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Se il mercato fallisce, lo Stato interviene per correggere l’allocazione delle risorse: funzione allocativa dell'intervento

pubblico

Equità

2 Teorema dell’Economia del Benessere: Ogni allocazione pareto efficiente è ottenibile come equilibrio di mercato

data un'opportuna allocazione iniziale delle risorse (mediante l’suo di imposte o trasferimenti in somma fissa).

L’efficienza del meccanismo di mercato (ottimalità paretiana) può essere ottenuta con qualsiasi distribuzione del

reddito (concentrata o omogenea).

Lo Stato interviene per correggere la distribuzione del reddito in base a giudizi di valore prevalenti nelle comunità in

un particolare momento storico: funzione distributiva dell’intervento pubblico.

- Lo Stato dovrebbe correggere la distribuzione iniziale delle risorse e consentire poi agli individui di interagire

liberamente nel libero mercato (sempre che questo funzioni).

- La redistribuzione dovrebbe essere neutra (lump sum) e non distorcere le scelte allocative degli individui,

altrimenti nel processo di redistribuzione si perdono risorse.

Come ….

• Tassare o sussidiare le vendite o gli acquisti privati

- Usare il meccanismo dei prezzi, variando il prezzo di un bene per incoraggiarne o scoraggiarne l’uso.

• Le imposte aumentano il prezzo praticato nelle vendite o negli acquisti privati che sono sovraprodotti.

• I sussidi abbassano il prezzo praticato nelle vendite o negli acquisti privati di beni che sono sottoprodotti.

• Limitare o imporre le vendite o gli acquisti privati

• Fornitura pubblica

• Finanziamento pubblico di fornitura privata

Quali effetti…

Gli interventi hanno effetti diretti e indiretti.

• Effetti diretti: gli effetti degli interventi pubblici che si potrebbero prevedere se gli individui non cambiassero il

proprio comportamento in risposta a tali interventi.

• Effetti indiretti: gli effetti degli interventi pubblici che si manifestano solo perché le persone cambiano il proprio

comportamento in risposta agli interventi.

Perché … in un certo modo

• Gli Stati non sempre scelgono esiti efficienti o socialmente desiderabili.

• Gli Stati incontrano enormi difficoltà nel comprendere che cosa vogliono i cittadini e nell’elaborare politiche che

soddisfino quei desideri.

• Political economy: teoria che studia il processo politico che porta lo Stato a scegliere politiche che influenzano gli

individui e il sistema economico nel suo complesso.

Analisi positiva e analisi normativa

• La scienza delle finanze non si occupa solo degli effetti delle politiche tributarie e di spesa adottate dallo Stato, ma

cerca anche di stabilire come queste politiche dovrebbero essere.

• Per questo si è soliti distinguere tra analisi positiva e normativa.

Analisi positiva

• L’analisi positiva ha come obiettivo quello di individuare i nessi causali tra le variabili economiche e, quindi, di

rispondere a quesiti di questo tipo:

– qual è l’effetto di una riduzione dell’imposta sul reddito da lavoro, sull’offerta di lavoro?

– O meglio, se non esistono limiti dal lato della domanda di lavoro e se si riduce la tassazione sul reddito, gli individui

tendono a lavorare di più o di meno?

– E si comportano tutti alla stessa maniera, indipendentemente dal reddito, dal sesso ecc.?

Analisi normativa

• L’analisi normativa, invece, cerca di fornire indicazioni circa la relazione tra strumenti specifici, per esempio la

tassazione del reddito, e possibili obiettivi, per esempio una certa distribuzione del reddito.

Le diverse concezioni dello Stato

• Le differenti posizioni sull’intervento dello Stato nell’economica sono influenzate dalle più generali teorie sul

rapporto tra l’individuo e l’autorità statale. In filosofia politica si distinguono a tale proposito due filoni principali: la

concezione organicistica e la concezione meccanicistica.

La concezione organicistica

• Questa concezione considera la società alla stregua di un organismo naturale. Gli individui costituiscono le parti di

tale organismo e lo Stato è il cuore. L’individuo ha valore solo in quanto parte della collettività e il bene dell’individuo

viene definito solo a partire dal bene della collettività: la collettività è dunque posta al di sopra dell’individuo.

La concezione meccanicistica

• Secondo la concezione meccanicistica, lo Stato non è un organo della società, quanto piuttosto un artificio creato

dagli individui per meglio perseguire i propri fini particolari. L’attenzione si sposta così dalla collettività all’individuo.

Scienza delle Finanze

Capitolo 2

Gli strumenti dell’analisi positiva

• Per capire come viene condotta l’analisi positiva in finanza pubblica, ripercorreremo il dibattito relativo agli effetti

delle imposte sull’offerta di lavoro…

Ore di lavoro e aliquote

• La tabella precedente indica che in Italia l’aliquota legale marginale dell’imposta sul reddito delle persone fisiche è

aumentata, anche se non in maniera costante, mentre le ore di lavoro sono diminuite.

• Possiamo dedurre correttamente dai numeri che l’aumento delle imposte ha causato la diminuzione dell’offerta di

lavoro?

• Probabilmente nello stesso periodo in cui le aliquote d’imposta variavano, vi erano molti altri fattori che influivano

sull’offerta di lavoro.

