Estratto del documento

La macroeconomia studia il funzionamento del sistema economico nel

suo insieme e delle variabili aggregate (per esempio il pil, l’inflazione, la

disoccupazione, i tassi di interesse, i tassi di cambio…)

Aggregate perché sono il risultato di un comportamento aggregato di

tutti i singoli operatori economici. Quindi ha un ottica più ampia.

La macroeconomia si compone di 3 assetti principali:

1) CONTABILITÀ NAZIONALE

2) ANALISI TEORICA (studia la relazione tra aggregati)

3) POLITICA ECONOMICA CONTABILITÀ NAZIONALE

È il principale strumento di misurazione della

situazione economica complessiva di un paese.

Ha come finalità lo studio del PRODOTTO AGGREGATO dei sistemi economici

(es: nazioni).

Il prodotto aggregato rappresenta la somma dei beni finali venduti

nel sistema economico in un determinato periodo. Il termine “finale”

si riferisce ai beni destinati al consumo o all’investimento, sono

quindi esclusi i beni intermedi, destinati alla produzione di beni finali.

CRESCITA ECONOMICA

La crescita economica non segue un andamento lineare e costante ma è

caratterizzato da un ANDAMENTO FLUTTUANTE. La fase di questo complesso

movimento che per prima attrasse gli studiosi furono i movimenti discendenti, che

vennero chiamate CRISI. È possibile rilevare una certa periodicità in queste crisi, e il

che fece pensare che queste non fossero altro che una parte di tutto un

movimento più completo, che comprende fase alterne di prosperità e depressione.

Questo fenomeno con andamento fluttuante si definisce “ciclo

economico” ed è l’alternarsi di fasi di RIPRESA e RECESSIONE.

Ad ogni ciclo economico si assegna normalmente una

durata che va dai 5 ai 12 anni e comprende 4 fasi:

1) ESPANSIONE (punto di svolta superiore)

2) RECESSIONE (O CRISI)

3) DEPRESSIONE (punto di svolta inferiore)

4) RIPRESA

e così via

Tutto ciò gira intorno a un altro movimento che è quello del TREND,

costituito da una tendenza secolare ad un generale aumento.

Il lavoro é qualunque attività materiale o intellettuale con cui si producono beni e servizi.

INDAGINE SULLE FORZE LAVORO

Ogni anno vengono intervistate 250 mila famiglie per un totale di 600 mila individui.

Le famiglie estratte vengono scelte casualmente dalle liste anagrafiche dei Comuni

di’Italia. La popolazione si divide in INATTIVI

ATTIVI Persone in età lavorativa che non

lavorano e non hanno cercato un lavoro.

Esempi: - casalinghi

- minori di 15 anni - ritirati dal lavoro

- studenti

Si dividono in - inabili

NON FORZA LAVORO

DISOCCUPATI

OCCUPATI

Persone che hanno dichiarato di avere Persone in età lavorativa che hanno

un lavoro. dichiarato di aver cercato lavoro ma di

non averlo trovato.

Per essere occupato devi avere almeno

15 anni, aver lavorato almeno 1 ora nella Sei disoccupato se hai tra i 15 e i 74

settimana di riferimento, e ricevi un anni, hai fatto almeno un’azione di ricerca

corrispettivo monetario o in natura. del lavoro nelle 4 settimane precedenti

oppure inizi a lavorare entro 3 mesi.

FORZA LAVORO

É data da occupati + disoccupati

Tutte queste categorie di persone vanno a influenzare l’andamento del tasso di

disoccupazione. Questo è utilizzato per capire lo stato di salute di un economia.

A volte il tasso di disoccupazione può crescere anche quando cresce l’occupazione

o può diminuire anche se l’occupazione si sta riducendo.

DISOCCUPATI Gli inattivi non

TASSO DI DISOCCUPAZIONE = sono considerati

FORZA LAVORO

La disoccupazione può crescere anche al

crescere dell’occupazione. Il tasso di

disoccupazione può non essere indicativo dello

stato di salute corrente del mercato di lavoro.

Il tasso di disoccupazione giovanile é un caso specifico

15-24 enni DISOCCUPATI (in cerca di lavoro)

15-24 enni FORZA LAVORO

OCCUPATI di una certa fascia di età

TASSO DI OCCUPAZIONE = POPOLAZIONE di una certa fascia di età

(IN)ATTIVI di una certa fascia di età

TASSO DI (IN)ATTIVITÀ = POPOLAZIONE di una certa fascia di età

É un aumento prolungato del livello dei prezzi di beni e servizi, o anche una

diminuzione prolungata del potere d’acquisto della moneta (se i prezzi aumentano e il

reddito é lo stesso posso comprare meno beni).

