UNIMORE
ISTOLOGIA ANIMALE
CdL Triennale in Scienze Biologiche
Vittoria Mandreoli
22/01/2024
I TESSUTI
Sono entità dinamiche con funzioni differenti.
Ogni cellula si specializza in funzione al tessuto in cui si trova.
Tutti i tessuti dell’organismo si sviluppano a partire da una singola cellula
(embriologia): lo zigote = cellula uovo + cellula spermatica. È una cellula totipotente e
fra essa e i tessuti c’è lo sviluppo embrionale. Esso arriva a costruire un embrione che
attraversa la gastrulazione (fase dello sviluppo embrionale), il momento più critico
della vita di organismo, in cui forma tre foglietti embrionali (strati), il cui nome è dato
dalla posizione:
- Ectoderma
- Mesoderma
- Endoderma
Sono tre percorsi che da questo punto in poi si trovano divisi, ogni tessuto deriva da
uno solo di questi strati.
I tessuti vanno incontro a costanti rimodellamenti, perché funzionino devono essere in
equilibrio fra i processi di smantellamento (morte cellulare) e ricostruzione.
Il grado di rinnovamento è variabile: nel tessuto nervoso ha capacità rigenerative
molto basse, viceversa sangue e pelle si rinnovano costantemente.
Vi è un dinamismo in vari gradi di velocità, per ogni tessuto varia in base al
funzionamento.
Un tessuto può essere:
- Labile: si rinnova costantemente
- Stabile: normalmente non si rinnova ma in seguito ad un danneggiamento si
rigenera, come ad esempio il fegato. 1
- Perenne: i processi riparativi di rado permettono il nuovo funzionamento, il
danno viene sistemato meccanicamente ma non funzionalmente, come nel
tessuto nervoso.
Alcuni tessuti hanno molte cellule staminali, altri no.
Ad esempio, il sangue invecchia molto velocemente, presenta la cellula staminale
emopoietica, che rigenera il tessuto, essa prima si divide e, delle due cellule figlie,
una rimane staminale, l’altra va incontro ad un differenziamento, questo per
garantire il numero di cellule staminali.
Nella cute solo le cellule allo strato basale si dividono continuamente, le altre cellule
sono postmitotiche: non sono più in grado di fare mitosi e replicarsi.
Solo le cellule che mantengono la prerogativa di potersi riprodurre fanno mitosi.
Moltiplicarsi non basta. Perché le cellule si comportino in modo coordinato devono
interagire fra di loro comunicare, lo fanno tramite le molecole, che possono essere
idrosolubili o liposolubili, apolari o apolari.
Vi è necessità di un recettore che vada a legare il segnale prodotto alla cellula, esso
si trova:
- Sulla superficie della cellula: nel caso di molecole segnale polari
- Verso l’interno della cellula: per molecole segnale apolari, siccome la molecola
apolare è in grado di attraversare la membrana plasmatica, in particolare le
code idrofobiche.
Il recettore può anche non esserci in una cellula, il segnale è specifico solo per le
cellule che hanno il suo recettore specifico.
La presenza o l’assenza del recettore determina la specificità del segnale. A volte
per creare la specificità della cellula viene lasciato il recettore ma viene interrotta la
via di comunicazione/trasduzione del segnale dopo il recettore.
Il recettore determina la capacità della cellula di reagire all’ambiente circostante,
quindi la sua capacità di funzionamento.
Cellule staminali= Assicurano il ricambio cellulare, in quanto hanno la capacità di
autorinnovamento e differenziamento.
Omeostasi tissutale= le cellule di un tessuto adulto tendono a mantenere costanti nel
tempo numero, dimensione e aspetto differenziativo.
I tempi con cui una cellula reagisce al segnale sono molto variabili, possono essere
immediati (segnali nervosi) o possono impiegare mesi, come i segnali endocrini
attraverso gli ormoni; ad esempio, alcune specie si riproducono solo un determinato
periodi dell’anno, il loro percorso ormonale avviene in mesi in modo da arrivare alla
maturazione sessuale nel momento giusto. 2
Tessuto sano= insieme di cellule più o meno omogenee per forma o funzione, ma
anche: componente con la quale le cellule mantengono un preciso equilibrio numerico
mentre comunicano costantemente con l’ambiente circostante. Non si compone solo
di cellule ma anche di componenti intercellulari presenti in quantità e aventi funzioni
diverse a seconda del tessuto preso in considerazione.
Si tratta anche di spazio fra le cellule: le sue caratteristiche concorrono al
funzionamento del tessuto quanto le cellule del tessuto stesso, il funzionamento del
tessuto è strettamente legato all’ambiente extracellulare. Le cellule “scendono a patti
con l’ambiente che hanno intorno, lo modificano e ne sono modificate.