• Per esempio, se si stabilisse che i redditi da capitale (derivanti da dividendi, interessi e così via) sono aumentati in

quegli anni, si potrebbe affermare che le persone lavoravano meno perché erano più ricche.

• Alternativamente, potrebbe essersi diffusa una minore attenzione per il lavoro tale da ridurne l’offerta. Nessuno di

questi eventi viene preso in considerazione dai numeri riportati nella Tabella 2.1.

La teoria dell’offerta di lavoro

• Nella teoria dell’offerta del lavoro, la decisione di lavorare si basa su un’allocazione razionale del tempo.

• Supponiamo che il Signor Rossi abbia a sua disposizione un certo numero di ore in una giornata: quante ore

dovrebbe dedicare al lavoro e quante al tempo libero? Il Signor Rossi trae beneficio (“utilità”) dal tempo libero, ma

per ottenere un reddito deve lavorare e quindi rinunciare al tempo libero. Il problema del Signor Rossi è quello di

trovare la combinazione tra reddito e tempo libero che massimizzi la sua utilità.

• Assumiamo che il Signor Rossi abbia trovato la combinazione tra lavoro e tempo libero che massimizza la sua utilità

dato il salario orario di 10 euro. Se il governo stabilisce un’aliquota dell’imposta sul reddito pari al 20%, il salario

netto del Signor Rossi si riduce a 8 euro.

• In che modo reagisce un individuo razionale: lavora di più, di meno o come prima?

• Si possono portare argomenti validissimi a favore di tutte e tre le alternative. Di fatto, l’effetto sulle ore di lavoro di

un’imposta sul reddito non può essere previsto a livello teorico.

• L’imposta produce simultaneamente due effetti: la sostituzione del lavoro con un’attività meno costosa, il tempo

libero, e una riduzione del reddito. Poiché l’effetto sostituzione e l’effetto reddito agiscono in direzioni opposte

sull’offerta di lavoro, la prima riducendola e la seconda aumentandola, non si può stabilire a priori quale dei due

effetti sarà prevalente e, quindi, quale sia l’effetto finale dell’imposta sul reddito.

Correlazione e causalità

• Supponiamo di voler sapere se la frequentazione di un corso di formazione promosso dal Governo da parte di un

individuo faccia aumentare il suo stipendio. Supponiamo di raccogliere dati relativi ai salari di un gruppo di individui,

alcuni dei quali si sono iscritti al corso di formazione mentre altri no.

• Chiameremo i primi gruppo sperimentale (o gruppo di trattamento) e i secondi gruppo di controllo.

• Supponiamo di scoprire che il gruppo sperimentale di lavoratori ha ricevuto salari più elevati rispetto al gruppo di

controllo: questo suggerisce che il criterio della causalità è stato soddisfatto, ma per poter dedurre che il corso di

formazione è stato la causa dei salari più elevati, dobbiamo verificare se esistano altre spiegazioni per la relazione

osservata fra i due eventi.

• Una spiegazione possibile potrebbe essere che i lavoratori del gruppo sperimentale sono più motivati rispetto a

quelli del gruppo di controllo: la maggiore motivazione potrebbe indurre i lavoratori a iscriversi al corso di

formazione, ma anche a lavorare di più una volta ottenuto un lavoro. Il fatto è che i lavoratori del gruppo

sperimentale potrebbero aver ottenuto salari più elevati anche in assenza del corso di formazione.

Questo suggerisce che il fattore Z (la maggiore motivazione) comporta sia l’iscrizione al corso sia i salari più elevati, il

che significa che non si può giungere alla conclusione che sia stato il corso di formazione a causare salari più elevati.

• In altri termini, il fatto che esista una correlazione non dimostra che vi sia causalità.

Gli studi sperimentali (o randomized studies)

• Il problema dell’esempio precedente è che esiste un terzo fattore (la motivazione personale) che altera la relazione

tra frequenza del corso corso e salario.

• Un modo per isolare le due variabili di interesse è quello di condurre uno studio randomizzato (randomized in

inglese). In questi studi i soggetti vengono casualmente assegnati ai due gruppi. Con l’assegnazione casuale, gli

individui del gruppo di controllo non sono gli stessi del gruppo sperimentale, ma hanno in media le loro stesse

caratteristiche. Un elemento importante di questa tecnica è che, dal momento che la selezione nel gruppo

sperimentale è fuori dal controllo del singolo individuo, diminuisce la probabilità che altri fattori possano indurre il

ricercatore a confondere la correlazione con la causalità.

L’analisi dei dati

• Per alcune questioni importanti gli studi sperimentali randomizzati non si possono fare. Per esempio, conoscere

l’impatto degli sgravi fiscali sull’offerta di lavoro è di grande interesse. Uno studio sperimentale a riguardo

necessiterebbe che ad alcuni fossero concessi degli sgravi fiscali, mentre ad altri no. Anche qualora ciò fosse

possibile da un punto di vista giuridico e politico, ci scontreremmo comunque con il problema che gli individui facenti

parte del gruppo che usufruisce degli sgravi fiscali saprebbero di prendere parte a un esperimento, il che potrebbe

incidere sul loro comportamento. In tali circostanze gli economisti, invece che sugli esperimenti, si basano sull’ana

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/03 Scienza delle finanze

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mrogora di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienze delle finanze e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Bono Giovanni.
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