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Intersezionalità e questioni di genere

Le questioni di genere per molto tempo sono state affrontate tra uomini e donne. Il genere deve essere intrecciato con la disuguaglianza. In passato venivano considerati classe sociale, razza e genere. Gli studi di genere prima si chiamavano studi sulla questione femminile e sulla donna. Gli studi di genere nascono come movimenti di attivismo. Successivamente nascono i movimenti LGBT, nasce anche il termine queer che significa strano. Il movimento queer nasce da un'inversione dello stigma, quindi si nasce da una discriminazione, critica, che poi si trasformano in movimenti positivi nei quali si identificano le persone stesse: soggettivazione, quindi etichetta.

Studi sulla maschilità

Studi sulla maschilità che nascono principalmente in America. Poi si sviluppano anche in Italia, e il tema della violenza maschile sulle donne diventa nostra responsabilità.

L'Odissea

Scene in cui Penelope è infastidita da un musico, esce quindi dalle sue stanze. Il figlio si spazientisce e la ricaccia in casa dicendo che la donna non può prendere parola. In quell’epoca lo spazio pubblico era spazio della parola maschile. Le donne possono rimanere solo nella parte privata della casa dedicata a loro. Nello spazio pubblico possiamo percepire cos’è l’ordine di genere. Ex. catcalling. Questi commenti sono marcatori di presenza. Lo spazio pubblico è etero normato perché se due persone dello stesso sesso si baciano in pubblico non piace.

Metamorfosi di Ovidio

Quasi tutte le donne sono senza l’organo fonatorio. Gerarchia della soggettività:

  • L’uomo bianco etero ricco
  • Uomo che vorrebbe essere come quello prima
  • Donne
  • Altre categorie

Socializzazione e educazione di genere

La sociologia si basa sul concetto di socializzazione. La socializzazione è un processo di apprendimento che passa attraverso canali involontari che si fonda su ruoli di genere, aspettative di genere ecc. L’educazione di genere ha qualcosa di volontario. La socializzazione in generale si basa sull’imitazione dei comportamenti degli altri. Si apprende anche con la punizione o anche premiando. Gli stereotipi passano soprattutto attraverso i premi.

Stereotipi sessuali e socializzazione

Gli stereotipi sessuali sono più difficili da riconoscere perché a volte sembrano dei complimenti tipo: le bambine sono più calme, i gay hanno buon gusto ecc. Questi sono stereotipi sessuali, perché sotto sotto pensiamo che quelle caratteristiche siano innate, e spesso confondiamo queste caratteristiche con le attitudini. Profezia che si autoavvera o profezia di Thomas, il fatto che è creduto reale, si avvera effettivamente. Gli stereotipi diventano attitudini. Ancora prima di nascere si crea un universo intorno a noi genderizzato.

Genderizzazione

Connotare tutto ciò che ci circonda secondo il maschile e il femminile. Noi, ancora prima di nascere, c’è un fiocco colorato che va a specificare maschio o femmina. La distinzione di genere è fondamentale nella nostra società, tutto è binario. L’azzurro usato per i maschi perché proviene dal cielo ed è un buon auspicio per la loro vita e futuro. Il rosa della donna era più scuro, e significava ti auguro di diventare madre. I bambini e le bambine vengono prese in braccio in modo diverso. Quando i maschi piangono si tende a dargli da mangiare, quando le bambine piangono si cullano. Anche il tono di voce utilizzato è differente.

Test degli orsetti

Immagini di orsetti che non hanno genere, ma se abbinati a dei dettagli, codici ecc., vengono identificati come maschi o femmine in base alla professione. L’altra questione affrontata è come si correlano le due variabili di genere e professione. Ad un lavoro spesso vengono date delle caratteristiche di genere. Le differenze producono disuguaglianze, che possono essere di diverso tipo, sia nell'ambito del lavoro che in generale. Queste differenze diventano abitudine, e consuetudine, così che vengano distinti lavori da donna o da uomini.

Segregazione formativa

Queste disuguaglianze portano alla segregazione formativa: sono gabbie di genere, ovvero concentrazione di donne e uomini nell’ambito ristretto di percorsi formativi e lavori. Ad esempio, un determinato corso di studi, caratterizzato principalmente da donne, perché si è molto influenzati. Quindi si tenderà a scegliere un corso piuttosto che un altro in base agli stereotipi. Soffitto di cristallo, le donne non accedono a determinate carriere e posizioni lavorative, anche se apparentemente sembra che accedano.