In Italia l’inflazione viene calcolata dall’ISTAT (nelle altre nazioni ci saranno altri istituti

di statistica). Gli addetti dell’ISTAT ogni mese girano per le città italiane e raccolgono i

prezzi di tanti beni e servizi e raccolgono dei dati, se i prezzi si sono alzati o

abbassati.

Il controllo dell’andamento dei prezzi spetta alle BANCA CENTRALE EUROPEA (BCE),

che hanno il compito di analizzare l’inflazione e prendere le opportune contromisure

nel caso in cui i prezzi crescano più del limite o anche nel caso di deflazione.

Ha individuato una situazione di stabilità dei prezzi del 2%.

Diversi tipi di inflazione:

INFLAZIONE INERZIALE

INFLAZIONE MODERATA

INFLAZIONE GALOPPANTE

IPER INFLAZIONE

I soggetti svantaggiati dall’inflazione sono i piccoli risparmiatori, gli esportatori,

i percettori di reddito fisso (e pensionati), creditori, consumatori finali

I soggetti meno svantaggiati dall’inflazione sono gli imprenditori e

commercianti, i percettori di reddito variabile, debitori, importatori.

CAUSE INFLAZIONE DA COSTI

INFLAZIONE DI DOMANDA - Rincari improvvisi del prezzo di

- Quando la domanda aggregata alcune risorse aumento dei costi

cresce più del potenziale produttivo. di produzione

- aumento della quantità di moneta

in circolazione AUMENTO DEI COSTI DI PRODUZIONE

AUMENTO DELLA DOMANDA (DIMINUZIONE DELL’OFFERTA)

causa causa

AUMENTO DEI PREZZI AUMENTO DEI PREZZI

AUMENTI DI PRODUZIONE DIMINUZIONE DI PRODUZIONE

COME SI MISURA L’INFLAZIONE

L’INDICE NAZIONALE DEI PREZZI AL CONSUMO PER L’INTERA COLLETTIVITÀ

(NIC) è utilizzato come misura dell’inflazione per l’intero sistema economico

(livello medio generale dei prezzi).

L’INDICE DEI PREZZI AL CONSUMO PER LE FAMIGLIE DI OPERAI E IMPIEGATI

(FOI) si riferisce ai consumi dell’insieme delle famiglie che fanno capo ad un

lavoratore dipendente (livello medio generale dei prezzi per operai, impiegati,

pensionati).

L’INDICE DEI PREZZI AL CONSUMO ARMONIZZATO per i paesi dell’Unione

europea (IPCA/HICP) assicura una misura dell’inflazione comparabile tra i

diversi paesi europei.

Fra questi metodi cambia il livello di panieri, i beni che le famiglie

di operai e impiegati possono comprare. Per queste famiglie

(nel FOI) non ci sarà l’acquisto di beni di lusso.

PERCHÉ L’INFLAZIONE É DANNOSA

L’inflazione mette in discussione la stabilità dei prezzi:

• se i prezzi salgono rapidamente tenderemo ad anticipare i nostri acquisti

• tale comportamento farà salire i prezzi ancora di più, innescando una

"spirale inflazionistica" che ridurrà il potere di acquisto della moneta.

É una riduzione generalizzata dei prezzi di beni e servizi.

Esistono 2 tipi di deflazione:

- BUONA = riduzione dei prezzi dovuta a miglioramenti produttivi (di solito settoriale).

Es: computer, prima costavano tantissimo ora prezzi abbordabili.

- CATTIVA = riduzione dei prezzi dovuta a crisi e scarsità di domanda (di solito

generalizzata).

Abbiamo una CRISI ECONOMICA la quale produce + DISOCCUPAZIONE

+ DISOCCUPAZIONE vuol dire - CONSUMI

Quindi le imprese per stimolare Riducono i prezzi (- PREZZI)

i consumi e riuscire a vendere

I consumatori osservano il calo dei prezzi e preferiscono rimandare

l’acquisto di beni non necessari perché capiscono che potrebbero

comprarli a prezzi ancora più bassi.

