NOTE:
1) Il termine K è chiamato anche media armonica delle conduttanze.
2) La parete di separazione tra i 2 fluidi non è detto che sia costituita da
un solo materiale (potrebbe presentare una parete in acciaio e un'altra
di rame con spessori diversi). Si deve tenere conto di questo applicando
una formula dove i termini non cambiano ma si effettua una
sommatoria dei rapporti dei relativi spessori e conducibilità termiche di
ogni strato.
3) Il sistema funziona bene finchè sulla superficie di scambio non si va a
depositare del materiale. Si deve sempre tener conto del “fouling” ovvero
dello sporcamento della macchina. Con le pareti sporche si crea una
resistenza al passaggio del calore e si utilizzano quindi dei coefficienti
che essendo sommati riescono a determinare K.
Tanto più grande è K tanti più Watt è in grado di trasmettere il mio
scambiatore di calore a parità di superficie e delta termico.
APPLICAZIONI:
Una volta noti q, K e (Tfa-Tfs) è possibile determinare la superficie dello
scambiatore di calore, ossia dimensionarlo.
Sono noti:
- q = quantità di calore che io sono in grado di asportare in unità di
tempo.
- K = parametro che mi dice qual’è la potenza termica che è in grado di
scambiare lo scambiatore (coefficiente di scambio globale).
- Differenziale di temperatura tra il Fluido Alimentare e il Fluido di
Servizio. (salto termico)
Diventa però cruciale riuscire a stimare a priori sia il salto termico che il flusso
di calore necessario. In particolare possiamo indicare questo ordine logico di
operare:
1. Calcolo del salto termico (Tfa-Tfs)
2. Calcolo del flusso termico del fluido alimentare
3. Calcolo della portata e delle temperature del fluido di servizio
1) CALCOLO DEL SALTO TERMICO - Sull’asse delle x c’è una
dimensione → dimensione dello
scambiatore di calore.
- Divido due lati dello
scambiatore (lato sinistro e destro).
- Lo scambiatore è composto
da due tubi uno dentro l'altro (tubo
in tubo).
- Il fluido alimentare scorre nel
tubo centrale con direzione da
sinistra a destra. (Fluido alimentare
in entrata e in uscita).
- Il Fluido di servizio scorre nel
tubo esterno, entra a sinistra ed
esce a destra. (Fluido di servizio in entrata e in uscita).
- Abbiamo una controcorrente perfetta.
- Il Fluido alimentare in entrata ha una data temperatura che è diversa
da quella con cui uscirà. Stessa cosa vale per il Fluido di servizio.
- In questo caso il Fluido alimentare deve essere raffreddato e quindi il
Fluido di servizio in uscita sarà più caldo.
- Quindi FA si raffredda e il FS → si riscalda.
→
- Succede quindi che in ogni punto dello scambiatore il delta termico tra
il fluido alimentare e il fluido di servizio non è costante ma cambia
continuamente da punto a punto.
- DeltaTA : differenziale temp. lato A dove entra fluido alimentare ed esce
quello di servizio.
- DeltaTB : differenziale di temp. lato B dove entra il fluido di servizio ed
entra quello alimentare.
Se il Delta termico però non è costante io per applicare la formula in maniera
corretta devo riuscire a stimare un Salto Termico Medio.
Quando si parla di salto termico ci si riferisce, non al salto termico del fluido
alimentare, bensì al differenziale di temperatura tra il fluido alimentare e
quello di servizio.
↑ Si calcola il differenziale medio di
temperatura ricorrendo a quello che
è chiamato salto medio logaritmico o
differenza di temperatura media
logaritmica.
Da questa formula si ottiene un
differenziale di temperatura medio.
Ovvero quello che tiene conto meglio
della variazione di temperatura nel tragitto che i due fluidi compiono
all'interno degli scambiatori.
- Io in ogni momento ho un fluido caldo che incontra un fluido freddo, e
in ogni punto ho una differenza di temperatura variabile. Ho bisogno di
un salto termico medio.
2) CALCOLO DEL FLUSSO TERMICO DEL FLUIDO ALIMENTARE
Il Flusso Termico è q ovvero calore in unità di tempo devo essere in grado di
asportare o di cedere.
- Gfa = Portata volumica Fluido Alimentare (dimensione m3/s) è
determinata dalle caratteristiche dell’impianto.
- cfa = Calore specifico Fluido Alimentare (J/Kg x grado K o centigrado)
- Differenza di temperatura che io voglio ottenere sul fluido alimentare.
Ovvero Fluido alimentare in entrata - Fluido alimentare in uscita.
3) CALCOLO DELLA PORTATA E DELLE TEMPERATURE DEL FLUIDO DI
SERVIZIO.
Per quanto riguarda la portata del fluido di servizio, ovvero la massa che
nell’unità di tempo del fluido di servizio fluisce all’interno dello scambiatore si
ragiona come nel fluido alimentare:
- Devo asportare una certa quantità di calore da un fluido che si muove
con una certa portata.
- Devo conoscere la portata del fluido di servizio, il calore specifico del
fluido di servizio e il salto termico all’interno del fluido di servizio.
→ equazione che governa il
fluido di servizio (la medesima
che abbiamo studiato per il
fluido alimentare).
Il termine q deve essere comune ai due fluidi. (è noto).
- Tanto calore (in questo caso) io sottraggo al fluido alimentare la
medesima quantità di calore deve essere portata via dal fluido di
servizio.
