INDICE
INTEGRAZIONE IMPIANTISTICA ........................................................................................................................ 2
IMPIANTO ELETTRICO ....................................................................................................................................... 3
PROGETTAZIONE IMPIANTO ELETTRICO .......................................................................................................... 9
INTEGRAZIONE DI SISTEMI PER LO SFRUTTAMENTO DI FONTI DI ENERGIA RINNOVABILE ........................... 9
IMPIANTO IDRICO SANITARIO ........................................................................................................................ 14
IMPIANTO DI RISCALDAMENTO ...................................................................................................................... 20
IMPIANTI ANTINTRUSIONE .............................................................................................................................. 21
IMPIANTO DOMOTICO .................................................................................................................................... 22
1
INTEGRAZIONE IMPIANTISTICA nZEB)
L’edificio a energia quasi zero (nearly zero-energy building significa un edificio che ha delle
prestazioni di energia molto alte, come determinato in accordo con l’allegato I. il quasi zero o la
bassa quantità di energia richiesta dovrebbe essere coperta in misura molto significativa da
energia da fonti rinnovabili, compresa l’energia da fonti rinnovabili prodotta in loco o nelle
vicinanze. Energia da fonti rinnovabili significa energia non proveniente da fissili, ma bensì fonti
come quella eolica, solare, aerotermica, geotermica, idrotermale e energia oceanica, energia
idroelettrica, biomassa, gas di discarica, gas di impianti di trattamento delle acque reflue e biogas.
Il recepimento italiano della direttiva 2002/91/CE è avvenuta con il D.Lgs. 192/2005,
successivamente aggiornato con il D.Lgs 311/2006.
Di assoluto rilievo è inoltre la definizione di edifici nZEB. Il nuovo Decreto stabilisce che un edificio
nZEB, nuovo o esistente, deve rispettare tutti i requisiti previsti dal 1/1/2019 per gli edifici pubblici
e dal 1/1/2021 per tutti gli altri edifici e, contemporaneamente, gli obblighi di integrazione delle
nZEB un edificio che ha
fonti rinnovabili previsti dal D.Lgs. 28/2011. In sostanza, viene definito
caratteristiche di performance migliori rispetto all’edificio di riferimento.
EDIFICI A ZERO ENERGIA: PUNTI CHIAVE
-Involucri ad alte prestazioni;
Serramenti con buone prestazioni e isolamenti, con anche 2 o 3 vetri. Le finestre possono essere
protette con strati con funzioni predefinite (strato fotovoltaico, strato per isolamento, strato per
proteggere dal sole).
-Schermi e schermi solari fissi e mobili (per ridurre il calore dei carichi in estate);
-Utilizzo di materiali innovativi ad alte prestazioni;
-Ventilazione ibrida;
la ventilazione meccanica è fondamentale in edifici di questo tipo e fondamentale è anche
l’utilizzo di un recuperatore di calore da associare alla ventilazione naturale.
-Integrazione di sistemi per lo sfruttamento delle fonti di energia rinnovabile nell’involucro
edilizio;
queste fonti possono essere gli apporti solari (per esempio con pannelli solari o fotovoltaici),
geotermali, vento o con altri sistemi appropriati.
-energia elettrica e riduzione della domanda d’acqua;
possiamo ridurre l’uso dell’acqua e riusare l’acqua piovana o le acque grigie dove possibile. Si può
ridurre pure l’energia elettrica con semplici e poco costosi dispositivi.
-supervisione prestazioni impianti e controllo automatico – creazione di un manuale d’uso;
in modo tale da aiutare le persone che ci abitano a ridurre i consumi, imparando a “guidare” la
loro abitazione.
-Interventi di manutenzione periodica (al fine di mantenere la piena efficienza sia dell'involucro
edilizio che dei servizi edilizi)
PROMEMORIA
• prevedere adeguate schermature delle chiusure trasparenti per ridurre i carichi termici estivi
• in fase di progetto vanno previsti gli spazi necessari per i locali tecnici (centrale termica, centrale
idrica, centrale frigo, centrale UTA, locale quadri elettrici e contatori).
