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LETTERATURA E ARTE FRA ITALIA E EUROPA

LA SCAPIGLIATURA: profilo storico-culturale

Quasi tutti gli scrittori hanno come riferimento la Francia.

L’800 europeo è caratterizzato da grandi processi innovati di ordine politico,

tecnologico, sociale, economico, scientifico che occupa in misura diversa i paesi

europei:

forte sviluppo industriale

- inglese e francese, poi americano e tedesco

(capitalismo: forma di industrializzazione per cui si passa da modello di

produzione artigianale a industriale che prevede ripetitività di singoli gesti divisi

su moltitudine di soggetti operai, ovvero la catena di montaggio. Il modello

capitalista prevede ampliamento del mercato, modello che si autoalimenta)

Affermazione della borghesia

- : classe sociale media che si sviluppa molto nel

700 a partire dall’Inghilterra e calza i vecchi modelli produttivi per introdurre

quelli capitalistici. Nell’800 prendono sempre di più l’economia e il potere

politico. Il genere letterario principale è il romanzo, principale genere letterario

della borghesia.

Unità italiana:

- cambia la situazione del nostro paese, da pluricentrico diventa

unito; la polarizzazione culturale e politica rimane ma si riduce.

Colonialismo:

- interesserà la Germania, l’Italia, perciò l’Europa nella sua totalità

inizia a confrontarsi con il mondo.

Aumento della popolazione (le masse) e alfabetizzazione diffusa

- : il fenomeno

delle masse è legato al capitalismo, perciò quantità di proletari che vanno ad

abitare in città e diventa classe sociale antagonista della borghesia. Le masse

però prendono sempre più coscienza di sé perché alfabetizzate (1870 a Parigi:

nasce la Comune, il popolo prende la gestione dello spazio parigino e crea

repubblica popolare e democratica) e la borghesia si spaventa perché il popolo

potrebbe prendere potere come in Francia (Nel 1898 le rivolte di Milano furono

soffocate nel sangue con il cannone, questo perché erano organizzati dei

movimenti contro le masse ribelli).

- Nascita e sviluppo di organizzazioni degli operai

Tutto questo ebbe influenza anche sull’arte e la città divenne lo spazio del reale e

quindi soggetto dell’analisi letteraria. La campagna era il luogo dell’idillio, della pace

mentre la città era luogo della perdita di tempo, delle lotte, dell’intrigo, mentre con gli

scapigliati si inizia a mostrare interesse verso la realtà urbana (Promessi Sposi: i luoghi

principali sono Milano e la campagna sul lago di Como; la prima è piena di caos, lotte,

disordine mentre la campagna è l’idillio). Elementi di questo spazio sono cultura, arte,

ascesa sociale, potere politico, produzione capitalistica di beni, varietà di classi sociali,

presenza della folla/massa (elemento perturbante perché è sporca, porta malattie, è

un mezzo per l’economia capitalista), nuove forme di povertà e emarginazione.

- Gustav Doré: London. A Pilgrimage (1872): ripercorre la Londra brulicante,

caotica di Dickens e dà il senso della città come spazio del reale. C’è traffico,

concentrazione di carrozze, folle, l’individuo perde la propria identità,

personalità, più movimenti della tecnologia che avanza come i treni. (Il Piacere

di D’Annunzio mostra anche il popolo, come nell’episodio dell’osteria quando

Elena Muti sta male).

- L’ospizio dei poveri: ragazzini poveri

- Quartiere popolare: ragazzini poveri, che muoiono di fame, creano folla

indistinta ma contrassegnata da povertà, miseria, prostituzione.

L’artista è costretto a operare una scelta che non può sempre essere in linea con le

ideologie politico-culturali delle classi sociali dominanti, perché aderisce a messaggi

ideologici di una vasta gamma di posizioni. L’arte dunque si allontana dalla politica,

dalla società borghese, dalla realtà quotidiana e dunque c’è:

- l’artista organico alla società borghese

- L’artista in conflitto con la società borghese che la contesta apertamente:

tramite le proprie opere fanno passare dei messaggi contro la borghesia

- L’artista in conflitto con il modello borghese che si isola dalla società e coltiva

unicamente la propria arte e la propria interiorità: è una diversa forma di

contestazione, meno attiva rispetto alla precedente. L’arte, staccata dalla

società, diventa fine a sé stessa.

