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I Longobardi in Italia

Il sopraggiungere dei longobardi in Italia comporta una grossa cesura, vi è un

susseguirsi di dominazioni barbariche in seguito.

origine barbarica.

Problema delle fonti scritte, pochissime fonti e perlopiù scritte in un secondo

momento:

Origo Gentis Langobardorum, mito di fondazione del popolo

longobardo, la prima parte riguarda le origini e le relazioni, una

seconda parte una lista di re

Fonti esterne: quali cronisti bizantini, lettere e vite di papi

Editto di Rotari (643), permette di capire molto della configurazione

sociale de popolo longobardo

Historia Langobardorum, di Paolo Diacono, un monaco che soggiorna

per diverso tempo alla corte di Carlo Magno, in seguito al ritorno a

Montecassino scrive la sua opera e narra del punto di vista longobardo

sui fatti storici.

Della popolazione longobarda sappiamo che vogliono attribuirsi origine

scandinava, che nel I secolo erano stanziato alle foci dell’Elba, nella

Germania settentrionale, nel IV-V secolo si spostano in Pannonia e qui

entrano in contatto con Bisanzio, alcuni contingenti entrano in Italia come

mercenari contro Totila, stanziandosi tra Spoleto e Benevento (vedi slide)

Sono poi coinvolti in guerre contro Avari e Gepidi, che sconfiggono ed

inglobano e nel 568-69 migrano in Italia, passando per il Friuli, in un

contingente di 100-150.000.

Il regno longobardo resiste per due secoli, e segna una netta rottura con

l’elemento di continuità politica e culturale che aveva caratterizzato l’Italia

nel periodo precedente.

Ciò segna però una rottura anche per i longobardi, popolazione storicamente

seminomade, che una volta giunta in Italia diventa stanziale

Documento su slide su Alboino

Anche per i longobardi è stata demolita l’idea che fossero una razza in senso

biologico, sono caratterizzati da una cultura comune.

Il processo di etnogenesi accelera quando questa popolazione si stanzia

Italia, cime evidenziato prima si assiste ad un’unione di diverse popolazioni

che coesistono e si influenzano a vicenda.

Ciò è testimoniato nuovamente dai corredi funerari, che non testimoniavano

tanto l’appartenenza etnica del defunto quanto il suo status.

Interessante poi la loro concezione religiosa: sono ariani con una concezione

estremamente influenzata dal paganesimo

La conquista della penisola italiana da parte dei longobardi è poi

relativamente semplice: i bizantini, oltre ad essere già indeboliti dai

precedenti scontri contro gli Avari e i Persiani, aveva banalizzato la discesa

longobarda a semplice scorreria.

I rapporti che manterranno in seguito coi bizantini avranno poi carattere

esclusivamente militare, non utilizzeranno i sistemi di amministrazione

bizantini ma ne adotteranno le gerarchie militari

Documento su slide

Organizzazione interna longobarda:

Essendo un popolo di guerrieri non si era sviluppata una distinzione tra

carriere civili e militari, che spesso quindi corrispondevano. Il re era

conseguentemente uno dei combattenti migliori, nell’ideologia longobarda

mancava quindi quell’aura di sacralità che normalmente circondava gli altri

regnanti.

La carica di re era poi elettiva, e l’elezione era a cura di un’assemblea di

arimanni, ovvero uomini liberi, quelli che sapevano combattere e mantenere

le armi, ed erano diversi dai servi, destinati ai lavori agricoli e la pastorizia.

In mezzo a questi due ceti vi sono gli aldii, posti a metà strada, avevano

vincoli giuridici ma anche una certa autonomia economica.

Sono organizzati in più Fara (marciare), ovvero larghi raggruppamenti con

funzioni militari e di protezione, necessarie soprattutto durante gli

spostamenti. Nuovamente si nota la presenza di interconnessioni basate sul

senso di comunità e solidarietà.

È tuttavia presente un forte elemento di debolezza regia, col sovrano che ha

serie difficoltà nel controllare i duchi (capi militari) e deve far fronte ad un

generale scontento delle popolazioni occupate.

Questi fattori portano, nel 572, all’uccisione di Alboino, probabilmente

architettata dalla moglie, e ciò porta ad una grossa crisi all’interno della

regalità longobarda nelle fasi iniziali della conquista della penisola italiana.