Concetti: habitus, gusto, violenza dolce

  • Habitus: predisposizione, tutto quello che facciamo dipende dalla predisposizione.
  • Gusto: nascendo in un determinato contesto, famiglia, ambiente, sviluppiamo un gusto e quindi delle preferenze e degli insiemi di valori. Quindi quello che scegliamo non è così libero come sembra.
  • Violenza dolce: noi dominanti e dominati collaboriamo al mantenimento dello stesso ordine. I dominanti hanno più vantaggi, i dominati un po' meno benefici. Le madri contemporanee si sentono obbligate a mantenere la salute della famiglia, tramite una sana alimentazione. Spesso sembrano scelte delle donne cucinare, ma in realtà è solo un condizionamento, le donne si auto assoggettano a cose. Gli ordini di genere si riproducono costantemente perché le varie parti di una società si verificano fino a provocare lo stereotipo.

Figura dell’uomo e della paternità

Le paternità nei film si dimostrano affettive, solo in assenza della figura femminile. Se il padre non è più detentore del potere e non è più autoritario, dal film Kramer contro Kramer del 1977, nasce l’idea che se viene meno il padre, la famiglia si sfascia e tutto va male e quindi si sviluppa la paura che si crei una società senza un padre autoritario. Per questo ci sono un sacco di esperimenti scientifici e prove.

Movimento anti gender

Il movimento anti gender pensa che se viene meno l’ordine di genere tutto andrà a rotoli. Questo è un sistema profondamente radicato in noi, il genere governa profondamente la nostra società. Il genere è la prima cosa che apprendiamo, infatti è molto difficile da superare. L’ordine di genere si fonda sull’idea che esistono solo due sessi, con due generi, e che esiste un solo orientamento sessuale, quello eterosessuale. Coloro che escono dalle caratteristiche di questo genere, vengono attaccati, perché l’idea del genere composto da due sessi è molto profonda in noi.

Backlash

Backlash: idea di bloccare perché qualcosa non va. Viene fatto da coloro che sono convinti di due generi, perché subiscono un attacco alla loro normalità. Loro tentano di riportare le cose come erano in precedenza, quando si fanno dei forti passi in avanti. Risacca: risacca è il moto di ritorno di un’onda che, urtando contro un ostacolo, viene fermata e respinta; la massa d’acqua ritorna così indietro scompostamente, trascinando con sé tutto ciò che incontra. Questo tipo di risacca nasce prima in Francia e poi in Italia, quando nascono le unioni civili.

Ordine di genere e bullismo

L’ordine di genere è invisibile, perché lo assorbiamo nella nostra socializzazione. Si nota dal momento in cui qualcuno si discosta dall’ordine di genere. Il bullismo in adolescenza tocca il diverso. Spesso vengono insultati i bambini perché non sono abbastanza maschi, e vengono chiamati femminucce, o utilizzando insulti che riguardano l’omosessualità. Le bambine invece, vengono insultate se non si adeguano ai canoni per quanto riguarda l’aspetto fisico, esteriore, oppure se non stai al tuo posto, non sei seduta bene ecc. vieni chiamata troia. I maggiori insulti vengono usati per rimessa, e riguardano il genere e il paradigma di onore che deve essere tenuto dall’uomo e della vergogna, la donna (troia, frocio).

DDL Zan

L’ordine di genere viene visto solo se qualcuno lo rompe. Il DDL Zan teneva insieme le diverse componenti come la transfobia, la bistransfobia e la misoginia. Il DDL è fallito sull'identità di genere: è un concetto rivoluzionario perché dice che non esiste nulla di naturale, ma che esiste un genere che ci viene assegnato alla nascita. A causa del quale saremo influenzati per tutta la vita. Ora si usa transgenderismo binario o non binario. Binario mi colloco in un genere, il non binario, non mi ricolloco in nessun genere. L'identità di genere è fortemente influenzata dalla società. Se tutti i bambini fossero liberi, fin dall’infanzia, di scegliere i propri giochi, non essere influenzati dal colore rosa o blu, ognuno sceglierebbe il proprio genere liberalmente.

Alterizzazione e sessuazione

Alterizzazione: chi ha più potere ha il potere di definire gli altri. Sessuazione: corpo che si immerge nel genere, il genere diventa corpo (gli uomini camminano con le gambe aperte, le donne stanno sedute più composte).