• le reti di distribuzione orizzontale e verticale dalle centrali tecniche devono essere poste in spazi
facilmente ispezionabili (cavedi verticali, connettivi orizzontali) 2
• negli ambienti interni è necessario prevedere una controsoffittatura che permetta una semplice
installazione di macchinari e canalizzazioni dell’impianto di ventilazione e/o climatizzazione,
apparecchi dell’impianto di illuminazione, ecc. Deve inoltre essere previsto uno strato di
distribuzione impiantistica a pavimento (pavimento sopraelevato per uffici)
• è opportuno valutare le superfici necessarie per l’integrazione nell’involucro di sistemi per lo
sfruttamento di risorse energetiche rinnovabili (collettori solari termici, pannelli fotovoltaici, ecc.
in copertura e in facciata, ecc.) in base agli obiettivi prefissati
• nel caso si preveda l’utilizzo di un impianto di tipo geotermico, occorre valutare il numero e il
layout delle sonde geotermiche (distanziate in modo opportuno) nel terreno di pertinenza
dell’edificio o la superficie necessaria per i collettori orizzontali a bassa profondità
• nel caso si ipotizzi la realizzazione di un sistema di recupero acque piovane, occorre individuare
gli spazi per l’installazione del/dei serbatoio/i di raccolta
• è preferibile che i punti di raccolta acque meteoriche e relativi pluviali siano posti lungo il
perimetro della copertura
• prevedere canne di aspirazione per le cappe di eventuali piani cottura in locali adibiti a cucina •
le colonne dell’impianto di scarico acque nere devono essere dotate di esalazione di ventilazione
posta in sommità (copertura). Gli scarichi di bagni o altri locali dotati di apparecchi sanitari devono
essere preferibilmente posti in colonna
• occorre evitare l’ombreggiatura di pannelli fotovoltaici da parte di canne fumarie, esalazioni
colonne di scarico, volumi tecnici vano ascensore, ecc.
• considerare la presenza di volumi tecnici del/i vano/i ascensore in copertura
• valutare sempre l’accessibilità per la manutenzione e sostituzione dei componenti impiantistici
IMPIANTO ELETTRICO
Legge di joule = processo di trasformazione di energia elettrica in energia termica, si crea calore
attraverso la resistenza del conduttore che aumenta l’agitazione molecolare dovuto agli urti tra gli
elettroni e gli atomi del reticolo cristallino.
Un motore elettrico è composto da: Statore (fissa) e Rotore (mobile), che generano un campo
magnetico.
Centrali di produzione energia elettrica
- In tutte le centrali di produzione elettrica una o più macchine generatrici (alternatori)
provvedono a trasformare in energia elettrica l’energia meccanica resa disponibile da una
turbina posta in rotazione con l’ausilio di un fluido (acqua, vapore, aria)
- I livelli di potenza sono ampiamente variabili: da alcune decine di MW delle piccole centrali
alle decine di GW delle centrali maggiori
Trasporto energia elettrica
Turbina Alternatore Trasformatore (per alzare il voltaggio fino ad alta tensione, evitando così
eccessive perdite di energia elettrica) linee di trasporto (per abbassare il
Trasformatore
voltaggio fino media o bassa tensione) utenza
3
trasformatore
Il è una macchina elettrica statica atta a trasferire, sfruttando il fenomeno
dell’induzione elettromagnetica, energia elettrica a corrente alternata da un circuito a un altro
modificandone le caratteristiche.
L’alternatore è un generatore di corrente elettrica.
Collegamento TRIANGOLO – STELLA uno dei più usati anche per i trasformatori di distribuzione.
Impianto elettrico: complesso di componenti elettrici, anche a tensioni nominali d’esercizio
diverse, destinato ad una determinata funzione
Sistema elettrico: parte di impianto elettrico costituita dal complesso dei componenti elettrici
aventi una determinata tensione nominale (d’esercizio)
Rete d’esercizio: impianto destinato alla distribuzione dell’energia elettrica agli impianti
utilizzatori. Si distinguono una rete di distribuzione pubblica ed una privata, rispettivamente a
monte e a valle dell’origine dell’impianto utilizzatore.