Per una lunga fase vi è quindi la mancanza di un re, siccome i duchi lo

ritenevano perlopiù un impedimento. Ciò genera contrasti tra i duchi stessi

ed è la causa della conquista poco ordinata in Italia, definita dagli storici

come “a macchia di leopardo”.

I Longobardi hanno poi un rapporto conflittuale con i romani stanziati in

Italia, che dopo l’invasione peggiorano ulteriormente, portando gli alti ceti

romani a subire pesanti espropriazioni.

Sorgono dei contrasti pure col clero, che aveva assunto il ruolo di difensore

della popolazione e professava una confessione completamente diversa

La pessima gestione longobarda, unita a questa espansione a macchia di

leopardo, aveva aperto uno spiraglio per una controffensiva bizantina. Per

evitare di fornire al nemico un appiglio, i duchi decidono allora di eleggere un

re, Autari, figlio di Clefi. Istituiscono poi una sorta di fisco regio, con i duchi

che cedono metà delle terre al re, rafforzando di fatto il suo potere. Autari

assume quindi il titolo di Flavius e nomina una capitale stabile, Pavia.

Sposa quindi Teodolinda, della dinastia regia bavara, cristiana di madre e con

padre di stirpe letingia, la popolazione che aveva guidato la migrazione

longobarda.

Autari muore improvvisamente, gli succede Teodolinda, assume un enorme

potere e sposa Agilulfo, che diventa quindi re.

Teodolinda, essendo cattolica, influenza Agilulfo e lo spinge al cattolicesimo

(fenomeno progressivo). Si instaura quindi un rapporto con il papa Gregorio

Magno (590-604). Agilulfo, in seguito, appoggiò l’opera missionaria del

monaco irlandese Colombano: la fondazione del monastero di Bobbio. Nel

612 apre lunga serie di fondazioni monastiche dei sovrani longobardi e alla

sua morte Teodolinda fu reggente fino al 627.

Viene meno l’opposizione violenta tra cattolici e ariani, con la fede ariana

che in un primo momento era stato un elemento centrale e distintivo dei

dominatori.

Non vi è una conversione di punto in bianco, ma un lungo processo di

convivenza tra arianesimo e cattolicesimo misti a riti pagani. Solo dall’inizio

dell’VIII secolo il regno longobardo diventa completamente cattolico, anche

se non si instaura quella simbiosi coi vescovi e si va a perdere una parte

fondamentale di amministrazione che permetterà invece la prosperità del

regno franco. (documento slide)

Vi è poi una tappa finale dell’etnogenesi longobarda, che comporta

all’abbattimento di ogni tipo di barriera etnica, ed è segnata dall’introduzione

dei matrimoni misti.

Consolidamento del regno

Grazie al rafforzarsi dell’idea di territorialità si rinforza anche la monarchia,

nasce l’idea di regno compatto, coi duchi che vengono trasformati da capi a

militari a funzionari regi a capo di territori, pur conservando sempre il luogo

precedente

Vengono istituiti i distretti pubblici, grandi aree di stanziamento con una

quota dell’esercito, solitamente con centro in una città importante, di solito

posta sulle principali vie di comunicazione. Nuovamente, la presa di potere

da parte di questi centri servì ad instillare l’idea di territorialità e i centri più

importanti, come Spoleto e Benevento, intrapresero rapporti autonomi con

Bisanzio.

Il funzionariato

Nascono gli sculdasci (o centenarii) e i decani, una sorta di capovillaggi, a cui

si affiancano i gastaldi, ovvero gli alter ego dei duchi, gestivano i beni regi,

organizzati in grandi curtes, che garantivano il sostentamento dei sovrani e

gli introiti necessari alle iniziative di governo. Le curtes rappresentavano le

cellule base del potere sovrano, solitamente erano bipartite. Vi erano poi altri

funzionari minori, a lungo ancora definiti con terminologia di matrice

teutonica, come i gasindi, alle dirette dipendenze del sovrano.

Aspetti territoriali:

Nel regno longobardo si osserva la nascita di villaggi fortificati che si

integrano con le città, formando così un sistema di governo che permette un

controllo capillare e un vasto contatto con la popolazione da parte del re.

In particolare, il contatto avveniv

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/01 Storia medievale

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