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Sull'utilità della storia

Studiare la storia serve a comprendere il presente e ciò che potrebbe succedere in futuro. Il problema è che spesso questa viene insegnata male: prima di tutto non è solo studio nozionistico, studio di fatti, non studio a memoria del manuale, ma porre in discussione, discutere di ciò che è accaduto e il suo perché. Il mestiere dello storico nasce nell'800 e si basa su un lavoro interdisciplinare; ad esempio è fondamentale il rapporto tra storia e geografia, tanto che alcune nazioni propongono lo studio congiunto delle due. Il periodo che verrà studiato è considerato Storia Moderna e non va confuso con quella contemporanea. Questa inizia tradizionalmente con la conquista dell'America del 1492, anche se un'altra data fondamentale è il 1453 con l'invasione dell'Impero Ottomano nel Mediterraneo.

L'avvento dell'Impero Ottomano e la presa di Costantinopoli

Nel 15esimo secolo non c'erano scontri tra cristiani e musulmani come nei periodi successivi ed anzi il popolo Ottomano/Turco intratteneva rapporti commerciali e politici con molte popolazioni europee. Nel 1452 gli Ottomani avviarono il progetto di conquista di Costantinopoli con la costruzione di un castello sul Bosforo da parte di Maometto II per porre sotto assedio la città, che viene presa nel 1453. Cadendo Costantinopoli si chiuse l'Impero Bizantino e nacque quello Ottomano. Con la trasformazione di Santa Sofia in moschea, Costantinopoli divenne islamica, diventando inoltre cosmopolita, capitale multiculturale. Il mondo Ottomano era molto aperto rispetto all'occidente, considerato un modello alternativo a quello europeo cristiano. Tutti potevano, partendo dal basso arrivare a rivestire cariche importanti: Spesso si veniva reclutati anche da bambini, onore per la famiglia poiché si aveva la possibilità di diventare Giannizzeri, le truppe più importanti. Anche i Cristiani convertiti, detti rinnegati, avevano possibilità di far carriera diventando ad esempio Dragomanni, interpreti che fungevano da ponte tra due culture. In questo periodo prese il via anche un servizio di spionaggio di cui si dotavano tutti gli stati in modo da ottenere informazioni riguardo le milizie altrui. Le spie per eccellenza furono gli ambasciatori, soprattutto quelli di Venezia, primo stato ad avere una relazione diplomatica con gli Ottomani. Venezia basava il suo benessere sul commercio e fece grandi affari con il commercio di spezie grazie agli Ottomani.

Un impero sognato mentre si costruiscono le monarchie

Nel XVI Secolo Carlo V ereditò un'immensa quantità di territori ed avviò il suo progetto di Restauratio Imperii. Rimase un sogno poiché non riuscì a portare effettivamente sotto di sé i diversi popoli che abitavano le sue terre; a ciò si aggiunse l'astio verso la figura dell'imperatore dal potere sconfinato e l'affermarsi delle monarchie, che a loro volta cercarono di liberarsi della fascia aristocratica per rimanere sovrani assoluti. Il re si considerava come l'autorità terrena superiore a tutte le altre, andando in contrasto con l'imperatore ma anche con l'autorità papale, poiché il re afferma che il suo potere discende da Dio. Il re inoltre si autoproclamava Re, mentre l'imperatore veniva eletto da un corpo elettorale come stabilito dalla bolla d'oro di Carlo IV. La Germania di Carlo V non era uno stato ma più che altro una sorta di confederazione composta anche da città stato; nello stesso tempo in Russia abbiamo una sorta di imperatore, chiamato Czar, parola derivata dal latino Caesar. Anche l'Italia non si poteva definire stato, diviso in numerosi staterelli diversissimi e non in grado di assoggettare gli altri; di questa debolezza approfitteranno gli stati stranieri, come con Carlo VIII che scenderà fino a Napoli, fin quando Papa Alessandro VI non promuoverà un'alleanza anti-francese che comporterà il suo ritiro. L'insieme delle discordie e dei conflitti tra i piccoli stati italiani convergeranno poi nelle Guerre d'Italia.

