entrato nella cellula neuronale, il virus o il nucleocapside viene trasportato

intrassonalmente no ai corpi cellulari nervosi nei gagli (gangli trigeminali per l’HSV-1, gangli delle radici nervose sacrali S2-S5 per l’HSV-2

Dopo l’inocuulazione iniziale nel ganglio neuronale, il virus si diffonde ad altre super ci cutanee o mucosali tramite migraione centrifuga di virioni infettivi

attraverso i nervi sensoriali periferici.

Si può diffondere in altre superfici cutanee o mucose.

Il virus non ha un’immunità speci ca. Una volta che è entrato dentro di noi, il 90% della popolazione potrà rimanere sempre latente a livello dei gangli

oppure si potrà riattivare (herpes ricorrente).

Durante la fase di nuove lesioni è infettivo, però il virus può comunque essere contagioso anche durante la fase asintomatica (shelding)

IMMUNITÀ

• Gangliare: dopo la risoluzione della malattia primaria, il DNA virale è presente nel 2%-11% delle cellule gangliari nella regione anatomica

dell’infezione iniziale; le risposte delle cellule T dell’ospite a livello del ganglio possono in uenzare la frequenza e la gravità della riattivazione

dell’HSV.

• Immunologica: un distinto sottogruppo di cellule T CD8+ speci che per l’HSV che persiste nella pelle svolge una sorveglianza immunitaria mirata

a contenere il virus nel punto di rilascio nell’epitelio ed è costituito da”primi rispondenti” in grado di controllare l’HSV e prevenire la formazione di

lesioni cliniche. fi fi fi fi fi fi fl

CLINICA

HSV isolato in quasi tutte le sedi viscerali e mucocutanee.

Le manifestazioni cliniche e il decorso dell’infezione da HSV dipendono dal sito anatomico coinvolto, dall’età e dallo stato immunitario dell’ospite, nonché

dal tipo antigenico del virus.

Entrambi i sottotipi virali possono causare infezioni genitali e orofacciali, e le infezioni causate dai due sottotipi sono clinicamente indistinguibili.

—> Sopra i 65 anni , il fatto di poter avere una ricorrenza dell’herpes, quindi una meningite da herpes, non è così improbabile.

Tipicamente l’herpes causa un’infezione mucocutaea che può complicarsi in un’infezione batterica

Lesioni cutanee attive => herpes pu&og

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Scienze mediche MED/17 Malattie infettive

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher laurapozziii di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Malattie infettive e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università Vita-Salute San Raffaele di Milano o del prof Ripa Marco.
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