Impianto utilizzatore: impianto costituito dai circuiti di alimentazione degli apparecchi utilizzatori
e delle prese a spina, comprese le relative apparecchiature di manovra, sezionamento,
interruzione, protezione
Origine di un impianto utilizzatore: punto di consegna dell’energia elettrica all’impianto
utilizzatore, in genere da una rete di distribuzione pubblica
Circuito elettrico: parte dell’impianto utilizzatore avente unica alimentazione protetta contro le
sovracorrenti dallo stesso dispositivo di protezione
Circuito terminale: circuito direttamente collegato agli apparecchi utilizzatori o alle prese a spina
I sistemi elettrici possono essere o meno collegati a terra in un loro punto, mentre le masse degli
apparecchi ad essi collegati devono nella maggior parte dei casi essere obbligatoriamente
collegate a terra.
I sistemi vengono classificati con due lettere, che hanno il seguente significato:
prima lettera (situazione del sistema)
T = collegamento diretto a terra di un punto (in genere il neutro)
I = isolamento da terra, oppure collegamento a terra di un punto (in genere il neutro) tramite
un’impedenza
seconda lettera (situazione delle masse)
T = collegamento a terra
N = collegamento al punto del sistema elettrico collegato a terra
sistema TN
Il ha un punto collegato direttamente a terra e le masse dell’installazione collegate a
quel punto per mezzo del conduttore di protezione. 4
sistema IT
Il non ha parti collegate direttamente a terra, mentre le masse sono collegate a terra.
PROVVEDIMENTI DA REALIZZARE PER LA REALIZZAZIONE DI UN IMPIANTO SICURO
1) Protezione dalle tensioni di contatto diretto
Definizione: si parla di contatto diretto quando si entra in contatto con una parte
dell’impianto normalmente in tensione
2) Protezione dalle tensioni di contatto indiretto
Definizione: si parla di contatto indiretto quando si entra in contatto con una massa o con
una parte conduttrice che in condizioni normali non dovrebbe essere in tensione ma che vi
si trova per un difetto dell’isolamento
3) Protezione dai sovraccarichi
Definizione: il sovraccarico è una sovracorrente che si stabilisce in un circuito
elettricamente sano che eventualmente alimenta un carico che presenta una anomalia
(motore con rotore bloccato) o ad un circuito utilizzato al di là dei parametri di progetto
(troppi carichi alimentati dalla stessa presa)
4) Protezione dai corto circuiti 5
Definizione: il corto circuito è una sovracorrente prodotta da un guasto di impedenza
trascurabile tra due o più parti di un circuito che presentano tra loro una tensione
PROTEZIONE DALLE TENSIONI DI CONTATTO DIRETTO
La protezione dalle tensioni di contatto diretto è effettuata prevedendo in generale adeguati
isolamenti per tutte le parti in tensione, comprese le parti d’impianto di categoria 0 (servizi
segnalazioni-telefoni) e racchiudendo le parti attive degli impianti, nonché le giunzioni e
morsettiere, entro custodie; sono ammessi i seguenti provvedimenti:
- isolamento delle parti attive
- protezione mediante involucri e barriere
- protezione mediante ostacoli
- protezione mediante distanziamento
Il grado di protezione degli involucri e delle barriere viene valutato con la sigla IPX1X2 dove X1
individua quanta protezione la barriera o l’involucro realizza contro la penetrazione di corpi solidi
(0 < X1 < 6) e X2 individua quanta protezione la barriera o l’involucro realizza contro la
penetrazione dei liquidi (0 < X2 < 8)
E’ buona prassi nella realizzazione di nuovi impianti che il grado di protezione delle custodie
(involucri dei quadri elettrici, scatole di derivazione, custodie interruttori-prese, ecc.) sia minimo:
IP 55 per posa all’esterno degli edifici o in ambienti bagnati o umidi
IP 44 (IPxxD) per posa in depositi/magazzini, centrali e locali tecnici
IP 40 per posa in altri locali interni
PROTEZIONE DALLE TENSIOMI DI CONTATTO INDIRETTO
Provvedimenti ammessi:
- protezione mediante interruzione automatica del circuito