Lo stereotipo

Lo stereotipo è una semplificazione della realtà, sono idealizzazioni della realtà che noi applichiamo e non ci fanno vedere oltre la realtà. Dunque è una visione semplicistica e riduttiva della realtà. Gli stereotipi sono:

  • Riduttori
  • Cristallizzati
  • Autosufficiente
  • Globalizzanti
  • Ripetitivi
  • Valutativi

Gli stereotipi sessuali si basano sul sesso biologico delle persone per spiegare i comportamenti, i tratti di personalità, le competenze ma, anche, i differenti ruoli di uomini e di donne nella società. (es. le ragazze sono sensibili) Gli stereotipi sessisti sono la parte più potente e violenta degli stereotipi sessuali.

Conseguenze degli stereotipi sessuali e sessisti

Generalmente veicolano una concezione negativa delle donne o hanno un intento discriminatorio. (le donne non sanno guidare) (es. gli uomini sono superiori alle donne) Gli stereotipi sessuali e sessisti portano:

  • Comportamenti che negano il diritto all’eguaglianza e alla libertà dei generi
  • Stigmatizzazione e discriminazione di chi non rientra nei modelli stabiliti per ciascun genere
  • Segregazione orizzontale e verticale dei percorsi biografici
  • Valorizzazione delle qualità e delle competenze attribuite al genere di appartenenza
  • Accettazione passiva e naturalizzata del sistema di dominio dei generi
  • Autoesclusione delle donne dalle professioni e dai ruoli considerati maschili
  • Autoesclusione degli uomini dalle professioni e dai ruoli considerati femminili

Rinforzi

I rinforzi consistono nell’incoraggiare comportamenti conformi al proprio genere di appartenenza, e scoraggiare ciò che è tipico dell’altro (ad esempio piangere per i maschi non è una cosa vista bene). Perciò il comportamento sarà modificato in funzione delle conseguenze: ripetuto se è stato apprezzato (rinforzo positivo) e abbandonato se non ha avuto apprezzamento o è stato scoraggiato. Gli stereotipi di genere si riproducono e continuano a causa della socializzazione. Dai 20 mesi, i bambini e le bambine hanno già degli oggetti preferiti tipici del genere di appartenenza e dai 2-3 anni hanno già delle conoscenze sostanziali sulle attività, professioni, comportamenti e aspettative stereotipicamente attribuite a ciascun genere.

Sesso e traiettorie

Fin da principio il sesso produce traiettorie, aspettative, parole differenti: già dalla nascita i genitori descrivono diversamente il/la loro figli* se è maschio o femmina (grandi, forti con tratti marcati i primi, delicate, belle e tenere le seconde), lo/la contornano di oggetti e colori sessuati e, anche a livello emotivo, interpretano i suoi segnali in modo differente: se una neonata piange sarà perché ha paura, se piange un neonato è perché arrabbiato. Questi rinforzi differenziati dei genitori sono più marcati fino al secondo anno di vita: dalla scelta dei giochi alle emozioni accettate o scoraggiate (“non piangere: sei un maschio!”), la dipendenza femminile contro l’indipendenza maschile. Da questa età in avanti i bambini e le bambine andranno a conformarsi essi stessi agli stereotipi di genere e dai tre anni in poi saranno coscienti dei comportamenti differenziali degli adulti nei confronti del sesso del bambino o della bambina: saranno capaci per esempio di prevedere che un adulto sceglierà una bambola per una bambina e una macchinina per un bambino. Verso i 3-4 anni la maggior parte delle bambine e dei bambini hanno già imparato a evitare le attività del sesso opposto e a concentrare la loro attenzione sulle attività considerate appropriate per il genere di appartenenza.

Test dell’orso ai bambini

È maschio: Per le bambine e i bambini che ci hanno risposto che l’orso è un maschio è perché “ha la faccia da maschio” “le unghie per cacciare”, “non ha le ciglia", "denti appuntiti”, “per la posizione che comanda”.

È femmina: “Ha il grembiule…i maschi non se lo mettono perché non cucinano”, “le femmine fanno sempre da mangiare. I papà quando cucinano non se lo mettono” “perché ha quel vestito”. Attraverso gli album infantili noi assorbiamo tutti questi codici e stereotipi.