Si associano quando sono in grado fra di loro di esprimere recettori e sistemi di
congiunzione che permettono di stare insieme per poter comunicare e riconoscersi,
andando così a costituire un tessuto funzionante.
Nel momento in cui lo zigote (=totipotente, aggettivo attribuibile solo ad esso) si divide
diventa embrione.
Nello sviluppo si dividono due tipi di cellule:
- Linea somatica: costituiscono il soma (corpo dell’organismo)
- Linea germinale: danno origine ai gameti, sono le uniche a fare meiosi
Rimodellamento del tessuto= il tessuto cambia, si rinnova, ma rimane sempre lo
stesso. Rimane allo stesso modo in termini istologici, cambiano le componenti.
Rigenerazione= ricostituisco una struttura identica a quella originale.
Riparazione= riparo un danno ma non sempre il tessuto riacquisisce la funzione
originale. Ad esempio, rimane una cicatrice.
Rinnovamento= proliferazione che va a ricostituire qualcosa di obsoleto.
Proliferazione= riguarda tutte le cellule che non siano postmitotiche, non è sinonimo di
rinnovamento.
COMUNICAZIONE CELLULARE
Memoria cellulare= capacità delle cellule di tenere memoria degli eventi che hanno
affrontato (memoria chimica). Se un evento riaccade si ha la capacità di reagire più
prontamente. Ad esempio, nell’epidermide, le cellule dello strato basale si “ricordano”
che il tessuto è stato danneggiato, questo genera cambiamenti epigenetici, di tipo
chimico, le cellule reagiscono più prontamente ad un evento analogo. L’epidermide,
infatti, se danneggiata superficialmente è possibile ripararla perfettamente.
Segnalazione
Le differenze stanno nella distanza fra la cellula che produce il segnale e quella che lo
riceve.
- Paracrina: la cellula produce il segnale per cellule nelle immediate vicinanze.
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- Autocrina: la cellula produce il segnale per sé. Di rado lo producono solo per sé
stesse, ma ANCHE per sé stesse.
- Endocrina: è una segnalazione a lungo raggio, le ghiandole rilasciano il loro
secreto (ormone) nel sangue; quindi, viene distribuito a tutto l’organismo ma
solo le cellule che hanno il recettore rispondono.
Nessuna cellula e nessun tessuto hanno senso da soli, si associano e si specializzano in
funzione delle funzioni e delle caratteristiche del tessuto che andranno a costituire.
IL TESSUTO EPITELIALE
Riunisce una grande varietà di tessuti con funzioni differenti, classificati in base alle
funzioni svolte:
- Protezione da danni fisici, chimici meccanici e anche dall’invasione di
microrganismi
- Prevenzione dalla disidratazione
- Secrezione (ghiandole)
- Escrezione di cataboliti (tubuli renali)
- Assorbimento di nutrienti (intestino)
- Percezione di stimoli sensoriali mediante recettori tattili, termici e dolorifici
È costituito da cellule fittamente stipate (strettamente vicine) che molto spesso
implica che siano specializzate, con funzioni specifiche, date da caratteristiche
citologiche specifiche.
Solitamente le specializzazioni riguardano la membrana plasmatica (più evidenti) ma
anche il citoscheletro per la sua composizione e disposizione.
Ogni lato della membrana ha specializzazioni diverse, in un epitelio con cellule
polarizzate, perché sono stipate. Presentano una parete laterale, basale e apicale.
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Specializzazioni della superficie apicale
• La parte apicale, spesso a contatto con l’ambiente esterno (superficie vuota,
lume) libera, può essere:
Liscia: ad esempio l’epitelio corneale, in esso non ci devono essere
o deviazioni dei raggi luminosi
Con specializzazioni:
o Microvilli (immobili): spesso associati a funzioni di assorbimento,
▪ sono estroflessioni digitiformi, utili per aumentare la superficie di
contatto
Ciglia: non sono associate ad assorbimento, sono strutture mobili,
▪ rette dal citoscheletro (microtubuli). Si trovano ad esempio
nell’epitelio delle vie respiratorie: il particolato che noi respiriamo si
attacca al muco e viene rimosso dal battito delle ciglia (vibrazione
delle ciglia).
Specializzazioni della superficie laterale
• Le cellule devono stare molto vicine, devono essere saldamente ancorate e
adese le une alle altre, per qualsiasi tipo di sollecitazione.
Si tratta delle giunzioni tra cellule, possono essere composte in modo diverso,
promuovono diversi gradi di vicinanza.