- protezione mediante componenti elettrici di classe II (con isolamento doppio o rinforzato) e
identificati dal segno grafico (doppio quadrato)
- protezione per mezzo di luoghi non conduttori
- protezione per mezzo di collegamento equipotenziale locale, non connesso a terra
- protezione per separazione elettrica
Solitamente la protezione è realizzata con interruttori automatici con relè termico o con relè
differenziale (scelta consigliata)
Impianti alimentati in Bassa Tensione da contatori della Compagnia Elettrica (Impianti di categoria
I - Sistema TT)
per la protezione da tensioni di contatto indiretto secondo le norme CEI 64-8/4 art. 413.1.4.2, si
deve rispettare la relazione: I < 50/R
a a
dove: I è la corrente che provoca il funzionamento di un dispositivo di protezione (entro 5 secondi
a
per dispositivi di massima corrente, entro 1 secondo per dispositivi differenziali)
R è la somma della resistenza dei dispersori e dei conduttori di protezione nei punti di guasto
a
Qualora la suddetta relazione non possa essere rispettata con i soli interruttori automatici
magnetotermici, ma si debbano utilizzare protezioni aggiuntive del tipo a corrente differenziale, si
selettività di intervento
dovrà rispettare la dei vari interruttori, ovvero, così come eventuali corto
circuiti o sovraccarichi causeranno l’apertura del solo interruttore immediatamente a monte del
circuito interessato dal guasto, senza provocare l’apertura degli interruttori principali dei quadri di
6
distribuzione, analogamente, i guasti a terra faranno intervenire la protezione differenziale del
solo interruttore immediatamente a monte del punto di guasto.
Gli interruttori che proteggono i vari circuiti in partenza dai quadri saranno quindi equipaggiati con
protezioni differenziali con correnti e tempi di intervento decrescenti lungo le radiali del sistema di
distribuzione (con correnti e tempi decrescenti rispetto all’interruttore a monte)
PROTEZIONE DAI SOVRACCARICHI E CORTO CIRCUITI
Le protezioni dai sovraccarichi sono realizzate con:
Le protezioni di corto circuito saranno realizzate dagli stessi interruttori automatici citati quali
protezioni contro i sovraccarichi, che soddisferanno anche le seguenti condizioni:
- potere d’interruzione uguale o superiore alla massima corrente di corto circuito (Iccm) presunta
nel punto d’installazione 7
- il valore minimo della corrente di corto circuito produrrà l’apertura dell’interruttore entro 5
secondi
- l’impulso termico lasciato transitare dall’interruttore, per i valori minimo e massimo della
corrente di corto circuito, sarà sopportabile dalla conduttura in relazione alla sezione e al tipo
d’isolamento
La verifica di tenuta dei conduttori all’impulso termico sarà fatta verificando la relazione (norma
CEI 64-8/4 art. 434.3.2): √t < K.S/I
ovvero, con approssimazione consentita: I x t < K x S
2 2 2
x t è il risultato dell’integrale di Joule per la durata del corto circuito lasciato transitare
dove: I
2
dall’interruttore, in A s
2
K è un coefficiente che tiene conto della natura del conduttore e del materiale isolante (CEI 11-7
art. 2.2.02) K = 115 per conduttori in rame isolati con PVC; K = 143 per conduttori in rame isolati
con gomma etilenpropilenica e propilene reticolato
S è la sezione del conduttore in mm 2
La posa delle scatole elettriche nelle partizioni interne deve essere tale da non creare dei “ponti
acustici”: evitare di realizzare scatole elettriche contrapposte tra le due pareti, riducendo l’effetto
isolante.
CLASSIFICAZIONE DEI COMPONENTI ELETTRICI IN CLASSI SECONDO IL LORO MODO DI PROTEZIONE
CONTRO I CONTATTI INDIRETTI
Componente di classe 0: componente dotato di isolamento principale e non provvisto di alcun
dispositivo pe
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti integrazione impiantistica
-
Laboratorio di integrazione impiantistica
-
Integrazione Impiantistica - Appunti
-
Lab di Integrazione Impiantistica - Appunti + Domande ed Esercizi esame