La data in cui questi fermenti si radicalizzano è il 1848: importante per il contesto

storico, ci sono i moti rivoluzionari (diversi da quelli del 1789, popolo si ribella perché

ha fame) che sono borghesi e non popolari. Le classi medie vogliono accedere al

potere politico. Ci sono due tendenze artistiche:

- tendenza al realismo come scelta di impegno sociale: riprodurre la realtà,

sintetizzarla dal punto di vista teatrale, letterario, artistico;

- Il simbolismo con tutte le sue manifestazioni fino al Decadentismo come ricerca

dell’arte per l’arte; contraddistingue gli artisti che cercano di allontanarsi dalla

realtà

Queste due correnti nascono da condizioni storico sociali diverse da quelle del primo

800, ma hanno forti legami con manifestazioni sociali antecedenti al 1848: il

romanticismo, realismo di Balzac. Il simbolismo subisce influenze da poeti romantici

che hanno declinato il proprio concetto di arte come qualcosa di esclusivo:

Wordsworth, Coleridge, Shelley, Novalis, Holderlin aprono la strada a ciò, perché già

nel romanticismo l’artista sente che c’è qualcosa che non funziona nel suo rapporto

con la società. Dietro alle due correnti principali trovano spazio altri movimenti che

testimoniano il momento di crisi, di emarginazione sociale e di ricerca che vivono gli

intellettuali tra romanticismo e decadentismo: Bohème francese, Parnassiani,

Scapigliatura italiana, Poeti maledetti (Maudits). Pluralità di modi di essere ma tutti

rientrano nel disagio e d’Annunzio ha rapporto schizofrenico con la società borghese

perché sembra disprezzarla, ma non è così. Il decadentismo è una macro categoria in

cui si esprime il disagio dell’artista nei confronti delle società tramite diverse forme di

espressione. Il paradosso è che la società borghese è criticata da artisti borghesi

perché non sono proletari ma provengono dal popolo.

IL CONTESTO STORICO E CULTURALE

Dal 1859 al 1861: si realizza l’unità del paese (4 marzo), tranne Venezia, Roma,

Trentino, Friuli. La caratteristica di questo percorso è che si forma troppo in fretta per

coincidenze storiche:

- appoggio di Inghilterra

- Alleanza del Piemonte con Napoleone III

- Fortunate iniziative di Garibaldi

- Lungimiranza e abilità di Cavour

Anche il lasso di tempo breve perché ha portato all’impossibilità di adeguare gli

appartati amministrativi e organizzativi alla nuova struttura che si era creata. La

nuova Italia mostrava gravi problemi che avrebbero dominato la scena politica,

economica e sociale di tutta la restante parte dell’800: violente lotte sociali. L’Italia è

quindi un paese fragile e se nella fase risorgimentale gli scrittori erano uniti dall’idea

di fare l’Italia e poi cambiarla, la fase successiva è quella della disillusione perché non

può sussistere (la prosa soverchia la poesia). C’è delusione dei democratici sinceri che

avevano contribuito alle lotte per la riunificazione del paese. Il nuovo stato è

modellato secondo le necessità e le intenzioni della borghesia imprenditoriale che si

accinge a costruire un regime autoritario in accordo con la vecchia aristocrazia terriera

(Malavoglia, I Viceré, I vecchi e i giovani, Il Gattopardo: questi scrittori, diversissimi tra

di loro, mettono nelle loro opere la disillusione di come l’unità sia fallimentare).

I governi postunitari devono affrontare problemi con politica estera, interna, sociali e

economici, e intervengono con: drenaggio fiscale, lavori pubblici, ricorso a capitali

stranieri per finanziamento pubblico, scelta liberista in economia. Le contraddizioni si

vedranno nei decenni successivi al 1861 coinvolgendo diversi ceti sociali, intellettuali.

12-10

RAPPORTI FRA LA SCAPIGLIATURA E LA CULTURA EUROPEA

Il clima di insoddisfazione e contrapposizione tra la popolazione trova riscontro in altri

paesi: in Francia la borghesia prende il potere prima (1848) e quindi l’insoddisfazione

ha radici più antiche. I movimenti, le tendenze sono identiche ma non i tempi; in Italia

la disparità diventa oggetto di malumore a partire dal 1861. Letteratura d’opposizione

al sistema:

Denuncia dei veristi:

- Verga, Capuana, De Roberto manifestano motivi di

insoddisfazione, ma non possono essere indicati come scrittori di sx. I Vicerè di

de Roberto evidenzia come il nuovo potere sarà gestito dall’aristocrazia che si

adatta alla situazione.

- La rivolta anti tradizionalista degli scapigliati.

Il recupero del classicismo carducciano:

- il classicismo viene messo in

discussione come valore eterno perché l’arte deve trovare forme espressive

nuove e con Carducci siamo a romanticismo inoltrato e nella sua ottica,

recuperare il classicismo significa recuperare alcuni elementi della tradizione,

ma riadattarli alla realtà del mondo contemporaneo. Per lui classicismo significa

mettersi in una condizione polemica nei confronti di un’Italia che si sta

formando male, con prospettive non condivise da lui.