Una volta determinato (ovvero la quantità di calore in gioco all’interno del
dispositivo) mi devo chiedere:
Che portata deve avere il fluido di servizio per effettuare questo lavoro?
↓
Posso trovarmi di fronte a 3 possibilità:
- Si calcola la portata «Gfs» → posso decidere quali sono le temperature
di entrata e di uscita del fluido di servizio. Negli alimenti generalmente
si contiene il salto termico in 3-5°C, in modo tale da limitare il
surriscaldamento della parete nel caso in cui il fluido debba essere
riscaldato.
- Nel caso in cui la portata «Gfs» sia imposta, si calcola la temperatura di
uscita (Tfsu) avendo già scelto quella di entrata (Tfsi).
Fluido di lavoro condensante.
- Io prendo un vapore e il fluido di lavoro è
un vapore che deve condensare sulla superficie dello scambiatore. Lo
scambio di calore in questo caso ha quindi funzione riscaldante del
fluido alimentare.
Il fluido alimentare che sta scorrendo freddo all’interno del tubo, le
pareti del tubo all’esterno vengono lambite da un vapore (che a tutti gli
effetti è un fluido di servizio), il fluido di servizio condensa sulla
superficie dello scambiatore e condensando cede una quantità di
calore che è pari al calore latente di vaporizzazione (condensazione).
I passaggi di stato avvengono a temperatura costante.
- C’è salto termico (tra Tfa e Tfs)
- Retta orizzontale (fluido di servizio
entra ed esce alla stessa temperatura)
non c’è salto termico all’interno del
fluido di servizio.
- Gfs vapore = portata vapore
- Il parametro che quantifica il calore
scambiato non è il calore specifico ma è
il calore latente di trasformazione, in
questo caso il calore latente di
vaporizzazione (condensazione).
- Calore latente (cL) è il calore per unità di massa che io devo fornire a
una sostanza per farla cambiare di fase (J/kg).
DISPOSITIVI:
Tipologie di scambiatori:
SCAMBIATORI A TUBI CONCENTRICI (tubo-in-tubo):
- E’ uno fra i più utilizzati in ambito
enologico, per birra e caffè.
- Ho due tubi concentrici.
- Si possono riconoscere delle
sezioni assemblate insieme e rendono il
sistema spesso di tipo modulare, ovvero
che posso aggiungere o togliere entro
certi limiti una o più sezioni andando a
cambiare il termine della superficie di
scambio.
- Generalmente il fluido alimentare
in questi dispositivi viene alimentato
centralmente e il fluido di servizio si trova
nel mantello esterno.
- Una strategia per aumentare i
valori della superficie di scambio è il
triplo tubo, ovvero si hanno 3 tubi
concentrici e il fluido alimentare fluisce
solo centralmente mentre nei tubi che
racchiudono il fluido alimentare viene
fatto scorrere solo il fluido di servizio.
- Valori di K molto alti (trasmittanza termica) dai 800-1500 W.
- Molto accessibile per manutenzione e pulizia.
- Applicano controcorrente perfetta.
- Costo medio.
- Pressioni elevate. Per fluidi poco viscosi.
SCAMBIATORI A FASCIO TUBIERO: - Molto utilizzati per prodotti lattiero
caseari.
- Insieme di tubi (dei fasci di tubi) che
sono assemblati alle due estremità su delle
piastre (piastre tubiere). A destra e a sinistra
delle due piastre si hanno degli elementi
cilindrici che costituiscono delle camere.
- Io alimento il fluido di servizio
all’interno del mantello intorno al fascio
tubiero; mentre alimento il fluido alimentare
da una delle due camere (riempio ad
esempio la camera a destra), il fluido penetra
e scorre all’interno del fascio tubiero, scambia calore all'interno del
mantello ed fuoriesce nell’altra camera (foto in fondo).
- Un’altra configurazione e quando si riconosce una sola piastra ad una
estremità del macchinario, piastra che presenta il solito elemento
cilindrico che però è diviso in 2 sezioni: parte superiore e parte inferiore,
alimento superiormente e raccolgo inferiormente (prima foto in alto).
- Controcorrente imperfetta: flusso è parte in controcorrente e parte no.
- Valori di K discreti (500-1500)
SCAMBIATORI A SPIRALE: - Sono due lame metalliche che si avvolgono e si
connettono tra loro, si distanziano tramite
distanziatori.
- Si avvolgono in maniera concentrica creando un
doppio canale all’interno della spirale.
- Uno di questi due canali viene generalmente
alimentato perifericamente con il fluido alimentare
mentre il fluido di servizio viene alimentato
centralmente eseguendo il percorso inverso.
- Controcorrente perfetta.
- Molto accessibili.
- Costo medio elevato.
- Valori di trasmittanza (K) 900-1200 W.
- Per fluidi poco viscosi.
SCAMBIATORI A SUPERFICIE RASCHIATA: - Funzionano molto bene
sui fluidi molto viscosi.
- Macchinari complessi
perché a differenza di quelli
visti fino ad adesso hanno
degli organi in moto.
- Più costosi.
- Ho due cilindri
concentrici (uno dentro l’altro)
all'interno del cilindro più
interno è presente un albero
rotante che radialmente lungo
il suo decorso porta delle
palette raschianti montate con dei supporti elastici.
- Il fluido alimentare viene alimentato centralmente all’interno del cilindro
centrale, mentre nel mantello esterno vi
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