A questo punto le imprese abbassano ancora di più il prezzo perché

non ci sono vendite. Se licenziano aumenta la

Se alle imprese non rientrano

abbastanza soldi decidono di LICENZIARE DISOCCUPAZIONE

-CONSUMI ulteriori

+ DISOCCUPAZIONE Ecc.. ecc…

Siamo in un circolo vizioso (SPIRALE DELLA DEFLAZIONE)

Questa spirale conduce l’economia a un avvitamento negativo. Per

uscire da questa situazione é necessario un intervento esterno

da parte dello Stato che faccia ripartire i consumi.

Questi interventi sono di solito AUMENTO DELLA SPESA PUBLICA.

Quindi la deflazione è un pericolo quando é causata da:

- riduzione della domanda e Può portare al fallimento

- aumento della disoccupazione. di imprese e banche

CURVA DI PHILIPS

Con la curva di Philips si esamina la relazione tra salari-prezzi-inflazione

e occupazione-disoccupazione

Nel 1958 Philips fece uno studio in cui evidenziò che c’è un legame tra salari e

disoccupazione: infatti il tasso di crescita dei salari é più elevato se la

disoccupazione é più bassa.

Nel 1960 si arrivò alla relazione tra inflazione e disoccupazione: se l’inflazione é più

elevata si registra una disoccupazione più bassa.

Tra queste due variabili economiche (inflazione e disoccupazione) c’è un TRADE-OFF

che graficamente é dato dalla seguente curva:

Tasso di La curva di Philips mostra un TRADE

inflazione OFF tra inflazione e disoccupazione:

un tasso di inflazione più elevato é

accompagnato da un tasso di

disoccupazione più basso.

Curva

di Philips

Tasso di

disoccupazione

Questa relazione non é valida per molti, come i monetaristi

Il diagramma di flusso circolare ci dice che, in un sistema

economico, il reddito prodotto deve essere uguale alla spesa.

Infatti ogni transazione ha un compratore e un venditore: il denaro

speso dal compratore è denaro guadagnato dal venditore.

REDDITO = SPESA

Il valore dei beni e dei servizi finali prodotti dalle imprese e comprati dalle famiglie

è esattamente uguale ai redditi erogati dalle imprese e guadagnati dalle famiglie.

Rappresenta una economia estremamente semplificata: é un

economia chiusa (non ha rapporti con il resto del mondo), in cui

non esiste il settore pubblico e non ci sono mediatori finanziari.

(Spesa pubblica,

intervento dello Stato) ESPORTAZIONI

IMPORTAZIONI

Da una parte c’è lo scambio di beni (giallo),

dall’altra parte c’è lo scambio di denaro (blu)

Da una parte c’è chi offre servizi e dall’altra parte chi offre beni.

Gli individui offrono il lavoro, il capitale, capacità imprenditoriale e la

terra (fattori di produzione) che vanno a finire nelle imprese.

Le imprese poi restituiscono un flusso monetario in cambio.

FATTORI DI PRODUZIONE

Capacità imprenditoriale che dà luogo al profitto

La terra Che dà luogo alla rendita

Capitale Che dà luogo al tasso di interesse

GOVERNMENT (La spesa pubblica) é utile

quando abbiamo una crisi di domanda.

Lo Stato deve controllare che tutto vada bene, che le leggi funzionino ma non

intervengono generalmente perché il sistema funziona da solo.

La spesa pubblica sta in mezzo nel diagramma, é quando lo Stato decide di

intervenire sull’economia come DOMANDA AGGIUNTIVA. Spende soldi per comprare

materiali, per pagare i lavoratori ecc… é tutta domanda che si aggiunge al sistema.

Se siamo in un sistema di piena occupazione, l’aggiunta della domanda da parte del

governo crea problemi.

Se siamo invece in un periodo di crisi di domanda come il Covid, un momento di

stop, gli imprenditori, dovevano comunque pagare dipendenti ecc.. quindi tantissime

imprese sono fallite. Questo vuol dire tante persone perdono lavoro, e questo vuol

dire che queste persone non possono comprare beni, quindi l’economia non gira. In

questo caso la spesa pubblica è giusta.

ESPORTAZIONI IMPORTAZIONI

Sono Domanda estera Sono aggiunta di offerta che

arrivano dall’estero. Vanno dal

lato della produzione.

DOMANDA = consumi + investimenti +

spesa pubblica + esportazioni. OFFERTA = produzione interna + produzione estera

X (esportazioni nette) = differenza tra esportazioni e importazioni

La base di questo schema fa capire perché i 3 metodi del calcolo

del pil coincidono? Perché fanno parte del flusso circolare del reddito

Perché i 3 metodi del pil coincidono? = perché sono 3

aspetti diversi del flusso circolare del reddito.