L'invenzione della stampa

L'invenzione della stampa scatenò una rivoluzione culturale: Prima di ciò i testi venivano ricopiati a mano dagli amanuensi su pergamena, finché Gutenberg, un orafo tedesco, non utilizzò caratteri mobili con inchiostro su carta, tutte cose che già esistevano ma che venivano utilizzate diversamente, creando la stampa. Il primo testo stampato fu la Bibbia "delle 42 linee" (perché la pagina conteneva 42 righe) ma iniziarono poi a diffondersi testi di intrattenimento che portarono alla creazione di una cultura dello svago. La lingua dei testi stampati era principalmente il latino poiché era la lingua più utilizzata e diffusa in Europa, ma si diffusero pian piano anche testi in altre lingue e in volgare. L'attività della stamperia divenne diffusissima anche in Italia, dove la prima fu nella città del Vaticano, ma furono poi diffuse soprattutto a Venezia. L'invenzione della stampa fu alla base dell'umanesimo e rinascimento, e collegata anche alla rivoluzione protestante poiché la stampa fu utilizzata come mezzo di comunicazione di massa dal movimento protestante, con la vendita di oltre 300,000 copie dei testi di Lutero. Nel 700' si diffuse anche una stampa "clandestina" che andava contro i poteri forti, dove si ricorreva all'anonimato e a luoghi di fantasia. La stampa nacque in Europa non a caso: in quell'epoca l'Europa era più avanzata rispetto al resto del mondo ma ancor di più era proprio l'Europa ad avere bisogno della stampa, di un metodo per diffondere idee in modo rapido.

Umanesimo e Rinascimento

Tra il XIV e XV secolo l'Italia era tra i paesi più progrediti al mondo, dove si ottenne la libertà giuridica per la gleba e poi la divisione del paese in signorie, ognuna con grandi corti ricche di artisti e filosofi; furono proprio queste corti italiane la culla dell'Umanesimo e poi del Rinascimento. Il movimento culturale dell'Umanesimo aprì ad un periodo di studi specialistici basati sul mondo greco e latino, ma anche retorica, grammatica, storia, poesia, etc, insieme di studi che prese il nome di Studia Humanitatis, i cui studiosi erano dotati di una nuova autonomia critica. Il movimento umanista presenta però varie contraddizioni come l'affermare l'autonomia di giudizio dell'uomo ma allo stesso tempo presentarsi come una sorta di casta superiore agli altri, o ancora celebravano l'apertura al mondo ma scrivevano in latino, limitando quindi la diffusione dei loro testi ai pochi dotti che conoscevano la lingua. L'umanesimo portò anche ad una laicizzazione della società con figure quali Machiavelli, Galilei e Giordano Bruno, che misero l'uomo, e non Dio, al centro dell'universo.

Le arti del rinascimento

Nel periodo rinascimentale, Storia ed arte si fusero: Il termine rinascimento fu utilizzato per la prima volta da Vasari nel suo libro "Vite", dove racconta dei tanti artisti che vissero durante la sua epoca anche grazie al fenomeno del mecenatismo. Tra i personaggi più rilevanti abbiamo Leon Battista Alberti, che definì i canoni di bellezza utilizzati poi dagli artisti successivi. Gli artisti erano inoltre uomini di scienze, che portarono ad innovazioni come l'uso della prospettiva; non si può non parlare di Leonardo Da Vinci, artista geniale che incarna lo spirito del rinascimento e massimo esempio dell'artista-scienziato. Anche le Fiandre ebbero un ruolo importante: punto di passaggio dei commercianti che portarono arazzi decorati in Italia, introducendo nuove iconografie e materiali. Le opere venivano fatte per committenza e i committenti più importanti furono congregazione, chiesa, ricche famiglie delle corti come quelle di Milano, Ferrara, Urbino, Firenze, ecc. La pittura rinascimentale è caratterizzata da un diverso uso della luminosità e del colore. Sul finire del XV secolo si diffuse la tecnica del chiaroscuro a discapito dei molti colori utilizzati in precedenza.

La stregoneria in età moderna

Una tematica molta trattata dalla storiografia è la caccia alle streghe. Molte donne furono perseguitate da misure adottate dalla chiesa e non solo poiché dichiarate colpevoli di stregoneria e di essere legate a Satana. L'apice di questo fenomeno fu il XV secolo ma perdurò fino al XVIII; ci furono anche vari trattati contro la stregoneria come il Malleus Maleficarum che doveva avere funzione di guida, spiegando nel dettaglio la figura della strega. Tutto ciò era legato a credenze che partono da origini remote, racconti egizi ma romani, nei quali donne utilizzano malefici per uccidere; con la nascita del cristianesimo iniziarono poi a essere perseguitati tutti i riti pagani/precristiani, considerati atti di adorazione del demonio, come vediamo nella guerra ai Catari, i Puri, secondo i quali il mondo era dominato dalla guerra tra bene e male.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/02 Storia moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gianmarconacar di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Universita telematica "Pegaso" di Napoli o del prof Brunelli Giampiero.
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