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Specializzazioni della superficie basale
• Sono le giunzioni con la membrana basale.
In ordine di vicinanza, via via minore:
Si trovano nello stesso ordine anche all’interno del tessuto.
Giunzioni strette o occludenti o tight junction: saldano le cellule adiacenti
o in un foglietto epiteliale per impedire il passaggio di molecole tra una
cellula e l’altra. Sono importanti per non far passare alcune molecole.
Ad esempio, il glucosio nell’intestino non deve passare fra le cellule
dell’epitelio ma attraverso le loro membrane entrando nelle cellule,
siccome sotto l’epitelio ci sono i vasi sanguigni. Ciò permette di regolare la
quantità di glucosio e di qualsiasi molecola idrosolubile che entra (tutto
ciò che è lipofilo passa).
La cellula ha un ruolo attivo, permettendo l’acquisizione di quantità
maggiori e regolate, il glucosio entra attraverso recettori, poi viene
passato alle cellule sottostanti. Senza le giunzioni andrebbe per diffusione
nel sangue, il glucosio non sarebbe assorbito.
Giunzioni aderenti: fascetti di actina compatibili sono collegati e tengono
o unite le cellule, ma non le sigillano, le membrane sono parecchio vicine
ma esiste uno spazio. Le cellule sono più vicine rispetto ai desmosomi.
Sono presenti caderine in fasci, la base molecolare è diversa dai
desmosomi, le proteine di collegamento portano maggiore vicinanza.
Desmosomi: sono costituisti da filamenti intermedi, sono più robusto delle
o giunzioni aderenti. Le loro caderine sono diverse da quelle delle giunzioni
aderenti, hanno una struttura meccanicamente molto robusta ma una
contiguità inferiore rispetto alle giunzioni aderenti.
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I desmosomi e le giunzioni aderenti mantengono uno spazio intermembrana,
la loro funzione è strettamente meccanica.
Giunzioni comunicanti o GAP: sono proteine transmembrana che
o attraversano entrambe le membrane, vanno a costituire pori, in base alla
loro dimensione varia la dimensione della molecola in grado di passare
(ingombro sterico). Consentono il passaggio di materiale fra cellule
adiacenti. Ad esempio, i connessoni sono regolabili nella loro
permeabilità, ma non in termini di quale molecola fanno passare, si
possono aprire e chiudere.
Emidesmosomi: ancorano le cellule alla lamina basale, ancorando i
o filamenti intermedi. La lamina basale è la membrana sottostante i tessuti,
si tratta di un tessuto di sostegno degli epiteli, che li nutre, è necessaria la
vicinanza. Sono formati da integrine.
Gli epiteli si distinguono in epiteli di rivestimento e in epiteli ghiandolari.
Le caratteristiche comuni a entrambi sono:
- Tutti gli epiteli sono fatti da cellule fittamente stipate, con sostanza
extracellulare molto ridotta
- La parte basale dell’epitelio confina con la lamina basale (struttura
connettivale), che permette all’epitelio di essere nutrito.
- Nessun epitelio è vascolarizzato, ciò ne delimita intrinsecamente la capacità di
sviluppo (negli epiteli sani). I vasi arrivano fino alla base dell’epitelio quindi
anche i nutrienti, che raggiungono le varie cellule per diffusione. La diffusione è
inversamente proporzionale alla distanza, gli epiteli non possono essere troppo
spessi, gli strati troppo distanti non potrebbero essere raggiunti da sufficiente
nutriente. I più spessi sono rivestiti da cellule morte.
TESSUTO EPITELIALE DI RIVESTIMENTO
È costituito da 1 o più strati di cellule fittamente stipate, le funzioni prevalenti sono:
Protezione meccanica e dalla disidratazione
❖ Secrezione
❖ Assorbimento
❖
Nella maggiorana dei casi rivestono le superfici esterne o le cavità interne che arrivano
a comunicare con l’esterno. Ci sono alcune eccezioni come l’endotelio, che riveste i
vasi sanguigni.
Classificazione in base al numero di strati
Epiteli semplici o monostratificati: solo uno strato di cellule
➢ Epiteli composti o pluristratificati: più di uno strato
➢ Epiteli pseudostratificati: all’apparenza sembrano stratificati, in realtà tutte le
➢ cellule poggiano sulla membrana basale ma non arrivano tutte alla superficie. Si
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tratta di un caso particolare di epitelio cilindrico semplice, in cui non tutte le
cellule hanno la stessa altezza.