PRODOTTO INTERNO LORDO (PIL)

Il PIL é il valore totale di mercato di tutti i beni e servizi

finali prodotti in un paese in un certo periodo di tempo.

È l’indicatore principale usato per misurare la ricchezza prodotta da un

Paese in un certo periodo di tempo (di solito un anno o un trimestre).

Il PIL é antropocentrico = comporta l’intervento dell’uomo

GDP (Gross domestic product) é il PIL in inglese

BENI E SERVIZI = si calcolano

VALORE TOTALE DI MERCATO = il sia i beni materiali che i servizi

valore è misurato ai prezzi di mercato. come le visite, ristoranti ecc…

BENI FINALI = possono essere beni di consumo o

investimenti

Che si intende con FINALI?

Esempio: se le patate vengono raccolte e poi vendute

Quando il bene é così come sono é un bene finale. Se invece le patate

intermedio diventa vengono vendute a un impresa che li trasforma in

IMPUT e NON viene gnocchi non sono più un bene finale e diventano un

calcolato nel PIL bene intermedio. Mentre gli gnocchi diventano un finale

se venduti.

Ma se gli gnocchi vengono venduti al ristorante che li

cucina e il consumatore li compra da lì anche gli gnocchi

usciti dall’impresa sono un bene intermedio.

Il bene é finale quando viene venduto al

consumatore ultimo.

PRODOTTO IN UN CERTO PERIODO = INTERNO = solo ciò che è prodotto

si viene calcolato solo ciò che viene dentro i confini del Paese, anche

creato (beni e servizi) in quel da imprese straniere.

determinato periodo di tempo.

LORDO = non si sottraggono gli ammortamenti (cioè l’usura dei

macchinari e dei capitali). È connesso all’obsolescenza dei macchinari.

Tutto il circolo al di sotto della vendita dell’usato non viene

considerato, infatti al mercato non si paga l’IVA, perché il bene viene

considerato solo quando esce dall’impresa, al momento della vendita.

PIL ITRAGENERAZIONALE = nello spazio, pil nelle varie nazioni,

si stila una classifica dei paesi piu ricchi e più poveri.

PIL INTERGENERAZIONALE = nel tempo, come varia negli anni.

Chi contribuisce al pil?

Quando parliamo di pil stiamo misurando la produzione all’interno di

determinati confini, non ci interessa la cittadinanza di un cittadino ma ci

interessa la residenza, quindi tutti coloro che lavorano in Italia e pagano le

tasse in Italia contribuiscono alla crescita del prodotto interno lordo

1929 / 1930 = prime elaborazioni del PIL

(dipartimento del commercio USA, Simon Kuznets)

Le regole per calcolare il PIL sono uguali in tutto il mondo per poter

confrontare la dimensione dell’economia nel tempo e nello spazio

(3 metodi, 3 aspetti dello stesso fenomeno)

1) METODO DELLA SPESA

Si prendono in esame i consumi, gli investimenti, la spesa pubblica e il saldo

commerciale di un paese e si sommano.

C = consumi delle famiglie (cibo, vestiti, ristoranti, vacanze, parrucchiere…)

I = investimenti delle imprese (acquisto di macchinari, fabbriche…)

G = è la spesa dello Stato (stipendi dei dipendenti pubblici, acquisto di beni

e servizi per ospedali, scuole ecc…)

X (export) = beni e servizi prodotti in Italia e venduti all’estero

M (import) = beni e servizi comprati dall’estero

(X-M) esportazioni nette Deficit commerciale

2) METODO DEL VALORE AGGIUNTO

Si prendono in considerazione i valori di beni e servizi prodotti dalle imprese

Ogni impresa aggiunge valore a ciò che compra da altre imprese.

Il PIL è la somma di tutti questi valori aggiunti cioè la ricchezza

nuova creata nel Paese.

PIL = somma dei valori aggiunti di tutte le imprese + imposte indirette nette dei sussidi

(Imposte dirette - sussidi)

VALORE AGGIUNTO = quanto ogni

impresa “aggiunge di suo” al valore IVA, accise ecc…

di ciò che ha comprato da altri. Soldi che lo Stato

dà alle imprese

Valore aggiunto = Valore della produzione − Valore dei beni intermedi

quanto vale quello che quanto l’impresa ha speso per comprare

l’impresa vende (il prezzo beni e servizi da altre imprese (materie

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sofii90 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Macroeconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Perone Simona.
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