Per i letterati, rifiutare la realtà equivale a cercare un nuovo modo di fare arte: si

cercano modelli alternativi alla concezione dell’arte (rifugio dalla realtà); si cerca

un’arte autoreferenziale. L’altra tendenza è quella di creare un’arte aderente alla

realtà così da mettere in luce i punti negativi della realtà. Fino al 700 l’artista era

un’emanazione della sua società di riferimento, perciò non poteva opporsi a chi gli

commissionava opere e al potere. Il ruolo dell’artista entra in crisi nel 700, già con

Illuminismo si vede la nascita dell’artista che va contro l’ordine costituito sociale e

politico, ma anche culturale. L’artista non è più organico ma diventa un’artista che

polemizza, si contrappone perché è svincolato dal potere, diventa rappresentante di

un diverso tipo di società. Tra 800 e 900 si identificherà come entità staccata dalla

società. Lo scrittore prima ignorava le problematiche, le contraddizioni della realtà e

rispondeva solo alla sua società di riferimento. Hauser, in “Storia sociale dell’arte”

scrive che a un certo punto le cose devono cambiare necessariamente; i vecchi valori

politici, sociali, culturali devono aggiornarsi alla modernità e contemporaneità. Il

processo di rottura, tra borghesia e aristocrazia nel 700, nell’800 invece lo scontro è

tra borghesi e antiborghesi (si contrappongono ideologicamente) perché l’intellettuale

borghese non capisce quale sia il suo ruolo nella società. L’artista romantico,

simbolista, decadente, capisce sempre più che il mondo non può essere identificato in

modo positivo solo con la realtà oggettiva; l’artista sente che c’è qualcosa di

inespresso per cui trovare le nuove forme di espressione. Se prima si aveva un

concetto del mondo tutto unito, input medievale, quando nascono prime pulsioni

romantiche il mondo si polverizza e quindi anche l’individuo, soprattutto il soggetto

che comprende la pluralità del mondo. La Francia è il paese in cui questi elementi si

manifestano e concretizzano prima: messa in discussione della società così com’è.

(Viandante sul mare di nebbia). I primi componenti della scapigliatura hanno come

riferimento i Bohèmiens (Murger, Gautier, de Nerval, Baudelaire) perché sono i più

rivoluzionari del momento e hanno un determinato stile di vita, vivono l’arte con

passione esclusiva, consumano droghe, vita sentimentale promiscua. Molto spesso gli

scapigliati trascurano la vera grandezza dei bohèmiens, li guardano per la moda, per

come vivono, ma non raggiungono la versatilità stilistica di questi artisti. Baudelaire è

il capostipite di coloro che si contrapposero alla società.

“Scènes de la vie de bohème”

Fonte della moda scapigliata è il romanzo di Murger del

1848, scatta quindi un modello di vita anti convenzionale, arte marginale che

diventerà poi la vera arte del periodo. Con l’arte realista, gli scapigliati assumono il

clima di battaglia condotta da giovani che sognavano di portare un cambiamento.

Viene messo in discussione anche Manzoni perché è il grande maestro del realismo

che però ha limiti (religiosità sovra interpretata). Gli scapigliati vanno a prendere parti

di realtà di cui mai nessuno prima aveva scritto al riguardo. Gli scapigliati scelgono il

realismo, attraverso i modi del bizzarro, dell’umorismo e del grottesco e creando una

serie di figure nelle quali si incarna in definitiva il mito anticonformista e antiborghese.

Sempre in Francia si evolve un diverso tipo di approccio alla letteratura: Baudelaire era

avversario al realismo perché per lui era il contrario dell’arte; gli scapigliati approdano

a elementi di irrealtà, inaugurano in Italia la letteratura fantastica, cercano realtà,

mondi, situazioni che con la realtà oggettiva non hanno nulla a che fare. Danno credito

a realtà alternative che vogliono descrivere e quindi devono. inventare un linguaggio

nuovo per affrontare questi tipi di temi. Grazie a Baudelaire si apre la visione del poeta

verso una nuova realtà nascosta esprimibile tramite la poesia. Secondo Bini c’è la

poesia classica che vuole trionfo di serenità, quella romantica piena di slanci e quella

decadente costruisce una pura atmosfera musicale che porta l’eco di un nuovo e

misterioso mondo ignoto agli antichi.

“Solcata ho fronte”: Foscolo, 1803; espressione di interiorità del poeta e mostra

come il poeta cerca di definire se stesso. Tipico esempio di autore romantico che si

auto definisce; la tecnica è passare dal fisico al carattere, e ha una dimensione

statutaria la prima parte (pri

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ginevra09. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura e arte fra Italia e Europa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Bani Luca.
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