Epiteli di transizione o polimorfi: tessuto pluristratificato ma con cellule di
➢ morfologia particolare, capace di cambiare la struttura in base alla distensione
dell’organo che riveste: se questo cambia molto velocemente l’epitelio deve
mantenere la struttura salda, assecondando la distensione.
Riveste organi cavi che possono distendersi in modo importante.
Classificazione in base alla forma delle cellule dello strato più esterno dell’epitelio
Pavimentoso: la larghezza prevale sulle altre dimensioni, sono cellule estese ma
➢ basse.
Cubico o isoprismatico: nessuna dimensione prevale, l’altezza è simile alla
➢ larghezza.
Cilindrico o batiprismatico: l’altezza è nettamente prevalente alla larghezza.
➢
Queste forme delle cellule si riferiscono sia a epiteli semplici che composti, fanno
riferimento allo strato più superficiale, è in base ad esso che gli epiteli si distinguono.
TESSUTO EPITELIALE PAVIMENTOSO SEMPLICE O SQUAMOSO
È specializzato nel trasporto trans epiteliale, di tipo passivo.
La membrana basale è molto vicina all’esterno.
Si trova, ad esempio, negli alveoli polmonari (nei polmoni di
tutti i mammiferi), in cui l’ossigeno deve diffondere
facilmente e velocemente nel sangue, quindi quest’ultimo
deve scorrere vicinissimo a dove l’aria arriva; nei glomeruli
renali, in cui avviene il processo di filtrazione del sangue
operato dal rene, l’epitelio abbraccia il capillare sanguigno
per far passare le molecole velocemente, e nell’endotelio
(vasi sanguigni), che non comunica con l’esterno ma con il
sangue (compartimento a sé stante) che deve scambiare
materiale con l’esterno, si tratta di un’eccezione per gli epiteli
di rivestimento.
Endotelio (vasi sanguigni) 8
TESSUTO EPITELIALE CUBICO SEMPLICE
È specializzato nel trasporto, riveste strutture di trasporto, che non
intervengono molto sulla composizione del materiale.
Le cellule hanno un nucleo tondeggiante collocato in posizione
centrale e una struttura uniforme, attraverso di esse passa molto
poco materiale.
Si trova ad esempio nei tubuli renali o nei dotti escretori delle
ghiandole esocrine.
TESSUTO EPITELIALE CILINDRICO SEMPLICE
Villo intestinale Tube uterine
È specializzato nell’assorbimento, nella secrezione e nel trasporto.
Le cellule intervengono attivamente sulla composizione del materiale che attraversa il
lume, in funzione delle loro specializzazioni in superficie. Il loro nucleo è ovalizzato, con
forma pseudoellittica ed è spostato verso la base, quindi la cellula presenta una
polarizzazione. Presenta una compartimentazione al suo interno, alcune parti delle
cellule possono svolgere funzioni diverse. Ad esempio, la parte apicale può essere
specializzata nell’assorbimento (prende materiale dall’esterno) o nella secrezione
(materiale accumulato nella parte apicale e rilasciato in seguito a precisi segnali).
Si trova ad esempio nell’intestino, in cui acquisisce i nutrienti utili, nei dotti di
voluminose ghiandole esocrine e nelle vie genitali, in cui è coinvolto nella costruzione e
nel mantenimento dei gameti.
Nel lume dell’intestino tenue, la parete è ripiegata per aumentare la superficie di
contatto (villi) 9
estroflessioni digitiformi, specializzazioni della membrana plasmatica, sono
→microvilli:
ripiegamenti di ogni cellula per ampliare la superficie di assorbimento.
Nelle vie genitali femminili non c’è la necessità di assorbimento ma quella di produrre
materiale per mantenere il gamete e di farlo progredire
sono molto più lunghe dei microvilli e hanno una loro struttura citoscheletrica
→ciglia:
che permette loro di muoversi e di “battere”.
TESSUTO EPITELIALE PSEUDOSTRATIFICATO
Ha funzione di trasporto e non interviene sulla composizione del materiale (aria).
Si trova principalmente ciliato a livello delle mucose dell’apparato respiratorio (laringe,
trachea, bronchi). Le ciglia spostano il muco, che svolge una funzione adesiva e
garantisce l’idratazione dell’epitelio, umidifica l’aria, altrimenti le cellule seccherebbero
essendo esposte all’aria, e la purifica (il particolato presente nell’aria aderisce al
muco). Il muco è prodotto da ghiandole unicellulari che si trovano fra le cellule di
questo epitelio.
Gli epiteli composti non intervengono in funzioni di assorbimento e secrezione,
➔ strache avrebbero dei tempi di realizzazione troppo alti per essere efficaci. Sono
diffusi dove abbiamo una rilevabile azione meccanica dall&
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