Pink is the new black

Oggetto della ricerca è la riproduzione degli stereotipi di genere nelle scuole dell’infanzia: la nostra analisi si è mossa dal presupposto che i modelli e i ruoli di genere siano costantemente prodotti, riprodotti e veicolati attraverso pratiche e modalità che sfuggono al controllo e alla coscienza dei soggetti, poiché l’ordine sociale di genere è qualcosa di invisibile e dato per scontato.

Fasi usate per la ricerca pink

  1. Somministrato un questionario: il questionario è stato fatto in base a delle scale, per misurare degli atteggiamenti. Le scale sono un insieme di frasi nelle quali noi ci dobbiamo posizionare: molto d’accordo, d'accordo, disaccordo.
  2. Focus group: intervista di gruppo gestita da moderatori che utilizzano uno o più stimoli. Hanno usato dei post it con frasi che hanno portato a dei ragionamenti. Ci si è resi conto che prof e insegnanti sono molto influenzati dagli stereotipi di gender.
  3. Focus group e questionari: durante la ricerca gli insegnanti seguivano anche un corso di formazione per farli allontanare dalla genderizzazione.
  4. Osservazione partecipante: si prendono appunti su quello che succede, gli appunti sono chiamati: diario di campo. Prima l’osservazione era non strutturata fino a diventare più strutturata.
  5. Formate delle griglie date alle insegnanti, per lavorare sugli stereotipi di genere. Nel mezzo dell’osservazione, viene data anche la parola ai bambini e bambine. Viene chiesto di fare da una parte disegni di oggetti femminili e dall’altra maschili. Come si osservano i bambini? Non si intervistano come le persone adulte ma attraverso disegni e stimoli, far disegnare ciò che piace, come si vedono da grandi con risultati molto genderizzati.

Le ipotesi

L’ipotesi da cui siamo partite è che sia in atto un processo di ri-genderizzazione – un ritorno a più marcati confinamenti di genere – e che questo riguardi soprattutto le categorie sociali più fragili.

Resistenza al cambiamento

  • Chiunque tenti di uscire dalle gabbie di genere subisce sanzioni sociali che vanno dalla derisione, come nel caso della giornalista, fino ad atti di brutale violenza, come si vedrà trattando per esempio del bullismo.
  • I cambiamenti si muovono tra pratiche individuali, azioni collettive, narrazioni e rappresentazioni, con una riflessività articolata e complessa.
  • La riflessione che si intende sviluppare si vuole posizionare proprio nello spazio di riflessività che si produce tra il cambiamento, la sua narrazione e le forme di rappresentazione che tentano di “aggiustare” la discontinuità tra la reale e simbolico.

L’ordine di genere

  • L’ordine sociale di genere, inteso come tutto l’insieme delle aspettative in merito all’essere maschi o femmine, è uno dei pilastri dell’ordine sociale; è qualcosa che si apprende fin da piccolissime/i ed è un principio organizzatore così pervasivo da divenire uno dei principali modi che si utilizzano per dare senso al mondo circostante.
  • Spesso, quando si verificano cambiamenti sociali repentini, o quando più generalmente di parla di crisi, l’ordine di genere è uno dei primi elementi oggetto di reazione.
  • L’ordine di genere è tra i primi elementi a essere trascinato indietro dalla risacca.
  • Quando si vive una crisi sociale ed economica, e vengono a cadere alcune certezze, ci si sente più fragili e si cerca perciò riparo nel conosciuto, nel noto, in ciò che si è profondamente incorporato.

Periodi di crisi che hanno portato al backlash

  1. Susan Faludi parla del backlash dopo la guerra del Vietnam. Lei dice che dopo periodi di grande crisi, c’è la rimascolinizzazione. Quando c’è una ferita legata alla mascolinizzazione, come una guerra persa, è come se si volesse rimarcare la forza degli uomini.
  2. Altro periodo di crisi è la caduta delle torri gemelle. Si è subita una crisi della maschilità per riportare la società verso una certa direzione.

Visione del corpo femminile nella storia

I corpi femminili e la visione del corpo della donna, cambiano a seconda del ruolo che ha la donna nella società. Nel dopoguerra (1945) le donne lavoravano al posto degli uomini, erano molto magre, negli anni 50-60 viene esaltata la figura formosa e di curve quindi la femminilità.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/05 Filosofia e teoria dei linguaggi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sofialovallo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Introduzione agli studi di genere e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Fanlo Cortes Isabel.
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